Clara Patrono il tuo Medico di Famiglia a Taranto

Clara Patrono il tuo Medico di Famiglia a Taranto Medico formato in medicina generale
Convenzionato Asl

20/01/2026
11/01/2026
Perché la tosse può continuare anche dopo al guarigione
06/01/2026

Perché la tosse può continuare anche dopo al guarigione

Perché la tosse può continuare anche dopo la guarigione?

Chiunque abbia avuto un’influenza o un’altra infezione respiratoria conosce bene il fenomeno. I sintomi acuti scompaiono, la febbre passa, il malessere generale si risolve, ma la tosse resta. A volte per settimane. Non è solo fastidiosa. Può essere invalidante e socialmente imbarazzante. La ricerca degli ultimi decenni ha chiarito che non si tratta di un semplice residuo dell’infezione, ma di un vero e proprio cambiamento funzionale dei nervi delle vie aeree.

L’ipotesi oggi più solida è quella dell’ipersensibilità neuronale post infettiva. Durante un’infezione respiratoria l’infiammazione non colpisce solo la mucosa bronchiale, ma coinvolge direttamente le terminazioni nervose sensoriali responsabili del riflesso della tosse. Questi nervi diventano più reattivi agli stimoli, anche a quelli normalmente innocui.

Fare un respiro profondo, parlare a lungo al telefono, ridere, uscire all’aria fredda. Sono azioni fisiologiche che non rappresentano un pericolo per le vie respiratorie. Tuttavia, in una fase post infettiva, possono innescare violenti accessi di tosse anche in assenza di infezione attiva. È il riflesso che è cambiato, non lo stimolo.

Questa osservazione clinica è stata descritta per la prima volta già negli anni Novanta. Nel 1990 alcuni ricercatori notarono che cavie infettate con un virus simil influenzale mostravano una marcata ipersensibilità del riflesso tussigeno. Esposte a sostanze irritanti come la capsaicina, le cavie infette tossivano molto di più rispetto a quelle sane. Un fenomeno sovrapponibile è stato poi osservato anche nell’uomo, aprendo la strada allo studio dei meccanismi neurobiologici alla base della tosse post infettiva.

Negli anni successivi, l’attenzione si è concentrata sul ruolo delle sostanze infiammatorie rilasciate durante l’infezione e sui recettori presenti sulle fibre nervose delle vie aeree. Tra questi, uno dei più studiati è il recettore TRPV1. Si tratta di un canale ionico espresso sui nervi sensoriali, noto per rispondere alla capsaicina, al calore e a diversi stimoli chimici irritanti.

Nel 2016, diversi gruppi di ricerca hanno dimostrato che un’infezione con virus respiratori simil influenzali induce alcune fibre nervose delle vie aeree a produrre un numero maggiore di recettori TRPV1. In pratica, il nervo diventa più sensibile perché esprime più “antenne” in grado di captare stimoli. Studi successivi, condotti sia su modelli animali sia su cellule umane coltivate in laboratorio, hanno confermato l’aumento non solo di TRPV1 ma anche di altri recettori coinvolti nel riflesso della tosse durante le infezioni virali.

Un dato particolarmente interessante arriva da uno studio del 2017. I ricercatori hanno osservato che anche un virus inattivato, reso incapace di replicarsi tramite esposizione ai raggi ultravioletti, era comunque in grado di aumentare l’espressione di TRPV1 e di altri recettori nelle cellule umane. Questo suggerisce che non è necessaria un’infezione attiva per indurre l’ipersensibilità neuronale. È sufficiente l’interazione tra il virus e il sistema immunitario delle vie aeree per innescare il processo.

Queste evidenze spiegano perché la tosse possa persistere anche quando il virus non è più presente. L’infiammazione si risolve, ma i nervi restano temporaneamente “ripogrammati” su una soglia di attivazione più bassa. È una forma di memoria biologica, simile a quella osservata in altri tipi di dolore cronico.

Secondo Lorcan McGarvey, uno dei massimi esperti mondiali di tosse cronica, questo stato di ipersensibilità è alla base di molte tosse post infettive persistenti. Non si tratta di una malattia strutturale, ma di un’alterazione funzionale del sistema nervoso periferico delle vie aeree.

Quando rivolgersi al medico?

Nella maggior parte dei casi la tosse post infettiva si risolve spontaneamente entro due o tre settimane. Questo andamento è considerato fisiologico. Tuttavia, se la tosse persiste oltre le otto settimane, è corretto parlarne con un medico per escludere altre cause e valutare eventuali strategie terapeutiche.

La valutazione deve essere più tempestiva se la tosse è accompagnata da segnali di allarme come febbre persistente, respiro affannoso, presenza di sangue nel catarro, calo ponderale non intenzionale o dolore toracico significativo.

Lukasz Antoniewicz, pneumologo dell’unità di tosse cronica dell’Università di Vienna, sottolinea che alcune settimane di tosse dopo una malattia respiratoria sono del tutto normali. Nella pratica clinica, però, anche un mese di tosse può avere un impatto importante sulla qualità di vita.

Antoniewicz riporta casi di pazienti giovani, senza patologie ossee, che hanno sviluppato fratture costali semplicemente a causa della forza del riflesso tussigeno. Questo rende evidente come la tosse non sia un sintomo banale, ma un riflesso potentissimo che può diventare invalidante se protratto nel tempo.

In quest’ottica, già dopo quattro settimane di tosse persistente, una valutazione clinica può essere ragionevole, non tanto per “medicalizzare” un fenomeno fisiologico, quanto per offrire sollievo, rassicurazione e una corretta esclusione di cause alternative.

https://www.nationalgeographic.it/perche-continuiamo-a-tossire-dopo-aver-superato-l-influenza-e-il-raffreddore?utm_source=meta&utm_medium=cpc&utm_campaign=dplace&utm_content=articolo&fbclid=IwdGRleAPJnyZleHRuA2FlbQEwAGFkaWQBqy3ivJGlQXNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR5yTxHxNNRAof1B6yaJF1S5AFWYaVwqtwczflbwgOQOXGE87d0-cNDp1Uo2LA_aem_M7jXw2CrRB10PMp5OIwAvw&utm_id=120240266792420561&utm_term=120240266792490561

04/01/2026

Influenza…

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Come previsto ha rovinato le vacanze a molti.
Come previsto ci stanno angosciando con annunci di epidemie di polmoniti e gravi complicanze.
Come previsto si sta manifestando con la sua febbrona che persiste più giorni
Come previsto ha la sua bella tosse e il suo malessere.

Mi taccio sulla vaccinazione che hanno fatto in troppo pochi… Ma consiglio di prendere il nuovo calendario 2026 e mettere un memo di questi giorni nel mese di ottobre!

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Dicono che quest’anno dovremo fare i conti con nuove mutazioni più aggressive e che con il prossimo inizio della scuola dobbiamo aspettarci un picco di complicanze.

Facciamo le napoletanissime corna ma per ora, per quello che sto vedendo io (che conta molto poco nella valutazione generale) anche se le “febbrone” sono ormai innumerevoli, fino ad ora ho diagnosticato MENO polmoniti delle epidemie degli anni scorsi (sono fortunato?) e, con enorme soddisfazione, sto confermando un dato bellissimo che meriterebbe un articolo a 4 colonne nelle prime pagine dei giornali! (invece delle profezie che moriremo tutti!)

Quale?

Che la bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale, cioè quella che colpiva i piccoli e non mancava mai negli inverni del mio ambulatorio (significava ricoveri e in alcuni casi, fortunatamente rari, anche rianimazione), è quasi del tutto SCOMPARSA!
Vinta da una semplice fiala iniettata a tutti i nuovi neonati!

E allora diciamole le cose belle!!
Stiamo calmi, ascoltiamo i nostri dottori e speriamo bene per i prossimi mesi.

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Ma in questo post voglio parlare di un “ansiolitico” che non manca mai negli armadietti dei farmaci di tutte le case: Il Cortisone (la pilloletta di Bentelan è una star immancabile!)

Il consiglio ovvio e banale dovrebbe essere “E’ un farmaco importante che deve prescrivere il dottore!!!”

Ma quel “Dottore mi sono spaventata e gli ho dato una Bentelan!” sembra sfuggire ad ogni raccomandazione.

E allora dico due parole sulla magica “compressina ansiolitica” autoprescritta dalla paura:

E’ vero. Il cortisone fa migliorare tutto. Ma dobbiamo sapere che il tutto (febbre, dolori, malesseri, tossi ecc…) sono “i nostri” che combattono!

Sparare sui “nostri” in battaglia non è mai una buona idea.

Il dottore prescrive il cortisone (e se lo fa, fa bene) quando “i nostri”, impegnati in battaglia (cioè l’infiammazione), finiscono per danneggiare anche noi.

Lo fanno per esempio quando “gonfiano” una mucosa bronchiale e stringono così il lume del “tubo” che deve far passare l’aria (come nella bronchite asmatica).

I “nostri” sono i sintomi.
Vero, sono fastidiosi e ci fanno star male, ma ci avvertono che siamo aggrediti, ci fanno star fermi per risparmiare energie e ci mandano dal dottore per vedere se rischiamo di non farcela da soli!

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Il cortisone agisce su tutto. Sulla febbre, sui dolori, nelle allergie, nel raffreddore, nella polmonite, nell’asma, nelle malattie autoimmunitarie, nella leucemia… Tutto!

Come? Facendo migliorare i sintomi.

Se però togliamo i sintomi che ci stanno avvisando di una aggressione ad un polmone e stanno pure combattendo per noi… I germi responsabili stappano una bottiglia di champagne e dilagano silenziosamente senza nemmeno doversi sforzare più di tanto!

Senza sintomi chiari le diagnosi sono più difficili. Ergo... Il cortisone può nascondere le diagnosi!

Se quindi prima di andare dal dottore abbiamo dato la “compressina salvatutti” lui avrà più difficoltà a capirci qualcosa!

Un maestro diceva: “Il cortisone è una nebbia! Se lo prescrivi senza aver capito cosa stai curando rischi di non capirlo più!”

E allora per favore: mettiamo un lucchetto alla scatolina di Bentelan!

Senza prescrizione del dottore che ha fatto una diagnosi e sa perché la prescrive, non va data mai!

E allora? Influenza: restiamo calmi.
Appuntiamola nel calendario 2026 (per ricordarci che esiste un vaccino che forse potrebbe salvare le vacanze), rispolveriamo tutti i consigli che ci hanno dato durante il Covid per ridurre i contagi e… passerà anche questa!

27 dicembre… una data che ha cambiato il mondo della medicina
27/12/2025

27 dicembre… una data che ha cambiato il mondo della medicina

Il 27 dicembre non è un giorno qualunque
È uno di quei giorni in cui la medicina tiene la linea

Gli ospedali sono pieni
Le guardie si fanno
Le emergenze arrivano puntuali
Le decisioni pesano come sempre

Non è una pausa
È una tregua armata

E in mezzo a questo equilibrio fragile
cade una nascita che ha cambiato per sempre le regole del gioco

Il 27 dicembre 1822 nasce Louis Pasteur

Con lui la malattia smette di essere destino
La febbre smette di essere un castigo
L’infezione smette di essere invisibile

Prima di Pasteur si curava come si poteva
Dopo Pasteur si inizia a capire perché

Dimostra che il nemico ha un volto
che si può prevenire prima di rincorrere
che la medicina non è solo resistenza
ma strategia

È una nascita che non fa rumore
non interrompe le feste
non ferma i turni

Ma da quel 27 dicembre in poi
ogni corsia
ogni vaccino
ogni gesto di asepsi
porta dentro un pezzo di quella rivoluzione

La medicina oggi non si ferma, combatte

Anche grazie a chi è nato in un giorno in cui il mondo sembrava rallentare

27/12/2025

Una cosa interessante che non sapevo: oggi parlo del Microbiota intestinale.
E' “di moda” ed è sempre più studiato.

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Microbiota è il nome della immensa popolazione di germi che abitano nel nostro intestino. Sono miliardi di miliardi che vivono e ci aiutano a vivere bene.
Pensate che il 50% della parte secca della nostra c***a è fatto di batteri della flora intestinale!

I nostri geni sono in tutto 20-25000 (di cui solo 19-20000 codificanti), ma se contiamo quelli della nostra flora intestinale scopriamo che “ospitiamo” 9-10 milioni di geni estranei!

Insomma, siamo un “carrozzone” piuttosto affollato e tantissimi studi hanno dimostrato l’importanza di tutta questa folla, nei meccanismi immunitari, nei processi infiammatori, per la produzione di vitamine importanti, per la digestione...

Per farci funzionare bene abbiamo bisogno di una grande comunità e anche la nostra c***a merita un certo rispetto!
(Su questa verità potremmo fare riflessioni filosofiche e antropologiche!)

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Il microbiota intestinale è stato anche definito come nostro “secondo cervello”.
Alcuni neurotrasmettitori infatti sono uguali (la serotonina ad esempio) ed è ben nota la relazione tra funzione intestinale ed emozioni, particolarmente per la gran varietà dei disturbi digestivi.

Fin qui sapevamo più o meno tutto.

La cosa nuova che non conoscevo è la scoperta della relazione tra microbiota intestinale e… neurosviluppo nei primi 1000 giorni della vita!

La qualità del microbiota intestinale nei primi 3 anni, ha una azione modulatoria nella formazione della struttura del cervello che si userà dopo!

“Nella formazione del cervello???”
“E come fa una flora intestinale ad influenzare l’organizzazione di un cervello?”

Lo fa producendo:
- sostanze neuromodulatrici e precursore dei nostri neurotrasmettitori,
- sostanze che nutrono le cellule tra cui vivono i neuroni (la Glia)
- sostanze che contribuiscono a formare la barriera ematoencefalica, (quella che impedisce l’ingresso di germi nel cervello!)

E’ complicato, ma provo ad entrare più nel dettaglio per spiegare l'importanza di tutto questo:

Il nostro DNA è avvolto intorno a proteine che si chiamano Istoni e i nostri neuroni sono circondati da moltissime altre cellule (Astrociti e Glia) che li nutrono e li guidano nei loro meccanismi di connessione (le sinapsi).

Nel DNA ci sono i geni che utilizziamo per essere quello che siamo, ma sono gli Istoni, insieme agli Astrociti e alla Glia che, in relazione alle esperienze esterne, decidono quali geni far utilizzare e quali inibire nel DNA (con meccanismi di acetilazione e metilazione).

Esempio campestre per comprendere meglio:
I neuroni con il loro DNA sono la squadra in campo che gioca, intorno a loro Istoni Glia e Astrociti, si comportano un po’ come gli allenatori che non giocano direttamente, ma decidono chi mandare in campo convocando i geni adatti e inibendo quelli ritenuti inutili.

"Epigenetica" è l’effetto di tutto il complesso delle influenze su questi sistemi che decide l’espressione dei geni e ci fa essere sempre tutti unici e diversi, anche si siamo gemelli geneticamente identici!

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Potremmo dire quindi che abbiamo un genoma dentro cui pesca un “connettoma” (l’insieme dei sistemi delle connessioni neurali che si relazionano con l’esterno) per adattarci all’ambiente nel modo migliore aprendo o inibendo geni diversi.

Il nostro microbiota è uno degli attori che agisce sul “connettoma” e in una fase critica della vita (i primi 1000 giorni) contribuisce a decidere che connessioni neurali creare, usando quali geni!

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“Wow! Allora fermenti lattici a volontà per tutti i bambini!!!”
Prima o poi vedremo gli spot in televisione: “Diventare più intelligente? Dieci gocce al dì e risultato garantito!”

NO!
Nessun flaconcino o bustina o goccina può decidere o modificare in modo significativo la complessità del nostro microbiota che è fatto di miliardi di miliardi di germi!

Quello che conta davvero nei primi anni di vita sono altre cose. Eccole:

- Il tipo di parto (vaginale vs. cesareo)
- L’alimentazione (il latte materno vs. latte artificiale)
- Lo svezzamento e la dieta,
- L’ambiente familiare
- Le terapie antibiotiche improprie

Il parto vaginale, il latte materno, una dieta mediterranea equilibrata, ricca in fibre e frutta fresca, uno stile di vita regolare, favoriscono la proliferazione delle famiglie dei Lattobacilli e dei Bifidobatteri che sono nostri alleati importantissimi.

Terapie antibiotiche a largo spettro, alimentazione ricca di zuccheri semplici, cibi ultra processati e grassi animali invece nutrono una flora di germi pro infiammatori: Bacteroides, Clostridium, Enterobacteriacee, funghi opportunisti.

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Nota importante: tutto questo non significa che chi ha partorito con cesareo, ha allattato con latte artificiale, ha avuto patologie che hanno richiesto terapie antibiotiche importanti e una vita stressante avrà bambini meno intelligenti o con problemi!!!
Significa solo che le cose che ho detto sono vantaggi che fanno bene. Tutto qui.
Non che la loro mancanza significa condanna!

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E allora: merendine, cibi ultra processati, zuccheri semplici ci fanno male.
Lo sappiamo. “Sindrome metabolica…” “Emergenza obesità…” “Moriremo tutti prima…”

Siamo assuefatti a questi annunci e decidiamo di iniziare una dieta domani mentre compriamo quel pacco “tre per due” in offerta perché “Altrimenti cosa porta a scuola?”

Ma questa volta non parliamo delle solite cose (importantissime anche loro!). Il tema di questo post è il neuro sviluppo nei primi due tre anni di vita.

E allora attenzione: quando sono piccoli non è solo una questione di kg sulla bilancia!
Mangiar bene è una priorità particolarmente quando i bambini sono piccoli.

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Forse è un post complicato. Ma mi sembrava importante da aggiungere al solito discorso diete/merendine ecc… (Spero che lo legga mia figlia…)

24/12/2025

Dal 24 al 28 dicembre lo studio sarà chiuso per festività.

# il 24 e il 27 saranno aperti solo gli ambulatori di turno dell'AFT DALLE 8 ALLE 11 per visite ambulatoriali o pratiche non differibili

# LA GUARDIA MEDICA SARÀ ATTIVA DALLE 10 DEL 24 ALLE 8 DEL 27 E DALLE 10 DEL 27 ALLE 8 DEL 29

29 E MARTEDI 30 SARÒ SOSTITUITA DALLA COLLEGA DI STUDIO DR. SSA RUCCO NEI SUOI ORARI DI STUDIO: LUNEDI 9/12 E MARTEDI 17/19.

Tutto lo staff dello studio medico augura un sereno Natale a tutti!!!

10/12/2025
07/12/2025

🍷🍺🍸 Vino, birra, cocktail, superalcolici. A prima vista, innocenti compagni di serate; in realtà, possibili fattori di rischio per la nostra salute.
👍🏻 Meno si beve, minori sono i rischi per la nostra salute e sicurezza.

🩺 L’alcol, infatti, può causare possibili danni al fegato, all’apparato digerente, al cuore, al sistema nervoso ed è causa o concausa di diversi tumori come quello dell'oro-faringe, dell'esofago, del colon-retto.
🧠 Inoltre, sviluppare una dipendenza da alcol può compromettere la funzionalità del sistema nervoso centrale, la capacità di giudizio e la percezione dei rischi.
🚑 Gli effetti dell'abuso di alcol sono pericolosi per chi beve e per chi sta intorno. Quasi un incidente stradale su 10 è provocato da persone in stato di ebbrezza.
💪 L’abuso di alcol fa male. Un bicchiere di troppo mette a rischio te, la tua salute, l’incolumità di chi ti sta accanto.

ℹ️ In Puglia sono attivi servizi pubblici per le dipendenze patologiche (SerD) presso i 6 Dipartimenti di Dipendenze Patologiche, uno per ogni Azienda Sanitaria Locale.
Le strutture offrono assistenza e trattamento alle persone, alle famiglie e alla popolazione in generale per superare e prevenire ogni forma di rischio, uso o dipendenza da sostanze psicoattive.

I centri Ser.D pugliesi:
📍 ASL Bari: http://rpu.gl/SerDBari
📍 ASL Barletta-Andria-Trani: http://rpu.gl/SerDBat
📍 ASL Brindisi: http://rpu.gl/SerDBrindisi
📍 ASL Foggia: http://rpu.gl/SerDFoggia
📍 ASL Lecce: http://rpu.gl/SerDLecce
📍 ASL Taranto: http://rpu.gl/SerDTaranto

06/12/2025

📌I tatuaggi potrebbero indebolire il sistema immunitario per anni. È quanto emerso da un nuovo studio condotto sui topi, che suggerisce un possibile accumulo dei pigmenti dei tatuaggi nei linfonodi, piccoli organi che, tra le varie funzioni, contribuiscono a generare risposte immunitarie e a combattere le infezioni. La ricerca internazionale è stata guidata dall'italiana Arianna Capucetti e coordinata da Santiago González, con il contributo di altri 12 gruppi internazionali. I ricercatori hanno scoperto che, una volta effettuato un tatuaggio, l'inchiostro si sposta rapidamente attraverso il sistema linfatico e, nel giro di poche ore, si accumula in grandi quantità nei linfonodi — organi chiave del sistema immunitario. Secondo lo studio, l'inchiostro innesca una risposta infiammatoria in due fasi: una fase acuta, che dura circa due giorni, seguita da una fase cronica che può proseguire per anni. Quest'ultima è quella più preoccupante: i pigmenti vengono assorbiti dalle cellule del sistema immunitario che non sono però in grado di digerire l'inchiostro, come farebbero con altri agenti patogeni, fino a causarne la morte. Il fenomeno è più marcato soprattutto con gli inchiostri rosso e nero

📸: Ansa/ TINO ROMANO

Indirizzo

Corso Umberto 147
Taranto
74123

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 18:30
Martedì 08:30 - 11:00
Mercoledì 08:30 - 11:00
Giovedì 16:00 - 18:30
Venerdì 08:30 - 11:00

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