17/05/2026
A volte pensiamo di volere una relazione.
Poi, però, quando una relazione diventa reale — quindi fatta di presenza, quotidianità, limiti, confronto, vulnerabilità, messaggi non sempre perfetti e persone che non sempre corrispondono all’immagine che avevamo in testa — qualcosa si complica.
Perché forse non desideravamo davvero una relazione.
Desideravamo desiderare.
Desideravamo l’attesa, la fantasia, la tensione, l’idea dell’altro.
Quel tipo di coinvolgimento che resta sospeso, intenso, un po’ irraggiungibile, e proprio per questo sembra più potente.
A volte il desiderio vive benissimo nella distanza.
Poi arriva la realtà, si siede sul divano, chiede cosa mangiamo stasera… e improvvisamente perde un pò di fascino.
Perché in fondo, desiderare qualcuno e costruire qualcosa con qualcuno sono due esperienze molto diverse.
Il desiderio può accendersi nell’assenza.
La relazione, invece, chiede presenza e impegno.
E lì la domanda diventa interessante:
voglio davvero incontrare l’Altro, o voglio restare nella fantasia di ciò che potrebbe essere?
Che poi, detta semplice:(provocazione in arrivo)... a volte ciò che ci attrae non è davvero l'Alto, ma il film che avevamo montato nella nostra testa.