05/01/2026
L’Epifania non è soltanto una data che chiude il tempo delle feste.
Nel linguaggio esoterico è un passaggio, una soglia sottile in cui ciò che era nascosto si rivela.
La parola stessa significa manifestazione: è il momento in cui la luce, dopo il buio del solstizio, diventa conoscenza. Non una luce che acceca, ma una luce che svela. È il tempo in cui l’invisibile lascia tracce nel visibile, e l’anima è chiamata a riconoscerle.
I Re Magi, nel simbolismo iniziatico, rappresentano il cammino interiore di chi segue i segni, attraversa il silenzio e si affida all’intuizione. I loro doni – oro, incenso e mirra – parlano di corpo, spirito e anima offerti al principio sacro che nasce dentro ogni essere.
Nella tradizione popolare, la Befana custodisce un sapere ancora più antico: è la Vecchia Saggia, la Madre del Tempo. Brucia il passato per permettere al nuovo ciclo di iniziare, porta via ciò che non serve più e ci ricorda che ogni fine è, in verità, una trasformazione.
Piccolo gesto simbolico per l’Epifania:
Accendi una candela bianca o dorata.
Su un foglio scrivi ciò che in questo tempo ti è stato rivelato: una verità, un’intuizione, una consapevolezza emersa dal silenzio.
Sul retro scrivi ciò che senti di dover lasciare andare.
Brucia il foglio con la fiamma della candela (in sicurezza), lasciando che il fumo porti via il superfluo e che la luce trattenga l’essenziale.
Perché l’Epifania non porta cose nuove.
Porta occhi nuovi per vedere ciò che è sempre stato lì.