13/01/2026
E se l’amore non fosse universale?
Guardando L’amore è cieco una delle cose che mi ha colpito di più non è solo l’esperimento relazionale in sé, ma il viaggio culturale che questo programma permette di fare.
È vero: uomini e donne si conoscono solo attraverso la voce, senza vedersi.
Ma ridurre tutto a questo sarebbe limitante.
💬 L’amore è cieco è un esperimento che racconta come nascono le relazioni dentro specifici contesti socioculturali, e lo fa mettendo in scena valori, norme, religione, aspettative sociali.
Osservando le diverse versioni ambientate nel mondo, diventa evidente che:
la cultura di riferimento influenza profondamente il modo di amare, di scegliere e di impegnarsi;
la religione, in alcuni contesti (come quelli arabi), non è un dettaglio ma una cornice centrale che orienta scelte, ruoli e tempi;
l’eccesso e lo spettacolo, molto presenti nella versione americana, raccontano una cultura dove l’espressione individuale e il “rumore” emotivo sono spesso amplificati;
la versione italiana, più vicina a noi, restituisce dinamiche riconoscibili, più misurate, dove famiglia, affettività e realismo hanno un peso specifico diverso.
📌 Questo programma, quindi, non mette a confronto solo uomini e donne.
Mette a confronto mondi, valori, idee di relazione.
E forse è proprio qui il suo valore più interessante:
ci ricorda che l’amore non nasce mai nel vuoto, ma dentro una storia, una cultura, una società.
💭 Guardarlo con uno sguardo curioso e riflessivo ci permette di capire non solo come ci innamoriamo, ma perché lo facciamo in modi così diversi.