09/04/2026
Scrivo queste parole solo adesso, dopo che alcuni giorni sono passati da quando abbiamo potuto festeggiare i 100 anni della Farmacia Pallante, in una splendida giornata di sole; questi giorni sono serviti a far assorbire l’emozione e la gioia, i tanti ricordi e i pensieri che immancabilmente seguono all’affiorare del ricordo.
Se il nonno Zeffiro fosse stato qui sono certo che si sarebbe divertito e con la pacatezza che lo ha sempre caratterizzato avrebbe affascinato tutti, e per tutti avrebbe avuto un abbraccio e una parola.
Ci è mancato, ma è la vita.
Il babbo e la mamma sono qui, e abbiamo festeggiato insieme qualcosa che ha per noi l’importanza della vita, delle cose tramandate, degli abbracci della sera; io non posso che essere loro grato per tutto quello che hanno fatto per me, partendo dall’avermi lasciato essere chi sono, cosa che comunque ogni genitore pensa di aver fatto ma che in genere è un’opera titanica.
Chi c’è stato, a questa festa, ha visto che eravamo commossi, che questa Farmacia non è solo un "luogo" ma il perimetro dei nostri cuori, tanti, che tutti insieme hanno battuto e battono ancora con forza dopo cento anni!
Il nonno ha avuto una visione, perseguita con coraggio e mai nessuno della mia generazione potrà capire cosa abbia significato vedere tutto il suo sogno distrutto con la guerra e il dover ripartire da zero, con testarda volontà quando tutto sembrava perso.
Oggi che il mondo è dominato da forze oscure che pare non abbiano alcuna memoria di quello che è stato, o peggio ne hanno memoria ma perseguono ideali di dominio e di morte, è ancora più forte il sentimento di gratitudine che provo nei confronti di tutta la mia famiglia per aver lottato sempre al sole, donandomi speranze e affetto. Mio padre, all’apparenza così forte eppure così tenero, mia madre che ha sempre fatto senza mai dire, e soprattutto senza mai chiedere; a loro e a tutti voi che sempre siete in grado di donarmi una parola o un gesto va tutta la mia gratitudine e la promessa di migliorarmi, per come posso, con tenacia e con ardore. La stessa promessa è per le mie compagne e compagni di viaggio che ogni giorno mi insegnano qualcosa di importante per questa vita, piena, e fatta di tesori, come Mina che (non si offenda nessuno) è il tesoro più grande.
Insomma, come sapete potrei continuare a scrivere per giorni ma è ora che mi fermi dicendo solo che questa foto ho scelto, in rappresentanza di tutte, perché sento che lì, in qualche modo che non so, c’era Zefferino, con una mano sulle nostre spalle.
“Sursum corda”
Pp