25/11/2025
Il è la forma principale della
di Gloria Volpato, psicoterapeuta e autrice di “Punto Zero, Disarmare il cuore e voltare pagina con amore” (Edizioni San Paolo)
🧿Il silenzio che protegge la violenza
C’è un tipo di violenza che non lascia lividi e non ha testimoni.
È fatta di parole non dette, di verità negate, di sguardi che si voltano altrove.
Il silenzio non è solo una conseguenza della paura: è parte del meccanismo della violenza.
È ciò che la nutre, la giustifica, la rende possibile.
Non tacciono solo le vittime.
Tacciono anche gli altri: chi non vuole immischiarsi, chi minimizza, chi pensa che “siano cose private”.
Ma ogni volta che una voce si spegne, una violenza trova spazio per continuare.
Il silenzio è il muro invisibile che separa la vittima dal mondo e la lascia sola a credere di esagerare.
«Quando ci tolgono la voce, ci tolgono anche la memoria.»
Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella
Il silenzio non protegge nessuno.
Cancella le tracce, cancella la storia, cancella l’identità.
🧿La violenza dell’assenza di ascolto
«Non è la solitudine che uccide, è la mancanza di ascolto.»
Chandra Livia Candiani, Fatti vivo
Molte donne non cercano giustizia immediata: cercano ascolto vero.
Vogliono che il loro dolore sia riconosciuto, che la loro esperienza non venga sminuita o resa “comprensibile” per l’altro.
Ogni parola negata, ogni reazione di incredulità o di fastidio, diventa un nuovo colpo.
È qui che il silenzio collettivo si fa violenza istituzionale: quando la comunità non ascolta, tradisce.
🧿Il silenzio che marcisce dentro
«Il silenzio è come l’acqua stagnante: prima o poi marcisce dentro di te.»
Rupi Kaur, Milk and Honey
Quando il dolore non trova parola, si trasforma in sintomo.
Il corpo parla con il linguaggio che può: insonnia, ansia, rabbia congelata, confusione.
La parola negata diventa veleno interno, un’infezione che corrode la fiducia.
Rompere il silenzio, allora, non è solo una scelta politica, ma un gesto di salute.
🧿Il dolore non detto non svanisce
«Il dolore non detto non svanisce, si deposita.
E quando torna, non riconosci più la sua voce.»
Concita De Gregorio, Così è la vita
Ogni verità taciuta resta sospesa, come un lutto incompiuto.
Il dolore che non ha testimoni diventa un’eco che ritorna, chiedendo di essere finalmente nominato.
Le donne che riescono a parlare non cercano vendetta: cercano dignità.
La parola restituisce contorno al vissuto e lo libera dal labirinto della colpa.
🧿L’abuso che non lascia lividi
«L’abuso più pericoloso è quello che non lascia lividi:
quello che cancella la realtà e ti convince che è colpa tua.»
Patrizia Intravaia, L’amore è un’altra storia
Il silenzio dell’abusante è una strategia: confondere, negare, spostare la responsabilità.
È la violenza della sparizione, del “non ricordo”, del “sei tu che esageri”.
Dietro il silenzio si nasconde il potere di chi non vuole essere visto.
Dietro l’attesa di una spiegazione, la prigione di chi continua a sperare nella verità.
🧿La parola che guarisce
«Il recupero del linguaggio è essenziale per la guarigione.
Parlare è l’atto che restituisce il potere al sopravvissuto.»
Judith Herman, Trauma e guarigione
Guarire è ritrovare la voce, anche tremante, anche incerta.
È dire ciò che è accaduto senza più chiedere il permesso.
È uscire dall’invisibilità.
La parola è l’antidoto al silenzio: è il primo passo per restituire senso, corpo e dignità alla propria storia.
🧿Rompiamo insieme il silenzio
In questa Giornata contro la violenza sulle donne ricordiamo che non basta indignarsi:
bisogna parlare, ascoltare, nominare.
Bisogna restare.
Perché la violenza non vive solo nel gesto di chi colpisce,
ma anche nell’indifferenza di chi guarda e non vede,
nell’imbarazzo di chi ascolta e non crede,
nel silenzio di chi sa e non parla.
Il contrario della violenza non è la pace.
È la verità detta con amore,
che restituisce al dolore il suo nome e all’umano la sua voce.
Gloria Volpato