Studio medico di otorinolaringoiatria ed allergopatie"

Studio medico di otorinolaringoiatria ed allergopatie" Lo studio è dotato di strumenti diagnostici di ultima generazione e all'avanguardia, è sede del centro siciliano acufene di cura e trattamento dell'acufene

Paziente pervenuta alla mia osservazione per disfonia da oltre due mesi. Si è sottoposta ad altre visite ed è stata dime...
02/02/2026

Paziente pervenuta alla mia osservazione per disfonia da oltre due mesi. Si è sottoposta ad altre visite ed è stata dimessa con la diagnosi di cisti al terzo medio della corda vocale sinistra. Le terapie prescritte non hanno dato alcun risultato, anzi probabilmente per lo sforzo vocale il quadro clinico si è complicato, poiché come potete vedere vi è una lesione biancastra in corrispondenza della verosimilmente neoformazione cistica. Per tale motivo in questo caso io parlerei di iniziale neoformazione leucoplasica. La Leucoplachia delle corde vocali è una lesione precancerosa che si manifesta come placche biancastre sulla mucosa delle stesse, comune nei fumatori e legata spesso a irritazioni croniche, inclusa quella da reflusso gastroesofageo, infiammazione cronica da patologie allergica,può evolvere in tumore, rendendo indispensabile la biopsia per la diagnosi e l'eventuale rimozione chirurgica, spesso con laser, sebbene possa recidivare. Può causare raucedine, fastidio o sensazione di corpo estraneo in gola. È considerata una lesione precancerosa, con potenziale degenerazione in carcinoma spinocellulare (tumore della laringe). La diagnosi certa richiede una biopsia per l'esame istologico. Il trattamento prevede la rimozione spesso necessaria tramite microchirurgia laser, cercando di preservare il più possibile il tessuto sano per non danneggiare la voce. Noi utilizziamo il laser a Luce Blu, altamente innovativo e all’avanguardia. Dopo l’intervento é utile eseguire una riabilitazione logopedica per migliorare la voce, ma bisogna gestire le cause per prevenire la recidiva. Ovviamente ho prescritto alla paziente un protocollo farmacologico mirato per tentare di riepitelizzare la mucosa della corda vocale dove vi è la lesione, ho consigliato un controllo tra 15 giorni per programmare eventualmente l’asportazione della lesione con Laser a Luce Blu in anestesia locale, evitando l’anestesia generale.

É sempre un grande piacere e direi anche tantissimo orgoglio leggere le testimonianze dei nostri pazienti che, credendo ...
01/02/2026

É sempre un grande piacere e direi anche tantissimo orgoglio leggere le testimonianze dei nostri pazienti che, credendo nella possibilità che vi è tanto da fare nei pazienti acufenopatici, collaborano speranzosi con la nostra equipe. I risultati arrivano quando vi è comprensione da entrambe le parti, quando il paziente collabora con ciascun professionista della equipe multidisciplinare, quando esegue tutte le indicazioni fornite in maniera mirata dalla equipe multidisciplinare. É bellissimo poter lavorare con pazienti con i quali si riesce a parlare del problema Acufene, sintomo invalidante determinato da tantissime cause, e si riesce a farsi comprendere. L’acufene è generato, praticamente sempre, da una causa principale e da diverse concause, tutte da trattare in modo da migliorare la qualità di vita del paziente. É necessario che il paziente acufenopatico riponga la sua fiducia totale nella equipe multidisciplinare a cui si è rivolto, dimenticando le diverse visite a cui si è sottoposto, gli esami diagnostici prescritti senza un razionale, la sfiducia acquisita quindi negli anni, per non aver ottenuto nessun risultato. É importante ripartire osservando, dopo una attenta valutazione multidisciplinare, un percorso terapeutico mirato che alcune volte richiede tempo, in relazione alle cause diagnosticate. Ripetiamo ancora una volta che per il paziente acufenopatico c’è molto da fare in maniera mirata e non standardizzata per ciascun caso. Altro concetto fondamentale è che bisogna valutare il paziente acufenopatico in maniera olistica, studiando non solo l’orecchio, ma studiando a 360 gradi il paziente. Bisogna avere costanza, pazienza, continuità, sia da parte della equipe sia da parte del paziente. Bisogna capire che il passato del paziente che non ha determinato nessun risultato non deve inficiare il presente, intraprendendo un preciso percorso diagnostico e terapeutico con l’equipe multidisciplinare a cui si è rivolti. Non abbiamo la bacchetta magica, ma abbiamo la possibilità di mettere in atto protocolli farmacologici e riabilitativi a diversi livelli che possono dare al paziente risultati, ma soprattutto un miglioramento della qualità di vita. Ringraziamo il Signore Antonino per la sua testimonianza, paziente acufenopatico sfiduciato ma con ancora un minimo di speranza e di non rassegnazione per riuscire a trattare il suo acufene.

Attenzione ⚠️ non è vero che per l’Acufene non si può fare niente, non è vero che il paziente deve tenersi l’Acufene, no...
17/01/2026

Attenzione ⚠️ non è vero che per l’Acufene non si può fare niente, non è vero che il paziente deve tenersi l’Acufene, non è vero che il paziente deve convivere con l’Acufene…

Le più belle soddisfazioni nello svolgere il nostro lavoro, in maniera accurata senza tralasciare nessun dato clinico, sono queste testimonianze. Come ha scritto il paziente è pervenuto al CSA in una condizione clinica direi disastrosa, stava molto male, riferiva episodi di vertigini che non gli permettevano di condurre una vita normale, associata ad ipoacusia modesta e persistenti acufeni. Il paziente si mostrava ormai demotivato. Si era sottoposto a diverse visite mediche e veniva dimesso con una diagnosi di Sindrome di Meniere ma mai accertata. Arrivato al CSA lo abbiamo sottoposto in maniera olistica a tantissimi accertamenti diagnostici, e per formulare correttamente la Sindrome di Meniere, lo abbiamo sottoposto al test alla furosemide risultato positivo. Oggi il paziente ha una diagnosi certa della sua patologia, non è più un sospetto, è affetto da Sindrome di Meniere. Ciò ci ha permesso di prescrivere uno dei tanti nostri protocolli farmacologici appropriati proprio per la Sindrome di Meniere, osservando anche delle norme dietetiche, immunologiche ed osteopatiche per decomprimere l’orecchio medio ( sembra scientificamente che la decompressione dell’orecchio medio nella Sindrome di Meniere dia dei buoni risultati). Il paziente si è mostrato molto collaborativo con la equipe multidisciplinare, aspetto molto importante per ottenere risultati più facilmente. Ad oggi il paziente ha recuperato tutto l’udito perso, avverte in maniera impercettibile l’acufene e le vertigini si sono azzerate. Noi, come sempre, siamo alle stelle perché abbiamo ridato al paziente la possibilità di una quotidianità normale, la sua vita è completamente cambiata, diciamo si è normalizzata. Abbiamo consigliato di sottoporsi, per il primo periodo, a controlli,non solo audiologici, ravvicinati in modo da mantenere questo stato di benessere e non far sopraggiungere diciamo recidive dei sintomi caratteristici della Sindrome di Meniere. Grazie al paziente che ha mostrato gratitudine nei confronti di ciascun professionista della equipe e soprattutto stima ed empatia!

Attenzione ⚠️! In arrivo al CSA novità in ambito farmacologico…Acufene e microcircolo: razionale di un approccio nutrace...
13/01/2026

Attenzione ⚠️! In arrivo al CSA novità in ambito farmacologico…
Acufene e microcircolo: razionale di un approccio nutraceutico con azione su tono vasale e fluidità ematica

L’acufene è un sintomo. Non è una diagnosi unica. Può dipendere da cause diverse, anche concomitanti. Per questo, nel percorso del CSA (Centro Siciliano Acufene) lavoriamo in modo multidisciplinare, integrando valutazione otorinolaringoiatrica, audiologica e, quando serve, l’inquadramento dei fattori vascolari e metabolici che possono contribuire al disturbo.
In una parte dei pazienti, l’acufene può essere associato a condizioni che coinvolgono il microcircolo dell’orecchio interno. La coclea è vascolarizzata da un circolo “terminale”, con vasi di calibro molto piccolo. In questi contesti, due aspetti possono diventare clinicamente rilevanti:
* il tono vasale(vasocostrizione/vasodilatazione, elasticità della parete)
* la fluidità del sangue (aggregazione piastrinica, viscosità, perfusione del microcircolo).

Alla luce di queste osservazioni e studi portati avanti, siamo orgogliosi di annunciare la produzione di un altro nuovo nutraceutico per il trattamento farmacologico dell’acufene, già orgogliosi dei risultati ottenuti nei precedenti anni con la produzione dei nostri due nutraceutici di punta.
Nello specifico, nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo condotto con farmacologi, è stato messo a punto questo nuovo nutraceutico con finalità di supporto, pensato per agire su:
1. funzione piastrinica / aggregazione
2. microcircolo e elasticità vascolare
3. stress ossidativo e infiammazione vascolare (come fattori che possono interferire con la funzione endoteliale).
Il CSA é formato da una equipe multidisciplinare ormai presente e radicata sul territorio da oltre 15 anni. Spesso viene detto al paziente acufenopatico che “non c’è nulla da fare”, “che bisogna convivere con l’Acufene”, “che bisogna rassegnarsi “, sconfortando ancora di più i pazienti che presentano questo sintomo invalidante. Niente di più falso, perché si può fare molto per i pazienti acufenopatici, ovviamente rivolgendosi ad equipe multidisciplinari, i cui diversi professionisti che firmano l’equipe siano esperti nella diagnosi e terapia per l’Acufene. In tutti questi anni abbiamo diagnosticato tantissime patologie gravi e meno gravi, rare e meno rare, riabilitando i pazienti con protocolli farmacologici mirati e/o con trattamenti riabilitativi di diverso tipo interessanti non solo l’orecchio ma anche altre strutture o organi che sono a stretto contatto con l’orecchio. Vi sarà utile guardare questo video esplicativo per capire come si può arrivare al CSA, come bisogna approcciarsi alla equipe multidisciplinare, come bisogna intraprendere il percorso diagnostico prima e terapeutico dopo. Percorsi diagnostici e terapeutici che sono ovviamente mirati per ciascun paziente e mai standardizzati o uguali per i pazienti acufenopatici. Dopo un primo incontro, quindi dopo una prima visita si indica al paziente il percorso diagnostico che deve eseguire in modo da individuare successivamente il trattamento terapeutico farmacologico o riabilitativo. Tutto ciò determina un notevole miglioramento della qualità di vita del paziente acufenopatico. Potete guardare il video ( e anche altri video che abbiamo registrato anche in presenza di qualche nostro paziente) su YouTube al canale Daria Caminiti, e potete leggere i tanti articoli da noi scritti nella sezione blog del sito www.centrosicilianoacufene.it

https://youtu.be/2FS60whYAhE?si=maXFH3DT5oziWn9P

https://youtu.be/2FS60whYAhE?si=maXFH3DT5oziWn9P

La dr.ssa Daria Caminiti, responsabile dell'equipe di specialisti del Centro Siciliano Acufene (Csa), in questo video, fornisce utili informazioni per chi de...

Desideriamo augurarvi un Natale Sereno, di Condivisione e Fratellanza, all’insegna della prevenzione per salvaguardare o...
24/12/2025

Desideriamo augurarvi un Natale Sereno, di Condivisione e Fratellanza, all’insegna della prevenzione per salvaguardare ogni giorno la vostra salute. Gioia e Felicità per il Nuovo Anno. É un augurio molto sentito, sperando che arrivi a ciascuno di voi, amici e pazienti, con molto affetto e gratitudine.
Ci rivedremo nel 2026 con tante novità terapeutiche, diagnostiche e strumentali…ringraziamo di cuore tutti i nostri pazienti che ancora oggi, dopo oltre 20 anni, ripongono la loro fiducia nelle nostre persone.
Auguri di Buone Feste!!!

Questi sono i regali di Natale più belli ricevuti…Paziente affetta da patologia polmonare di una certa importanza, “mico...
23/12/2025

Questi sono i regali di Natale più belli ricevuti…

Paziente affetta da patologia polmonare di una certa importanza, “mico-batteriosi” del polmone. Diagnosi formulata dopo aver eseguito tantissime visite e ricoveri, seguita per tale patologia a Torino. La paziente è pervenuta alla mia osservazione perché, nonostante tutto, riferiva tosse persistente da molto tempo che non riusciva a debellare. É stata eseguita una rino-faringo-laringoscopia con endoscopio di ultimissima generazione del diametro di soli 2,4 mm, si evinceva la presenza di succo gastrico a livello dei seni piriformi, come da reflusso gastroesofageo. Vi era anche una condizione di bronco-costrizione, determinata verosimilmente dalla infiammazione cronica dei bronchi. Per tali motivi ho prescritto una terapia mirata per il broncospasmo e per il reflusso gastroesofageo ( in maniera completa), che nessuno aveva preso in considerazione. La paziente in questo periodo si è sottoposta ai controlli programmati per la patologia polmonare a Torino, e hanno,grazie a Dio, riscontrato dei miglioramenti grazie alla terapia prescritta. Inoltre la paziente riferisce che la tosse è quasi del tutto passata. Sono felice ed orgogliosa di aver ricevuto questo biglietto di auguri, poiché la paziente è un medico di alto profilo professionale, un primario molto conosciuto, che avrebbe potuto rivolgersi non a me ma a luminari dell’otorinolaringoiatria, per cui la ringrazio per la fiducia che mi ha accordato.

Grazie Signora Patrizia per aver descritto la sua storia clinica. L’allergia al Nichel è in aumento, sappiamo che è un m...
20/12/2025

Grazie Signora Patrizia per aver descritto la sua storia clinica. L’allergia al Nichel è in aumento, sappiamo che è un metallo che si trova persino nell’acqua poiché i tubi dove scorre l’acqua rilasciano piccole quantità di questo metallo. É una allergia difficile da trattare poiché moltissimi alimenti contengono questo metallo, oltre a trovarsi in moltissimi oggetti che tocchiamo giornalmente e con i quali veniamo a contatto. Oltre l’allergia da contatto, l’allergia al Nichel può determinare la SNAS, Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel è una reazione immunologica che va oltre la comune dermatite da contatto, coinvolgendo tutto l'organismo dopo l'assorbimento di nichel da alimenti, acqua o farmaci, causando sintomi cutanei (orticaria, eczema), gastrointestinali (gonfiore, crampi), respiratori e neurologici. Questo tipo di allergia e quindi i sintomi relativi sono gestibili tramite una dieta a basso contenuto di nichel e test diagnostici specifici come il patch test. La nostra equipe ha studiato nel tempo questo tipo di allergia e in collaborazione con i farmacologi e biologi di una casa farmaceutica, siamo riusciti a produrre un chelante che lega il nichel e lo stesso viene eliminato con le feci e le urine. Il chelante ci aiuta a trattare l’allergia al nichel più rapidamente, associata ad una dieta di eliminazione, protocollo metabolico nutrizionale studiato dalla nostra biologa nutrizionista, che in questo caso tiene in considerazione anche altri metabolismi e il ripristino della funzionalità, diciamo, del microbiota. La nostra paziente presentava al suo arrivo, delle ampie e diffuse lesioni, verosimilmente anche da grattamento per il prurito riferito, associate a ecchimosi, maggiormente agli arti inferiori. Dopo averle prescritto una terapia mirata, oggi la paziente si presenta molto migliorata, le lesioni sono diminuite, le lesioni da grattamento sono sparite,ottenendo l’azzeramento dei sintomi, quali prurito, dolore e sanguinamento. Siamo felici dei risultati ottenuti in pochi giorni. La paziente completerà il percorso diagnostico eseguendo un prelievo del sangue mirato a studiare il sistema immunitario.

N.B. le foto si riferiscono a quando la paziente è arrivata alla mia osservazione!

⚠️⚠️⚠️ATTENZIONE NEWS!!!!Acufene e microcircolo: razionale di un approccio nutraceutico con azione su tono vasale e flui...
12/12/2025

⚠️⚠️⚠️ATTENZIONE NEWS!!!!

Acufene e microcircolo: razionale di un approccio nutraceutico con azione su tono vasale e fluidità ematica

L’acufene è un sintomo. Non è una diagnosi unica. Può dipendere da cause diverse, anche concomitanti. Per questo, nel percorso del CSA (Centro Siciliano Acufene) lavoriamo in modo multidisciplinare, integrando valutazione otorinolaringoiatrica, audiologica e, quando serve, l’inquadramento dei fattori vascolari e metabolici che possono contribuire al disturbo.
In una parte dei pazienti, l’acufene può essere associato a condizioni che coinvolgono il microcircolo dell’orecchio interno. La coclea è vascolarizzata da un circolo “terminale”, con vasi di calibro molto piccolo. In questi contesti, due aspetti possono diventare clinicamente rilevanti:
* il tono vasale(vasocostrizione/vasodilatazione, elasticità della parete)
* la fluidità del sangue (aggregazione piastrinica, viscosità, perfusione del microcircolo)
L’ipotesi di lavoro è che, in specifici profili clinici, sostenere microcircolo e perfusione possa contribuire a ridurre una componente “ischemica” o disfunzionale del distretto cocleare, e a limitare fattori che possono aggravare il danno a livello delle cellule sensoriali.
Nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo condotto con farmacologi, è stato messo a punto un nutraceutico con finalità di supporto, pensato per agire su:
1. funzione piastrinica / aggregazione
2. microcircolo e elasticità vascolare
3. stress ossidativo e infiammazione vascolare (come fattori che possono interferire con la funzione endoteliale)
L’obiettivo non è sostituire terapie farmacologiche indicate, ma definire uno strumento aggiuntivo da considerare solo dopo adeguato inquadramento clinico.
Le sostanze che sono state prese in considerazione sono l’ Allicina e derivati solforati, Gingeroli, Diterpeni e sesquiterpeni, Quercetina. Dopo il Daricam e il DACUFEN arriva questo nuovo nutraceutico che ci aiuterà moltissimo, farmacologicamente, nel trattamento di alcuni tipi di Acufene!

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https://centrosicilianoacufene.it/2025/12/12/acufene-microcircolo-fattori-vascolari/

Come trattare l’acufene: la relazione tra idrope dell’orecchio interno e sindrome di MenièreIl paziente in questione è a...
10/12/2025

Come trattare l’acufene: la relazione tra idrope dell’orecchio interno e sindrome di Menière

Il paziente in questione è arrivato alla mia osservazione per riferiti acufene, ipoacusia e vertigini. Questa triade sintomatologica ha determinato la formulazione della diagnosi di Malattia di Meniere ma senza eseguire alcun test mirato per confermare la Malattia di Meniere. Il paziente si è sottoposto a diverse visite e ha assunto diversi farmaci, senza alcun risultato, a suo dire. Arrivato alla nostra osservazione è stato valutato in maniera olistica, senza tralasciare nessun dato clinico, ed è stato sottoposto a numerose indagini strumentali, non solo audiologici. Come potete vedere sotto, presenta all’esame audiometrico tonale una perdita monolaterale “ a corda molle”, dato che può essere caratteristico di una malattia menieriforme. L’idrope é un accumulo di liquidi in cavità sierose, in tessuti sottocutanei o in strutture anatomiche cave. L’eccessiva produzione o il ridotto riassorbimento da parte di alcune strutture dell’orecchio interno possono portare ad un aumento della quantità di endolinfa o di perilinfa presente all’interno dell’orecchio interno con sviluppo di idrope. Se le variazioni di quantità sono minime solitamente non si manifesta alcuna sintomatologia, viceversa se le variazioni sono eccessive determinano un corredo sintomatologico che va ad interessare diversi organi e non solo l’orecchio. Sulla base degli organi e delle strutture interessate da tale condizione è possibile riconoscere diversi tipi di idrope, tra queste una tra le più conosciute è l’idrope endolinfatica. L’idrope endolinfatica è caratterizzata da un aumento della pressione dell’endolinfa all’interno del labirinto membranoso il quale conduce spesso ad una rottura di strutture membranose per cui perilinfa e endolinfa si uniscono. L’endolinfa è un liquido contenuto nel labirinto membranoso dell’orecchio interno, presenta una ridotta concentrazione di sodio ed elevata concentrazione di potassio e cloro, e svolge una funzione molto importante nella trasmissione delle informazioni raccolte dalle cellule sensoriali dell’orecchio interno. La perilinfa, invece, è un fluido extra-cellulare che si trova nella coclea, parte dell’orecchio interno, la sua composizione ionica è paragonabile a quella del plasma e del liquido cerebrospinale, e presenta una alta concentrazione di sodio. L’idrope endolinfatica solitamente è monolaterale, caratterizzata dalla comparsa di sintomi uditivi,caratteristici anche della Malattia di Meniere, quali calo della capacità uditiva, comparsa di acufeni e di sintomi vertiginosi, a cui può associarsi una sensazione di fullness auricolare, ossia ovattamento auricolare o sensazione di “orecchio pieno”. L’idrope endolinfatica è il substrato patologico, la predisposizione, il presupposto della sindrome di Menière, malattia dell’orecchio interno caratterizzata da episodi di ipoacusia, acufeni e vertigini ciclici, che si ripetono più volte nel corso della vita. Ma sebbene l’idrope endolinfatica sia la base su cui si sviluppa la malattia di Menière non è detto che tutti i casi di idrope portino a tale malattia. Idrope e sindrome di Menière non possono dunque essere considerati dei sinonimi. Il paziente è stato sottoposto al test alla furosemide, per formulare la corretta diagnosi di Malattia di Meniere, al quale è risultato negativo. Quindi nel caso di questo paziente possiamo affermare che presenta un’idrope endolinfatica determinata verosimilmente da vasculopatia cerebrale, poiché alle indagini radiologiche per lo studio dell’orecchio e dell’encefalo abbiamo rilevato la presenza di multiple e diffuse aree ischemiche cerebrali. Il concetto che l’idrope dell’orecchio interno e la Sindrome di Meniere non possono essere considerati sinonimi, é un
concetto fondamentale, importante, innovativo, sul quale il Centro Siciliano Acufene, in collaborazione con una azienda farmaceutica siciliana, sta portando avanti degli studi in cui viene teorizzato che i fenomeni ischemici a carico dell’orecchio interno, i conflitti neurovascolari, le alterazioni metaboliche ed endocrinologiche, le patologie autoimmunitarie, le infezioni, e persino le alterazioni cranio-cervico-mandibolare comportino spesso idrope cocleare. Da questo studio sulle modificazioni dell’equilibrio elettrolitico della coclea dell’orecchio interno il Centro siciliano acufeni ha ricavato un protocollo farmacologico che aiuta a proteggere e migliorare la salute degli organi dell’orecchio interno e a contrastare l’acufene, principale sintomo della sindrome di Menière e dell’idrope endolinfatica. Dunque è stato prescritto al paziente un protocollo farmacologico mirato per l’idrope dell’orecchio interno associato alla Riabilitazione Acustica Sonora con Sistema Digitale Combinato, che ci permetteranno,tra l’altro di gestire l’ipoacusia che in questo caso si presenta fluttuante, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, e ci permetteranno di migliorare la qualità di vita del paziente stesso, riducendo gli episodi sintomatologici acuti che possono verificarsi improvvisamente. Anche questa volta la formulazione di una diagnosi corretta e la gestione clinica del paziente sono il risultato del lavoro sinergico e costante tra i professionisti della nostra equipe multidisciplinare.

Lesioni cutanee: non sempre si tratta di sole patologie allergiche! Oggi è stata una br**ta giornata poiché quando arriv...
05/12/2025

Lesioni cutanee: non sempre si tratta di sole patologie allergiche!

Oggi è stata una br**ta giornata poiché quando arrivano alla mia osservazione pazienti con patologie serie, mi dispiace moltissimo .
La paziente si presenta molto sofferente già da un anno. Si è sottoposta a diverse visite ma senza prescrizione di alcuna indagine strumentale, o di un prelievo del sangue per patologie mirate, é andata avanti solo con la prescrizione di cortisone,senza tra l’altro risolvere nulla. Riferisce prurito, creandosi lesioni da grattamento che poi sanguinano facilmente, gonfiore agli arti inferiori,quindi senso di pesantezza alle gambe, e dolore. Oltre a questa sintomatologia riferisce anche difficoltà respiratoria. Riferisce di aver eseguito solo una biopsia della cute con relativa diagnosi di eczema, diagnosi molto generica e che lascia il tempo che trova. Ho visitato la paziente a 360 gradi, ho effettuato subito degli esami diagnostici,come una endoscopia delle alte vie respiratorie,ho iniziato ad eseguire la valutazione allergologica che completeremo nei prossimi giorni. Ho prescritto un prelievo del sangue mirato per lo studio dell’autoimmunità e del sistema immunitario in maniera mirata, tutto ciò perché il gonfiore agli arti inferiori e il tipo di manifestazione cutanea che osservate mi orientano verso una vasculite in soggetto allergico. Ho prescritto in urgenza un Doppler degli arti inferiori senza lasciare nulla al caso. La raccolta anamnestica attenta,ossia la storia clinica della paziente, oggi più degli altri giorni mi ha aiutata tantissimo per inquadrare la sintomatologia della stessa. Ho prescritto già uno dei nostri protocolli farmacologici per curare le lesioni sanguinanti. Quando con una terapia ( in questo caso il cortisone che prescrivevano sempre e solo) non si risolve la sintomatologia e la stessa patologia, bisogna subito recarsi da altro specialista e non attendere un anno. Per tutte le patologie,e quindi anche per questo quadro clinico, è necessario studiare lo stesso in maniera olistica ed è essenziale ed imprescindibile cercare le cause ( non finirò mai di dirlo e scriverlo), in modo da formulare una diagnosi corretta per poter curare il paziente correttamente, senza margini di errore!

Siamo stati dichiarati eccellenza sul territorio…oltre 15 anni di duro lavoro svolto con passione e costanza per i pazie...
03/12/2025

Siamo stati dichiarati eccellenza sul territorio…oltre 15 anni di duro lavoro svolto con passione e costanza per i pazienti con Acufene

Per poter trattare un paziente con Acufene bisogna rivolgersi ad una equipe multidisciplinare, i cui singoli professionisti si dedicano costantemente sia scientificamente che nella pratica di tutti i giorni all’Acufene. Bisogna formarsi seguendo corsi soprattutto fuori dall’Italia, organizzando congressi e soprattutto confrontarsi con le altre due equipe multidisciplinari molto rinomati, esistenti al Nord Italia. Il confronto con queste altre due equipe ci ha portato a sviluppare i nostri protocolli, a sviluppare la metodologia e il protocollo per la Riabilitazione Sonora e per tutte le altre riabilitazioni che interessano strutture ed organi presenti vicino l’orecchio, responsabili di molte cause che determinano Acufene. Quindi ciascuna equipe sviluppa protocolli diagnostici e terapeutici sulla base dell’esperienza acquisita durante i tanti anni di lavoro svolto. Bisogna essere a disposizione del paziente H 24, poiché si tratta di pazienti che presentano molte criticità, stati di ansia e depressione, stati di vera e propria difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni. Visitare un paziente con acufene implica eseguire una visita iniziale otorinolaringoiatrica “non comune”, ma specifica per l’Acufene, e soprattutto trattasi di una visita ( ovviamente completa valutando tantissimi organi non solo l’orecchio) non uguale per tutti quindi non standardizzata ma “mirata”. Il tutto inizia con la raccolta anamestica, ascoltare attentamente la storia del paziente ci permette già di orientarci in ambito diagnostico e successivamente terapeutico, ripeto sempre in maniera mirata per il singolo paziente. Per trattare un Acufene vi ê bisogno di sottoporre il paziente ad esami diagnostici con strumenti non comuni ma dedicati per studiare l’Acufene del paziente. Abbiamo una ampia casistica, dopo 15 anni di esperienza e trattamento dell’Acufene, di pazienti riabilitati, di patologie genetiche o acquisite molto spesso rare. Impieghiamo moltissimo tempo per la ricerca scientifica, per la collaborazione con farmacologi e biologi, al fine di produrre nuovi farmaci che rappresentano l’alternativa a farmaci ( ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici) che potrebbero determinare un peggioramento dell’Acufene e altre complicanze temibili. É Importate rivolgersi a professionisti qualificati nel trattamento dell’acufene, ê importante non farsi prendere in giro da tutti quei professionisti delle varie specialità oltre ad otorini , osteopati, ortodontisti, gnatologi, audioprotesisti, psicoterapeuti etc, che scrivono di occuparsi del trattamento dell’Acufene senza nessuna esperienza ventennale, senza basi teoriche e pratiche per trattare l’Acufene, insomma “improvvisati” buttando nello sconforto il paziente che si rivolge a tali professionisti con molta speranza, ma ovviamente non ottenendo alcun risultato, dichiarandosi quindi sfiduciati e decidendo di non affidarsi più ad altri specialisti, “quelli giusti”, peggiorando il proprio stato psico-fisico.A questo punto il paziente cade ancora più in depressione, non ha più fiducia in nessuno, e la sua qualità di vita peggiora inevitabilmente, portando lo stesso a mettere in atto gesti estremi . Abbiamo salvato diverse persone in questi anni, che stavano mettendo in atto gesti estremi, anche grazie alle loro famiglie che hanno fatto squadra con la nostra equipe. Quindi prima di affidarvi ad un professionista per il trattamento dell’acufene chiedete da quanto tempo si occupa di trattare questo sintomo invalidante, chiedete la casistica di patologie trattate, la casistica dei casi risolti e riabilitati, che tipo di strumentazione utilizzano i diversi professionisti che formano l’equipe, che tipo di trattamenti mettono in atto ( vi ricordo che i trattamenti da mettere in atto sono diversi, oltre ai protocolli farmacologici che ciascuna equipe sviluppa, e vi ricordo che per eseguire i trattamenti riabilitativi soprattutto sonori ci vuole moltissima esperienza viceversa l’Acufene può peggiorare, può sdoppiarsi, può diventare bilaterale,etc). Come vedere trattare un acufene non è per niente facile, ci vuole oltre una esperienza ventennale sul campo, molta passione perché è davvero difficile trattare ogni singolo caso, essere sempre a disposizione del paziente festivi e feriali, essere sempre pronti a risolvere i problemi che possono presentarsi durante il percorso terapeutico e riabilitativo. Occuparsi di Acufene per noi é stata e continua ad essere una scelta di vita, molto impegnativa ma soddisfacente ogni volta che riabilitiamo un paziente! A Gennaio ci saranno delle novità, verrà presentato un nuovo nutraceutico creato dai farmacologi a cui ci siamo rivolti sulla base delle indicazioni che abbiamo fornito loro, indicazioni generate dalla valutazione del paziente acufenopatico visitato in questi anni.

https://youtu.be/a-XOG1Wnesk?si=BFnHjrYWsRYzjqoF

Potete seguire i nostri video su YouTube canale Daria Caminiti

https://youtu.be/a-XOG1Wnesk?si=BFnHjrYWsRYzjqoF

Le cause, la diagnosi e le terapie dell’acufene sono stati il tema della puntata di “Eccellenze Italiane - La differenza che fa la differenza” su Odeon TV, i...

Indirizzo

Via Vico Di Via Diodoro Siculo 3
Taormina
98039

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
Venerdì 15:30 - 19:00

Telefono

+393285351514

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