Orti cognitivi

Orti cognitivi Uno spazio dove psicologia, crescita e genitorialitá si intrecciano per coltivare menti e relazioni.

02/01/2026

Non tutti i fallimenti hanno qualcosa da insegnarti.
E non perché tu non sia capace di riflettere o di crescere.

Ma perché alcune esperienze non chiedono di essere capite subito.
Chiedono di essere attraversate, contenute, rispettate.

La pressione a dover “imparare qualcosa” da ogni dolore
può diventare un’ulteriore forma di violenza verso se stessi.
Come se fermarsi, sentire, proteggersi non fosse già abbastanza.

In psicologia, il significato non si forza.
Arriva quando c’è spazio emotivo, sicurezza, distanza.

E se oggi non c’è nessuna lezione da ti**re fuori,
non stai fallendo di nuovo.
Stai solo facendo quello che serve.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
Psicologa clinica
orticognitivi@gmail.com
329 6738515

24/12/2025

A Natale i social raccontano immagini di felicità, condivisione e serenità.
Ma la realtà emotiva di molte persone è spesso più complessa.

Le festività amplificano aspettative, ruoli familiari e dinamiche relazionali già presenti.
Per questo possono emergere tristezza, irritabilità, senso di inadeguatezza o solitudine.

Fare fatica a Natale non significa essere deboli o ingrati.
Significa dare spazio a ciò che chiede ascolto.

Normalizzare queste emozioni è parte del prendersi cura di sé.
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Dott.ssa Alessandra Albanese
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22/12/2025

In terapia il gioco non ha una funzione ricreativa, ma rappresenta un vero e proprio strumento di intervento clinico.

Attraverso materiali strutturati come questo è possibile lavorare in modo integrato su abilità visuo-spaziali, velocità di elaborazione, attenzione, flessibilità cognitiva e problem solving, affiancando il lavoro sulle competenze emotive e relazionali.

Il gioco consente al bambino di agire, sperimentare e organizzare l’esperienza, riducendo l’ansia da prestazione e favorendo un coinvolgimento autentico. All’interno della relazione terapeutica diventa uno spazio sicuro in cui osservare il funzionamento cognitivo ed emotivo e potenziare le risorse, senza forzature né richieste esclusivamente verbali.

In questo senso, il gioco non è un premio né un riempitivo, ma un canale privilegiato di accesso ai processi di sviluppo e un mezzo efficace per promuovere cambiamento e apprendimento.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
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13/12/2025

Stare meglio non è una linea retta
e non è una gara a chi soffre meno.

È un processo di contatto, riconoscimento e tolleranza del proprio mondo interno.
E spesso inizia proprio quando smettiamo di chiederci perché “non stiamo bene abbastanza”.

💬 Questa idea di benessere ti appartiene o ti mette in difficoltà?
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Dott.ssa Alessandra Albanese
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29/11/2025

🎄 A Natale la memoria si riattiva attraverso i sensi e le emozioni.
Nell’Alzheimer, soprattutto nelle fasi iniziali, stimoli affettivi e sensoriali (musica, profumi, rituali familiari) mantengono più a lungo l’accesso al sé, all’orientamento emotivo e al riconoscimento relazionale, rispetto ai soli ricordi cognitivi espliciti.
Come nei bambini: ciò che rimane davvero è il sentirsi presenti insieme.

✨ Un ricordo può accendersi anche in un gesto semplice: canta, annusa, ripeti un rito condiviso.

📌 Salva questo reel per rileggerlo sotto le feste.
💌 Condividilo con chi si prende cura ogni giorno di un ricordo fragile.
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27/11/2025

🧠 Le emozioni cercano connessione, non soluzioni immediate.
La validazione emotiva riduce l’attivazione della rete della salienza (amigdala–insula), favorendo regolazione affettiva, sicurezza relazionale e chiarezza cognitiva.
Prima di aggiustare, sintonizzati: è lì che inizia il cambiamento.

🎯 Ascolta. Nomina. Valida. Connetti.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
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Oggi condivido una delle cose che amo di più nei percorsi evolutivi: le esperienze reali che accendono il cervello dei b...
16/11/2025

Oggi condivido una delle cose che amo di più nei percorsi evolutivi: le esperienze reali che accendono il cervello dei bambini.

Vedere un animale da vicino non è solo un momento divertente: è un potente allenamento per attenzione, linguaggio e memoria.
Nella psicologia dello sviluppo, questo si chiama attenzione congiunta: adulto e bambino guardano la stessa cosa, condividono l’interesse e costruiscono significato insieme.

Quando l’interesse è alto (e gli animali lo sono sempre!), il bambino:
• mantiene più facilmente l’attenzione
• apprende nuove parole in modo naturale
• collega i sensi alle informazioni → memoria più forte
• fa domande, osserva, racconta → linguaggio più ricco

L’esperienza diretta resta sempre uno degli strumenti più potenti che abbiamo per sostenere la crescita.
E per i bambini… è semplicemente magia.

👉 Se ti interessa un post anche su “come osservare gli animali con i bambini in modo educativo”, scrivimelo nei commenti.


14/11/2025

𝘼 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘱𝘦𝘻𝘻𝘰.
𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘮𝘦 𝘢 𝘤𝘪ò 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰.

Viviamo inseguendo l’idea che “quando tutto sarà completo, allora starò bene”.
Completerò quel pezzo.
Sistemerò quel difetto.
Raddrizzerò quel pensiero.
Metterò tutto in ordine…
e poi, finalmente, sarò in pace.

La verità?
Ci sarà sempre un tratto fuori posto, uno spazio da riempire, una parte che stona.
Non perché siamo sbagliati, ma perché siamo umani.

Il punto non è “chiudere il cerchio”.
Il punto è imparare a riconoscere quello che proviamo, anche quando non torna tutto.
Anche quando ci sembra di mancare un pezzo.
Anche quando dentro c’è confusione, paura, rabbia o fatica.

Non sei un cerchio incompleto.
Sei un processo.
Un movimento.
Un’opera in trasformazione.

E ciò che senti ha sempre un nome.
A volte basta solo darglielo.

✨ Oggi prova a chiederti: qual è quel pezzettino che sto ignorando?
Non per giudicarti.
Solo per ascoltarti.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
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12/11/2025

✨ L’esperimento della caramella (Mischel, 1972) è uno degli studi più famosi della psicologia: mostrò che i bambini capaci di aspettare una ricompensa più grande avevano, negli anni, maggior autocontrollo, capacità di concentrazione e successo accademico.

Oggi sappiamo che dietro a questa “attesa” c’è un vero e proprio allenamento cerebrale:
ogni volta che resistiamo a un impulso, rafforziamo i circuiti della corteccia prefrontale, responsabile di decisioni, pianificazione e regolazione emotiva.

Allenare l’autocontrollo non è reprimere un desiderio: è imparare a scegliere in modo consapevole.

💭 Ti sei mai trovato davanti a una “caramella immediata” nella vita?
Scrivilo nei commenti 👇
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Dott.ssa Alessandra Albanese
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10/11/2025

La maggior parte dei conflitti relazionali non nasce dal contenuto delle parole, ma dal modo in cui siamo regolati nel momento in cui le diciamo.

Il cervello umano decodifica prima:
1. postura
2. micro-espressioni
3. ritmo del respiro
4. tono vocale
…e solo dopo il significato letterale.

Questo vale in coppia, al lavoro, in famiglia, con i figli, a scuola, ovunque.

Migliorare la comunicazione non significa “trovare le parole giuste”, significa lavorare sulla regolazione emotiva mentre comunichiamo.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
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08/11/2025

Molte dinamiche relazionali che si ripetono non dipendono da scelta consapevole, ma da schemi interpersonali appresi nelle prime relazioni di attaccamento (Bowlby, 1969).
Questi schemi si conservano nella memoria implicita (Schacter, 1996): non li raccontiamo, li riproduciamo.

Il cervello tende a privilegiare ciò che è familiare rispetto a ciò che è funzionale, poiché la coerenza interna viene percepita come sicurezza (Siegel, 2010).
Per questo possiamo ritrovarci in pattern che riconosciamo, ma che fatichiamo a modificare.

Rendere questi processi consapevoli è il primo passo per poterli trasformare.

Se ti accorgi che alcune dinamiche si ripetono, può essere utile esplorarle in un contesto clinico.

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Dott.ssa Alessandra Albanese
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👻 Non servono mostri per spaventare uno psicologo…bastano certe frasi che sentiamo tutto l’anno!Qual è quella che ti fa ...
31/10/2025

👻 Non servono mostri per spaventare uno psicologo…
bastano certe frasi che sentiamo tutto l’anno!

Qual è quella che ti fa più “rabbrividire”?
Scrivila nei commenti 👇

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