Blasé Comunicazione

Blasé Comunicazione Blasè Comunicazione, studio grafico pubblicitario fondato da Anna Morena e Gigi Pastore. Lei disegna, lui scrive.

Il primo appuntamento Alfredo ce lo ha dato nella tenuta di famiglia, a Monte San Giacomo.Lì abbiamo scoperto che quella...
17/03/2026

Il primo appuntamento Alfredo ce lo ha dato nella tenuta di famiglia, a Monte San Giacomo.
Lì abbiamo scoperto che quella casa, prima di diventare 𝗧𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗱𝗲𝗺𝗼, aveva un nome: ‘Villa Ferri’.

Mentre ci raccontava la storia della sua famiglia e della terra, passata dai Ferri al nonno, poi al padre, fino a lui, noi continuavamo a tornare lì con gli occhi: alla facciata, a quello stemma scolpito nella pietra.
𝗨𝗻 𝘂𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼.
𝗨𝗻 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼.
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮.

E allora abbiamo fatto la prima cosa da fare in questi casi: fermarci, guardare, studiare.
Abbiamo cercato nelle fonti araldiche e nei repertori storici.

Nel Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane di Giovan Battista di Crollalanza abbiamo trovato lo stemma dei Ferri. La stessa descrizione colloca infatti la famiglia nel Principato Citeriore, nel salernitano

La blasonatura recita:
“𝘋’𝘢𝘻𝘻𝘶𝘳𝘳𝘰, 𝘢𝘭𝘭’𝘶𝘤𝘤𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘶 𝘤𝘪𝘯𝘲𝘶𝘦 𝘮𝘰𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘷𝘦𝘳𝘥𝘦 𝘦 𝘵𝘦𝘯𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘻𝘢𝘮𝘱𝘢 𝘭𝘦𝘷𝘢𝘵𝘢 𝘶𝘯 𝘧𝘦𝘳𝘳𝘰 𝘥𝘢 𝘤𝘢𝘷𝘢𝘭𝘭𝘰, 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥’𝘢𝘳𝘨𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘱𝘰.”

A quel punto abbiamo provato a capire cosa significassero davvero quei segni.

E nei testi classici di araldica — 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘖𝘵𝘵𝘧𝘳𝘪𝘦𝘥 𝘕𝘦𝘶𝘣𝘦𝘤𝘬𝘦𝘳 𝘦 𝘔𝘪𝘤𝘩𝘦𝘭 𝘗𝘢𝘴𝘵𝘰𝘶𝘳𝘦𝘢𝘶 — abbiamo ritrovato il significato di questi simboli.

Nell’araldica europea, 𝘂𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗴𝗶𝗹𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀: una presenza che osserva dall’alto e protegge ciò che sta sotto.

Il 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗿𝘁𝗲, legato alla tradizione contadina e cavalleresca.

La 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝘂𝗱𝗼, 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮, quasi una luce capace di orientare il cammino.

Messi insieme, questi elementi raccontano qualcosa di molto semplice:
𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮, 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗯𝗲.

A pensarci bene, era già tutto lì.
Nel racconto di Alfredo.
Nel suo modo di parlare della terra.
Di farla rivivere e di provare, con il lavoro e un po’ di fortuna, a non interrompere quella storia.

Poi ci siamo messi a disegnare.
Siamo tornati a quella pietra.
L’abbiamo osservata meglio.
L’abbiamo semplificata.
Ripulita.
Reinterpretata.

Così è nato il nuovo logo della 𝗧𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗱𝗲𝗺𝗼.

Da un simbolo antico.
Da una ricerca.
Da un segno di famiglia che oggi trova una forma nuova, provando a restare "fedele alla linea”.

Perché ogni tanto lo storytelling non serve.
La storia è già lì.
Serve solo qualcuno che la legga.

𝗜𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗨𝗟𝗜𝗩𝗘 𝗽𝗼𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼.

Quando Angelo e Gianna ci hanno commissionato la nuova identità visiva per Amodeo a Sant’Arsenio, ci siamo chiesti come ...
26/01/2026

Quando Angelo e Gianna ci hanno commissionato la nuova identità visiva per Amodeo a Sant’Arsenio, ci siamo chiesti come raccontare un rito.

Perché nel Vallo di Diano non è solo gelato:
è “andiamo a prendere un gelato a Sant’Arsenio”.
Un appuntamento. Un rito che ha lasciato un segno nelle vite di tanti.

E allora ce li siamo visti davanti, in Piazza Domenico Pica:
i bambini con le mani appiccicose e gli occhi felici,
una comitiva di amici seduti fuori a parlare di un niente che sapeva di tutto,
due ragazzetti che si scambiano il cono e mescolano i gusti al sapore di un bacio.

Amodeo ha una storia forte, costruita in quasi vent’anni di lavoro.
Non dovevamo snaturarla.
Ma nemmeno lasciarla uguale.

Dovevamo rivoluzionarla nel modo giusto: raccontare il restyling del locale, il cambiamento, l’evoluzione dell’arte della sua pasticceria.

Siamo partiti dalle forme.
Dalla precisione del gesto, dalla pulizia, dall’equilibrio.
Quello che Angelo fa ogni giorno nel suo laboratorio: tecnica e creatività nella stessa mano.

L’identità visiva nasce così, guardando i suoi movimenti mentre lavora gli ingredienti:
segni sospesi, essenziali, eleganti, che tornano nei suoi dolci — contemporanei — nella creazione e nella decorazione.

E nella texture Kandinsky è arrivato naturalmente, non come un riferimento cercato.
Perché il punto è lo stesso: togliere il superfluo.
In pasticceria significa pulire, bilanciare, lasciare parlare la materia e l’istinto.
Nel segno facciamo lo stesso: togliamo finché restano solo forme, e bastano per farsi riconoscere — l’essenziale di Kandinsky — come un sapore: lo senti subito, anche senza spiegazioni.

È così che Angelo e Gianna cambiano tutto senza perdere niente.
Il posto si rinnova, ma il punto è sempre quello: lasciare un segno.

Perché certi luoghi cambiano forma e cambiano volto,
ma continuano a fare la stessa cosa:
ti fanno incontrare.
E ti regalano, ancora una volta,
un po’ di dolcezza.

Amodeo Pandolfo
Gelateria Amodeo
OeIarchitetti Pubblitime

̀visiva

𝗖𝗼𝗻 𝗿𝗲𝗲𝗹𝘀, 𝘁𝗲𝗮𝘀𝗲𝗿 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼, 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗴 𝗽𝗮𝗴𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 abbiamo raccontato Velia...
27/11/2025

𝗖𝗼𝗻 𝗿𝗲𝗲𝗹𝘀, 𝘁𝗲𝗮𝘀𝗲𝗿 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼, 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗴 𝗽𝗮𝗴𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 abbiamo raccontato Velia Immersive, il progetto con cui il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni valorizza il Parco Archeologico di Velia.

𝗩𝗲𝗹𝗶𝗮 𝗜𝗺𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶𝘃𝗲 racconta 2.500 anni di storia, guidato dalla voce di Senofane.

Un progetto che porta i visori di realtà virtuale direttamente nell’antica città della Magna Grecia.
Indossandoli, il visitatore cammina tra piazze e templi, esplora la polis e ascolta le voci della filosofia — dai dialoghi di Parmenide e Zenone alle trasformazioni della città — grazie a ricostruzioni 3D, animazioni 2D e realtà virtuale.

Abbiamo sviluppato un concept creativo basato su tre pilastri: 𝗦𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮. 𝗠𝗲𝗿𝗮𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮. 𝗜𝗺𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.

Da qui una strategia che unisce visual, storytelling e contenuti digitali per far percepire l’esperienza VR non come un “extra”, ma come un vero viaggio nella Velia di 2.500 anni fa.

̀territoriale

Siamo a 𝙋𝙚𝙣𝙣𝙮 𝙇𝙖𝙣𝙚 𝙨𝙩, Liverpool.Dentro una strada che è già musica, ci abbiamo messo il nostro segno.𝗖𝗥𝗢𝗖𝗖𝗔𝗡𝗧𝗘 – 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 ...
27/08/2025

Siamo a 𝙋𝙚𝙣𝙣𝙮 𝙇𝙖𝙣𝙚 𝙨𝙩, Liverpool.
Dentro una strada che è già musica, ci abbiamo messo il nostro segno.

𝗖𝗥𝗢𝗖𝗖𝗔𝗡𝗧𝗘 – 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮.
🍕💚🤍❤️

Il pittogramma è una maiolica.
Tipica. Classica. Italiana.
Tre forme.
Pizza. Pomodoro. Basilico.
Tutto in outline. Tutto croccante.

𝙐𝙣 𝙗𝙤𝙡𝙡𝙞𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙈𝙖𝙙𝙚 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙮

Se passate a Liverpool,
cercate il crunch.

In collaborazione con Quadro Arredi e Toscano Architetto 💚

Lavorare al Borgo delle Favole è stato… favoloso!✨Ed è stato bello far parte di un progetto di comunità come questo.Si c...
10/08/2025

Lavorare al Borgo delle Favole è stato… favoloso!✨
Ed è stato bello far parte di un progetto di comunità come questo.

Si cresce sempre quando si lavora con professionisti, ed è un piacere collaborare con Enzo D'Arco e tutti i cantinieri de La Cantina delle Arti, e con gli artisti che hanno portato nel Borgo delle Favole.
Non è scontato scommettere e investire nella cultura, crederci fino in fondo trasformando la favola in realtà.
Per questo un grazie speciale va al Comune di Montesano, al sindaco Giuseppe Rinaldi e a Marzia Manilia per aver creduto in questo progetto e per averci scelto per raccontarlo.
Grazie! ❤️

Gin Agnes ce l’ha fatta di nuovo.Per la 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 è entrato tra i finalisti della Gin Guide Awards 2025 di Londra, uno...
17/05/2025

Gin Agnes ce l’ha fatta di nuovo.
Per la 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 è entrato tra i finalisti della Gin Guide Awards 2025 di Londra, uno dei concorsi più 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝗴𝗶𝗼𝘀𝗶 al mondo dedicati al gin.
𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 nella categoria 𝗚𝗶𝗻 𝗔𝗿𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶.
Etichetta: “𝗔𝗹𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼”.
E soprattutto: 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗴𝗮𝗿𝗮.
Non male per due che non hanno mai cercato 𝘀𝗰𝗼𝗿𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼𝗶𝗲.
E che sono partiti da una terra che 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶:
il 𝗩𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗶𝗮.
Incastonato tra montagne che conoscono più la 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 che le cartoline.

È da qui che nasce Gin Agnes.
𝘕𝘰𝘯 𝘥𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘁𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘮𝘢 𝘥𝘢 𝘂𝘯𝘢 𝘁𝘦𝘳𝘳𝘢.
Dietro ci sono 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗩𝗲𝘀𝗽𝗼𝗹𝗶 e 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲.
Un’𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 e un accordo che vale più di mille contratti:
«Io non entro nei 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶. Tu non entri nei 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶.»
Abbiamo deciso di farvi leggere quello che Enzo ci ha raccontato.
Non per celebrare un 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼.
Ma per farvi capire cosa c’è davvero dentro un bicchiere di questo gin: 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗱𝗮𝗴𝗴𝗶𝗻𝗲 e il 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲.

𝐂𝐨𝐦’𝐞̀ 𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐆𝐢𝐧 𝐀𝐠𝐧𝐞𝐬?
«È cominciato tutto per caso, con pochi bulbi di zafferano regalati.
Li abbiamo piantati senza pensarci troppo, giusto per vedere cosa succedeva.
Oggi siamo tra i maggiori produttori in Campania.
All’inizio facevamo creme, liquori, cose semplici.
Poi qualcuno ci ha detto: "Perché non provate a fare un gin?"
Non sapevamo niente, ma avevamo voglia.
Ci siamo messi sotto, un passo alla volta.
E alla fine è nato Gin Agnes.»

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐀𝐠𝐧𝐞𝐬?
«Volevamo un nome che rappresentasse quello che stavamo costruendo.
Agnes in greco significa puro, ed è questo che volevamo trasmettere:
un prodotto autentico, fatto con pochi ingredienti scelti e lavorati con il massimo rispetto.»

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐢𝐧?
«Gin Agnes è un gin aromatico e floreale, caratterizzato da una grande morbidezza al palato.
All'inizio si percepiscono gli agrumi e il pepe, poi arriva la nota calda dello zafferano che non sovrasta, ma accompagna.
È un gin che può essere bevuto anche in purezza, grazie alla sua struttura equilibrata e avvolgente.»

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐆𝐢𝐧 𝐀𝐠𝐧𝐞𝐬?
«Con mani lente e teste testarde.
Abbiamo scelto di affidarci ai fratelli Nicolas e Banni Lottino, distillatori artigiani cresciuti tra l’Inghilterra e il Giappone, che oggi guidano la distilleria Lottino Spirits.
La loro esperienza internazionale e il nostro radicamento al territorio si sono incontrati in un metodo preciso:
ogni botanica viene distillata singolarmente, a bassa temperatura, con il Rotary Evaporator.
Alla fine, il nostro zafferano viene aggiunto in infusione a freddo, per mantenere intatti profumi e autenticità.
Una collaborazione nata da rispetto, fiducia e dal desiderio di fare le cose con calma, come si deve.»

𝐄̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚?
«Per niente.
Il primo tentativo, con un’altra distilleria, è stato un buco nell’acqua:
il gin era torbido, sbilanciato, senza anima.
Quando abbiamo incontrato i fratelli Lottino, abbiamo capito che era il momento di ricominciare.
Ci siamo messi a tavolino, bottiglia dopo bottiglia, assaggio dopo assaggio.
Abbiamo messo a dura prova il fegato, è vero.
Ma ci vuole fegato per credere nei sogni.
Alla fine l’abbiamo trovato: il sapore che cercavamo, il gin che ci somiglia.»

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚?
«Abbiamo partecipato al Gin Guide Awards di Londra, uno dei concorsi più prestigiosi al mondo dedicati al gin. Il primo anno siamo arrivati in finale, il secondo abbiamo ricevuto una menzione speciale nella categoria Floreale come uno dei migliori gin per preparare il Negroni.
Quest’anno siamo saliti ancora: 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 nella categoria 𝗚𝗶𝗻 𝗔𝗿𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶 e l’etichetta “𝗔𝗹𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼”. Una bella conferma che la 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 è quella giusta.»

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐜’𝐞̀ 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐨𝐭𝐭𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐧 𝐀𝐠𝐧𝐞𝐬?
«Tantissimo.
Il nostro zafferano viene coltivato a Sala Consilina, in provincia di Salerno, e molte delle botaniche che utilizziamo crescono tra queste colline del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Ma soprattutto c'è l’anima del nostro territorio: il lavoro duro, la pazienza, l’amore per la terra.
Ogni sorso racconta la nostra storia.»

𝐄̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐫 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐳𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨?
«Sì, parecchio.
La parola "zafferano" spaventa.
Molti la associano subito al risotto e fanno fatica a immaginarlo in un gin.
Ricordo una degustazione a Siena: una ragazza, appena ha sentito “gin allo zafferano”, ha fatto una smorfia e ha detto: “No, grazie.”
Le ho risposto: “Assaggialo. Se non ti piace, non lo paghi.”
Alla fine, lei e i suoi amici si sono fatti otto gin tonic.
Quella stessa ragazza, che gestisce un villaggio turistico a Sibari, è diventata una nostra cliente affezionata.
Nel bar del suo villaggio il nostro gin non manca mai.
È così che si superano i pregiudizi: lasciando che sia il bicchiere a parlare.»

𝐀𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨?
«Sì, da quella esperienza abbiamo imparato una 𝘭𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Abbiamo capito che a volte i 𝗻𝗼𝗺𝗶 parlano troppo, e confondono chi non sa 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲.
Così abbiamo scelto di non evidenziare più la parola “𝘇𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼” sull’etichetta.
Oggi si chiama semplicemente Gin Agnes.
Chi lo assaggia, capisce da sé la sua 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀, senza bisogno di spiegazioni.
Per raccontarlo 𝘃𝗶𝘀𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, ci siamo affidati a 𝐁𝐥𝐚𝐬è 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Gente che sa 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲.
Hanno tirato fuori qualcosa che ci somiglia: 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝘂𝗹𝗶𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲.»

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐬𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨?
«Gin Agnes si può gustare in purezza, proprio per la sua morbidezza e complessità aromatica.
È perfetto anche in un gin tonic, fresco e pulito, o in un Negroni, dove riesce a dare una nota più calda e avvolgente.
In cucina si abbina molto bene a carpacci di mare, crudi di pesce e tartare.»

𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢.
«Crediamo molto nell'importanza di trasmettere il valore della terra alle nuove generazioni.
Per questo andiamo negli istituti agrari e alberghieri a raccontare la nostra esperienza.
Vogliamo mostrare che l'agricoltura non è un ripiego, ma una possibilità concreta di costruire il proprio futuro, rimanendo radicati al proprio territorio.»

𝐄 𝐢𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞?
«Siamo anche apicoltori, e negli anni abbiamo visto morire migliaia di api a causa dei pesticidi e dell'inquinamento.
Da questa esperienza dolorosa è nato il Progetto Evodia: ogni bottiglia venduta contribuisce alla piantumazione di alberi di Evodia, che fioriscono a fine estate e danno nutrimento alle api proprio nei mesi più critici.
Un piccolo gesto concreto per proteggere l’ambiente.»

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨?
«Vogliamo continuare a crescere senza tradire i nostri principi.
Stiamo lavorando su nuovi gin aromatizzati e su nuovi liquori artigianali.
Ci piacerebbe collaborare un giorno con grandi nomi internazionali, ma senza perdere mai il contatto con la nostra terra e la nostra storia.
Crescere, ma restare fedeli a noi stessi: questo è il nostro vero obiettivo.»

𝐆𝐢𝐧 𝐀𝐠𝐧𝐞𝐬 𝐧𝐨𝐧 è 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐧.
È un modo di 𝘳𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲, quando tutto spinge ad andare via.
Dentro ogni bottiglia c’è un 𝘤𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝘇𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗮𝗻𝗼, un’𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, la 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗱𝗮𝗴𝗴𝗶𝗻𝗲 di chi sceglie la 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 invece della scorciatoia.
Non cerca di 𝘀𝘁𝘂𝗽𝗶𝗿𝗲, ma di farsi 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 da chi ha il 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘁𝗼 – e il 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 – per capire le 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗲.
Non si racconta con favole: 𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗲, 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮, 𝘀𝗶 𝗯𝗲𝘃𝗲.
E se ti convince, 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗶𝘂̀.

(Zafferano Agnes)
Grazie💛 Enzo Vespoli Maurizio Caporale

11/04/2025

Jorit 🌌🎥 con Il Sentiero cooperativa

𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧  📲✍️ formeremo un piccolo 𝐭𝐞𝐚𝐦 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 per sperimentare i 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚...
12/03/2025

𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 📲✍️ formeremo un piccolo 𝐭𝐞𝐚𝐦 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 per sperimentare i 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥!
Scrittura✍️ Grafica 📈 Video 🎥

📍 𝐃𝐨𝐯𝐞? Sanza
📝 𝐈𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓 su www.cooperativailsentiero.it

📢🎙️ 𝐀𝐥 𝐯𝐢𝐚 𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 "𝐔𝐧𝐨 𝐞 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞"! 📲✍️

Un'esperienza formativa e creativa per bambini, curata dall'agenzia Blasé Comunicazione con Anna Morena e Francesca Ferricelli. Impareremo 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨𝐜𝐢, creando un piccolo 𝐭𝐞𝐚𝐦 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 e sperimentando il 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥! 🖍️🎥📱

L’obiettivo? 𝐒𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞, 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐝 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐞 e acquisire una 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚, dai social network alla costruzione dei messaggi.

📍 𝐃𝐨𝐯𝐞? Sanza
📝 𝐈𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓!

🔗 𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨 𝐞 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: https://cooperativailsentiero.it/sanza-al-via-le-iscrizioni-al-laboratorio-di-comunicazione-del-progetto-uno-e-sette/

Cerchiamo un* 𝐕𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨𝐫!Ti occuperai di Reel, Stories e TikTok.📍 Part-time o full-time, a seconda del progetto.📩 Can...
24/02/2025

Cerchiamo un* 𝐕𝐢𝐝𝐞𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨𝐫!
Ti occuperai di Reel, Stories e TikTok.

📍 Part-time o full-time, a seconda del progetto.
📩 Candidati scrivendo a info@blasecomunicazione.it

https://blasecomunicazione.it

𝑎𝑛𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑜 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝑎𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑖 903/77 𝑒 125/91 e dei 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑖𝑠𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 215/03 𝑒 216/03

16/01/2025

Raccontiamo storie.
Lo facciamo con passione. Sempre.

Abbiamo dato una mano a mettere in piedi eventi,
e ci siamo abbuffati ai buffet di inaugurazioni, felici di tagliare nastri e riempire piatti.

Abbiamo pogato sotto cassa in tanti concerti,
e ci siamo persi nel buio silenzioso delle quinte di un teatro.

Abbiamo imparato a cucinare, mescolando accenti e spezie, impastando sogni con sapori da ogni angolo del mondo.

Ci siamo battuti per cause che fanno male,
raccontando l’impegno di chi costruisce un Paese migliore, un passo alla volta.

Abbiamo messo il naso nei numeri, tra insights, grafici e dati, fuso un paio di iPhone, mandato in pensione qualche hard disk e scoperto che un NAS in più non è mai abbastanza.

Tutto questo, grazie a voi.
Voi, che ci avete scelto per raccontare i vostri progetti.

E allora, avanti così:
un post alla volta, un evento alla volta, un’idea f***e alla volta.

Perché siamo qui per raccontare.
Con disegni, parole, video, foto.

Pronti a ricominciare. 💪

#2024

C’è una mamma, una sorella e un fratello. E c’è il Cervati, la vetta più alta della Campania, che veglia su tutto, come ...
06/11/2024

C’è una mamma, una sorella e un fratello. E c’è il Cervati, la vetta più alta della Campania, che veglia su tutto, come un guardiano silenzioso.

In cucina, mamma Sabina porta con sé il sapore della tradizione, quello delle cose fatte con amore e pazienza, come si faceva una volta.

Maria, invece, prende quei sapori e li trasforma con le tecniche moderne: cottura sottovuoto, bassa temperatura, un gioco di equilibri tra antico e nuovo.

Il menu è un racconto del territorio, fatto di prodotti che arrivano da chi coltiva e alleva con cura, seguendo il ritmo delle stagioni. Ogni piatto è un omaggio alla terra che li circonda, un assaggio di autenticità.

E poi c’è Antonio, che accoglie e ti fa sentire a casa. È lui che gestisce l’agriresort, dove la formula è semplice: famiglia, natura, buon cibo.

La famiglia Curcio-Viglietta vi aspetta alla Tenuta Bianca Agriresort a Sanza (SA), per farvi vivere un’esperienza che profuma e sa di territorio.

Fatto da Blasè

Ogni volta è una sfida.  Ma quando due ragazzi, Amedeo e Manuel, varcano la soglia del nostro studio con gli occhi pieni...
30/09/2024

Ogni volta è una sfida.
Ma quando due ragazzi, Amedeo e Manuel, varcano la soglia del nostro studio con gli occhi pieni di progetti, sentiamo l'ansia di non deludere la forza dei loro sogni. Hanno la passione per lo sport e il desiderio di trasformarla in mestiere. Vogliono ridare vita a un luogo che qualche giornalista dalla penna non rassegnata chiamerebbe “perduto”.

"L'aspettativa c'è", dicono. "Il progetto è ambizioso."

Ci raccontano della loro Ideadimpresa: recuperare i campetti di Prato Comune a Montesano s/M. Vogliono farne un centro sportivo, con un progetto di finanza tra pubblico e privato, coinvolgendo il comune e gli enti sovracomunali. Un luogo dove ragazzi come loro possano praticare sport: calcetto, tennis, pallavolo, tiro con l'arco, una palestra, un maneggio, un parco giochi, un'area picnic.

E più parlano, più l'attesa cresce.

Ma non è semplice. Tanti lavori da fare: burocrazia, ostacoli, coordinare tante imprese insieme. I loro vent'anni messi alla prova. Passano mesi di documenti, incontri, telefonate. Non si arrendono. Lavorano e vanno avanti.

E poi, finalmente, ce l'hanno fatta. Hanno aperto il loro Centro Sportivo Montesano restituendo uno spazio alla comunità e trasformandolo nel loro lavoro. Alla festa d'inaugurazione li vediamo con le camicie delle feste, un po' impacciati tra le autorità, con mamme e papà quaggiù e lassù orgogliosi.

Cercate sui social "Centro Sportivo Montesano": sono partiti tanti corsi.

È tempo di sport.
www.centrosportivomontesano.it

Fatto da Blasè: ̀

Indirizzo

Vico Sant'Antuono
Teggiano
84039

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