Centro Divenire Psicoterapia e Crescita Personale Bergamo

Centro Divenire Psicoterapia e Crescita Personale  Bergamo Centro di Psicologia, Psicoterapia, counselling,coaching e formazione per adulti, coppie, adolescenti, bambini e le loro famiglie.

Divenire significa “venire ad essere”, ovvero farsi diverso da quello che si era. Esso è la condizione necessaria dell’Essere, della vita stessa. Ispirandosi a questo concetto, il Centro Divenire afferma la sua ambiziosa vocazione a sostenere ogni individuo nel dispiegarsi della personale ricerca di Sé e del proprio senso nella vita, insieme alla fede nei processi vitali spontanei che portano tutto alla trasformazione(nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma) e al cambiamento. Per questo motivo non consideriamo i nostri pazienti dei “casi” ma individui che affrontano particolari difficoltà in un dato momento della loro vita, come avviene per tutti! L’approccio del centro è la risultante di un’integrazione di diversi orientamenti di cura e sviluppo delle potenzialità individuali: in particolare, si favoriscono la dimensione della relazione, del contatto e dell’esperienza diretta con sé e con gli altri sia sul piano verbale che su quello corporeo. Il modello d’intervento che ci contraddistingue comporta un progetto terapeutico che prevede una presa in carico articolata e spesso multidisciplinare. Abbiamo la credenza che “curare” faccia rima a volte anche con “formare”, nel senso che il processo di terapia viene supportato da esperienze integrative di sviluppo della persona e che il benessere psicologico viene nutrito da momenti formativi sotto forma di seminari e conferenze. Ecco allora che all’interno di un percorso di psicoterapia o di sostegno psicologico, sia esso individuale , di coppia o di gruppo, la personale elaborazione venga stimolata e supportata da esperienze ad hoc, come work-shop monotematici di una giornata su temi come la vergogna, la relazione con i fratelli ecc., oppure cicli di esperienze come i gruppi mono-genere (si veda cerchio dei maschi o i gruppi dedicati alla consapevolezza corporea (si veda classi di bioenergetica), all’accettazione di Sè e del proprio corpo, ai gruppi di incontro sino all’ atelier di scrittura autobiografica. L’esperienza e sopratutto i risultati in termini di benessere e soddifazione ci stanno ulteriormente rinforzando nel proseguire questa meravigliosa ricerca.

Se le persone che amiamo ci vengono rubate, il modo per farle continuare a vivere è non smettere mai di amarle. Le perso...
29/01/2026

Se le persone che amiamo ci vengono rubate, il modo per farle continuare a vivere è non smettere mai di amarle. Le persone non muoiono mai se le hai nel cuore. Puoi perdere la loro presenza, la loro voce… ma non ciò che hai imparato da loro, ciò che ti hanno lasciato, le emozioni che ti hanno suscitato. So per certo che non perdiamo mai le persone che amiamo, nemmeno dopo la morte. Continuano a partecipare a ogni atto, pensiero, decisione che prendiamo. Ci accompagnano, non scompaiono dalle nostre vite. Siamo semplicemente in stanze diverse. E solo l’amore le rende comunicanti.

L’amore non muore con la morte. L’amore è come un liquido: quando si riversa fuori, penetra nella vita degli altri. L’amore cambia forma e aspetto. L’amore entra in tutto. La morte non vince tutto, l’amore sì. L’amore vince ogni volta. Ciò che è bello non muore mai, ma passa in un’altra bellezza: polvere di stelle o spuma di mare, fiore o aria alata.

Chandra Candiani

C’è un momento, in ogni relazione, in cui ci si scontra con qualcosa di più grande delle nostre buone intenzioni: la sen...
29/01/2026

C’è un momento, in ogni relazione, in cui ci si scontra con qualcosa di più grande delle nostre buone intenzioni: la sensazione di non poter fare nulla per cambiare l’altro.
È un punto di rottura, ma anche un punto di verità.
Spesso, invece di sostare in questa impotenza, cerchiamo di evitarla.

Tentiamo di aggiustare, convincere, spiegare, controllare. Ci illudiamo che se l’altro cambiasse, se comprendesse, se facesse “quel passo in più”, allora potremmo finalmente sentirci in pace. Ma dietro questa spinta si nasconde un movimento più profondo: la paura di incontrare la nostra impotenza.

Nel mio libro PUNTO ZERO – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore, chiamo “punto zero” quel momento in cui crollano le difese del controllo e siamo invitati ad entrare nel territorio della verità.

Non la verità che spiega, ma quella che tocca: la verità del limite, della vulnerabilità, del non sapere.

È qui che il cuore smette di combattere e inizia ad ascoltare.

🎬 Se mi lasci ti cancello
(Eternal Sunshine of the Spotless Mind, 2004)
C’è una scena indimenticabile in Se mi lasci ti cancello, quando Joel, mentre i ricordi della sua storia d’amore vengono cancellati uno dopo l’altro, si rende conto di non voler dimenticare.
Vorrebbe trattenere anche il dolore, pur di non perdere il legame che lo unisce a Clementine.
In fondo, è quello che accade a molti di noi: tentiamo di cancellare ciò che fa male, senza accorgerci che nel farlo ci amputiamo una parte viva di noi stessi.
Joel scopre che non può controllare la memoria, né l’amore, né la perdita. Ma proprio nel momento in cui accetta la sua impotenza, ritrova autenticità.
Nel mio lavoro psicologico e nel percorso di Punto Zero, questo passaggio è cruciale: non evitare la sofferenza, ma restare presenti a ciò che è, perché è solo nel contatto con la realtà che il cuore si libera.

🎬 Storia di un matrimonio
(Marriage Story, 2019)
In Storia di un matrimonio, il regista Noah Baumbach racconta con lucidità e tenerezza la fine di un amore.
Charlie e Nicole, nel loro divorzio, mettono in scena la lotta per “avere ragione” — un modo per non sentire la paura, la perdita, la ferita di non essere visti come desiderano.
C’è una scena, verso la fine, in cui lei legge la lettera che aveva scritto su di lui all’inizio della terapia di coppia. Mentre la legge, tutto ciò che era stato coperto dal rancore riaffiora: la gratitudine, la nostalgia, la verità dell’amore che, pur finendo, non smette di esistere.
Anche qui, l’impotenza si svela come porta d’accesso all’autenticità.
Nel mio libro scrivo che “ogni volta che cerchiamo di cambiare l’altro, stiamo solo cercando di non incontrare la parte di noi che teme di non essere amata così com’è”.
È in questo spazio che la relazione smette di essere un campo di potere e diventa un luogo di verità.

🎬 Blue Valentine
(Blue Valentine, 2010)
In Blue Valentine, la storia di Dean e Cindy mostra con crudezza e poesia ciò che accade quando l’amore non riesce più a trasformarsi.
Lui prova a salvarla con gesti eccessivi, lei cerca di fuggire da ciò che sente soffocante. Entrambi tentano, in modo diverso, di evitare la stessa cosa: l’impotenza di fronte alla fine di un sogno.
Nel mio lavoro clinico e nei percorsi esperienziali, ho visto spesso come il tentativo di salvare l’altro sia in realtà un modo per non incontrare la propria disperazione.
Quando smettiamo di voler riparare, allora può emergere la tenerezza: quella che non cerca di cambiare, ma di comprendere.

🎬 Lei
(Her, 2013)
In Lei, Theodore si innamora di un’intelligenza artificiale, Samantha.
La ama perché non lo ferisce, non lo contraddice, non lo mette di fronte ai propri limiti. Ma quando Samantha evolve e lo lascia, Theodore si trova n**o di fronte alla sua solitudine.
È costretto a scoprire che nessun amore può salvarci dal vuoto che ci abita.
Nel mio libro parlo di questo passaggio come di un “ritorno a casa”: il momento in cui smettiamo di aspettarci che l’altro colmi il nostro vuoto e impariamo ad abitarlo.
Solo allora la relazione può diventare incontro reale, e non compensazione reciproca.

💠 L’impotenza come via di verità

L’impotenza è forse la condizione più umana che ci sia.
Non è il segno della nostra debolezza, ma della nostra appartenenza al reale.
Nel momento in cui smettiamo di controllare, possiamo finalmente vedere.
Vediamo l’altro per ciò che è, e noi per ciò che siamo.
In Punto Zero scrivo che “lasciare che l’altro sia non è rassegnazione, ma amore nella sua forma più matura”.
È il disarmo che apre la strada alla presenza.
E come accade nel cinema, anche nella vita questo momento è spesso accompagnato da silenzio, da una sospensione, da uno sguardo che finalmente smette di volere e comincia a vedere.

Gloria Volpato

✨ Prossimo incontro di Rel_Azioni
Chi sei tu per me?
— L’impotenza che facciamo di tutto per evitare —
🗓️ 2 Febbraio | ore 19.00-20.30
💻 Online su piattaforma Meet
🎙️ Conduce Dott.ssa Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Ed. San Paolo)
🎟️ Quota di partecipazione: €12
🔗 Iscrizioni (link in bio) su Eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/rel-azioni-chi-sei-tu-per-me-tickets-1963378433748?aff=oddtdtcreator

C’è una scena indimenticabile nel film Mangia, prega, ama, in cui la protagonista, incapace di dormire, si alza in piena...
28/01/2026

C’è una scena indimenticabile nel film Mangia, prega, ama, in cui la protagonista, incapace di dormire, si alza in piena notte e scrive una lettera a Dio. «Mi serve un segno, solo un piccolo segno che tutto andrà bene».

Quella notte insonne, fatta di pensieri che si rincorrono e di cuore che batte troppo forte, è un’esperienza che molti conoscono bene. Quando la mente non si ferma, anche il corpo resta in allerta: il sonno si allontana, e l’ansia trova il suo spazio.

La mindfulness, come ha insegnato Jon Kabat-Zinn, nasce proprio per questo: per aiutarci a ritornare a casa, nel momento presente, e uscire dal vortice del rimuginio che alimenta stress e insonnia. Kabat-Zinn, nel suo celebre Dovunque tu vada, ci sei già, scrive che «non possiamo fermare le onde, ma possiamo imparare a surfare».

La pratica dell’attenzione consapevole non elimina l’ansia né forza il sonno, ma insegna ad osservare con gentilezza ciò che accade dentro di noi: i pensieri, le emozioni, le tensioni del corpo.

🧿L’insonnia come sintomo di un eccesso di controllo

Molti autori, tra cui Matthew Walker (Why We Sleep) e Thích Nhất Hạnh, hanno descritto l’insonnia come il frutto di una mente che non riesce più a fidarsi della vita.

Il bisogno di controllare ogni dettaglio, di prevedere e prevenire, diventa un’abitudine mentale che ci tiene svegli anche quando tutto intorno tace.

Walker ricorda che “il sonno non è un lusso, ma un atto di cura verso noi stessi”.

E Thích Nhất Hạnh aggiunge: “Quando il corpo è qui e la mente è altrove, siamo divisi. Ritrovare la presenza significa tornare integri.”

🧿Mindfulness e sonno: il ritorno al respiro

Numerose ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che le pratiche di mindfulness riducono l’attivazione del sistema nervoso simpatico — quello che ci tiene in allerta — e favoriscono il rilascio di ormoni che facilitano il riposo e la rigenerazione.

Esercizi come il body scan o la respirazione consapevole aiutano a disattivare la modalità del “fare” e a riattivare quella dell’“essere”.
Invece di lottare con l’insonnia, impariamo ad ascoltarla come un messaggio: qualcosa dentro di noi chiede spazio, silenzio, attenzione.

🧿Un percorso per dire “buonanotte” all’ansia

Da questa prospettiva nasce “Buonanotte ansia”, il percorso di Mindfulness per gestire l’ansia e riposare bene condotto da Cristina Paruta presso il Centro Divenire di Torre Boldone (e anche online).

Otto incontri per imparare a rallentare, ad accogliere il momento presente e a coltivare una routine di cura che accompagni il sonno, e non lo insegua.

Un cammino semplice e profondo, che trasforma l’insonnia in un’opportunità per conoscersi meglio, ridurre il rimuginio e ristabilire una relazione più gentile con se stessi.

Perché partecipare❓️

Partecipare a questo percorso significa concedersi un gesto d’amore e di fiducia.

Significa smettere di combattere con la mente e imparare a dialogare con essa.

Ogni respiro consapevole, ogni pausa, ogni momento di silenzio può diventare un piccolo “sì” alla vita che scorre, anche quando non la controlliamo.

Perché a volte, per dormire davvero, non serve cercare di addormentarsi.
Serve solo lasciarsi andare.

🕊️ Il percorso “Buonanotte ansia” inizia il 4 febbraio al Centro Divenire di Torre Boldone.

Otto incontri di gruppo per imparare a gestire l’ansia e migliorare la qualità del riposo attraverso la Mindfulness.

👉 Scopri di più e iscriviti qui
https://centrodivenire.net/2025/buonanotte-ansia/

🎬 Ti ricordi quella scena di È nata una stella?Quando Ally canta per la prima volta sul palco e Jackson, invece di parla...
27/01/2026

🎬 Ti ricordi quella scena di È nata una stella?
Quando Ally canta per la prima volta sul palco e Jackson, invece di parlarle, la guarda in silenzio.
Non la interrompe, non la corregge, non la spiega.
La ascolta.
E in quello sguardo c’è tutto: rispetto, presenza, amore.

Quante volte, nelle nostre relazioni, dimentichiamo quella semplice magia?
Siamo abituati a rispondere, difenderci, spiegare.
Ma raramente ascoltiamo davvero.

🌀 Dire, Fare… Ascoltare
è uno spazio per ritrovare il silenzio che accoglie,
per imparare ad ascoltare senza “dover risolvere”,
per abitare il conflitto senza combatterlo.

💬 “Ascoltare non è automatico, è una scelta.
È una responsabilità relazionale.”

🪷 Conduce Beppe Morosini
📍 In presenza: giovedì 5 febbraio 2026 – ore 20.30
Centro Divenire, Curno (BG)
💻 Online: giovedì 12 febbraio 2026 – ore 20.30
🎟️ Quota €15 – Iscrizioni su Eventbrite
👉 Link in bio oppure https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dire-fare-ascoltare-online-e-in-presenza-1978828421076?utm-campaign=social&utm-content=attendeeshare&utm-medium=discovery&utm-term=listing&utm-source=cp&aff=ebdsshcopyurl

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💔 Chi sei tu per me?L’impotenza che facciamo di tutto per evitare.Nelle relazioni ci affanniamo a cambiare l’altro — a s...
27/01/2026

💔 Chi sei tu per me?
L’impotenza che facciamo di tutto per evitare.

Nelle relazioni ci affanniamo a cambiare l’altro — a spingerlo, correggerlo, guarirlo —
ma, in fondo, stiamo solo cercando di non sentire la nostra impotenza.

L’impotenza di non poter controllare ciò che accade,
di non poter essere amati come vorremmo,
di non poter salvare chi amiamo dai propri abissi.

Incontrarla, invece di combatterla,
è l’inizio di una relazione più vera:
dove non ci si usa, non ci si aggiusta,
ma ci si incontra.

🎥 Come in "Storia di un matrimonio" o in "Se mi lasci ti cancello", il momento in cui smettiamo di voler cambiare l’altro
è anche quello in cui iniziamo davvero a vederlo.


Prossimo incontro di Rel_Azioni
Chi sei tu per me?
— L’impotenza che facciamo di tutto per evitare —

🗓️ 2 Febbraio | ore 19.00-20.30
💻 Online su piattaforma Meet
🎙️ Conduce Dott.ssa Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Ed. San Paolo)
🎟️ Quota di partecipazione: €12
🔗  iscrizioni ( link in bio) su Eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/rel-azioni-chi-sei-tu-per-me-tickets-1963378433748?aff=oddtdtcreator

Care donne, forse da tempo sentite che qualcosa dentro di voi chiede ascolto. Un richiamo sottile, che parla del corpo, ...
26/01/2026

Care donne, forse da tempo sentite che qualcosa dentro di voi chiede ascolto. Un richiamo sottile, che parla del corpo, del desiderio, della libertà di sentirvi vive. Molte di noi hanno imparato a trattenere, controllare, adattarsi, a non fidarsi del proprio corpo, a viverlo come un oggetto da correggere, non come un alleato.

Eppure, proprio lì — nelle radici della nostra energia vitale — si trova la forza guaritrice del Femminile Sacro: la capacità di accogliere, fluire, sentire, creare.

Autrici come Clarissa Pinkola Estés, nel suo celebre Donne che corrono coi lupi, ci ricordano che dentro ogni donna vive un’anima istintiva e selvaggia, una forza profonda che sa guarire, amare e generare vita quando le viene restituita la libertà di esprimersi.

Anche la terapeuta Tami Lynn Kent, in Wild Feminine – Il potere nascosto del grembo, ci guida a riscoprire il corpo come un tempio di intuizione, piacere e creatività, invitandoci a riconnetterci con il bacino come centro di energia vitale e non solo come sede fisica. In conclusione di questo articolo, potrete trovare altri riferimenti bibliografici e cinematografici.

💫Il seminario “Danzare il ritmo della vita”  - e tante altre iniziative che scoprirai nella newsletter - nascono proprio da questo spirito: un viaggio esperienziale di guarigione e celebrazione, in cui il corpo diventa guida e il movimento un linguaggio per tornare a sentirsi intere.

E se non hai mai partecipato a un’esperienza di questo tipo, sappi che non sei sola. Molte donne arrivano con timore, pensando di “non essere portate”, di non sapere come muoversi o di non riuscire a lasciarsi andare.

Ma bastano pochi minuti, un respiro condiviso, uno sguardo accogliente — e qualcosa dentro si scioglie. Non c’è nulla da fare bene o male: c’è solo da esserci, così come sei, e lasciare che il corpo faccia ciò che sa già fare da sempre — muoversi al ritmo della vita.

scopri tutto nella newsletter ( link in bio)
➡️https://a3u93.r.a.d.sendibm1.com/mk/mr/sh/OycXxko2a8zXNWXiurL8EYjN/DbJ_XJBoZdnY

Sceglietevi.Sceglietevi con una disciplina che nasce da dentro, profonda e silenziosa, non urlata né esibita.La discipli...
26/01/2026

Sceglietevi.
Sceglietevi con una disciplina che nasce da dentro, profonda e silenziosa, non urlata né esibita.
La disciplina interiore non è solo un insieme di abitudini: è un atto di cura verso se stessi e, allo stesso tempo, il regalo più grande che possiamo fare agli altri.

Quando vi prendete cura di voi, ascoltando il corpo, nutrendolo bene, muovendolo con rispetto, proteggendo la mente dal caos, state costruendo una base solida.

Una mente disciplinata non è rigida: è chiara, calma, presente.
È una mente che sa dire “no” alle distrazioni e “sì” a ciò che conta davvero.
È una mente che non si disperde, che non si esaurisce in reazioni impulsive o rimpianti inutili.
E proprio questa chiarezza interiore arricchisce tutti quelli con cui interagite.

Quando siete centrati, ascoltate meglio.
Quando siete riposati e curati, avete più pazienza, più empatia, più energia da dare.
Quando avete imparato a perdonarvi, diventate capaci di perdonare gli altri senza risentimento.
Quando la vostra disciplina vi ha reso affidabili con voi stessi, diventate affidabili anche per gli altri.

Non si tratta di diventare perfetti per meritare amore.
Si tratta di diventare interi, per poter amare meglio, partendo da voi.

La disciplina interiore è il ponte tra l’amore per sé e l’amore per il mondo.
È il “ti amo” che vi sussurrate ogni giorno con scelte piccole e costanti, sapendo che quel “ti amo” non rimane chiuso dentro di voi: si espande, tocca chi vi è vicino, rende le vostre relazioni più vere, più profonde, più generose.

Sceglietevi.
Non solo per voi.
Ma perché il mondo ha bisogno della versione più luminosa di ciò che siete.

(Sebastiano Alicata)

Immagine: Opera di Yehan Wang

repost Poeti Viandanti

Ogni relazione ha un limite invisibile oltre il quale qualcosa si incrina.Può accadere all’improvviso — una parola, un g...
26/01/2026

Ogni relazione ha un limite invisibile oltre il quale qualcosa si incrina.

Può accadere all’improvviso — una parola, un gesto, un silenzio — o lentamente, come una crepa che si allarga nel tempo.

Non è un fallimento, ma un segnale: la vita ci sta mostrando il punto in cui non riusciamo più a restare in contatto con noi stessi.
Quando una relazione si incrina, quando qualcosa dentro di noi cede, non stiamo solo vivendo una crisi: stiamo riattraversando la ferita originaria.

È il luogo in cui, un tempo, abbiamo rinunciato a una parte viva di noi per non perdere l’amore.

Da adulti, ogni nuova rottura riaccende quell’eco antica — ma oggi possiamo restare, respirare e scegliere in modo diverso.
Nel punto di rottura, il carattere si incrina e l’essenza può riemergere.

È la soglia in cui la difesa si trasforma in consapevolezza e la ferita in apertura.

Ne parleremo questa sera, nel nuovo incontro del ciclo Rel-Azioni:
“Ognuno ha il suo punto di rottura”
🗓️ 26 gennaio | ore 19.00-20.30
💻 Online su piattaforma Meet
🎙️ Conduce Dott.ssa Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Ed. San Paolo)
🎟️ Quota di partecipazione: €12

🔗 Iscrizioni (link in bio) su Eventbrite entro le 17:
https://www.eventbrite.it/e/rel-azioni-ognuno-ha-il-suo-punto-di-rottura-tickets-1963371045650?aff=oddtdtcreator

psicologia relazioni feritaoriginaria

Il corpo tossisce. Starnutisce. Piange.Per espellere ciò che non gli appartiene.Perché non tutto ciò che entra è degno d...
23/01/2026

Il corpo tossisce. Starnutisce. Piange.
Per espellere ciò che non gli appartiene.
Perché non tutto ciò che entra è degno di restare.
Polvere, batteri, fumo, tossine.
Il corpo ha i suoi rituali: convulsi, rumorosi, a volte violenti.
Ma sono riti di purificazione.
La saggezza animale che ancora ci abita.

E l’anima?
L’anima non ha bronchi. Non ha trachea.
Ma ha soglie.
E quando qualcosa di tossico vi entra -
una menzogna, un tradimento, una catena,
un amore finto, un dio venduto, una vergogna imposta - l’anima cerca un’uscita.

E allora come tossisce l’anima?
A volte grida nel sonno.
A volte scrive poesie che nessuno leggerà.
A volte rompe tutto, senza sapere perché.
A volte si isola, per non infettare.
A volte smette di parlare, perché ogni parola sarebbe veleno.
A volte urla. O danza. O canta a squarciagola nel buio. O lascia. O parte. O si ribella.
Oppure ama di nuovo, con uno strappo.

Ma il suo vero colpo di tosse è il pianto sacro.
Non quello domestico, non quello educato.
Quello che viene da dentro.
Quello che non si può fermare.
Quello che ti svuota e ti salva.
Lì, l’anima sta sputando il male.

Il corpo tossisce. L’anima trasforma.
E quando non riesce a espellere il male, l’anima si ammala.
Diventa servile. Si rattrappisce. Fa sogni senza luce.
Diventa triste, ma non sa dire perché.
Per questo non va mai fermata la tosse dell’anima.
Va ascoltata.
Onorata.
Lasciata uscire.

(Manuele Dalcesti - da "I Sentieri del Lupo")

Immagine: Opera di Paul Klee - "Mythical Flower" (watercolor)

repost Poeti Viandanti

Ci sono momenti in cui qualcosa dentro di noi si incrina.Non per colpa dell’altro, ma perché la vita ci chiede di cambia...
21/01/2026

Ci sono momenti in cui qualcosa dentro di noi si incrina.

Non per colpa dell’altro, ma perché la vita ci chiede di cambiare forma.
Il punto di rottura non è una fine: è un varco.
Da lì nasce la possibilità di un ascolto più autentico, di una relazione più vera, di un cuore più libero.
I prossimi appuntamenti del Centro Divenire sono un invito a esplorare questi varchi interiori: nelle relazioni, nelle paure, e nel modo in cui ascoltiamo noi stessi e gli altri.

Vi aspettiamo per attraversare insieme queste soglie — con ascolto, consapevolezza e cuore aperto: tre esperienze complementari per ritrovarsi — con consapevolezza e tenerezza.

Ogni punto di rottura è anche un punto di svolta.

scopri l'ultima Newsletter ( link in bio)

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Ognuno ha il suo punto di rotturadi Gloria VolpatoC’è un momento, in ogni relazione, in cui qualcosa si spezza.Lo vediam...
21/01/2026

Ognuno ha il suo punto di rottura
di Gloria Volpato

C’è un momento, in ogni relazione, in cui qualcosa si spezza.
Lo vediamo in certe scene che restano impresse nella memoria collettiva:
in Revolutionary Road, quando April guarda Frank con occhi ormai estranei, e nel silenzio che segue si sente che qualcosa si è definitivamente incrinato.
O in Storia di un Matrimonio quando l’amore sopravvive ancora nei gesti ma non più nella forma: quando due persone si rendono conto che, per restare fedeli a sé stesse, devono smettere di lottare per “far funzionare” ciò che non respira più.

Questi momenti sono universali.
Arrivano anche nelle nostre vite, in modo meno spettacolare ma altrettanto reale: quando una parola ferisce più del previsto, quando un gesto non viene capito, quando il corpo si chiude e l’altro diventa “troppo”.

Sono i momenti in cui ci rompiamo, o crediamo di romperci.

Ma cosa accade davvero, dentro quella frattura?

Nel mio libro Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore ( Edizioni San Paolo) parlo del punto di rottura come di un passaggio necessario, un istante in cui crolla l’impalcatura con cui abbiamo tenuto insieme la relazione.

Non è un fallimento, ma un richiamo.

È il momento in cui il cuore smette di reagire e comincia ad ascoltare.

Quello che si rompe, in realtà, è l’immagine che ci eravamo fatti — di noi, dell’altro, della storia che stavamo cercando di proteggere.
E da quel vuoto può nascere qualcosa di vero.

Fritz Perls, padre della Gestalt, direbbe che in quel momento “il contatto si interrompe” perché il confine tra noi e l’altro diventa troppo rigido o troppo poroso.

La rottura è il segnale che la nostra modalità di contatto non funziona più: abbiamo oltrepassato la soglia della presenza e siamo scivolati nella difesa, nel controllo, nella paura.

Claudio Naranjo avrebbe parlato di “agonia trasformativa”: quando le difese cedono, ciò che sembrava distruzione diventa occasione di nascita.

Irvin Yalom, invece, lo leggerebbe come un momento di verità esistenziale — l’istante in cui l’altro non può più proteggerci dal vuoto, e siamo costretti a confrontarci con la nostra libertà, con la nostra solitudine, con la paura di perdere amore e senso.

La fisica ci offre una metafora sorprendente: ogni materiale ha un suo punto di rottura. Ma quel limite non è solo una soglia di fragilità — è anche la misura della sua elasticità. Quando un corpo si spezza, lo fa perché non può più sostenere la tensione accumulata; ma nel cedimento rilascia energia, e quella stessa energia può essere riorganizzata in una nuova forma di stabilità.

Così avviene anche dentro di noi: la frattura non è solo fine, ma transizione di stato.

Il Buddhismo direbbe che il dolore nasce dall’attaccamento: resistiamo al cambiamento e ci spezziamo nel tentativo di trattenere ciò che non può più restare uguale.

E quando il Corpo di Dolore — come lo chiama Eckhart Tolle — si attiva, riemergono antiche ferite, rabbie, paure.

Se restiamo presenti, se non reagiamo, quel dolore può finalmente dissolversi.

A. H. Almaas parla di questa soglia come di un varco verso l’Essenza: quando il nostro io costruito si allenta, l’essere autentico può manifestarsi.

Forse, allora, il punto di rottura non è un collasso, ma un invito:
a fermarci, respirare, sentire.

A lasciare che cada ciò che non serve più e restare nudi, veri, vivi.

Perché come scrivo in Punto Zero:
“Il cuore non si spezza per morire,
si spezza per allargarsi.”

E in quell’apertura dolorosa, ma reale, inizia il movimento della vita che ci riporta a casa — a noi stessi e all’altro, in una forma nuova.

Nel nuovo incontro del ciclo Rel-Azioni esploreremo proprio questo:
come riconoscere i nostri limiti e rispettare quelli dell’altro,
trasformando la rottura in occasione di crescita interiore.

🗓️ 26 gennaio | ore 19.00-20.30
💻 Online su piattaforma Meet
🎙️ Conduce Dott.ssa Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Ed. San Paolo)
🎟️ Quota di partecipazione: €12

🔗 iscrizioni su Eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/rel-azioni-ognuno-ha-il-suo-punto-di-rottura-tickets-1963371045650?aff=oddtdtcreator



Immagine: Dipinto di Salvador Dali, "Geopoliticus Child Watching the Birth of the New Man"

“Non ci si rompe per colpa dell’altro,ma per ciò che non riusciamo più a sostenere dentro di noi.”(da “Punto Zero – Disa...
20/01/2026

“Non ci si rompe per colpa dell’altro,
ma per ciò che non riusciamo più a sostenere dentro di noi.”
(da “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore”)

Ogni relazione ha un punto di rottura invisibile, un confine che si attiva quando la tensione supera la nostra capacità di restare presenti.

Riconoscerlo è un gesto di maturità che trasforma la fatica in consapevolezza.

Nel nuovo incontro del ciclo Rel-Azioni esploreremo proprio questo:
come riconoscere i nostri limiti e rispettare quelli dell’altro,
trasformando la rottura in occasione di crescita interiore.

🗓️ 26 gennaio | ore 19.00-20.30
💻 Online su piattaforma Meet
🎙️ Conduce Dott.ssa Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero – Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Ed. San Paolo)
🎟️ Quota di partecipazione: €12
🔗 iscrizioni ( link in bio) su Eventbrite:
https://www.eventbrite.it/e/rel-azioni-ognuno-ha-il-suo-punto-di-rottura-tickets-1963371045650?aff=oddtdtcreator

Indirizzo

Siamo A Torre Boldone E A Curno (Bg)
Torre Boldone

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 22:00
Martedì 09:00 - 22:00
Mercoledì 09:00 - 22:00
Giovedì 09:00 - 22:00
Venerdì 09:00 - 22:00

Telefono

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