14/01/2026
🟦 UIL contro logiche ultras
Altro che lacrime per Maduro.
Mentre c’è chi si concentra sull’arresto di un presidente “eletto dal popolo”, che ha però rappresentato un regime liberticida, costringendo l’opposizione al carcere ed all’esilio, la nostra preoccupazione è un’altra.
Quali sono oggi le nuove regole dell’ordine internazionale e quali equilibri geopolitici determineranno?
Dalla politica all’opinione pubblica assistiamo a una polarizzazione del dibattito che rifiutiamo: il rischio è tornare indietro di ottant’anni.
👉 Oltre le logiche da ultras, in Italia non vediamo una riflessione seria su questi temi. È sconcertante.
Nessuna ambiguità però su un punto: il regime di Maduro è stato liberticida ed ha represso il dissenso con la violenza. Su questo non abbiamo esitazioni.
🤝 Da anni abbiamo rapporti solidi con i sindacati liberi venezuelani.
Abbiamo aiutato chi è stato costretto a fuggire dal Paese e continuiamo a denunciare la presenza di dirigenti sindacali imprigionati o esiliati. Il nostro giudizio è chiaro e riconosciuto a livello internazionale.
🇮🇹 Accogliamo con soddisfazione anche la liberazione di cittadini italiani dalle carceri venezuelane, ma c’è un tema ancora più grande di cui si parla troppo poco: gli equilibri costruiti per la pace internazionale attraverso l’ONU, dalla fine della Seconda guerra mondiale, si stanno sgretolando. È un problema che riguarda tutti, anche il mondo del lavoro.
💣 I raid di Trump non sono la soluzione.
Li condanniamo: chi decide dove e quando intervenire?
Così si creano precedenti pericolosi.
🇪🇺 Manca un ruolo forte dell’Europa.
Dall’Ucraina a Gaza, dal Venezuela all’Iran: situazioni diverse, stesso vuoto.
Oggi domina la logica della supremazia militare ed economica e questo ci preoccupa profondamente.
🧠 Serve un’analisi profonda, oltre le logiche di partito.
La politica dovrebbe compattarsi per costruire strumenti di pace più efficaci, non basati sull’autorità militare.
✋ Non giudichiamo gli altri sindacati, ma ribadiamo una convinzione:
se prevale la logica del “chi ha più armi detta legge”, saremo tutti meno liberi.
🔎 Come UIL restiamo nel merito delle questioni.
Semplificare non aiuta e problemi così complessi non si affrontano di pancia.
Anche sulle scelte sindacali continuiamo a essere coerenti:
quando una nostra proposta viene accolta – come sul rafforzamento del contratto nazionale per milioni di lavoratori poveri – ne prendiamo atto, senza ideologia e senza cortocircuiti.
📰 Leggi la nostra intervista di oggi su Il Foglio.
PierPaolo Bombardieri