Dott.ssa Vanessa Cedrino Psicologa - Psicoterapeuta

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Spesso i traumi ci tengono bloccati. L’EMDR non li cancella, ma aiuta a rielaborarli in modo che smettano di condizionar...
25/02/2025

Spesso i traumi ci tengono bloccati. L’EMDR non li cancella, ma aiuta a rielaborarli in modo che smettano di condizionare il presente. 😊

Qui dentro sono entrata nelle vite dei miei piccoli e grandi pazienti...li ho visti piangere, sorridere, combattere, sof...
01/03/2024

Qui dentro sono entrata nelle vite dei miei piccoli e grandi pazienti...li ho visti piangere, sorridere, combattere, soffrire, crescere, acquisire maggiore consapevolezza. Con alcuni abbiamo fatto un bel pezzo di strada insieme...con altri un pezzetto più piccolo ma comunque significativo. Questa stanza è stata un pó la mia seconda casa per 4 anni e ha visto crescere anche me, umanamente e professionalmente. Si chiude un capitolo e se ne apre un altro con l'augurio che sia pieno di soffisfazioni, di confronto e arricchimento professionale..Stay Tuned 💓

10/02/2023

Alcuni pazienti arrivano, altri vanno via. Noi psicologi siamo figure di passaggio nella vita delle persone. Soffriamo con loro, ci emozioniamo, veniamo a conoscenza di pensieri inconfessabili e siamo custodi di segreti intimi. Le conosciamo in un modo e le salutiamo a fine percorso che sono diverse. Se abbiamo lavorato bene come coppia terapeutica, vediamo i nostri pazienti più sicuri, una versione migliore di se stessi, adesso pronti ad affrontare quelle difficoltà prima insormontabili. Un po' come dei genitori amorevoli, a questo punto dobbiamo lasciarli andare. Fa uno strano effetto, c'è sempre un po' di nostalgia, ma sentirsi dire accompagnato da un sorriso "grazie di tutto dottore, adesso vorrei provare a farcela da solo/a" rimane la soddisfazione più bella.
Siamo figure di passaggio ma in quel lasso temporale ci prendiamo cura della psiche, che in greco vuol dire "anima".

- Dr. D. Palazzoni

31/01/2023
26/01/2023

COMUNICATO STAMPA

LUTTO NEONATO 8 GENNAIO 2023

Come Associazione che si occupa di perinatalità vogliamo condividere con voi alcune importanti riflessioni sul lutto che ha colpito una famiglia a Roma l’8 gennaio scorso.
Una prima e necessaria considerazione riguarda la narrazione giornalistica che abbiamo trovato morbosa, accusatoria e spesso inesatta nell’utilizzo dei termini.
Abbiamo letto su testate nazionali, ma anche locali, la confusione terminologica che crediamo possa contribuire ad alimentare paure e pregiudizi nei genitori e nei non addetti ai lavori.
Termini come cosleeping, rooming in e bed sharing utilizzati come sinonimi e gettati in pasto al grande pubblico, come fossero loro i responsabili di questa tragedia.
Con il termine cosleeping si indica la condivisione dello spazio dedicato al sonno (es. la stanza da letto). Da qui deriva il termine rooming in con cui si fa riferimento alla pratica che permette alla neo mamma di tenere nella stessa stanza di ricovero ospedaliero il neonato, mentre il bed sharing è la condivisione dello stesso letto.
Il cosleeping non comporta rischi di per sè (a patto che l’ambiente circostante sia sano) anzi, come noi esperti di perinatale sappiamo ormai da tempo, è consigliato sia dall’AAP (American Accademy of Pediatrics)che dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e indicato come fattore protettivo per la salute della diade madre-bambino.
Il bed sharing è la condivisione del letto, consigliata anch’essa dall’OMS a patto di seguire alcune regole base per garantire la sicurezza del neonato (ad esempio sconsigliato per chi ha problemi di obesità, ai fumatori, a chi fa utilizzo di droghe e/o alcol e a chi assume farmaci pesanti).
La seconda riflessione che vogliamo portare alla luce è invece legata all’idea di maternità e allo stereotipo, incalzato e incoraggato dai media e dalla società stessa, della mamma super donna.
Madre, lavoratrice e compagna che non può assolutamente vacillare mai.
Che non può e non deve stancarsi.
Che non può riposare mai.
A questo si aggiunge l’idea di un sapere implicito, l’istinto materno, che certamente è presente ma non in termini assoluti come si vorrebbe far credere.
La riflessione che segue riguarda proprio la donna come soggetto e non come oggetto.
Abbiamo tanto criticato l'onda nera del patriarcato responsabile della mortificazione femminile ma, negli ultimi anni, con il ritorno ossessivo e talebano al concetto di natura e biologia dei mammiferi abbiamo fatto la stessa cosa. Per liberarci dalla schiavitù imposta dal passato abbiamo iniziato a pensare alla maternità come istinto materno che vince su tutto, alla natura come fisiologia e quindi facile. Abbiamo sostituito i vecchi concetti e le vecchie etichette con altri, altrettanto costrittivi e claustrofobici. Come il contatto pelle a pelle della mamma con il suo neonato, ritenuto valido e universale per tutti.
Allo stesso modo, con gli stessi tempi.
Nel tentativo di liberarci da alcune gabbie ne abbiamo costruite altre, apparentemente più nobili ma ugualmente violente.
Questa tragedia ci ricorda quanto continuiamo ad essere responsabili sempre, esattamente come cinquant'anni fa, nel sostenere questa narrazione falsata, idealizzata e mistificata della maternità.
L’altro tema che si apre da questa vicenda riguarda il ruolo dei padri.
Considerati spesso un orpello, un accessorio, qualcosa che può restare al di fuori, a guardare passivamente.
Come ASIPP abbiamo da poco organizzato un congresso che aveva come tema proprio la figura paterna e la sua importanza.
Abbiamo ascoltato dati, analisi, esperienze cliniche e umane, ricerche, biologia, e neuro scienze che convergevano tutte in un unico punto: il ruolo del padre è fondamentale. Sappiamo che lasciare fuori i padri dai reparti rappresenta una violazione dei diritti umani, sia della madre che del padre stesso.
Sappiamo che l’Italia è stata richiamata più volte e invitata dalla stessa Comunità Europea a non lasciare fuori i padri in nessun momento (ne prima , ne dopo, ne durante il parto).
Questa esclusione contribuisce ad alimentare la falsa e pericolosa idea che la genitorialita sia un affare di donne.
Ultima riflessione, ma non certo d’importanza, riguarda la formazione di personale qualificato.
Non entriamo qui nel
merito del personale dell’ospedale romano luogo della tragedia (su questo c’è la procura della Repubblica che sta indagando) ma crediamo necessario sostenere l’importanza di professionisti sanitari qualificati, sia da un punto di vista formativo (saper cosa fare quando si incontra una donna che chiede aiuto) ma anche attenti a cogliere le umane fragilità che , troppo spesso, vengono palesemente ignorate.
Come Associazione che ha tra i suoi scopi statutari quello della promozione del benessere perinatale, vi invitiamo a interrogarvi e a farvi divulgatrici di un sapere scientifico senza mai dimenticare la dimensione umana che la nostra professione richiede.

Desideriamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza a questa famiglia e a tutti coloro che sono stati coinvolti.

Direttivo Asipp
(Dott.ssa Marelli, dott.ssa Cipriano, dott.ssa Carbonati, dott.ssa Lanzini, dott.ssa Zonca, dott.ssa Pedrazzi)

31/10/2022

I disturbi mentali sono una delle principali cause di sofferenza nel mondo moderno.
Si stima che almeno 20% delle persone nei Paesi sviluppati soffra di disturbi mentali, numeri importanti dato che 1/5 della popolazione al mondo riporta una patologia afferente la sfera psicologica.
I disturbi mentali sono diventati una delle principali cause di sofferenza nel mondo moderno, rappresentano quasi la metà di tutte le richieste di invalidità e circa la metà di tutti i giorni di malattia richieste dai lavoratori, senza contare gli effetti non calcolabili sul rendimento scolastico e lavorativo o l’impatto sull’aspettativa di vita, che si avvicina a percentuali paragonabili a quelle legate ad un flagello come il fumo.
Eppure, abbiamo molti strumenti efficaci per contenere e curare la sofferenza mentale. La maggior parte di chi ne soffre, però, non ha accesso alle cure, non le richiede, oppure riceve cure insufficienti.
Nel loro ultimo libro Richard Layard e David M. Clark propongono un nuovo approccio politico a come pensiamo e affrontiamo la malattia mentale: grazie alla loro estrazione professionale, un economista e uno psicologo, uniscono le loro forze ed il loro saperi per dimostrare che le moderne terapie psicologiche, oltre ad essere altamente efficaci, hanno il potenziale per cambiare la vita di milioni di persone con enormi benefici per la società.
Un volume che ci aiuta a riflettere su come la malattia mentale possa essere prevenuta attraverso una scuola e una società migliori, mettendo in evidenza quanto sia urgente occuparsene.

➡️Scopri il nuovo volume “Il potere della terapia psicologica”
https://bit.ly/potere-terapia-psicologica

31/10/2022
19/10/2022

Indirizzo

Via Del Maglio, 6
Terni
05100

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