22/01/2026
Si chiama calma
e mi è costata tante tempeste.
Mi ci è voluta tutta la rabbia del mondo
per capire che urlare non serve,
che il rumore non convince nessuno,
nemmeno te stesso.
Mi ci è voluta la furia,
il cuore che sbatteva come una porta,
la voce rotta,
le parole taglienti,
mi é servito annegare nel buio
per capire che la pace non si trova,
si costruisce piano,
con mani n**e,
con giorni normali.
Non è che non mi arrabbio più,
è che adesso scelgo dove mettere il fuoco.
Si chiama calma
e non è per chi non sente,
ma per chi ha sentito troppo
e adesso sceglie di non farsi più male.
La calma è quel momento in cui ti siedi
in mezzo al casino,
sorridi,
e ti dici:
“ok, non controllo niente,
ma io resto qui lo stesso.”
Si chiama calma
ed è l’arte di lasciar andare
senza sentire di aver perso.
Di capire che non devi rispondere subito,
che non tutto va sistemato,
che non puoi salvare nessuno
se non impari a salvarti tu.
E allora succede:
smetti di rincorrere,
smetti di spiegare,
smetti di chiedere.
Respiri.
e ti basta.
Si chiama calma,
e non è fuga:
è tornare dove fai pace
con tutto ciò che sei stato.
🖊 Andrew Faber
🎨Maria Brzozowska, 'Suspended Masquerade'