14/01/2026
Un fumetto per aiutare i bambini africani a riconnettersi con la propria storia e il proprio patrimonio culturale. È l’obiettivo di Etan Comics, casa editrice panafricana fondata dall’etiope Beserat Debebe, che attraverso graphic novel e fumetti racconta miti, vicende storiche e immaginari africani spesso assenti dalla cultura pop globale.
Debebe racconta di essere cresciuto ad Addis Abeba leggendo quasi esclusivamente fumetti di supereroi americani. Da qui una domanda che ha segnato la nascita del progetto: «Perché non ho mai visto, in tutta la mia vita da appassionato di fumetti, una storia con un eroe etiope o con la storia etiope al suo interno?», dice al Financial Times. L’unico riferimento africano era Black Panther, che secondo Debebe «mette insieme 54 Paesi africani in uno solo. È come fondere tutta l’Europa in un unico personaggio e dire: questa è la vostra storia. Per me era assurdo». Da qui la decisione: «Ho capito che dovevo creare ciò che mancava».
Nel 2018 Etan Comics ha pubblicato i primi supereroi etiopi, Jember e Hawi. Quest’ultima è considerata la prima supereroina dei fumetti etiopi: una giovane donna protagonista di una storia fantasy ambientata nell’Etiopia contemporanea, che attinge a un passato millenario. I fumetti, pubblicati in inglese e amarico, hanno superato i 128 mila dollari di vendite e si presentano come la “casa dei supereroi africani”.
Il progetto ha ricevuto anche riconoscimenti letterari: Maaza Mengiste, scrittrice etiope candidata al Booker Prize, ha firmato la prefazione di Jember. «I supereroi della mia infanzia assomigliavano ai loro creatori, e quei creatori non assomigliavano a me», scrive Mengiste, osservando che personaggi come Superman o Wonder Woman mancavano di ciò che lei possedeva: «La mia eredità. La mia africanità. La mia etiopicità».
Negli ultimi anni, spiega Debebe, è in crescita una nuova generazione di “fumetti africani creati da africani”, distribuiti anche negli Stati Uniti, dove vive una vasta diaspora etiope. Etan Comics ha inoltre lanciato Zufan, una serie di fantascienza ispirata alla resistenza etiope al colonialismo, che rilegge la battaglia di Adua del 1896 sostituendo le potenze europee con invasori alieni.
Secondo Minas Halefom, fondatore della casa editrice etiope Jebdu Stories, «i fumetti sono un ottimo modo per raccontare storie dimenticate, soprattutto nel contesto etiope. Più in generale, sono un mezzo potente per raccontare storie africane al mondo, spesso oscurate dalla narrazione occidentale».
Fenomeni simili emergono anche in Kenya e Nigeria, dove editori locali riscoprono miti, figure storiche e immaginari tradizionali. «C’è una domanda globale crescente di storie africane», osserva Jide Martin, fondatore di Comic Republic. «Molte persone nel mondo cercano la propria identità, e i fumetti sono un mezzo straordinario per raccontarla». Per Debebe, si tratta solo dell’inizio: «Credo fermamente che siamo all’alba dell’era dei fumetti africani».
Foto credit: Etan Comics