17/04/2026
Al giorno d’oggi, a causa di crisi lavorativa, stili di vita più permissivi, spesso al di sopra delle proprie possibilità economiche, crisi finanziaria, pressione fiscale, costi elevati di beni di prima necessità, spese impreviste, molte persone, seppur consapevoli delle necessità e dell’utilità della sanità privata soprattutto in un sistema sanitario pubblico che fatica ad arginare le richieste degli utenti e a garantire esami diagnostici e prestazioni gratuite o con spese irrisorie a tutta la popolazione, devono rinunciare a farsi curare dove vorrebbero o a fare la prevenzione primaria e secondaria che da tempo molti medici lungimiranti decantano.
In una situazione come questa, avere uno stile di vita sano diventa INDISPENSABILE.
Per ridurre l’incidenza di malattie, per ridurre l’impatto sulle prestazioni sanitarie e sull’aumento delle tasse, per ridurre la possibilità di non ve**re curati con i tempi e le giuste modalità.
In un certo senso, proprio nei momenti in cui abbiamo poche possibilità economiche e difficoltà di accesso economico alle cure private, dovremmo pensare che l’unica arma che abbiamo è cercare di non ammalarci. Almeno per quello che dipende da noi, dalle nostre scelte e dal nostro stile di vita.
Perché in un mondo sempre più longevo, aumenta anche il divario tra anni di vita e anni di vita in salute.
Lo slogan “preve**re è meglio che curare” non è un caso.
Ammalarsi ha un costo.
Un costo elevato, in una popolazione che invecchia e cronicizza le malattie e le conseguenze di esse.
E questo crea un collasso rispetto alle possibilità di cura nel comparto pubblico.
Voi cosa ne pensate?