Dott.ssa Ilaria Rapacchietta Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Ilaria Rapacchietta Psicologa-Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Ilaria Rapacchietta Psicologa-Psicoterapeuta, Psicologo, Teramo.

24/04/2026

Non avete ancora prenotato il vostro posto al congresso Aidai "Oltre l'infanzia: il volto adulto dell'ADHD tra risorse e ostacoli" che si terrà a Roma il 23 maggio 2026?
Siete ancora in tempo e avete possibilità di tariffe ridotte fino al 30 aprile, ma potreste iscrivervi anche dopo fino ad esaurimento posti.

18/04/2026

Capita spesso che io difenda gli insegnanti. E lo faccio con convinzione, perché so bene in quali condizioni lavorano oggi: classi sempre più complesse, ragazzi sempre più fragili, un disagio psicologico e neuropsichiatrico che cresce e che rende il lavoro educativo enormemente più difficile, più usurante, più frustrante.

In Italia si parla ormai di numeri che impongono una riflessione seria, perché il disagio dei minori non è più un’eccezione, ma una realtà con cui chi insegna deve fare i conti ogni giorno. 

Ma proprio per questo, quello che sarebbe accaduto a Mestre è qualcosa di semplicemente insopportabile.

Tagliare i capelli a due ragazze davanti alla classe non è un gesto educativo, non è un modo per “farsi capire”, non è un eccesso di zelo.

È un atto di prevaricazione, di umiliazione, di violenza simbolica esercitata davanti a testimoni, in un luogo che dovrebbe essere presidio di crescita, tutela e dignità. 

La scuola non è una caserma fuori controllo, e l’aula non è il palcoscenico su cui un adulto scarica la propria inadeguatezza relazionale travestendola da autorevolezza.

Quando un insegnante arriva a un gesto del genere, il punto non è più la fatica del mestiere, che resta enorme e reale. Il punto è che quella persona, in quel momento, ha mostrato di non essere idonea a gestire il potere educativo che le è stato affidato.

Perché qui non siamo davanti a una “modalità discutibile”.

Siamo davanti a un gesto che spezza un confine fondamentale: quello tra educare e umiliare. E chi umilia pubblicamente un minore non sta insegnando nulla, se non la legge del più forte.

Una legge miserabile, antica, tossica, che dovrebbe restare sepolta nei tempi più bui, non riaffacciarsi nel 2026 dentro una classe.

Ed è proprio per questo che non basta indignarsi un giorno e voltare pagina quello dopo.

Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: chi svolge una professione così delicata dovrebbe essere selezionato non solo per titoli e graduatorie, ma anche per equilibrio, struttura di personalità, capacità di gestione emotiva, tenuta relazionale.

Perché mettere un adulto inadeguato davanti a dei ragazzi significa consegnare dei minori a qualcuno che può trasformare il proprio ruolo in uno strumento di mortificazione.

E questo, francamente, è intollerabile.

Quello che colpisce di più è l’abisso mentale che può consentire di compiere un gesto simile e poi pensare persino di giustificarlo come un tentativo di comunicazione. No. Quella non è comunicazione. Quella è sopraffazione. È l’idea malata che umiliare qualcuno possa servire a educarlo. Ed è un’idea che dovrebbe essere incompatibile con l’insegnamento.

Perché un ragazzo può dimenticare una spiegazione, può dimenticare un voto, può perfino dimenticare una materia. Ma non dimentica l’umiliazione subita davanti agli altri. Quella resta. Scava. Ferisce. E lascia un segno profondo, soprattutto quando arriva da un adulto che avrebbe dovuto proteggere, non colpire.

Se davvero vogliamo difendere la scuola, allora dobbiamo difenderla anche da chi la tradisce dall’interno.

E un gesto del genere la tradisce nel modo peggiore ossia calpestando la dignità di un minore sotto gli occhi di tutti.

18/04/2026
14/04/2026

📌 14 aprile 1980, muore lo scrittore e pedagogista Gianni Rodari.

Lo ricordiamo con questa poesia dedicata ai bambini (e non solo)

12/04/2026
02/04/2026

Un aumento significativo delle diagnosi, in linea con quanto osservato a livello internazionale e dovuto principalmente a una maggiore consapevolezza e al miglioramento degli strumenti di screening; anticipazione dell'età in cui viene individuato il distur... (ANSA)

02/04/2026

🗓 𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘀𝘂 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮

Nella Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, l'attenzione della nostra rete professionale si concentra sulle azioni concrete necessarie per garantire una reale inclusione all'interno delle scuole, delle famiglie e della società.

Il Disturbo dello Spettro dell’Autismo, così denominato secondo la più recente classificazione del DSM‑5‑TR, richiede un profondo cambio di prospettiva: non è sufficiente "accogliere", ma è indispensabile strutturare gli ambienti.

Favorire il benessere emotivo significa assumersi la responsabilità di creare contesti prevedibili, sicuri e sensorialmente adeguati alle specifiche modalità di funzionamento.

Un approccio centrato sulla persona comprende la promozione del benessere emotivo, la costruzione di contesti prevedibili e sensorialmente adeguati affinché possa esserci l'inclusione necessaria in ogni ambito.

Interventi basati sull’evidenza, uniti a un approccio relazionale rispettoso e centrato sulla persona, favoriscono lo sviluppo delle competenze adattive e sociali, sostenendo l’autonomia e la qualità della vita.

Promuovere questa cultura significa anche utilizzare quotidianamente parole e definizioni corrette, un passaggio necessario per riconoscere l'unicità di ogni persona e tutelarne pienamente i diritti.

24/03/2026

Un noto psichiatra svedese, esperto in problemi psicologici infantili, mette in guardia: i genitori troppo permissivi stanno crescendo una generazione di "mostri".

David Eberhard, papà di 6 figli, dice che uno stile permissivo porta a giovani adulti senza empatia, senza regole né limiti, che finiscono delusi dalla vita dopo un'infanzia troppo viziata. "Dire NO a un bambino non è come picchiarlo. I bambini devono sapere cosa sono i limiti e il rifiuto."

Secondo lui, viviamo nell'epoca dei bambini fuori controllo perché i genitori non intervengono più.

Quando qualcuno prova a fare il genitore con i figli degli altri o li rimprovera per un comportamento sbagliato, i genitori si offendono subito. Un tempo la società degli adulti aveva valori comuni sull'educazione. Se un bambino si comportava male, chiunque poteva correggerlo con un semplice "non si fa così". Ora questa coerenza è scomparsa: pensiamo solo ai nostri figli.

Nel suo nuovo libro "I bambini al potere", Eberhard critica l'educazione liberale che abbandona regole e punizioni. Secondo lui, la colpa è dei genitori che non agiscono da adulti responsabili. Cercano di diventare amici dei figli, scendendo al loro livello, e non hanno il coraggio di contraddirli o mettere limiti. Non prendono decisioni e vogliono essere "fighi" e ribelli come i figli, trasformando tutta la società in un gruppo di eterni adolescenti.

Per Eberhard, lasciare che il bambino comandi è un fallimento. Lo si vede dal calo della disciplina a scuola, dal peggioramento della qualità dell’insegnamento e dall’aumento dei tentativi di suicidio tra i ragazzi.

Avverte che in Svezia le scuole sono sempre più caotiche: gli alunni si rifiutano di obbedire agli insegnanti e questa mancanza di limiti si riflette anche nella loro vita adulta, fatta di aspettative troppo alte e poca capacità di affrontare la realtà. Lo si vede nell'aumento di ansia e autolesionismo tra i giovani.

In conclusione, non si vuole assolutamente proporre la paura o la dittatura come metodo educativo: anzi, queste pratiche fanno solo danni. Servono equilibrio, attenzione e affetto, ma senza dimenticare che sei tu l’adulto e devi tenere il controllo a casa. Alcuni comportamenti non vanno ignorati solo perché oggi tutto sembra normale. Dà amore e ascolto a tuo figlio, ma ricordati del tuo ruolo.

22/03/2026
L’accertamento della componente neurologica, come spiegazione ai  disordini del neurosviluppo, attraverso una testistica...
11/03/2026

L’accertamento della componente neurologica, come spiegazione ai disordini del neurosviluppo, attraverso una testistica standardizzata, apre un nuovo capitolo della mia professionalità.
Inutile dire che le mani prudono!

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