05/02/2026
La relazione psicoterapeutica é una relazione assolutamente inedita e unica nel suo genere. Permette infatti di entrare in profonda intimità all’interno di una cornice che delinea dei confini molto chiari.
Il primo confine é determinato dal tempo e dallo spazio: facciamo terapia nello studio in un lasso di tempo specifico, questo dà una struttura al nostro rapporto che esiste in presenza solo in questo spazio/tempo e che necessita quindi di essere interiorizzato.
Il secondo é determinato dal pagamento: è una relazione asimmetrica nella quale un paziente si affida ad un professionista che se ne prende cura perché sta offrendo la sua professionalità. Ciò non inficia sugli affetti che in modo assolutamente naturale, umano e appunto intimo, nascono e crescono in questa relazione.
Il terzo confine é dato dalla “punteggiatura” della comunicazione: non é uno scambio reciproco, lo spazio é DEL PAZIENTE, della sua storia dei suoi affetti delle sue emozioni.
Cosa ne deriva?
Che tutto ciò che il terapeuta fa lo fa con il solo interesse di favorire il benessere del paziente. Che da quel benessere ne derivi, DI CONSEGUENZA, quello del terapeuta è una condizione auspicabile. Quando i miei pazienti sono felici, avvertono dei cambiamenti, si sentono meglio, IO SONO FELICE CON LORO (e ne sono altresì gratificata professionalmente).
Tutto ciò che accade all’interno della cornice - del setting - ha un senso e va significato all’interno della relazione. Non può essere trascurato o fatto a caso.
Un abbraccio tra paziente e terapeuta è un momento meraviglioso e va significato nella relazione affinché ogni azione possa essere terapeutica.
Ciò non significa che il terapeuta studi, valuti o diagnostichi anziché godersi quel momento, ma che INSIEME AL PAZIENTE (parlandone proprio) costruisce il significato di quel momento.
Sapete cosa significa poter sperimentare la bellezza di una relazione intima e intensa senza perdersi nell’altro?
Significa scoprire che TUTTE le relazioni possono curare se capiamo che l’unica condizione necessaria é che ci sia un
|IO| e un |TU|