Renzo Nobilio fisioterapista osteopata

Renzo Nobilio fisioterapista osteopata Sono un ex giocatore di rugby, fisioterapista e poi osteopata.

tratto patologie legate al mondo della traumatologia e del post chirurgico,la fisioterapia vascolare e la lipodistrofia.

25/02/2026

Spesso il dolore lombare o sacroiliaco non nasce davvero nella schiena.
Colonna, bacino e anche funzionano come un’unica unità biomeccanica: se l’anca perde mobilità o presenta alterazioni strutturali, la zona lombare può andare in sovraccarico.

Conflitto femoro-acetabolare: CAM e PINCER

Nel conflitto femoro-acetabolare (FAI) possiamo trovare:

🔹 CAM → alterazione della testa femorale
🔹 PINCER → eccessiva copertura dell’acetabolo

Queste condizioni possono limitare il movimento dell’anca e aumentare lo stress su colonna lombare e articolazioni sacroiliache.

Attenzione però 👇

Molte CAM, PINCER o protrusioni lombari sono asintomatiche. Oppure una problematica può essere la causa di dolore in in altra zona .

Una radiografia da sola può trarre in inganno.

🎯 È la valutazione clinica che fa la differenza:
• anamnesi
• test specifici
• analisi del movimento
• correlazione tra dolore e gesto

Non trattiamo un’immagine.
Trattiamo la persona.
Contattami al +393295798888 ci troviamo a Talsano Taranto in Via Umberto 116

Lo so.Quando si ha un dolore la prima cosa che si fa è aprire Instagram/Google e cercare:“Esercizi miracolosi per mal di...
17/02/2026

Lo so.
Quando si ha un dolore la prima cosa che si fa è aprire Instagram/Google e cercare:
“Esercizi miracolosi per mal di schiena in 3 minuti”.

Magari sperando che bastino due stretching fatti male in salotto per sistemare tutto. 🫠

Ma no… questo post non è una guida magica per risolvere dolori, acciacchi, rigidità, ginocchia che scricchiolano o schiene che parlano.

Non mi avrete mai in un video a farvi vedere gli esercizi miracolosi.

Non perché non esistano esercizi utili.
Ma perché ogni corpo è diverso.
Ogni dolore ha una storia.
Ogni persona ha abitudini, carichi, posture e vissuti completamente differenti.

E perché non sono fotogenico.

Dare esercizi generici senza una valutazione sarebbe un po’ come:
• prescrivere occhiali senza visitare la vista
• consigliare una dieta senza sapere cosa mangi
• o scegliere scarpe “a caso” sperando vadano bene a tutti 👟

A volte funziona.
Spesso no.
E in alcuni casi può persino peggiorare la situazione.

Quello che condivido qui ha uno scopo informativo, educativo, di consapevolezza.
Non sostituisce una valutazione personalizzata.

Se hai un dolore che dura, ritorna o ti limita… la soluzione non è l’esercizio “copia-incolla”, ma capire il perché.

Il percorso giusto parte sempre da:
✔️ ascolto
✔️ valutazione
✔️ personalizzazione

Il resto è solo rumore social secondo me😉

Chiedo ai colleghi e giuristi se il riassunto  della sentenza del tar del Lazio (generato dal ai)sulla figura del massof...
13/02/2026

Chiedo ai colleghi e giuristi se il riassunto della sentenza del tar del Lazio (generato dal ai)sulla figura del massofisioterapista é giusto.

Ricordo che il masssofisioterapista in Italia si forma in scuole private e non segue un percorso universitario.

Il TAR Lazio, con la sentenza n. 2129/2026, ha confermato la piena legittimità della nota della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute dell’11 dicembre 2024, ribadendo un principio chiaro:

Il massofisioterapista non è una professione sanitaria, ma un operatore di interesse sanitario, privo di autonomia professionale e con funzioni accessorie e strumentali rispetto alle professioni sanitarie riconosciute dallo Stato.

Cosa significa in concreto

La sentenza stabilisce che:
• I massofisioterapisti non possono aprire autonomamente uno studio professionale per svolgere attività proprie delle professioni sanitarie.
• Non possono utilizzare dispositivi medici (es. tecarterapia, magnetoterapia) senza la supervisione di un professionista sanitario abilitato.
• È quindi legittimo il rifiuto opposto dall’ASL alla richiesta di apertura di uno studio con utilizzo autonomo di tali apparecchiature.

La posizione della FNOFI

La notizia è stata diffusa dal Presidente Piero Ferrante, a nome del Comitato centrale della FNOFI, che ha espresso:
• Ringraziamento al Ministero della Salute
• Apprezzamento per la decisione del TAR
• Conferma dell’impegno della Federazione nella tutela della salute individuale e collettiva



Implicazioni per il settore

Questa sentenza:
• Rafforza la distinzione tra professioni sanitarie riconosciute (come il fisioterapista) e figure di interesse sanitario.
• Consolida il principio di riserva di attività e autonomia professionale delle professioni sanitarie.
• Potrà avere impatto su autorizzazioni, aperture di studi e utilizzo di dispositivi elettromedicali.

https://www.ofilazio.it/2026/02/04/massofisioterapisti-il-tar-lazio-conferma-la-posizione-del-ministero-della-salute-e-della-fnofi/

Quante volte l’abbiamo sentita?“A mia cugina la Tecar ha fatto miracoli”“La commara ha fatto agopuntura ed è guarita”“Io...
10/02/2026

Quante volte l’abbiamo sentita?

“A mia cugina la Tecar ha fatto miracoli”
“La commara ha fatto agopuntura ed è guarita”
“Io invece ho fatto di tutto e non è cambiato niente”

Il punto è questo: nel mal di schiena aspecifico spesso non è la terapia ad aver “funzionato”, ma il fatto che quel tipo di dolore tende a migliorare da solo nella maggior parte dei casi.

Questo spiega perché:
• a qualcuno va bene la Tecar
• a qualcun altro l’agopuntura
• a un altro ancora niente di tutto questo

Non perché una terapia sia magica e l’altra no, ma perché la storia naturale del mal di schiena aspecifico è spesso favorevole, indipendentemente dal trattamento.

👉 In molti casi il dolore si riduce spontaneamente, anche senza spendere soldi e senza cicli infiniti di terapie.

Questo non significa che il fisioterapista non serva, anzi.
Significa che la vera bravura e l’onestà stanno prima, non dopo:
• nel riconoscere quando un dolore è verosimilmente autolimitante
• nel capire chi ha fattori di rischio per cronicizzare
• nel sapere quando trattare, come trattare… e quando è meglio non farlo

Fare cicli e cicli “perché male non fa” spesso non aggiunge beneficio, e a volte alimenta solo false credenze (“se sto meglio è grazie alla macchina”).

Un buon fisioterapista non è quello che propone sempre qualcosa,
ma quello che sa spiegarti cosa sta succedendo, cosa è utile davvero e cosa no.

Meno ammiocugino, più evidenza.
Meno promesse, più chiarezza.

Mi trovi a Talsano in Via Umberto 116 e
al
+393295798888


🔹 Mal di schiena aspecifico: quando NON servono subito gli esami 🔹Il mal di schiena aspecifico è il tipo di lombalgia pi...
04/02/2026

🔹 Mal di schiena aspecifico: quando NON servono subito gli esami 🔹

Il mal di schiena aspecifico è il tipo di lombalgia più comune: rappresenta circa l’80–90% dei casi.
Si manifesta come dolore nella zona lombare (tra le ultime costole e i glutei), con o senza irradiazione alle gambe, senza che sia identificabile una causa precisa tramite visita ed esame obiettivo.

👉 È una diagnosi di esclusione: prima si valutano eventuali red flags (fratture, infezioni, tumori, radicolopatie importanti, patologie infiammatorie o viscerali).
👉 In assenza di segnali di allarme, soprattutto se il dolore è recente e gestibile, non è necessario ricorrere subito a esami di imaging.

📌 Il mal di schiena aspecifico ha una origine multifattoriale: fattori fisici, psicologici e sociali contribuiscono al dolore, che è reale anche quando gli esami risultano normali.

🧠 Cosa dicono le linee guida?
✔ Educazione del paziente
✔ Mantenimento dell’attività fisica
✔ Esercizio terapeutico e fisioterapia
✔ Evitare il riposo prolungato

💡 Messaggio chiave
Nella maggior parte dei casi il mal di schiena aspecifico è autolimitante e risponde bene a un approccio conservativo e attivo.
Fare esami “a tutti i costi” non sempre è utile.

Come gestisco questi casi?

1 una valutazione il più possibile accurata fatta di domande di ascolto e di test sulla persona per capire di cosa si tratta e se si può agire o rimandare al medico.

2 gestiamo il dolore e io mi avvalgo o di strumentazioni e della cara terapia manuale che va dosata sulla persona .
Nei casi acuti il mio medico si occupa della farmacologia oppure delle terapie come infiltrazioni e mesoterapia per dare un sollievo più immediato possibile

3 nella terza fase inseriamo il prima possibile l esercizio terapeutico per andare a creare un rinforzo utile della zona lesa e se possibile correggere il pattern patologico che porta e facilita il problema

Mai solo una cosa passiva mai solo macchinette su un lettino mai sempre la stessa cosa.

Se hai bisogno chiama
⁨329 579 8888⁩







🔍 Sindrome dello Stretto Toracico: quando non è “solo” cervicalgiaCapita spesso che la sindrome dello stretto toracico v...
26/01/2026

🔍 Sindrome dello Stretto Toracico: quando non è “solo” cervicalgia

Capita spesso che la sindrome dello stretto toracico venga scambiata per altre problematiche, come una semplice cervicalgia.
👉 La differenza? I sintomi tendono a durare più a lungo, possono essere più complessi e non sempre rispondono ai trattamenti abituali.

Dolore al collo e alla spalla, formicolii al braccio o alla mano, senso di debolezza: segnali che non vanno sottovalutati.

🩺 Per questo è fondamentale:
✔️ una anamnesi accurata
✔️ una visita approfondita

Anche se può essere facilmente confusa con altre condizioni, la buona notizia è che si può trattare, una volta fatta la corretta diagnosi.

📌 Ascoltare i sintomi e indagarli nel modo giusto fa davvero la differenza.
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Esperienza di ieri .Arriva una signora con la diagnosi di dito a scatto e la prescrizione di ultrasuono terapia .Secondo...
22/01/2026

Esperienza di ieri .
Arriva una signora con la diagnosi di dito a scatto e la prescrizione di ultrasuono terapia .
Secondo la mia coscienza gli ho evitato di perdere tempo e secondo la scienza anche.
Se il dito a scatto è ormai presente da molto le “comuni” terapie fisiche spesso non hanno successo a volte neanche quelle più avanzate come onde d urto ecc Aimè la chirurgia invasiva è mini invasiva hanno dei risultati migliori.
Spero che la paziente torni dopo essere stata mandata da un chirurgo esperto della mano.

Un piccolo focus a riguardo

L’ultrasuonoterapia intesa come applicazione di ultrasuoni terapeutici (non invasivi, tipo fisioterapia) per il trattamento del dito a scatto non è supportata dalla letteratura scientifica come trattamento efficace.
Il termine “ultrasuonoterapia” non è riconosciuto nella letteratura medica come opzione terapeutica valida per il dito a scatto.

La letteratura recente evidenzia invece l’efficacia di tecniche ecoguidate (ultrasound-guided), come il rilascio percutaneo del pulley A1 con ago, che rappresentano una procedura minimamente invasiva e alternativa alla chirurgia tradizionale, con risultati sovrapponibili in termini di risoluzione dei sintomi e recupero funzionale.
Inoltre, l’ecografia è fondamentale per la diagnosi e la guida delle infiltrazioni corticosteroidee.

Per quanto riguarda le terapie fisiche, l’unica modalità non invasiva con evidenza di efficacia è la terapia con onde d’urto extracorporee (ESWT), che ha dimostrato benefici nel dolore e nella funzione nei casi di dito a scatto di grado II, ma non è la prima scelta rispetto alle infiltrazioni o al rilascio percutaneo.
In sintesi, l’ultrasuonoterapia non è utile secondo la letteratura scientifica per il trattamento del dito a scatto. Le opzioni evidence-based sono: infiltrazione corticosteroidea (preferibilmente ecoguidata), rilascio percutaneo ecoguidato del pulley A1, chirurgia tradizionale e, in casi selezionati, ESWT.

Perché la valutazione fisioterapica è fondamentale (anche quando c’è già una diagnosi medica)???La valutazione fisiotera...
14/01/2026

Perché la valutazione fisioterapica è fondamentale (anche quando c’è già una diagnosi medica)???

La valutazione fisioterapica è un passaggio imprescindibile nel percorso di cura.
Non è un’alternativa alla valutazione medica specialistica, ma un’integrazione necessaria, che non può e non deve essere esclusa per ragioni etiche, tecniche e legali.

📌 Il medico formula la diagnosi.
📌 Il fisioterapista valuta come quella diagnosi impatta sulla funzione, sul movimento e sulla vita quotidiana della persona.

Sono due competenze diverse, complementari e indispensabili per ottenere risultati efficaci e sicuri.



🧠 Cosa facciamo durante la valutazione fisioterapica

La valutazione non è solo “guardare dove fa male”.
È un processo strutturato che ci permette di costruire un percorso realistico e personalizzato.

Durante la valutazione analizziamo:

✔️ la storia clinica e il quadro funzionale
✔️ il movimento, la forza, la mobilità e il controllo motorio
✔️ la conoscenza del paziente del proprio problema
✔️ gli obiettivi reali del paziente (dolore, sport, lavoro, autonomia…)
✔️ le sue attitudini e la sua disponibilità al trattamento
✔️ il livello di compliance, cioè quanto potrà seguire il percorso (esercizi, frequenza, costanza)

Tutti questi elementi sono fondamentali per lavorare bene insieme.



📊 Perché la valutazione serve anche a fare una prognosi

Solo dopo una valutazione completa è possibile:

➡️ definire una prognosi funzionale
➡️ stimare il numero approssimativo di sedute necessarie
➡️ chiarire i tempi di recupero
➡️ fornire un’indicazione trasparente sui costi complessivi del percorso

Questo è un dovere professionale, oltre che una forma di rispetto verso il paziente.



📞 Perché tutto questo non si può fare al telefono ?(o comunque è ancora molto difficile soprattutto per me)

Al telefono mancano dati fondamentali:
❌ osservazione del movimento
❌ test funzionali
❌ valutazione oggettiva
❌ confronto reale sugli obiettivi

Senza questi elementi, qualsiasi stima su sedute, tempi e costi sarebbe imprecisa e poco professionale.

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07/01/2026
02/01/2026

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