12/04/2026
“Mentre parliamo di abilismo, nel mondo sono in corso violenze e genocidi, come quello in Palestina.”
Così le relatrici Elena e Maria Chiara di Witty Wheels hanno aperto il proprio intervento, aiutandoci a collocare fin da subito il discorso su disabilità e abilismo all’interno di un quadro politico più ampio, attraversato da relazioni di potere, esclusione e violenza sistemica nei confronti di tutte le minoranze umane marginalizzate.
Al centro del dialogo, la disabilità come identità e il ruolo delle narrazioni: non semplici rappresentazioni, ma modi di raccontare che costruiscono realtà, creando gerarchie e contribuendo a processi di deumanizzazione nel modo in cui la società guarda e definisce le persone con disabilità
Questi meccanismi si riproducono ogni volta che individui o gruppi vengono costruiti come inferiori o “non del tutto umani”: è in questo passaggio, culturale e politico insieme, che si rendono possibili forme sempre più radicali di esclusione e violenza. Riconoscerli è una condizione necessaria per sviluppare consapevolezza e immaginare pratiche collettive di trasformazione.
Durante l’incontro abbiamo anche parlato della loro ultima pubblicazione, il fumetto “Che brava che sei. Otto storie di abilismo quotidiano”, edito da Laterza, che affronta la tematica dell’abilismo in modo ancora più accessibile e divulgativo.
Grazie a Mario Paolini per il contributo, accompagnato dalla conduzione attenta di Manuela Fossa e dal supporto fondamentale di Barbamoccolo.
Come organizzatrice, resta la convinzione dell’importanza di continuare a costruire momenti di riflessione condivisa su questi temi.
Evento realizzato con il contributo del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.