Dott. Antonio Pacella, MD

Dott. Antonio Pacella, MD Medico. Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Diabetologia. Diplomato in Medicina Estetica. Docente Universitario aC. Medico FIGC.

Perfezionato in Nutrizione Oncologica, Pediatrica, Patologie Digestive e Metaboliche, Lifestyle Medicine. Nutrizione per patologie
Malattie digestive
Medicina Antiaging
Malattie metaboliche
Medicina Estetica
Mesoterapia Antalgia

Studi:

SULMONA (L'AQUILA)
POPOLI (PESCARA)
ROMA

17/04/2026

Al giorno d’oggi, a causa di crisi lavorativa, stili di vita più permissivi, spesso al di sopra delle proprie possibilità economiche, crisi finanziaria, pressione fiscale, costi elevati di beni di prima necessità, spese impreviste, molte persone, seppur consapevoli delle necessità e dell’utilità della sanità privata soprattutto in un sistema sanitario pubblico che fatica ad arginare le richieste degli utenti e a garantire esami diagnostici e prestazioni gratuite o con spese irrisorie a tutta la popolazione, devono rinunciare a farsi curare dove vorrebbero o a fare la prevenzione primaria e secondaria che da tempo molti medici lungimiranti decantano.

In una situazione come questa, avere uno stile di vita sano diventa INDISPENSABILE.
Per ridurre l’incidenza di malattie, per ridurre l’impatto sulle prestazioni sanitarie e sull’aumento delle tasse, per ridurre la possibilità di non ve**re curati con i tempi e le giuste modalità.

In un certo senso, proprio nei momenti in cui abbiamo poche possibilità economiche e difficoltà di accesso economico alle cure private, dovremmo pensare che l’unica arma che abbiamo è cercare di non ammalarci. Almeno per quello che dipende da noi, dalle nostre scelte e dal nostro stile di vita.

Perché in un mondo sempre più longevo, aumenta anche il divario tra anni di vita e anni di vita in salute.

Lo slogan “preve**re è meglio che curare” non è un caso.
Ammalarsi ha un costo.
Un costo elevato, in una popolazione che invecchia e cronicizza le malattie e le conseguenze di esse.
E questo crea un collasso rispetto alle possibilità di cura nel comparto pubblico.

Voi cosa ne pensate?

Viviamo in un mondo in cui gran parte dei medici non sa più fare diagnosi o non perde tempo a farla. Non conosce più l'e...
16/04/2026

Viviamo in un mondo in cui gran parte dei medici non sa più fare diagnosi o non perde tempo a farla.
Non conosce più l'empatia, la medicina basata sulle evidenze e la capacità di ascolto.
Ci curiamo in base a nuove malattie che vengono inventate per vendere farmaci che non curano ma ammalano e abbiamo timore di ammalarci grazie alla disinformazione che spesso viene spinta da chi ha necessità di vendere.
Ci basiamo sulle statistiche per prescrivere medicine che non aiutano nessuno e che vengono date a persone che stanno bene per dargli la speranza di non stare male.

Torniamo all'individuo, ai rapporti quotidiani.

Perchè la medicina è una sola, ma non è quella che stiamo facendo.

Una domanda.Perché quando vi sentite a dieta rinunciate a tutti i piaceri della tavola, soprattutto quello che vi piace ...
16/04/2026

Una domanda.

Perché quando vi sentite a dieta rinunciate a tutti i piaceri della tavola, soprattutto quello che vi piace tanto, andando a scegliere alimenti tristi, monotoni e senza anima, sperando di finire subito questo "martirio", mentre quando decidete di sospendere la "dieta" (perché per voi equivale a una rinuncia), mangiate tutto quello che vi capita a tiro, senza un senso e tante volte anche se non vi va, sentendovi poi in colpa e di nuovo affogando nel cibo la vostra frustrazione?

Avete mai provato ad affrontare il problema con un percorso serio, insieme ad uno psicoterapeuta, ad un laureato in scienze motorie e uno specialista in scienza dell’alimentazione?
O pretendete di essere voi a potervi gestire problemi che vi portate avanti per tutta la vita, pensando ancora che ingrassare sia una questione di zuccheri, grassi e calorie, invece che di comportamenti sbagliati?
Ricordatevi che nessuno decide di ingrassare o di mangiare senza senso.
Se non capite che il cibo è solamente la punta di un iceberg dietro la quale si nascondono problemi familiari, affettivi, lavorativi, economici e personali, potete fare tutte le diete che volete, quelle miracolose, lampo, alla moda o strane, ma il risultato sarà sempre il fallimento.
Puntate a imparare a mantenere i risultati ottenuti, non a fare una gara per ottenerli.

Grazie a chi si farà avanti per rispondere.

Sarebbe bello se un giorno, i medici, invece di prescrivere alle persone in sovrappeso quali cibi eliminare o quali diet...
15/04/2026

Sarebbe bello se un giorno, i medici, invece di prescrivere alle persone in sovrappeso quali cibi eliminare o quali diete privative fare, magari facendo spendere loro soldi inutili per test diagnostici e integratori, iniziassero a PRESCRIVERE sul ricettario (come faccio da sempre e come fanno molti miei colleghi), la quantità e la qualità del movimento quotidiano non programmato e dell’attività fisica.
Perché andare in palestra due volte a settimana (quando va bene) serve solo a espiare i sensi di colpa e a pulirsi la coscienza.
In Italia ci sono migliaia di esperti laureati in scienze motorie, chinesiologi, posturologi, fisioterapisti, specializzati anche nell’attività fisica di persone con disabilità e con obesità o malattie metaboliche.
Dobbiamo investire sulla salute e sulla qualità della vita se vogliamo sperare in una longevità in salute. Altrimenti è sopravvivenza vissuta male.
Per non parlare dell’importanza della psiche. Chi ha un problema con il cibo ha un problema con la vita. Non basta e non serve prescrivere diete.
Sono inutili e dannose. Sono diseducative e spesso portano allo sviluppo di ossessioni e ortoressia.

Ricordo ancora con nostalgia quando quasi 20 anni fa, insieme a due amici e menti illuminate (Federico Aniballi, psicologo e Federico Luzi, osteopata e esperto di movimento e postura che ha poi dato vita a sport_evolution_roma) creammo il programma “Dimagra-mente” con la visita medica e nutrizionale, motivazionale e psicologica, posturale e motoria per tutti i pazienti, intesa come percorso globale. Tutto parte dalla mente, dalla consapevolezza. Non solo dalla motivazione e dalla necessità.

Un approccio vincente, che ha portato molte persone a cambiare vita, a preve**re le malattie, che stranamente le politiche sanitarie stentano a capire, in continua assenza di educazione e prevenzione.

Raduno  Futsal+1730 Marzo - 02 Aprile Un’altra bella esperienza formativa per atleti e staff.Sempre un onore e una respo...
02/04/2026

Raduno Futsal+17
30 Marzo - 02 Aprile
Un’altra bella esperienza formativa per atleti e staff.

Sempre un onore e una responsabilità indossare questa maglia e questo logo. E una grande responsabilità aiutare nella crescita giovani talenti e futuri campioni

“La mia dieta ha funzionato!”Una dieta funziona quando ti insegna a stare alla larga da dietologi, nutrizionisti e prome...
31/03/2026

“La mia dieta ha funzionato!”

Una dieta funziona quando ti insegna a stare alla larga da dietologi, nutrizionisti e promesse di ogni genere.
Quando ti rende libero e coscienzioso, quando ti rende immune alle mode e alle religioni del cibo.
Una dieta funziona quando ti fa capire come allontanare diete, bilance e privazioni.

A chi lavora secondo scienza e coscienza non interessa che la gente inizi una dieta.
Le diete non servono a nulla e nessuno.
Bisogna cambiare testa, vita, abitudini. Poco per volta, come quando si inizia il primo giorno di scuola.
Senza pregiudizi e con tante cose nuove da scoprire.
La vita è bella per questo.

Ricordatevi che Confucio diceva: "Se pensi in termini di anni, pianta il riso.
Se pensi in termini di decenni, pianta alberi.
Se pensi in termini di centinaia di anni, insegna alla gente."

A noi interessa insegnare, educare, non imporre!
A voi cosa interessa, imparare o prendervi in giro buttando tempo e denaro?

(In foto una scena dei miei film preferiti che con grande astuzia parla del mondo delle diete)

Dott. Antonio Pacella
Medico Specialista in Scienza dell’alimentazione

Tutte le diete dimagranti funzionano.Dimagrire è la conseguenza di un deficit calorico che può avve**re riducendo la qua...
30/03/2026

Tutte le diete dimagranti funzionano.
Dimagrire è la conseguenza di un deficit calorico che può avve**re riducendo la quantità di cibo rispetto a quello che si mangiava prima, oppure aumentando il dispendio energetico rispetto a quello che si faceva prima, oppure entrambe le cose.

Se si mangiava tantissimo, iniziando a mangiare decentemente si perdono tanti chili in poco tempo.
Se si mangiava poco più del necessario, con una alimentazione equilibrata si perde peso più lentamente.
Stessa cosa aumentando tanto o poco l’attività fisica rispetto a prima.

Ovviamente le diete drastiche e provato he che eliminano tanti cibi o gruppi di alimenti che fino a poco prima si mangiavano abitualmente o in quantità, fanno perdere tanti chili in poco tempo.

Le diete più equilibrate ne fanno perdere meno nel breve periodo.

Ma il succo del discorso è altro.
TUTTE LE DIETE sono INUTILI, se le utilizziamo solo per perdere peso.
Meno mangiamo rispetto a prima e più si perde muscolo. Qualunque dieta sia.
Se non facciamo attività fisica la perdita di peso diventa perdita di muscolo e liquidi.
E di conseguenza indebolimento di metabolismo, funzione degli organi, ossa, articolazioni e cuore. Quindi stanchezza.

Ma soprattutto esultare per aver perso tanti chili non serve a nulla.
Serve esultare se cambiamo abitudini per sempre e quello che facciamo diventa qualcosa che si fa con serenità e coscienza. Tutta la vita.

Altrimenti vi ammalerete. E avrete regalato i soldi a qualcuno che vi ha preso in giro.
Bisogna fare pace col cibo.
Perché mangiare è piacere, condivisione, convivialità.

Andate da chi vi cura.
Non da chi vi punisce e vi giudica.

Sarebbe ora di finirla.Dimagrire non è una gara, una competizione a chi perde più chili in poco tempo.Sono sempre più sc...
29/03/2026

Sarebbe ora di finirla.

Dimagrire non è una gara, una competizione a chi perde più chili in poco tempo.
Sono sempre più sconcertato e deluso dalle continue prese in giro che i pazienti da anni subiscono da parte di chi dovrebbe aiutarli.
La dietologia e la scienza dell’alimentazione sono diventate una barzelletta che ognuno racconta a modo suo.
Le diete sono la prima causa di disturbi alimentari nelle persone.
E spesso le persone cercano le scorciatoie per ottenere in poco tempo i risultati, come avessero da vivere ancora pochi giorni e volessero presentarsi “in tiro” all’occasione.
I nutrizionisti, il lavoro del momento, hanno invece scambiato la salute con il business. Ognuno vende qualcosa. Ognuno promette qualcosa.
Ognuno elimina qualcosa, a turno.
Lo stesso cibo che per alcuni è veleno, per altri è la soluzione.
I pazienti sono completamente disorientati perché non sanno più a chi credere dato che si sentono dire tutto e il contrario di tutto.
Si gioisce pubblicizzando i successi nella conquista di un risultato, ottenuto dietro rinunce e sacrifici assurdi, che purtroppo essendo tali non durano.
Le diete sono completamente inutili se non portano i pazienti a cambiare per sempre abitudini.
Anche se a proporlo sono professoroni che stanno in televisione o scrivono un libro al mese. Quelli che si contornano di personaggi famosi che hanno perso tanti chili e che fanno da sponsor a tante prese in giro.
Le diete sono tutte uguali.
Cambia solo il nome.
Funzionano tutte se l’obiettivo è perdere chili.
Più sono drastiche prima arriva il risultato.
Quest’anno va di moda una cosa, lo scorso anno un’altra.
Poi torna di moda quello che per anni era stato abbandonato.
Non c’è bisogno di un professionista per capire che perdendo peso o grasso si sta meglio di prima. Ma lo scopo di una terapia è guarire oppure migliorare per qualche tempo?
Perché illudete i pazienti che la causa dell’ingrassamento sono le intolleranze alimentari?
Perché illudete i pazienti che mangiare da fame sia una soluzione? Perché illudete i pazienti che eliminare i carboidrati, il Pane o la pasta sia una soluzione?
Vogliamo parlare invece del commercio degli integratori e del guadagno che c’è dietro?
Oppure della prescrizione di farmaci dimagranti che fate preparare da chi fa business con voi?
O ancora, quale è lo scopo di un sondino naso gastrico o di un intervento di chirurgia bariatrica in persone che puntualmente ingrassano di nuovo nel corso di qualche mese?
Ma una coscienza ce l’abbiamo?
Lo capiamo che nessuno decide volontariamente di mangiare troppo, di ingrassare, di stare male e di farsi del male?
Dietro una persona in sovrappeso, in sottopeso, anoressica, bulimica, ossessionata dal cibo, c’è una storia o più storie, problemi, eventi, lutti, episodi tristi e segnanti che hanno determinato nel tempo un certo rapporto sbagliato con il cibo.
Secondo voi, imporre un modo di mangiare che sapete benissimo che non funzionerà mai, perché mangiare è un piacere e convivialità, a cosa porta?
A nulla.
Lo sapete bene che dimagrire non è una gara, non è una corsa contro il tempo scandita da una bilancia.
Le persone hanno bisogno di guarire, di essere prese per mano, di confrontarsi, di essere educate.
Perché solo così, hanno una speranza di cambiare.
Altrimenti rimarranno sempre e solo degli ottimi clienti.
Abbiate coscienza. Abbiate buon senso.
Evitate di diffondere disinformazione e di far credere alle persone cose false. Perché l’alimentazione non è una barzelletta che ognuno può raccontare a modo suo, non è una vendita del prodotto di turno o del cibo miracoloso.
È la più importante delle azioni che compiamo dalla nascita alla nostra morte.
E fossi in molti professionisti, siano essi medici, biologi, dietisti, farmacisti o anche non sanitari, mi vergognerei a dare alle persone consigli che non hanno nulla a che vedere con la dimostrazione scientifica della biochimica o fisiologia umana.
Quale dieta andrà di moda il prossimo anno? Quale cibo dovrà eliminare il popolo? A quale miracolo ci affideremo?
Quale alimento esotico, sconosciuto, ci regalerà il marketing o l’influencer di turno, mentre mette in mostra sui giornali o sui social il suo posteriore perfetto o il suo Seno da ventenne?
Siamo accecati dal commercio della salute. E non c’è possibilità di tornare indietro.
Non mi riconosco in una categoria che ha perso tutto l’equilibrio necessario a guarire. A scoprire, a fare diagnosi, a trovare soluzioni terapeutiche secondo scienza e coscienza. L’alimentazione non è tutto. La salute va vista nell’insieme. Altrimenti non vi riuscirete mai a spiegare tante cose.

Dott. Antonio Pacella
Medico Specialista in Scienza dell’alimentazione

Puntualizzazioni.Il diabete tipo 2 (il 90% dei casi di diabete) non è una malattia causata dai carboidrati, ma una patol...
28/03/2026

Puntualizzazioni.

Il diabete tipo 2 (il 90% dei casi di diabete) non è una malattia causata dai carboidrati, ma una patologia metabolica che è quasi sempre legata al sovrappeso e all'aumento di peso (l’80% dei pazienti è sovrappeso e con grasso addominale), la cui causa è la cattiva alimentazione, l'iperalimentazione e la sedentarietà.

Per questo, anche chi per genetica non ingrassa anche se mangia male e non si muove, può sviluppare la malattia.

Quindi, toglietevi dalla testa che se eliminate i carboidrati, potete mangiare quello che volete.

Le glicemie si alzano, come l’insulina, anche mangiando solo grassi e proteine.
Hanno tempi diversi, ma si alzano ugualmente.

Pensate alla quantità di cibo che mangiate, siano essi carboidrati, proteine e grassi.
Perché ingrassare fa ve**re il diabete.
E per non ingrassare bisogna pensare soprattutto alle porzioni di cibo e poi se vogliamo anche alla qualità nutrizionale e del cibo.

Questo significa che se siete in sovrappeso e le glicemie sono di conseguenza elevate, per abbassarle dovete dimagrire.
E questo avviene anche senza eliminare o ridurre drasticamente i carboidrati.
Casomai avviene aumentando il livello di attività fisica.

Poi ovviamente sarebbe il caso di capire che quando abbiamo a che fare con il diabete parliamo di una malattia che agisce a livello di tutti gli organi.
Non basta abbassare le glicemie, ma bisogna capire che tante volte, oltre a mangiare bene e a migliorare lo stile di vita, bisogna anche proteggere il cuore, i reni, il fegato che sono gli organi che peggiorano di più col tempo. E questo quasi sempre si fa con dei farmaci capaci di avere un effetto cardioprotettore o nefroprotettore.
Quando andate da uno specialista ricordatevi che mentre voi avete la preoccupazione di abbassare le glicemie, lui già sta vedendo oltre e cercando di ridurre gli effetti collaterali e i danni che la glicemia negli anni ha fatto

Metformina e longevità La metformina è uno dei farmaci più prescritti al mondo, con oltre 150 milioni di pazienti che ne...
27/03/2026

Metformina e longevità

La metformina è uno dei farmaci più prescritti al mondo, con oltre 150 milioni di pazienti che ne fanno uso quotidiano per il trattamento del diabete mellito di tipo 2.

Derivata dalla Galega officinalis, una pianta erbacea utilizzata nella medicina tradizionale europea sin dal Medioevo, la metformina è stata introdotta nella pratica clinica negli anni '50 del Novecento e rimane oggi il cardine della terapia antidiabetica orale raccomandata dalle principali linee guida internazionali.
Il meccanismo d'azione tradizionalmente attribuito alla metformina consiste principalmente nella riduzione della produzione epatica di glucosio (gluconeogenesi) e nel miglioramento della sensibilità insulinica periferica.

Tuttavia, negli ultimi vent'anni, una mole crescente di evidenze sperimentali e cliniche ha rivelato che questa molecola esercita effetti biologici pleiotropici — ovvero molteplici effetti su sistemi e organi diversi, indipendenti dalla sua azione primaria sul metabolismo glucidico.
Il termine "pleiotropia", mutuato dalla genetica, descrive in farmacologia la capacità di un singolo agente terapeutico di modulare simultaneamente pathways biologici differenti. Nel caso della metformina, questi effetti spaziano dalla protezione cardiovascolare all'attività antinfiammatoria, dalle proprietà antitumorali alla modulazione del microbiota intestinale, fino agli effetti neuroprotettivi e al potenziale ruolo nel rallentamento dei processi di invecchiamento.
Questa molteplicità di azioni rende la metformina un oggetto di studio privilegiato nella ricerca biomedica contemporanea e suggerisce possibili applicazioni terapeutiche che vanno ben al di là del controllo della glicemia. La comprensione dei meccanismi molecolari sottostanti è fondamentale per lo sviluppo di nuovi approcci clinici e per la razionalizzazione dell'uso di questo farmaco in popolazioni di pazienti sempre più diversificate.

Nota storica: La metformina fu inizialmente abbandonata negli anni '40 a causa dello sviluppo dell'insulina. Reintrodotta nel 1957 da Jean Sterne, è oggi classificata tra i farmaci essenziali per la salute umana.

Dieta antinfiammatoria?Non esiste una dieta specifica capace di fare miracoli, come si legge sempre più spesso sui socia...
27/03/2026

Dieta antinfiammatoria?

Non esiste una dieta specifica capace di fare miracoli, come si legge sempre più spesso sui social e su altri mezzi di divulgazione.

Esiste solo il mangiare bene e il mangiare male.
Ma se vogliamo parlare di diete che riducono l’infiammazione e migliorano tutte le malattie infiammatorie, le 10 regole da seguire sono:

1) non farsi mancare frutta intera (NO frullati, succhi, spremute, estratti, che non servono a nulla, se non alle mode e a far aumentare la glicemia velocemente)

2) limitare qualsiasi zucchero aggiunto (compreso quello integrale, grezzo, miele e qualsiasi altro dolcificante) oltre naturalmente a limitare più possibile i dolci

3) mangiare verdure crude e cotte a ogni pasto, masticando bene e lentamente, facendo piccoli Bocconi

4) prediligerei i cereali in Chicco, integri oppure i prodotti con farine integrali, limitando o evitando più possibile i prodotti da forno.

5) limitare l’utilizzo di cibi grassi e di sale, preferendo il consumo di condimenti crudi quando possibile e variando sempre le scelte a tavola, anche seguendo la stagionalità e la tradizione dei cibi.

6) ridurre il consumo di alimenti di origine animale e aumentare il consumo di legumi

7) mangiare in maniera adeguata alle necessità e soprattutto aumentare il dispendio energetico

8.) bere acqua, a cui aggiungere thè e tisane senza zucchero ed evitare altri tipi di bevande

9) dimagrire se si è in sovrappeso. Non ci sono scuse o alternative

10) preferire il consumo di acidi grassi provenienti da semi, frutta oleosa e pesce azzurro, senza eccedere nelle quantità e adeguare i macronutrienti alle necessità soggettive

Il resto è marketing.
E tutto quello che c’è intorno, dalle diete miracolose su libri, chiacchiere per vendere.
Ma ognuno di voi è libero di spendere i suoi soldi come crede e pregare la propria religione.

Dott. Antonio Pacella

OBESITÀ: stigma e pregiudizi Essere obesi non è una scelta o una debolezza tantomeno una pigrizia o scarsa volontà. Sign...
26/03/2026

OBESITÀ: stigma e pregiudizi

Essere obesi non è una scelta o una debolezza tantomeno una pigrizia o scarsa volontà. Significa essere affetti da una malattia cronica recidivante e multiorgano, che come tutte le malattie, oltre ad un percorso finalizzato a correggere e modificare le abitudini alimentari e di vita ha bisogno di terapie farmacologiche mirate a ridurre la dipendenza da cibo e il rischio cardiovascolare-metabolico e renale, che significa aumento della mortalità e scadente qualità della vita

Comprendere l'obesità come patologia cronica, significa sfatare i pregiudizi e scoprire le cure disponibili, che ogni medico che si occupa di questa malattia, prescrive in scienza e coscienza per aiutare le persone a ve**re fuori da una prigione.
Finiamola di demonizzare i farmaci senza conoscerli e senza prendersi la responsabilità di farsi carico di un paziente, della sua vita, delle sue problematiche.

Dott. Antonio Pacella

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Sulmona

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CHI SONO

Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia con Lode presso l’Università “La Sapienza” e Specializzato con Lode in Scienza dell’Alimentazione con indirizzo Nutrizione Clinica, nel medesimo Ateneo, sotto la guida del Prof. Carlo Cannella. Ho conseguito successivamente il Master Universitario in Medicina e Chirurgia Estetica presso l’Università di Tor Vergata e il Master Avanzato in Mesoterapia Estetica, Antalgica e Viscerale, presso la Scuola Italiana di Mesoterapia.

Sono Ideatore del Metodo Sensoriale ComeMangi®, Medico del settore tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), Consulente Nutrizionale presso il Comando Interregionale Carabinieri Lazio, Abruzzo e Molise e Consulente Nutrizionale del CONI Abruzzo. Sono stato Medico della Federazione Italiana Atletica Leggera (FIDAL) e ho ricoperto il ruolo di Responsabile e Coordinatore dell’Ambulatorio di Medicina Estetica & SPA presso le Terme di Bologna.

Sono Membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale (SIDIP), Socio della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione (SISA) e membro onorario della Società Europea di Nutrizione Sportiva (ESNS). Ho attualmente incarichi di Professore a contratto presso L’Università di Camerino, L’Università di Palermo e l’Abeos Osteopathy School.

Sono Autore di pubblicazioni e articoli sia a livello scientifico che divulgativo.