11/04/2026
E. è arrivata da me un anno fa con le vertigini che la costringevano a letto, dolori articolari diffusi e una stanchezza che andava ben oltre il fisico.
Aveva attraversato tre cose enormi in poco tempo: la pensione, una separazione, un lutto. Il corpo aveva tenuto tutto, come spesso fanno i corpi — finché non può più.
👉🏼 Il sistema nervoso in stato cronico di allerta produce cortisolo, infiammazione, dolore che non cede.
❌ Non è "stress" nel senso vago che usiamo di solito. È una risposta fisiologica reale, misurabile, che il corpo porta con sé finché non trova uno spazio in cui sentirsi abbastanza al sicuro da lasciar andare.
Quello che mi ha colpita, all'inizio, è stata la lista delle cose che E. voleva tornare a fare: ballare, andare in bicicletta, camminare per ore, i corsi, le uscite.
Un calendario denso, pieno. Ho ascoltato con attenzione — e ho sentito anche quanto quel movimento stesse servendo a non fermarsi.
A non sentire il peso di quello che aveva attraversato.
🤲🏼 Abbiamo lavorato per un anno, in modo non lineare: dal corpo alle emozioni, e da lì a qualcosa di più sottile. I sintomi si sono dissolti. Il dolore si è allentato.
🌿 E. ha ricominciato a dormire, a muoversi con piacere, persino a dimagrire — perché quando il sistema nervoso esce dall'emergenza, il corpo smette di trattenersi. E ieri mi ha confessato: avevi ragione, volevo fare troppo!
Oggi E. torna da me per andare più in profondità. Non per il dolore — quello non c'è quasi più. Torna perché vuole esplorare quella che lei chiama la sua irrequetezza, la sua ansietà di fondo.
🩷 Questa è la cosa più bella che possa succedere in un percorso.
Non solo la risoluzione.
La curiosità verso se stessi.
Se senti che è il tuo momento, scrivimi ✨
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