03/03/2026
ATTIVITÀ FISICA per ANSIA E DEPRESSIONE:
VA PRESCRITTA COME UN FARMACO
Prescrivere l’attività fisica come parte integrante del trattamento di ansia e depressione.
È l’appello lanciato dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF) in occasione del XXVII Congresso nazionale, concluso a Milano il 30 gennaio, pochi giorni prima delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Secondo la società scientifica, l’esercizio fisico non deve più essere considerato un semplice consiglio sullo stile di vita, ma una vera e propria componente terapeutica basata su evidenze consolidate.
“La letteratura scientifica più recente parla chiaro: il movimento fisico agisce sui sistemi dopaminergici e serotoninergici con un’efficacia che non possiamo più ignorare. Lo sport non deve più essere un consiglio generico, ma una prescrizione clinica parte integrante del protocollo terapeutico per i pazienti con disturbi dell’umore”, dichiarano i presidenti Matteo Balestrieri, co-presidente Sinpf, e Claudio Mencacci, co-presidente Sinpf.
Per quanto riguarda i giovani, una metanalisi condotta dall’Università del Sichuan e pubblicata sul Journal of Affective Disorders indica che anche piccoli incrementi di attività fisica riducono in modo significativo il rischio di depressione. Secondo i dati citati dalla Sinpf, nei ragazzi che praticano attività fisica regolare il rischio di sviluppare disturbi depressivi si riduce in una forbice compresa tra il 15% e il 22% rispetto ai coetanei sedentari. L’effetto protettivo risulta statisticamente significativo anche con livelli moderati di esercizio, pari a circa 20 minuti di attività tre volte a settimana.
“L’adolescenza è una finestra di vulnerabilità critica per l’insorgenza dei disturbi dell’umore. In questo contesto, i risultati della metanalisi mostrano che incrementi anche modesti di attività fisica sono associati a una riduzione misurabile del rischio”, osserva Matteo Balestrieri, già professore di Psichiatria all’Università di Udine.
Negli adulti, un’ulteriore metanalisi condotta su quasi 70.000 persone, pubblicata su Psychiatry Research, evidenzia una riduzione dei sintomi d’ansia con effetti definiti moderati e costanti. Secondo i dati riportati, circa il 40% dei pazienti con ansia elevata presenta un miglioramento clinicamente rilevabile dopo un programma di esercizio strutturato.
“Questa revisione sistematica conferma che l’attività fisica regolare agisce su più fronti: dalla riduzione dello stress reattivo, al miglioramento dell’igiene del sonno, fino al supporto delle funzioni cognitive”, sottolinea Claudio Mencacci, psichiatra e direttore emerito del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano. “L’esercizio riduce i sintomi d’ansia indipendentemente dalla tipologia di attività praticata, sia aerobica sia di resistenza”.
Per la Sinpf, l’obiettivo è integrare in modo strutturato l’attività fisica nei percorsi di cura psichiatrica, come supporto ai trattamenti farmacologici e psicocomportamentali. “Non è più sufficiente consigliare ai pazienti di muoversi o praticare uno sport. Dobbiamo iniziare a considerare l’esercizio fisico come un pilastro nella prevenzione e cura della salute mentale, da prescrivere come parte della strategia terapeutica”, concludono Balestrieri e Mencacci.
Fonte: V.Causarano