14/04/2026
🔴PSICOMOTRICITÀ: FACCIAMO CHIAREZZA.
Negli ultimi anni assistiamo a una crescente diffusione di proposte legate alla psicomotricità. Questo, da un lato, è un segnale positivo: significa che il valore del corpo, della relazione e dell’espressione emotiva viene sempre più riconosciuto. Dall’altro, però, emerge un problema importante: troppa improvvisazione e poca conoscenza reale.
È fondamentale chiarire che, ad oggi, non esiste una normativa specifica e univoca per la psicomotricità in ambito educativo e preventivo. A differenza della neuropsicomotricità – che rientra nelle professioni sanitarie regolamentate – lo psicomotricista opera nell’ambito delle professioni non organizzate in ordini o albi, secondo quanto previsto dalla Legge 14 gennaio 2013 n. 4.
Questa mancanza di chiarezza normativa contribuisce a generare confusione e, purtroppo, apre la porta a proposte formative superficiali, corsi brevi o online che promettono competenze complesse in poche ore.
Ma la psicomotricità non è questo.
Psicomotricità non è “istruire”.
Per questo motivo, i termini istruttore e psicomotricità difficilmente possono convivere: la psicomotricità non si insegna in modo direttivo, non si riduce a tecniche da applicare, non è una sequenza di esercizi da replicare.
La psicomotricità è corpo vissuto, relazione, ascolto, spazio, gioco, emozione.
Richiede una formazione profonda, personale e professionale, che coinvolge non solo il sapere, ma anche il saper essere.
Ridurre tutto questo a un titolo ottenuto in poche ore significa svuotare di senso una pratica complessa e delicata, con il rischio di banalizzarla e, peggio, di non tutelare adeguatamente chi ne beneficia: bambini, famiglie, contesti educativi.
Per questo è fondamentale che le famiglie e i servizi verifichino con attenzione a chi affidano i bambini: è importante scegliere professionisti con una formazione solida e riconoscibile, che siano iscritti ad associazioni di categoria in grado di certificarne il percorso e tutelarne la professionalità.
Non si tratta di escludere, ma di restituire valore e dignità a una disciplina che merita competenza, responsabilità e consapevolezza.
Facciamo attenzione alle parole che usiamo e ai percorsi che scegliamo.
Perché la PSICOMOTRICITÀ non è improvvisazione.
È PRESENZA, FORMAZIONE e PROFONDITÀ.
P.S