Dott.ssa Martina Genovese - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Martina Genovese - Psicologa Psicoterapeuta Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt. Insegnante di yoga. Psicologo

Oggi aggiungo un altro piccolo tassello al mio percorso personale e professionale. Ho ottenuto il certificato di Facilit...
20/10/2025

Oggi aggiungo un altro piccolo tassello al mio percorso personale e professionale. Ho ottenuto il certificato di Facilitatrice Mindfulness!

Ricevere questo certificato non è per me un punto d’arrivo, ma un passaggio naturale in un cammino di ascolto e presenza che continua a trasformarsi.

La mindfulness mi ricorda, ogni giorno, che il vero spazio di incontro nasce dal silenzio, dal respiro, dall’accoglienza di ciò che c’è — dentro e fuori di noi.

È da lì che può fiorire il contatto autentico, il tocco consapevole, la parola che sostiene. 🌿

✨ Per il nuovo anno accademico mi troverete ad Avola, presso il centro polifunzionale MoveLab in Via Siracusa, 72 ✨📆 Ven...
04/09/2025

✨ Per il nuovo anno accademico mi troverete ad Avola, presso il centro polifunzionale MoveLab in Via Siracusa, 72 ✨

📆 Veniteci a trovare il 15 settembre per l’inaugurazione alle 20:00

💃🏼 Inoltre, saremo aperti per gli open day di YOGA martedì 16 settembre alle ore 9:00 e giovedì 18 settembre alle ore 9:00

Presso la segreteria di MoveLab potrete prenotare anche consulenze psicologiche e trattamenti shiatsu.

Non mancate‼️

26/04/2023

🦸‍♀️🦸‍♂️ Lo psicologo è il dottore dei coraggiosi.
Sono molti i pregiudizi e stereotipi che impediscono alle persone di chiedere aiuto a uno psicologo. Il più frequente è che lo psicologo sia il dottore dei pazzi.
⚠️ Il più pericoloso è che lo psicologo sia il dottore delle persone fragili.

La realtà è ben diversa: lo psicologo, infatti, è il dottore dei coraggiosi. 🦁

Lo psicologo è il dottore delle persone che hanno la forza di guardare in faccia i propri limiti e sensibilità, ammetterli, considerarli e mostrarli, trasformando la paura in coraggio e assumendosi la responsabilità del proprio cambiamento.

🙌 Non bisogna vergognarsi di andare dallo psicologo, ma esserne orgogliosi.

Perché la vera forza non è nascondere o negare le proprie debolezze, ma saperle accettare e iniziare a lavorare per migliorarle.

25/11/2022

Ci sono forme di violenza che prescindono dal contatto fisico.
Non le riconosci dalle cicatrici.
Le loro ferite non sanguinano, sono botte che non spezzano le ossa, eppure sono capaci di annientarti.
Hanno una forma più sottile.
Sono le parole. Usate abilmente da chi vuole manipolarvi. Parole che s’annidano silenziosamente nella mente e nell’anima.
E lì...rimangono.
A volte facciamo finta di non vedere e quando ce ne accorgiamo spesso è tardi.
Ed è così che, a furia di lasciar perdere, ad ogni rinuncia alla contestazione e ad ogni silenzio rimandato, quelle parole finiscono per diventare parte di noi, imponendosi come l’unico modo lecito che conosciamo per vivere.
È così che ogni abuso diventa legittimo,
finché lentamente, non smetti di esistere tu.
Le parole sono importanti.
Le parole costruiscono o distruggono.
Le parole possono essere carezze o proiettili.

“Senza di me non saresti nessuno” è abuso.
“Dove vai vestita/o così” è abuso.
“Oggi ci sono, domani non lo so” è abuso.
“Ti facevo più intelligente” è abuso.
“Smettila di piangere, sei patetica/o” è abuso.
“Non mi fare perdere tempo, io ho cose importanti da fare a differenza di te” è abuso.
“Ti ho messa/o al mondo sperando che mi dessi qualche soddisfazione” è abuso.
“Non vorrai metterti quel vestito, sei inguardabile” è abuso.
“Non costringermi a farti del male” è abuso.
“Sei stata/o tu a provocarmi, inutile che fai la vittima adesso, ti avevo avvertita/o che se non avessi fatto/ detto, come ti dicevo io...” è abuso.
“Lo hai immaginato, è uno scherzo, non l’ho mai detto, sei una pazza/o, curati” è abuso.
Se ti offende o ti umilia, è abuso.

Sono solo alcuni esempi.
Fate attenzione a quello che dite e fate attenzione a quello che VI fate dire.
State attenti a ciò che decidete di tollerare.
State insegnando loro come trattarvi.
(Chiunque essi siano).
Vogliatevi bene. 🌹
Non solo oggi.
SEMPRE. (dal web)


05/08/2022

“Dai che ce la puoi fare!”
“Sì, ma a fare cosa?”
“Tutto quello che vuoi. Se vuoi, puoi!”
“Sì, ma io non so se lo voglio davvero”
“Datti da fare! Va bene tutto, l’importante è non pensarci. Dai, dai, dai che ce la fai se ti impegni!”

Viviamo in un ambiente cognitivo perennemente infestato dalla motivazione: è tutto un fiorire di motivatori, coach e consulenti focalizzati nell’aiutare le persone a trovare la propria motivazione.
Sì, ma motivazione per fare cosa?

Non importa: l’importante è fare, attingere alle ultime energie per non accorgersi del dolore, dell’insensatezza della propria vita e dei propri scopi, messi lì solo per dire agli altri “ho trovato il mio posto”.

E così si creano eserciti di persone motivatissime, sì, ma a correre a rotta di collo verso l’abisso. Abbiamo così tanto bisogno di motivazione perché viviamo in una competizione costante e non siamo felici di fare quel che facciamo: serve qualcuno che ci sproni verso la nostra punizione quotidiana.

Questa iper-motivazione diffusa è malata: è il campanello d’allarme della mancanza di senso della vita di tanti, e della difficoltà diffusa di attingere a qualcosa che sappia dignificare la propria presenza nel mondo.

Ossessionati dalla mèta, facciamo finta di non vedere l’assenza di un “perché”. Meglio fermarsi a cercarlo che continuare a farsi spingere lontano da sé.

16/07/2022

“Essere spirituali non significa essere buoni, significa essere veri.
Non può esistere nessuna spiritualità se non abbraccia tutta la sfera delle emozioni umane.
Siamo spirituali quando siamo radicati in noi stessi, connessi con il nostro ventre profondo e con tutte le nostre emozioni.
Spirituale non è colui che abbandona il sentire terreno, la carnalità, ma è colui che fa del sentire un’esperienza incarnata.
È il corpo stesso che diventa preghiera e radice. La bontà ad ogni costo, la positività ad ogni costo, non ci rendono migliori se non sono un moto naturale del nostro cuore.
Ci hanno spesso inculcato il senso di colpa se sentiamo rabbia, se non siamo buoni abbastanza, se proviamo invidia, se ci concediamo tutte quelle emozioni che vengono considerate “negative”.
Siamo spirituali anche quando siamo arrabbiati o abbiamo paura, smettiamola di pensare il contrario. Bisogna invece imparare a stare nelle emozioni, perché ogni emozione ha bisogno di essere vista, accolta e integrata, senza doversi sentire sbagliati o colpevoli.
Non posso fingere di non provare rancore se sono arrabbiata, ma posso accogliere dentro di me quella rabbia senza negarla e poi trasformarla in cambiamento.
Tutti i sé rinnegati diventano infelicità, tutto ciò che per troppo tempo oscuriamo rischiamo di farlo diventare paura, panico, depressione.
Questa è la spiritualità delle emozioni, accogliere ombra e luce per essere interi.”

Bride An Geal

06/06/2022

C’era una volta un bambino con un sacchetto di sassi; dovunque il bambino andasse il sacchetto andava con lui. Certe volte, il bambino avrebbe voluto perderlo per essere leggero come gli altri nella corsa, per saltare con le rane e i caprioli, per addormentarsi
su un cuscino qualunque.
Ma altre volte, il bambino era felice del suo sacchetto di sassi. Erano le volte in cui soffiava un vento forte e i sassi tenevano il bambino ben attaccato a terra; nelle notti buie c’era sempre qualcosa su cui contare e sotto la pioggia il sacchetto di sassi gli proteggeva le spalle.
Cosí il bambino prese a rispettare e a custodire i suoi sassi, ad amarli. E i sassi sentirono il loro cuore diventare leggero e in una sola notte divennero piume.
Allora il bambino, con quel leggerissimo carico sulle spalle, poté finalmente inchinarsi fino a terra, riconoscente.

Chandra Candiani da 'Questo immenso non sapere.' Einaudi.
Foto di Cartier-Bresson

02/04/2022

La Gabbianella e il Gatto (1998) ❤

15/03/2022
26/01/2022

- “Alice… Ma la cicatrice quando passa?”
- “La cicatrice non passa, è come una medaglia che nessuno ti può portare via. Così, quando Zeta è grande e ormai il principe non gli fa più paura, si ricorda che ha vissuto, che ha fatto tante avventure. Che è caduto e si è rialzato.”
- “Ma perché non passa?”
- “Perché è una cicatrice, se andava via con l'acqua era un trasferello. È una cosa che fa paura, ma è anche una cosa bella: è la vita.”
(“Strappare lungo i bordi” - Zerocalcare)

Indirizzo

Syracuse
96100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

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