31/01/2026
Intervista al Direttore di ARPA Piemonte
A Milano lo scorso anno per novantasei giorni la concentrazione di PM10 ha superato i 45 microgrammi per metro cubo, il limite che sarà in vigore dal 2030 secondo la nuova direttiva europea. Novantasei giornate in cui respirare equivaleva a inalare veleno. Seguono Napoli (86 giorni), Palermo (100), Verona (63), Torino Rebaudengo (59).
E se guardiamo al PM2,5 − le particelle più fini, quelle che penetrano in profondità nei polmoni e nel sangue, attraversano la barriera emato-encefalica e alterano le connessioni neuronali − il quadro si fa ancora più drammatico: Milano registra 206 giorni di superamento del limite giornaliero, Torino 173, Padova 165. Tutte le 27 città monitorate dal rapporto Cambiamo Aria presentano medie annuali superiori ai valori raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Il dossier, realizzato da - Associazione Medici per l'Ambiente in collaborazione con l’Osservatorio mobilità urbana sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, non lascia spazio a interpretazioni: l’inquinamento atmosferico nelle città italiane resta un’emergenza sanitaria strutturale.
“Se vogliamo rispettare la direttiva al 2030 dobbiamo lavorarci ora”, ci ha detto Secondo Barbero, direttore generale di ARPA Piemonte, che abbiamo intervistato per approfondire la questione.
Leggi l’intervista completa di Stefania Divertito sul sito di Materia Rinnovabile: https://www.renewablematter.eu/qualita-aria-italia-scadente-inquinamento-atmosferico-emergenza
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