16/05/2026
Intervento di Enzo Vaccaro, Segretario Generale dello SPI CGIL Siracusa all’Assemblea delle Assemblee della CGIL di Siracusa.
Sanità pubblica: una crisi strutturale che mette a rischio universalismo ed equità
La crisi della sanità in Sicilia, e in particolare nella provincia di Siracusa, non è più episodica, è ormai strutturale. Una crisi che sta erodendo il carattere universale del diritto alla salute e che alimenta disuguaglianze sempre più profonde nell’accesso alle cure, nella qualità della vita e persino nella speranza di vita dei cittadini, rispetto ad altre regioni.
Assistiamo da anni a un progressivo impoverimento del sistema sanitario pubblico, mentre cresce la mobilità sanitaria verso altre regioni e aumentano le spese sostenute direttamente dalle famiglie. Oggi milioni di cittadini rinunciano alle cure o sono costretti a pagare di tasca propria visite ed esami. È evidente che i LEPS e gli strumenti di tutela sociale risultano insufficienti rispetto ai bisogni reali delle persone.
Nel frattempo, il privato continua ad assorbire le prestazioni più remunerative, drenando risorse pubbliche e accentuando il rischio di una sanità a doppia velocità. Una deriva che rischia di trasformare il diritto alla salute in un privilegio legato al reddito.
Anche la rete ospedaliera continua a essere trattata come un semplice atto amministrativo, piegato troppo spesso alle geometrie del potere. Si continua a confondere la programmazione sanitaria con la spartizione politica, con logiche di appartenenza e fedeltà che nulla hanno a che vedere con i bisogni dei territori e dei cittadini.
Si tagliano posti letto e reparti spacciando tutto per “riordino”. Si afferma che si eliminano posti letto vuoti, evitando però di dire che quei posti sono inutilizzabili a causa della carenza di personale, dei turni insostenibili e di strutture ormai vecchie e inadeguate.
Le province periferiche, come Siracusa, vengono letteralmente spogliate di servizi essenziali. I cittadini sono costretti a emigrare verso i grandi poli sanitari per ottenere cure e prestazioni che dovrebbero essere garantite vicino ai luoghi di vita.
Da anni si attende la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di secondo livello per Siracusa. Nel frattempo si susseguono promesse effimere, mentre si continua a depotenziare ciò che già esiste.
Anche il tanto evocato rapporto territorio-ospedale rimane, troppo spesso, soltanto uno slogan. Le Case di Comunità, gli ospedali territoriali e le strutture che dovrebbero decongestionare i Pronto Soccorso restano prevalentemente annunci, tagli di nastro e programmi sulla carta. Mancano i fatti concreti.
Universalismo, equità, globalità, efficacia, efficienza, centralità della persona e priorità della prevenzione sono principi fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale, ma oggi non trovano riscontro nella realtà quotidiana vissuta dai cittadini.
Per questo riteniamo importante e condivisibile la scelta della CGIL di promuovere una iniziativa di legge popolare sulla sanità. Non una riforma, ma un intervento capace di affrontare alla radice le cause che hanno prodotto le attuali criticità.
Serve inoltre uno sguardo nuovo e concreto sul personale sanitario, sul riconoscimento del suo ruolo e della sua funzione sociale. La pandemia da Covid ha mostrato con drammatica evidenza quanto i territori fossero stati abbandonati, anche in quelle realtà considerate eccellenze sanitarie, come la Lombardia.
Restano però aperti temi fondamentali, a partire dal rapporto con la sanità privata, che già oggi assorbe ingenti risorse pubbliche. Occorre interrogarsi seriamente sulle convenzioni esistenti e sul modello sanitario che si vuole costruire per il futuro.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la "Governance" del sistema sanitario. Ancora oggi le aziende ospedaliere considerano gli ammalati come clienti e non come soggetti da tutelare. Le direzioni generali, pur in presenza di organismi di valutazione come Agenas, continuano troppo spesso a essere il risultato di scelte politiche.
Non si interviene con decisione sul tema della sanità intermediata e del cosiddetto “secondo pilastro”. Stiamo assistendo al ritorno di una medicina di classe, dove chi può pagare accede rapidamente alle cure e chi non può resta in lista d’attesa o rinuncia.
Per questo dobbiamo tornare a rivendicare i diritti fondamentali delle persone, pur sapendo che su questi temi si intrecciano interessi economici e politici molto forti.
Lo SPI CGIL di Siracusa c’è, come sempre, sarà nelle piazze e nelle sedi, accanto ai cittadini, ai pensionati, ai lavoratori e alle famiglie, per la raccolta firme promossa dalla CGIL sui temi della sanità pubblica e sul tema degli Appalti, perché difendere i DIRITTI significa difendere la dignità, l’uguaglianza e il futuro del nostro Paese.