Dr.ssa Eleonora Teodori, Biologa Nutrizionista Onnivori-Vegetariani, PhD

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Dr.ssa Eleonora Teodori, Biologa Nutrizionista Onnivori-Vegetariani, PhD Biologa Nutrizionista per Onnivori e Vegetariani, Dottore in Patogenesi Molecolare (PhD). Da 0 a 100 anni, per ogni fisiologia/patologia accertata.

10/02/2026
09/02/2026

Roma, 9 febbraio 2026 (Agenbio) – Un dato che fa riflettere: nel 2025, nel mondo, un bambino o ragazzo su dieci in età scolare soffriva di obesità. In totale, si parla di circa 188 milioni di studenti, un numero che per la prima volta ha superato quello dei bambini sottopeso. A lanciare l’alla...

14/01/2026

Roma, 14 gennaio 2026 (Agenbio) – Quando il nostro corpo è sotto stress, perdere peso può diventare veramente complicato. Il motivo non è solo legato agli ormoni o al metabolismo: anche il sistema immunitario gioca un ruolo importante. Uno studio pubblicato su Nature rivela che i neutrofili, un...

13/01/2026

Nel libro «Lascia che la felicità accada» vediamo come il nostro sistema nervoso centrale si lasci influenzare dai nostri stati psichici innescando una cascata di eventi che si sentono in tutto il corpo. La stessa felicità che descriviamo è uno stato corporeo. Vediamo infatti come un lavoro introspettivo (fatto di esercizi pratici usati in ambito terapeutico) possano portare:
– abbassamento del sistema d’allarme;
– respirazione più fluida;
– maggiore integrazione tra parti del cervello (corteccia prefrontale più attiva, amigdala meno reattiva, migliore comunicazione tra emisferi);
– sensazione interna di “allineamento”, quasi di equilibrio.

Attualmente, il nostro scopo è duplice:
1) da un lato rendervi consapevoli del vostro funzionamento integrato mente-corpo, rendervi capaci di lavorare con il corpo attraverso le sue funzioni più belle (pensiero ed emozione) così da sperimentare una nuova dimensione di benessere e appagamento psicofisico.
2) Dall'altro, esercitare pressione sulle professioni sanitarie per aumentare l'attenzione verso il paziente come individuo unico e non come un corpo da medicalizzare.

Prestate attenzione alla scelta del professionista. Fidatevi di chi vi fa domande e cerca di capire prima di fornire una ricetta standard. Cercate chi considera i sintomi come segnali, non solo come problemi da spegnere. La cura autentica richiede tempo, attenzione e responsabilità condivisa. Non delega completamente il processo al farmaco ma coinvolge il paziente, lo rende parte attiva del proprio percorso di salute. Per questo continuiamo a scrivere, studiare e costruire comunità: perché la consapevolezza individuale diventi domanda collettiva e perché una medicina più attenta nasca anche da pazienti più informati.

12/01/2026
11/01/2026
Fiera di te e della tua trasformazione!
09/12/2025

Fiera di te e della tua trasformazione!

La 32enne si è imposta nella gara nazionale nello stacco

L’importanza dell’alimentazione nello sport agonistico. Vai Alexis!
04/12/2025

L’importanza dell’alimentazione nello sport agonistico. Vai Alexis!

Sta vivendo uno dei momenti più luminosi della sua carriera, e lo sta facendo con una naturalezza che sorprende perfino chi lo conosce da sempre. Alexis Ferrante non è...

Consiglio la lettura ai miei pazienti
04/12/2025

Consiglio la lettura ai miei pazienti

𝟐𝟓 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 – 𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚.

Oggi ricordiamo le donne vittime di violenza. Ma sarebbe troppo comodo limitare il discorso a ciò che è visibile. Esistono forme di violenza che non lasciano lividi sulla pelle, ma scavano dentro, lentamente, e a volte in modo ancora più crudele: 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒐𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒆𝒈𝒍𝒊 “𝒔𝒕𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒅”.

Sì, parliamo proprio di peso, forme, età, rughe, cicatrici, smagliature, curve e non-curve. Perché il corpo femminile, da sempre, è trattato come un bene pubblico: «Dovresti dimagrire», «Non sei in salute», «Non è estetico», «Fai qualcosa di te».
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼.

📌 𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐈 (𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐢):

- Secondo l’OMS, la stigmatizzazione del peso aumenta ansia, depressione, disturbi alimentari e riduce l’autostima.

- Studi pubblicati su The Lancet Public Health e JAMA mostrano che il weight stigma non aiuta a dimagrire: fa il contrario, aumentando stress, cortisolo, fame emotiva e comportamenti disfunzionali.

- L’European Institute for Gender Equality documenta come le pressioni estetiche ricadano in modo sproporzionato sulle donne, soprattutto dai 12 ai 65 anni.

- Il 60% delle donne italiane (dati ISTAT e ISS) afferma di essersi sentita giudicata per il proprio corpo almeno una volta nella vita.
𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒕𝒓𝒊𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝑵𝑶𝑵 𝒆̀ 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀.

📌 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐈𝐋 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀

La violenza non è solo il pugno.
È anche:

- il dito puntato,
- la battuta al veleno “era solo per scherzare”,
- il consiglio non richiesto,
- lo sguardo che pesa più dei chili sulla bilancia,
- la convinzione che una donna valga in proporzione a quanto pesa.

𝐸 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑠𝑏𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑡𝑜. 𝑼𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒆𝒓𝒓𝒐𝒓𝒆. 𝑴𝒂𝒊!

📌 𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄𝐍𝐙𝐄 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐈𝐆𝐌𝐀 (𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨):

- aumento del rischio di binge eating;
- peggior controllo glicemico nelle donne con diabete;
- aumento di infiammazione cronica da stress;
- riduzione dell’aderenza ai percorsi nutrizionali;
- abbassamento della qualità della vita;
- evitamento delle cure mediche per paura del giudizio.

Tutto questo è documentato in letteratura scientifica internazionale. Eppure, ogni giorno, in qualsiasi luogo, la società continua a dispensare sentenze come se fossero diagnosi.

📌 𝐈𝐋 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎 𝐄̀ 𝐔𝐍𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎

𝗡𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀.
Non puoi parlare di peso se prima non parli di rispetto.
Non puoi parlare di nutrizione se prima non smonti il giudizio.

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂̀ 𝒎𝒂𝒊 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒔𝒂𝒏𝒐.

📌 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

- Smettere di commentare il corpo delle donne. Sempre.
- Promuovere un approccio alla salute basato su dati, non su complessi culturali.
- Educare figli e figlie al rispetto corporeo.
- Ricordare che la dieta più efficace è quella scelta con serenità, non con vergogna.
- Ricordare che chi cura – medici, nutrizionisti, psicologi – deve essere il primo a non giudicare.

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒊𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒖𝒍𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒆̀ 𝒄𝒖𝒓𝒂𝒓𝒆, 𝒏𝒐𝒏 𝒊𝒏𝒇𝒍𝒊𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐.

𝑳𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒆. 𝑴𝒂 𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀. 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒂 𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒆 𝒍𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆. 𝑬 𝒏𝒐𝒏 𝒄’𝒆̀ 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒓𝒊𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒗𝒊𝒔𝒔𝒖𝒕𝒐 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂.

03/12/2025

𝐋𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚, 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 (𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢)

Il lipedema è una di quelle diagnosi che arrivano tardi, spesso dopo anni di “sei solo sovrappeso” o “devi dimagrire di più”. Ma chi lo vive sulla propria pelle sa benissimo che non è “solo grasso”: è un disturbo della distribuzione del tessuto adiposo, doloroso, implacabile, che colpisce quasi esclusivamente le donne e che si concentra soprattutto su gambe e fianchi.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: abbiamo finalmente i primi studi seri su esercizio fisico, dieta, compressione e liposuzione. Non sono la Bibbia – i campioni sono piccoli, spesso monocentrici – ma danno una direzione chiara: 𝐿𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 (𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑖𝑡𝑖).

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 “𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨”

Nel lipedema spesso si sente dire: “l’esercizio non serve, tanto il grasso lipedematoso non va via”. Non è vero.
Uno dei trial più importanti è quello di Atan et al., 2021: 33 donne (campione piccolo) con lipedema severo (tipo 3, stadio III–IV) sono state randomizzate a tre trattamenti:

- esercizio + Complete Decongestive Therapy (CDT)
- esercizio + pneumatico intermittente (IPCT)
- solo esercizio

𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞:

- tutti e tre i gruppi migliorano in termini di volume degli arti, dolore e qualità di vita;
- ma CDT e IPCT aggiungono un beneficio ulteriore rispetto al solo esercizio.

Tradotto: il movimento fa la sua parte, ma quando lo abbiniamo a tecniche fisiche mirate, i risultati diventano clinicamente rilevanti.

𝐂𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞? (Chinesiologo)

Gli studi concordano su alcuni punti:

- servono programmi strutturati, non il “faccia un po’ di camminate”;
- è utile combinare resistenza + forza;
- la frequenza ideale negli studi è di 3–5 sedute a settimana, per almeno 8–12 settimane;
- le pazienti riferiscono meno dolore, gambe più leggere, migliore capacità di camminare (6-minute walk test) e, in alcuni casi, riduzione delle circonferenze.

Anche la consensus sul ruolo dell’esercizio nel lipedema – ad esempio il documento di consenso guidato da Annunziata e coll. – indica chiaramente che l’attività fisica non è opzionale, ma un pilastro della terapia conservativa: aerobica moderata, esercizi in scarico (acqua), rinforzo muscolare mirato, il tutto adattato allo stadio di malattia e al dolore.

𝑆𝑒𝑟𝑣𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜, 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜, 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐂𝐃𝐓, 𝐈𝐏𝐂𝐓: 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐦, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐠𝐚𝐝𝐠𝐞𝐭

Se guardiamo alle linee guida – ad esempio gli Standard of care for lipedema in the United States – la compressione non è un optional estetico: è standard di cura. Calze, bendaggi, sistemi pneumatici, manual lymph drainage, tutto dentro la stessa cornice: Complete Decongestive Therapy (CDT).

- La compressione riduce il dolore, il senso di pesantezza e i lividi.
- In associazione all’esercizio migliora ulteriormente funzione e qualità di vita rispetto al solo esercizio.
- I dispositivi pneumatici avanzati (APCD) hanno mostrato, in piccoli trial, un miglioramento significativo dei sintomi e della QoL rispetto ai controlli.

l limite? Gli studi hanno pochi soggetti, seguono le pazienti per pochi mesi e spesso mischiano più interventi insieme: è difficile attribuire la quota di beneficio a una singola tecnica. Però il quadro complessivo è coerente: quando si fa compressione fatta bene e con continuità, le pazienti stanno meglio.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ “𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐯𝐞𝐝𝐫𝐚̀”, 𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 “𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚” (Nutrizionista Sanitario)

Per anni si è ripetuto che “la dieta non serve sul lipedema” perché il grasso patologico è resistente. Gli studi recenti, però, dicono altro.

𝑳𝒐𝒘-𝒄𝒂𝒓𝒃, 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂 𝒛𝒐𝒏𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆𝒕𝒐𝒈𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂: 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒂𝒕𝒊
Una revisione sistematica e meta-analisi del 2024 ha messo insieme gli studi su diete chetogeniche / Dieta a Zona / low-carb high-fat (LCHF) nelle donne con lipedema. Risultato: questi approcci portano a:

- calo di peso e di massa grassa;
- miglioramento del profilo glicemico e lipidico;
- in diversi lavori, riduzione riferita del dolore e dei sintomi, anche se spesso non misurata con scale standardizzate.

Uno studio prospettico su dieta LCHF vs dieta moderato-carbo a basso indice glicemico ha mostrato che la LCHF era più efficace nel ridurre massa grassa e migliorare diversi marcatori metabolici, senza danni a rene o tiroide nel periodo osservato.

Non significa che tutte debbano fare chetogenica a vita, ma mette a fuoco un punto: 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑔𝑙𝑢𝑐𝑖𝑑𝑖𝑐𝑜, 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑠𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜-𝑟𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒, ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜, 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑠𝑜.

𝑫𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒕𝒊-𝒊𝒏𝒇𝒊𝒂𝒎𝒎𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒆 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒂
Altri lavori guardano alla qualità globale della dieta:

- Un pattern alimentare con basso Dietary Inflammatory Index (DII) e alta aderenza allo stile mediterraneo si associa a livelli più bassi di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) nelle donne con lipedema.
- Studi trasversali, certo, quindi niente causalità; ma il segnale è chiaro: meno junk pro-infiammatorio → meno infiammazione di basso grado.

Una review su approcci nutrizionali nel lipedema (Atabilen Pınar et al., 2025) conclude che non c’è ancora una dieta “ufficiale” per il lipedema, ma che:

- il controllo del peso,
- la riduzione del carico glucidico,
- l’aumento di alimenti anti-infiammatori (olio extravergine, pesce azzurro, frutta secca, verdure, spezie etc.)

Sono i tre pilastri su cui ha più senso lavorare.

𝐄 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞? 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 (Medico Chirurgo)

Qui la letteratura è più corposa (anche se non randomizzata). Il lavoro storico di Schmeller et al., 2012 su liposuzione tumescent in donne con lipedema mostra, a lungo termine:

- riduzione stabile di volume e disproporzione arti/tronco,
- calo significativo di dolore e sintomi,
- riduzione o addirittura sospensione della terapia decongestiva in una quota importante di pazienti,
- tasso di complicanze serio relativamente basso.

Studi successivi su water-jet assisted liposuction (WAL) e altre varianti confermano miglioramenti morfologici, funzionali e di qualità di vita, con differenze tecniche ma stessa direzione di marcia. Una recente meta-analisi sugli interventi di liposuzione nel lipedema arriva alla conclusione che questi interventi sono efficaci e ragionevolmente sicuri, a patto che vengano eseguiti in centri esperti e che il paziente mantenga compressione e stile di vita adeguato.

L𝑎 𝑙𝑖𝑝𝑜𝑠𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 “𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎” 𝑚𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑢𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑎, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎𝑡𝑜𝑠𝑜 𝑒 𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑚𝑖, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨: 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 “𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚”

Le linee guida internazionali e gli Standard of care sono chiari: la gestione del lipedema efficace nel medio-lungo termine non è basata su una singola arma, ma su un 𝐩𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨:

𝟏) 𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚
– per smettere di colpevolizzare le pazienti (“mangi meno”) e iniziare a parlare di malattia.

𝟐) 𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨
– frequente, adattato al dolore e allo stadio, con obiettivi funzionali chiari.

𝟑) 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐂𝐃𝐓
– calze adeguate, linfodrenaggio, eventualmente dispositivi pneumatici, soprattutto nelle fasi più avanzate.

𝟒) 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚
– controllo del peso e dell’insulino-resistenza, approccio low-carb/anti-infiammatorio personalizzato, evitando estremismi fai-da-te.

𝟓) 𝐒𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞
– perché l’impatto su autostima, immagine corporea e vita sociale è enorme.

𝟔) 𝐂𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 (𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞)
– quando la terapia conservativa è stata fatta seriamente e non basta più, e quando ci sono le condizioni cliniche e logistiche per un intervento sicuro e seguito nel tempo.

𝐀 𝐭𝐞 D𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨:

“𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜. 𝐼𝑙 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑑𝑖𝑝𝑜𝑠𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 – 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒 – 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑎, 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑔𝑎𝑚𝑏𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜𝑠𝑎: 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎.”

𝐋𝐢𝐧𝐞𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐮𝐬
- Herbst KL, Kahn LA, Iker E, et al. Standard of care for lipedema in the United States. Phlebology. 2021;36(10):779-796. doi:10.1177/02683555211015887.

- Annunziata G, et al. The role of physical exercise as a therapeutic tool to improve lipedema. Curr Nutr Rep. 2024;13(3): in press. doi:10.1007/s13679-024-00579-8.

𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚
- Lanzi S, Pousaz A, Porceddu E, et al. Exercise training in women with lipedema – a systematic review. Vasa. 2025; online ahead of print. doi:10.1024/0301-1526/a001250.

- Atan T, Bahar-Ozdemir Y. The effects of complete decongestive therapy or intermittent pneumatic compression therapy or exercise only in the treatment of severe lipedema: a randomized controlled trial. Lymphat Res Biol. 2021;19(1):86-95. doi:10.1089/lrb.2020.0019.

- Czerwińska M, Gruszecki M, Rumiński J, Hansdorfer-Korzon R. Evaluation of the effectiveness of compression therapy combined with exercises versus exercises only among lipedema patients using various outcome measures. Life (Basel). 2024;14(11):1346. doi:10.3390/life14111346.

- Wright T, Scarfino CD, O’Malley EM. Effect of pneumatic compression device and stocking use on symptoms and quality of life in women with lipedema: a proof-in-principle randomized trial. Phlebology. 2023;38(1):51-61. doi:10.1177/02683555221145779.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞𝐭𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 / 𝐥𝐨𝐰-𝐜𝐚𝐫𝐛 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
- Amato ACM, et al. The efficacy of ketogenic diets (low carbohydrate; high fat) as a potential nutritional intervention for lipedema: a systematic review and meta-analysis. Nutrients. 2024;16(19):3276. doi:10.3390/nu16193276.

- De Oliveira J, de Paula ACP, Guimarães VHD, et al. Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: a systematic review. Maturitas. 2025;202:108716. doi:10.1016/j.maturitas.2025.108716.

- Atabilen Pınar B, Çelik MN, Altıntaş Başar HB. Current Evidence-Based Clinical Nutritional Approaches in Lipedema: A Scoping Review. Nutr Rev. 2025;nuaf203. doi:10.1093/nutrit/nuaf203.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate, high-fat diet versus moderate-carbohydrate, low-glycemic index diet on body composition in patients with lipedema. Diabetes Metab Syndr Obes. 2022;15:2337-2350. doi:10.2147/DMSO.S373631.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate high-fat diet on body composition and metabolic parameters in women with lipedema and obesity. Nutrients. 2023;15(11):2619. doi:10.3390/nu15112619.

- Lundanes J, Sæther JC, et al. The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue and metabolic health in women with lipedema. Front Nutr. 2024;11:1484612. doi:10.3389/fnut.2024.1484612.

- Keith L, Seo CA, Rowsemitt C, et al. Ketogenic diet as a potential intervention for lipedema. Med Hypotheses. 2021;154:110642. doi:10.1016/j.mehy.2021.110642.

𝐋𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐢
- Schmeller W, Hueppe M, Meier-Vollrath I. Tumescent liposuction in lipoedema yields good long-term results. Br J Dermatol. 2012;166(1):161-168. doi:10.1111/j.1365-2133.2011.10566.x.

- Witte T, Dadras M, Heck FC, et al. Water-jet-assisted liposuction for the treatment of lipedema: standardized treatment protocol and results of 63 patients. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2020;73(9):1637-1644. doi:10.1016/j.bjps.2020.03.002.

- Mortada HH, Alaqil S, Al Jabbar I, et al. Safety and effectiveness of liposuction modalities in managing lipedema: systematic review and meta-analysis. Arch Plast Surg. 2024;51(5):510-526. doi:10.1055/a-2334-9260.

06/11/2025

Su 100 strutture ospedaliere, solo la metà dispone di un percorso nutrizionale formalizzato per i pazienti oncologici.

In molti ospedali, poi, la valutazione dello stato nutrizionale viene eseguita solo quando si osserva un evidente calo di peso o difficoltà alimentari legate al tumore, un approccio che finisce per escludere una parte significativa dei pazienti.

È questo il quadro allarmante che emerge dallo studio “Percorsi di screening nutrizionali in oncologia”, promosso dal Collegio Italiano dei Primari Oncologici Medici Ospedalieri (CIPOMO), e che mostra come, ancora oggi, il supporto nutrizionale in oncologia sia spesso un privilegio e non un diritto.

Ma quali sono le possibili conseguenze di questa mancanza? Continua a leggere: https://www.pazienti.it/news-di-salute/oncologia-la-nutrizione-e-ancora-lanello-debole-delle-cure-in-italia-03112025.

30/10/2025

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi accoglie con piena soddisfazione l’approvazione unanime della mozione bipartisan presentata alla Camera dei deputati, che riconosce la nutrizione come elemento centrale nella prevenzione e cura oncologica. Il provvedimento impegna il Governo all’...

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