Rina Desiati - Psicologia Perinatale, Percorso Nascita, Educatrice 0-6

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Rina Desiati - Psicologia Perinatale,  Percorso Nascita, Educatrice 0-6 Puericultrice
Consulente in Allattamento
Specializzata in Psicologia Perinatale
Consulente Professionale del Sonno
Educatrice fascia 0-6 anni

Sono una Puericultrice diplomata dal 2011, specializzata in Psicologia Perinatale e Consulente in Allattamento ( Formazione MIPA). Svolgo la libera professione organizzando Incontri di Accompagnamento alla Nascita con particolare cura dell'aspetto psicologico del perinatale accompagnando e preparando i futuri genitori a vivere consapevolmente la propria genitorialità e successivamente ad apprendere le tappe fondamentali dello sviluppo del bambino 0-3 anni. Accompagno le Mamme durante tutta la gestazione offrendo sostegno e cura anche dopo la nascita con incontri dedicati. Offro servizi come Puericultrice Domiciliare (formazione AICIP - Società Italiana per la Care in Perinatogia) con consulenze e assistenza a domicilio su dubbi/domande/problemi inerenti al neonato/lattante e alla sua crescita: pianto, allattamento, coliche, igiene, sonno, svezzamento, spannolinamento, attività e gioco. Organizzo incontri singoli o di gruppo per approfondire diversi aspetti critici:
Psicopatologie dell'epoca perinatale;
Lutto prenatale come aborto spontaneo e interruzione terapeutica o volontaria di gravidanza;
Genitorialità con PMA;
Aspetti psicologici della depressione post-partum.

L'ERRORE: 🌿 IL CONCIME DELL'INTELLIGENZA E DELLA CREATIVITÀ 🌿Nello sviluppo cognitivo ed emotivo di un bambino, il modo ...
03/02/2026

L'ERRORE: 🌿 IL CONCIME DELL'INTELLIGENZA E DELLA CREATIVITÀ 🌿

Nello sviluppo cognitivo ed emotivo di un bambino, il modo in cui viene vissuto l'errore gioca un ruolo determinante per il suo successo futuro. Spesso siamo portati a pensare che l'errore sia l'opposto del successo; in realtà, la psicologia dello sviluppo ci insegna che 𝐥'𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨.

🌿 𝐍𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚' (come impara il cervello)
Il cervello dei bambini è programmato per imparare attraverso il meccanismo dei "tentativi ed errori". Ogni volta che si commette uno sbaglio, il cervello riceve un segnale che lo costringe a ricalibrare l'attenzione e a cercare una nuova strada. Questo processo rafforza le connessioni neuronali molto più di quando si esegue un compito perfettamente al primo colpo. 𝐋'𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞, 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐯𝐞𝐥𝐨𝐜𝐞.

🌿 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 (Growth Mindset)
Esistono due modi di vedere le capacità di un bambino:

➡️ Mentalità fissa: " 𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘣𝘳𝘢𝘷𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘰". Questo porta i bambini a evitare le sfide difficili per paura di soffrire (o nelle sfide difficili rientriamo 𝘯𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘯𝘴𝘪𝘢 da prestazione)

➡️ Mentalità di 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢: "𝘋𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘣𝘳𝘢𝘷𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘢𝘧𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢̀". Questo porta i bambini ad eccellere nel lungo periodo, perché non hanno paura di sperimentare.

🌿 𝐋'𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 "𝐃𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨"
In ambito scientifico, lo sbaglio non è un fallimento morale, ma un 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. Ci dice semplicemente che quella strada non funziona e che dobbiamo provarne un'altra. Insegnare a un bambino che "sbagliare è permesso" non significa spingerlo alla trascuratezza, ma dotarlo di 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚: la capacità di rialzarsi e trovare soluzioni brillanti dove altri si fermerebbero.

🌿 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥'𝐚𝐮𝐭𝐨𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 "𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞"
Quando un bambino capisce che un errore può essere riparato o trasformato, sviluppa una profonda sicurezza in se stesso. Impara che il 𝘴𝘶𝘰 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰, ma dalla capacità di restare in gioco e di imparare.

🖋"𝘊𝘩𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘮𝘢𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘶𝘯 𝘦𝘳𝘳𝘰𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘮𝘢𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘯𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰"
(𝘈𝘭𝘣𝘦𝘳𝘵 𝘌𝘪𝘯𝘴𝘵𝘦𝘪𝘯)

𝙈𝙖𝙣𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙪𝙧𝙖𝙣𝙤, 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙣𝙤: 𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙤 ✨​Nel turbine di una giornata tra pappe, nanne interrotte e mill...
10/01/2026

𝙈𝙖𝙣𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙪𝙧𝙖𝙣𝙤, 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙣𝙤: 𝙡𝙖 𝙢𝙖𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙤 ✨

​Nel turbine di una giornata tra pappe, nanne interrotte e mille corse, il momento del cambio rischia di diventare solo una voce da spuntare sulla lista delle cose da fare.

​Eppure, se ci fermiamo un respiro, quel ripiano del fasciatoio può trasformarsi in un piccolo altare di tenerezza.

​Per il tuo bambino, il cambio non è solo igiene. È un momento in cui il mondo si ferma e ci siete solo voi due, vicini come non mai. In quegli istanti, le tue mani non stanno solo pulendo: stanno scrivendo sulla sua pelle che lui è al sicuro, che è amato, che qualcuno si prende cura di lui.

​In questi pochi minuti, potete darvi il permesso di rallentare e lasciarvi cullare da piccoli gesti che sanno di buono:

🌸​ 𝙄𝙡 𝙨𝙪𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙩𝙪𝙖 𝙫𝙤𝙘𝙚: Non servono grandi discorsi, basta un tuo sussurro dolce o una melodia accennata. Raccontagli dei suoi piedini, del calore dell'acqua, del tuo amore. Per lui, la tua voce è il suono della casa.

🌸 ​𝘾𝙚𝙧𝙘𝙖𝙧𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙡𝙞 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞: A questa distanza così magica, i vostri sguardi si intrecciano con naturalezza. È in questo riflesso che il tuo bambino impara a conoscersi e a sentirsi "visto" nel profondo.

🌸 ​𝙄𝙡 𝙡𝙞𝙣𝙜𝙪𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙪𝙚 𝙢𝙖𝙣𝙞: Lascia che i tuoi movimenti siano una carezza lenta. Mentre lo prepari, indugia un istante sul suo pancino o sulle sue cosce: ogni tuo tocco delicato gli sussurra che il suo corpo è prezioso e protetto.

​Non è "solo" un pannolino. È un modo per dire al tuo piccolo: "𝘐𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘦, 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘦̀ 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰".

🎄 𝑸𝑼𝑨𝑵𝑫𝑶 𝑰𝑳 𝑵𝑨𝑻𝑨𝑳𝑬 𝑹𝑰𝑨𝑻𝑻𝑰𝑽𝑨 𝑰𝑳 𝑩𝑨𝑴𝑩𝑰𝑵𝑶 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑹𝑰𝑶𝑹𝑬: 𝑰𝒍 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐L’adulto è in famiglia, ci...
23/12/2025

🎄 𝑸𝑼𝑨𝑵𝑫𝑶 𝑰𝑳 𝑵𝑨𝑻𝑨𝑳𝑬 𝑹𝑰𝑨𝑻𝑻𝑰𝑽𝑨 𝑰𝑳 𝑩𝑨𝑴𝑩𝑰𝑵𝑶 𝑰𝑵𝑻𝑬𝑹𝑰𝑶𝑹𝑬: 𝑰𝒍 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐

L’adulto è in famiglia, circondato da persone.
Eppure qualcosa ferisce.
È una mancanza sottile, difficile da nominare, che non nasce nel presente ma nella memoria emotiva.
Le neuroscienze affettive ci mostrano che le esperienze relazionali precoci vengono immagazzinate nel sistema nervoso come memoria implicita (Schore, Siegel): non come ricordi consapevoli, ma come sensazioni corporee, aspettative relazionali, stati emotivi.

Il Natale, con i suoi rituali di appartenenza e intimità, può riattivare il bambino interiore ferito.

🧠 𝑬𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒊

La teoria dell’attaccamento (Bowlby, Ainsworth) evidenzia che il bisogno fondamentale del bambino non è solo la vicinanza fisica, ma la sintonizzazione emotiva:
essere riconosciuti, rispecchiati, sentiti.
Quando questo è mancato, anche senza traumi evidenti, può svilupparsi una forma di deprivazione emotiva (Schema Therapy, Young).
L’adulto cresce imparando a stare in relazione, ma senza sentirsi davvero “preso dentro” dall’altro.
A Natale, questo si fa più evidente:
👉 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒... 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑖.

💜 𝑳𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒄𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒍𝒎𝒂𝒓𝒆
Quella ferita non può essere riparata dagli altri, perché nasce in una fase di totale dipendenza.
La cura profonda avviene quando l’adulto sviluppa una funzione interna di accudimento (reparenting).

𝑬𝑷𝑷𝑼𝑹𝑬, 𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒄𝒊 𝒅𝒊𝒄𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆.

🔬 𝑳𝑨 𝑺𝑪𝑰𝑬𝑵𝒁𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑵𝑵𝑬𝑺𝑺𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑬𝑴𝑶𝑻𝑰𝑽𝑨
Studi sulla co-regolazione emotiva (Tronick, Porges) mostrano che il sistema nervoso umano si regola in relazione.
La presenza di una persona emotivamente disponibile può ridurre l’attivazione dello stress e aumentare il senso di sicurezza.
Daniel Siegel parla di “mindsight”:
sentirsi visti e sentiti da un altro aiuta l’integrazione emotiva e rafforza la regolazione interna.
Non è l’altro che guarisce la ferita.
Ma una relazione in cui si è visti e sentiti non la riattiva, e questo è già profondamente riparativo.

❤️ 𝑬𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆
Avere accanto una persona che:
non minimizza
non corregge
non chiede di essere diversi
ma che resta, ascolta, sente…
crea uno spazio sicuro in cui il bambino interiore può abbassare le difese,
e l’adulto può continuare il suo percorso di cura.

✨ 𝑰𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒍𝒖𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆

La guarigione nasce dentro.
Ma la connessione autentica la sostiene.
E a volte, per un bambino interiore ferito,
sentire “ti vedo, ti sento”
è il primo Natale davvero diverso.

🚫 Da un estremo all’altro… e abbiamo perso la bussola.Un tempo i bambini non avevano voce: “zitto e ubbidisci”.Oggi inve...
27/10/2025

🚫 Da un estremo all’altro… e abbiamo perso la bussola.

Un tempo i bambini non avevano voce: “zitto e ubbidisci”.
Oggi invece… viene fatto passare il messaggio che i genitori non possano più dire niente.
Ogni comportamento viene giustificato: “è solo stanco”, “non ha dormito”, “sta esprimendo le emozioni”.

👉 Sì, i bambini hanno diritto a essere ascoltati e compresi.
👉 Ma no, questo non significa che debbano essere sempre giustificati.

Le ricerche sulla genitorialità autorevole (Baumrind, 1966; Maccoby & Martin, 1983) mostrano chiaramente che il mix più efficace per una crescita sana è:
➡️ calore e ascolto
insieme a
➡️ limiti chiari e coerenti.

Un bambino senza confini può sembrare “libero”, ma in realtà è insicuro, perché non sa dove finisce il suo potere e dove inizia quello dell’adulto.
E uno che ottiene sempre tutto… non impara mai a tollerare la frustrazione.

Diamo voce ai figli, sì.
Ma ricordiamoci che educare non significa assecondare.
Significa guidare.

☠️⚠️ I danni di una Maestra con Personalità Narcisista e Manipolatoria ‼️ ​Il ruolo dell'insegnante è fondamentale per l...
23/10/2025

☠️⚠️ I danni di una Maestra con Personalità Narcisista e Manipolatoria

‼️ ​Il ruolo dell'insegnante è fondamentale per la crescita serena e l'apprendimento dei bambini. Ma cosa succede quando dietro la cattedra c'è una personalità che cerca ammirazione, potere e controllo a scapito dell'equilibrio emotivo degli alunni?
👩🏻‍🏫​ Una maestra con tratti narcisistici e manipolatori può creare un ambiente tossico i cui effetti sui bambini possono essere profondi e duraturi:

📌 Minaccia all'Autostima e Autonomia 👉🏻Critiche Costanti e Squalifiche:
i successi vengono minimizzati, gli errori evidenziati in modo umiliante. Questo mina la fiducia in sé stessi e spinge i bambini a dubitare delle proprie capacità.

📌 ​Competizione Incoraggiata (e Controllata) 👉🏻 Può creare "favoriti" e "capri espiatori", mettendo gli alunni in gara tra loro per la sua approvazione, creando invidia e insicurezza.

​📌 Confusione Emotiva e Senso di Colpa 👉🏻 ​Gaslighting e Distorsione della Realtà:
le sue azioni negative vengono negate o ribaltate ("Non ho detto questo", "Sei tu che hai frainteso"). Questo confonde i bambini, facendoli sentire in colpa per non aver soddisfatto le sue aspettative irrealistiche.

📌 ​Mancanza di Empatia 👉🏻 Il narcisista è centrato su sé stesso. I bisogni emotivi o le difficoltà degli alunni vengono ignorati, minimizzati o usati contro di loro.

​📌 Blocco della Creatività e Spontaneità 👉🏻 ​L'insegnante narcisista spesso non tollera spontaneità o idee che non provengano da lei (atteggiamento che mette in atto anche nei confronti di colleghi e/o collaboratori), né permette agli alunni di "articolare la propria voce soggettiva" (State of Mind).
L'ambiente diventa rigido, scoraggiando originalità e pensiero critico.

​📌 Impatto a Lungo Termine 👉🏻 i bambini esposti a lungo a queste dinamiche rischiano di sviluppare ansia, difficoltà a fidarsi delle figure autoritarie in futuro, insicurezza cronica o, al contrario, imparare a loro volta a manipolare per ottenere ciò che vogliono.

❓ Cosa fare?

È cruciale che genitori e istituzioni siano vigili:

✅ ​Ascoltate i racconti dei vostri figli con attenzione e senza giudizio.
✅ ​Osservate cambiamenti nel loro comportamento, umore o il loro atteggiamento verso la scuola.
✅ ​In caso di segnali consistenti, cercate un confronto costruttivo con l'istituto (se collaborativo), eventualmente richiedendo l'intervento di figure professionali (psicologi scolastici o specialisti esterni) per valutare la situazione e proteggere il benessere dei bambini.

🌿 ​Il diritto a un ambiente educativo sereno e rispettoso non è negoziabile.

❤️‍🩹 La salute mentale dei nostri figli è la nostra priorità 🔝

🌞 BAMBINI E CALDO: COME AIUTARLI A STARE FRESCHI? 🧃💦Le alte temperature possono mettere a disagio i più piccoli. Ecco qu...
16/06/2025

🌞 BAMBINI E CALDO: COME AIUTARLI A STARE FRESCHI? 🧃💦

Le alte temperature possono mettere a disagio i più piccoli. Ecco qualche dritta semplice e utile:

👕 Abiti leggeri e in cotone

🕶️ Evita le uscite tra le 11 e le 17

💧 Offri acqua spesso (anche se non la chiedono)

🍉 Frutta fresca a volontà

🛁 Una doccetta tiepida o giochi d’acqua

🏠 Tieni la casa fresca e ben ventilata

🛏️ Per la nanna: pigiami leggeri e lenzuola in cotone

👶 Occhio a segni di disidratazione o colpo di calore

➡️ Piccoli accorgimenti = estate serena per tutta la famiglia! ☀️

22/04/2025
💔 Che il silenzio si trasformi in voce, e la memoria in azione.
07/04/2025

💔 Che il silenzio si trasformi in voce, e la memoria in azione.

C'è una grande verità che pochi hanno il coraggio di dire ad alta voce: molti insegnanti oggi non sono più all’altezza d...
05/04/2025

C'è una grande verità che pochi hanno il coraggio di dire ad alta voce: molti insegnanti oggi non sono più all’altezza del loro ruolo. Non perché manchino di titoli o anni di servizio, ma perché hanno perso di vista ciò che conta davvero: lo studente.

L’alunno? Un fastidio. Non un essere umano da educare.

In troppe aule l’alunno è visto come un numero da catalogare, una scocciatura che disturba la routine dell’insegnante. C'è chi entra in classe con l’unico obiettivo di “finire il programma”, come se il sapere fosse una corsa a ostacoli, non un percorso di crescita. L’empatia? La curiosità? La capacità di ascolto? Termini ormai sconosciuti a chi insegna solo per inerzia, spesso seduto su una cattedra più come burocrate che come educatore.

Mentre il mondo fuori evolve a velocità supersonica, nelle scuole si insegna come negli anni ’70. Libri di testo vetusti, lezioni frontali ripetitive, interrogazioni a sorpresa che sembrano più un agguato che un’opportunità di confronto. E guai a mettere in discussione questo teatrino scolastico: chi osa proporre qualcosa di nuovo viene spesso guardato con sospetto dagli stessi colleghi.

La verità è che molti insegnanti non si aggiornano da decenni. Non leggono, non si confrontano, non si mettono in discussione. Eppure pretendono rispetto automatico, solo perché hanno “l’esperienza”. Ma l’esperienza senza passione e senza evoluzione diventa solo stanchezza trascinata. Non basta entrare in classe per essere un buon insegnante, serve energia, ascolto e capacità di cambiare.

La scuola italiana è in caduta libera e la colpa è da dividere equamente tra insegnanti che hanno perso ogni passione e genitori che preferiscono chiudere gli occhi di fronte all'evidente declino educativo dei propri figli.

Lo studente oggi è spesso lasciato solo. Le difficoltà personali, i disturbi dell’apprendimento, le crisi emotive. La scuola, che dovrebbe essere un luogo di crescita, si trasforma in un parcheggio dove i giovani aspettano di uscire nel “mondo vero” senza aver imparato a conoscerlo davvero.

Conclusione: è ora di alzare la voce.

Basta con il silenzio complice. Gli insegnanti che non hanno più voglia di insegnare devono avere l’onestà di farsi da parte. Non si può continuare a sacrificare intere generazioni per colpa di un sistema autoreferenziale, chiuso e resistente al cambiamento.

I ragazzi di oggi, se presi nel modo giusto, possono sorprendere per maturità, intelligenza e sensibilità.
Sono nativi digitali, vivono in un mondo ipercomplesso, hanno accesso a stimoli che le generazioni precedenti nemmeno potevano immaginare. Ma se li si tratta come numeri, se li si umilia, se li si spegne con la noia e l’indifferenza, allora si chiudono, si spengono o si ribellano.

L’educazione è una responsabilità enorme: chi non se la sente, faccia spazio a chi ha ancora il coraggio di guardare negli occhi gli studenti e dire, con sincerità: “ Sono qui per te".

31/03/2025

Insegniamo loro la tenacia, la convinzione, il rispetto per la propria persona, anche e soprattutto quando gli altri, di rispetto, non ne hanno abbastanza.
 
Insegniamo loro a non stare dalla parte di chi isola, deride, di chi siede sulla poltrona del “giusto”, anche se fossero i più, anche se fosse più facile.
 
Insegniamo loro l’ascolto reale, la curiosità, insegniamo loro che differenza significa opportunità.
 
Insegniamo ai nostri bambini che spaiati vuol dire unici. Vuol dire pensare con la propria testa.

E ricordiamoci che per insegnare una cosa così dobbiamo iniziare a farlo anche noi: ogni tanto dobbiamo proprio dire “No, io non ci sto”

 

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