26/05/2026
Nel dipinto “Il giardino della morte”, Hugo Simberg, rappresenta la morte non come un’ombra crudele, ma come una figura silenziosa, quasi gentile, che accompagna il nostro cammino.
Il giardino non è un luogo di terrore, ma di cura: un spazio dove ciò che finisce viene accolto con delicatezza.
Le persone non vengono trascinate via, ma accompagnate, passo dopo passo, come se la morte fosse una guida discreta che conduce verso un altro stato di esistenza.
E la natura, intorno, sembra tranquilla.
Non c’è violenza. C’è un senso di pace, di ordine, di serenità.
Forse il messaggio più profondo è questo: la morte non è un nemico da evitare o combattere, bensì una parte naturale della vita, un passaggio che, se accettato, può diventare leggero.
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