22/02/2026
Nel 350 avanti Cristo, mentre Atene discuteva di filosofia e Roma era poco più di un villaggio, a Taranto successe qualcosa di straordinario.
Un nostro concittadino, un tarantino di nome Archita, costruì una colomba di legno. E quella colomba prese il volo.
Non stiamo parlando di un aquilone. Non stiamo parlando di un giocattolo che planava per qualche metro. Stiamo parlando di un automa meccanico che volò davvero.
Ce lo racconta Aulo Gellio, scrittore romano, nelle sue Notti Attiche: "Archita costruì secondo certi principi di meccanica un oggetto ligneo a forma di colomba e questa colomba volò. Si sosteneva per mezzo di contrappesi e si muoveva mediante la pressione di aria rinchiusa e nascosta al suo interno."
Ma c'era un limite. Una volta atterrata, la colomba non poteva più decollare. L'aria si esauriva in un solo volo.
Come funzionava esattamente? Nessuno lo sa con certezza. Le fonti antiche non ci danno tutti i dettagli.
Gli studiosi moderni hanno fatto ipotesi: forse all'interno c'era una vescica animale gonfiata, simile a un palloncino. Forse l'aria veniva rilasciata attraverso una valvola che faceva muovere le ali. Forse il bilanciamento perfetto dei contrappesi permetteva un volo in linea retta.
Ma sono appunto ipotesi. Quello che sappiamo per certo è che funzionava. E che volava.
Archita era filosofo pitagorico, matematico, inventore. Eletto stratego più volte dalla sua città. Ma non si accontentava di scrivere trattati o comandare eserciti. Lui voleva volare.
E ci riuscì.
Pensateci. Siamo nel 350 a.C. Non esistono motori. Non esiste l'elettricità. Eppure un tarantino aveva capito i principi della propulsione pneumatica, dell'aerodinamica, del bilanciamento meccanico.
Tanto che oggi lo Smithsonian Magazine lo definisce "il primo robot della storia". Tanto che la NASA lo ha inserito nei suoi materiali didattici come uno dei primi dispositivi ad impiegare i principi essenziali del volo.
Il primo drone mai costruito. Il primo automa volante della storia umana.
Un tarantino.
Eppure se chiedi in giro, quasi nessuno lo sa. Nelle scuole non si insegna. Nei dépliant turistici non compare.
Siracusa ha dedicato ad Archimede due musei. I turisti da tutto il mondo vanno lì.
E Taranto? Taranto che ha dato i natali ad Archita, l'inventore del primo automa volante della storia?
Niente. Nemmeno una targa. Nemmeno un museo. Nemmeno un ricordo.
Forse è arrivato il momento di cambiare.