25/11/2022
Ci sono forme di violenza che prescindono dal contatto fisico.
Non le riconosci dalle cicatrici.
Le loro ferite non sanguinano, sono botte che non spezzano le ossa, eppure sono capaci di annientarti.
Hanno una forma più sottile.
Sono le parole. Usate abilmente da chi vuole manipolarvi. Parole che s’annidano silenziosamente nella mente e nell’anima.
E lì...rimangono.
A volte facciamo finta di non vedere e quando ce ne accorgiamo spesso è tardi.
Ed è così che, a furia di lasciar perdere, ad ogni rinuncia alla contestazione e ad ogni silenzio rimandato, quelle parole finiscono per diventare parte di noi, imponendosi come l’unico modo lecito che conosciamo per vivere.
È così che ogni abuso diventa legittimo,
finché lentamente, non smetti di esistere tu.
Le parole sono importanti.
Le parole costruiscono o distruggono.
Le parole possono essere carezze o proiettili.
“Senza di me non saresti nessuno” è abuso.
“Dove vai vestita/o così” è abuso.
“Oggi ci sono, domani non lo so” è abuso.
“Ti facevo più intelligente” è abuso.
“Smettila di piangere, sei patetica/o” è abuso.
“Non mi fare perdere tempo, io ho cose importanti da fare a differenza di te” è abuso.
“Ti ho messa/o al mondo sperando che mi dessi qualche soddisfazione” è abuso.
“Non vorrai metterti quel vestito, sei inguardabile” è abuso.
“Non costringermi a farti del male” è abuso.
“Sei stata/o tu a provocarmi, inutile che fai la vittima adesso, ti avevo avvertita/o che se non avessi fatto/ detto, come ti dicevo io...” è abuso.
“Lo hai immaginato, è uno scherzo, non l’ho mai detto, sei una pazza/o, curati” è abuso.
Se ti offende o ti umilia, è abuso.
Sono solo alcuni esempi.
Fate attenzione a quello che dite e fate attenzione a quello che VI fate dire.
State attenti a ciò che decidete di tollerare.
State insegnando loro come trattarvi.
(Chiunque essi siano).
Vogliatevi bene. 🌹
Non solo oggi.
SEMPRE. (dal web)