17/04/2020
Alcune Riflessioni socio-antropologiche!!
Scrittori, giornalisti, Personalità Istituzionali riflettono sul dopo Covid19 affermando
all’unisono “ Non sarà come prima”
Cosa significa? Quale il suo significato sociale?
Cerchiamo di approfondire concettualmente l’esegesi di una frase dirompente, forte,
significativa!
Se andiamo a rileggere la storia della Sociologia a partire dal diciottesimo secolo il
fenomeno sociale è stato sempre oggetto di riflessioni ed approfondimenti circa la
evoluzione.
Darwin descriveva la evoluzione sociale delle specie animali, Durkeim descriveva i
fenomeni sociali soffermandosi sulla crisi delle Società affermando che se la coscienza
individuale prevale sulla coscienza collettiva si andrebbe verso uno Stato cosiddetto
anomico ( senza regole) ricadente in negativo sulla cosiddetta coesione sociale, Max
Weber si soffermava invece sul carattere del Capitalismo moderno nel razionalismp
economico, concepito come l’aspetto economico di un più generale processo di
razionalizzazione, che comportava l’organizzazione razionale della Impresa , la
tendenza razionale al profitto sulla base del calcolo del capitale, la redazione di bilanci
preventivi e consuntivi, l’esistenza di un libero mercato, ecc.
Fatte queste brevi e succinte premesse ci si domanda se l’egoismo umano sarà ancora
immanente anche dopo questa tragica Pandemia.
Sarà in grado la Politica di rivedere i suoi paradigmi fino ad oggi molto approssimativi,
tendenzialmente populisti?
La Pandemia dovrebbe obbligarci ad un cambio di passo radicale per quanto concerne
uno sviluppo economico, sociale, sanitario, scolastico più aderente ai veri bisogni della
Società.
La Comunità! In questa parola si racchiude il concetto di Popolo con i suoi interessi
primari, con i suoi bisogni socio-assistenziali.
Soffermiamoci ad analizzare, per intanto, il concetto di Diritto alla salute, uno dei
cardini forti della nostra Costituzione!
La tragedia che stiamo vivendo tutti ( ricchi e poveri ) ci impone di approfondire il
tema in quanto ha rivelato la fragilità del Sistema che , benchè abbia retto con estrema
difficoltà e forte criticità non è stato però in grado di fornire risposte forti nei confronti
di una così terrificante Pandemia!
Fino ad oggi infatti si è privilegiato guardare soltanto agli Ospedali quali riferimenti di
salute per i Cittadini e si è tralasciato di parlare della Medicina del Territorio, oggi
riscoperta tout court dagli scienziati e da clinici illustri che coralmente si alternano
nelle varie trasmissioni televisive per comunicare le loro opinioni e saperi scientifici.
Bisognerebbe ridare centralità e strumenti adeguati ai Servizi di Prevenzione, alle cure
primarie, alle cure integrate ( Integrazione socio-sanitaria e territorio/ ospedale ).
In altri termini, bisognerebbe investire risorse umane e finanziarie, in aggiunta al
potenziamento di Strutture Ospedaliere specializzate per garantire al meglio la
emergenza/urgenza, per costruire una filiera che parta dalla Prevenzione in una ottica
di massima integrazione con le Aziende Ospedaliere.
Tutto ciò per dedicarci anche agli ammalati di “altro” e cioè a tutti coloro che sono
affetti da malattie croniche, ai cardiopatici, ai diabetici, agli oncologici, ecc. Il mancato governo del Territorio ha determinato la saturazione dei posti letto
ospedalieri con la necessità di trattenere sul territorio pazienti che, in altre circostanze,
avrebbero dovuto essere messi in sicurezza mediante ricovero.
Erroneo “mischiare” gli ammalati infetti nei cosiddetti Ospedali “generalisti”.
Occorre ripensare ad una organizzazione delle reti di cure primarie e di prossimità, alle
strutture intermedie,, all’assistenza domiciliare.
Si impone a questo punto una riflessione circa il concetto di “ appropriatezza” delle
cure e “ l’accreditamento” delle Strutture sanitarie e socio-sanitarie “ terze” rispetto a
quelle del Sistema Pubblico.
Circa “ l’accreditamento” è necessario soffermarsi a riflettere sulle modalità di
intervento/assistenza pubblica minoritaria rispetto a quella “ privata”.
Con i tagli finanziari alla Sanità la maggioranza dei servizi semiresidenziali e
residenziali e di Assistenza domiciliare integrata sono svolti da organizzazioni (società
e cooperative ) del privato sociale o private.
Tutto ciò non ha del tutto garantito una adeguata qualità dei servizi poiché i fornitori
dei servizi spesso riducevano nel tempo le prestazioni in base di logiche interne
d’efficienza o di margini di profitto.
Se la Sanità Pubblica non recupera una capacità di governance e di controllo dei servizi
forniti da soggetti terzi “esterni” rischia di essere ancora una volta fallimentare così
come è stato dimostrato dai casi di morte nelle cosiddette R.S.A.
Che fare allora? Le Istituzioni Pubbliche dovranno ripensare, correggendolo, il Sistema
sanitario attuando almeno ciò che è stato scritto e decretato ma, ahimè, rimasto soltanto
una semplice “ dichiarazione d’intenti”.
Penso ad esempio al Piano Nazionale delle Cronicità concertato con la Conferenza
delle Regioni;
penso al D.L.vo 502/92 che ridisegnava e modificava alcuni aspetti della legge 833/78;
penso alla Legge Balduzzi che, all’art 1, precisava l’importanza di attenzionare la
medicina del territorio;
penso alla mia Regione Siciliana la quale aveva ben descritto i processi attuativi dei
servizi sanitari territoriali nella L.r. 5/2009;
penso ai vari decreti dell’assessorato regionale alla salute della Regione Siciliana i
quali indicavano modalità e termini dei Presidi Territoriali di Assistenza e la loro
integrazione con i servizi socio-sanitari;
penso alla non istituzione ( benchè prevista nel Decreto assessoriale del Febbraio 2015
) delle aggregazioni funzionali territoriali ed alle U.U.C.C.P. ( Unità complesse di cure
primarie ).
E tanto altro ancora……….!!!!!!
Sarebbe auspicabile già da ora programmare e pianificare metodi di lavoro e tavoli
tecnici a livello di Comunità locali, unitamente alle Organizzazioni sindacali, civiche
e perché no, anche con i rappresentanti dei Partiti di governo e di opposizione, per
elaborare piani di programma finalizzati a suggerimenti e proposte agli Organi diGoverno Regionali.
Vittorio Padua
Riferimento civico della Salute