Incursioni di Pace-Rete Progetto Pace Vicenza

Incursioni di Pace-Rete Progetto Pace Vicenza Scuole: Ceccato; Rossi; Fogazzaro; Fusinieri; Masotto e Marzotto-Luzzatti

L’associazione ha come scopo promuovere la diffusione di una cultura di pace attraverso iniziative di educazione alla mondialità, alla cittadinanza attiva, responsabile e partecipativa, alla democrazia, alla legalità, all’interculturalità, allo sviluppo sostenibile, alla reciprocità e all’unità fra i popoli, alla bellezza in ambito artistico, di promozione dei diritti umani, delle pari opportunità e della solidarietà.

14/01/2026
«Mentire continuamente non ha lo scopo di far credere alle persone una bugia, ma di garantire che nessuno creda più in n...
14/01/2026

«Mentire continuamente non ha lo scopo di far credere alle persone una bugia, ma di garantire che nessuno creda più in nulla. Un popolo che non sa più distinguere tra verità e menzogna non può distinguere tra bene e male. E un popolo così, privato del potere di pensare e giudicare, è, senza saperlo o volerlo, completamente sottomesso all'impero della menzogna. Con persone come queste, puoi fare quello che vuoi» (Hannah Arendt)

14/01/2026

Nella Striscia di Gaza almeno cinque persone sono morte a causa del freddo, del vento e degli accampamenti precari Condividi CondividiFacebookX (Twitter)EmailWhatsappRegala il PostPalestinesi attraversano il campo per sfollati con le taniche dell'acqua, 13 gennaio 2026 (AP Photo/Jehad Alshrafi)Nella...

14/01/2026

Hikmat al-Hijri, a Druze leader in Syria’s southern Suwayda province, has once again escalated his incitement against the Syrian state, openly declaring that his followers are an “inseparable part of Israel”.

Al-Hijri made the remarks in an interview published Tuesday by the Israeli daily Yedioth Ahronoth.

The Druze community in Suwayda has three religious authorities whose positions occasionally diverge: Hikmat al-Hijri, Hammoud Yahya al-Hinnawi, and Yusuf Jarbou’. Followers of al-Hijri represent a minority and are not viewed as representative of the Druze community in the province.

Read: https://www.middleeastmonitor.com/20260113-druze-leader-renews-incitement-against-syrian-state-calls-followers-part-of-israel/

14/01/2026

Un fumetto per aiutare i bambini africani a riconnettersi con la propria storia e il proprio patrimonio culturale. È l’obiettivo di Etan Comics, casa editrice panafricana fondata dall’etiope Beserat Debebe, che attraverso graphic novel e fumetti racconta miti, vicende storiche e immaginari africani spesso assenti dalla cultura pop globale.

Debebe racconta di essere cresciuto ad Addis Abeba leggendo quasi esclusivamente fumetti di supereroi americani. Da qui una domanda che ha segnato la nascita del progetto: «Perché non ho mai visto, in tutta la mia vita da appassionato di fumetti, una storia con un eroe etiope o con la storia etiope al suo interno?», dice al Financial Times. L’unico riferimento africano era Black Panther, che secondo Debebe «mette insieme 54 Paesi africani in uno solo. È come fondere tutta l’Europa in un unico personaggio e dire: questa è la vostra storia. Per me era assurdo». Da qui la decisione: «Ho capito che dovevo creare ciò che mancava».

Nel 2018 Etan Comics ha pubblicato i primi supereroi etiopi, Jember e Hawi. Quest’ultima è considerata la prima supereroina dei fumetti etiopi: una giovane donna protagonista di una storia fantasy ambientata nell’Etiopia contemporanea, che attinge a un passato millenario. I fumetti, pubblicati in inglese e amarico, hanno superato i 128 mila dollari di vendite e si presentano come la “casa dei supereroi africani”.

Il progetto ha ricevuto anche riconoscimenti letterari: Maaza Mengiste, scrittrice etiope candidata al Booker Prize, ha firmato la prefazione di Jember. «I supereroi della mia infanzia assomigliavano ai loro creatori, e quei creatori non assomigliavano a me», scrive Mengiste, osservando che personaggi come Superman o Wonder Woman mancavano di ciò che lei possedeva: «La mia eredità. La mia africanità. La mia etiopicità».

Negli ultimi anni, spiega Debebe, è in crescita una nuova generazione di “fumetti africani creati da africani”, distribuiti anche negli Stati Uniti, dove vive una vasta diaspora etiope. Etan Comics ha inoltre lanciato Zufan, una serie di fantascienza ispirata alla resistenza etiope al colonialismo, che rilegge la battaglia di Adua del 1896 sostituendo le potenze europee con invasori alieni.

Secondo Minas Halefom, fondatore della casa editrice etiope Jebdu Stories, «i fumetti sono un ottimo modo per raccontare storie dimenticate, soprattutto nel contesto etiope. Più in generale, sono un mezzo potente per raccontare storie africane al mondo, spesso oscurate dalla narrazione occidentale».

Fenomeni simili emergono anche in Kenya e Nigeria, dove editori locali riscoprono miti, figure storiche e immaginari tradizionali. «C’è una domanda globale crescente di storie africane», osserva Jide Martin, fondatore di Comic Republic. «Molte persone nel mondo cercano la propria identità, e i fumetti sono un mezzo straordinario per raccontarla». Per Debebe, si tratta solo dell’inizio: «Credo fermamente che siamo all’alba dell’era dei fumetti africani».

Foto credit: Etan Comics

Parisa Nazario
14/01/2026

Parisa Nazario

12/01/2026

🔎 L’onda lunga delle proteste in Iran non si ferma. Da Teheran alle province, fino alla diaspora nelle piazze di tutto il mondo, migliaia di persone continuano a sfidare la repressione del regime chiedendo libertà, diritti e dignità. La risposta delle autorità è sempre più brutale: arresti di massa, centinaia di vittime, silenzio imposto.

🌳 In questo scenario, la voce di Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023 e Giusta al Giardino dei Giusti di Milano, risuona con forza: “La vittoria non è facile, ma è certa. Siate la voce del popolo iraniano”. Un appello a non voltarsi dall’altra parte e a sostenere chi rischia tutto per un futuro diverso.

🕊️ Donna, Vita, Libertà. La solidarietà internazionale oggi non è un gesto simbolico: è una responsabilità.

12/01/2026

Emergenze - Nigeria, dagli ospedali alle strade la protesta totale di Ekpoma contro i sequestri - L'aggravarsi della crisi di sicurezza a Ekpoma scatena rabbia e paura tra i cittadini

12/01/2026

Il processo per l'inquinamento da sostanze per- e polifluoroalchiliche andrà avanti. Ma intanto, il verdetto di primo grado della Corte d'assise di Vicenza parla chiaro: «Il fine perseguito è stato evidentemente il profitto, il profitto ad ogni costo». I manager che si sono succeduti alla guida dello stabilimento industriale ex Miteni di Trissino sono stati condannati complessivamente a 141 anni di carcere. Di questi, 115 sono per l'avvelenamento delle acque, «Un reato che esiste nel nostro ordinamento dai tempi della Seconda Guerra mondiale», spiega la docente di diritto ambientale Claudia Marcolungo, «e pensato contro il terrorismo delle truppe in ritirata».

Leggi l'articolo di Elisa Cozzarini
👉 https://www.vita.it/pfas-la-sentenza-in-veneto-si-e-agito-per-profitto-a-costo-di-avvelenare-le-acque/

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