Dott.ssa Valentina Calavitta Psicologa

Dott.ssa Valentina Calavitta Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Valentina Calavitta Psicologa, Psicologo, Via Garibaldi n° 228, Tortorici.

• Psicologa clinica dell'età evolutiva e dell'adulto
• Psicologa scolastica
• Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico lacaniano e Psicodrammatista freudiana 🌍-Acquedolci Corso Italia n 10/A 🌏-Tortorici Via Garibaldi 128 DI COSA MI OCCUPO?
- Disturbi depressivi
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- Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
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- Dip

endenze da gioco e da sostanza
- Disturbi di personalità
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-Valutazione e potenziamento cognitivo nei Disturbi Specifici dell'Apprendimento
- Doposcuola specialistico
- Animazione di gruppi di psicodramma freudiano per adulti e bambini

C’è una differenza fondamentale tra il "disordine" e la possibilità di fare segno fuori dai bordi.​Nella psicoanalisi il...
13/05/2026

C’è una differenza fondamentale tra il "disordine" e la possibilità di fare segno fuori dai bordi.

​Nella psicoanalisi il gioco non è solo un passatempo, ma un vero e proprio lavoro del Soggetto. Per molti bambini, la rigidità — quella necessità di restare puliti, di non sbagliare, di seguire il contorno — non è solo "buona educazione", ma una difesa contro l'imprevisto del proprio desiderio.

​Spesso il bambino vive schiacciato dalle aspettative di perfezione (ciò che Lacan chiamerebbe il desiderio dell'Altro). Quando permettiamo a un bambino di sporcarsi le mani, di sentire la consistenza della tempera e di macchiare il foglio — o se stesso — stiamo aprendo uno spazio in cui:​
-La materia prende il posto della parola: Dove non si sa ancora dire il proprio conflitto, lo si può "mettere in scena" con la manipolazione.
-​Si rompe l'ideale di perfezione: Sporcarsi significa accettare che la realtà è "mancante", non è mai totalmente pulita o simmetrica. È qui che nasce la creatività.
-​Il corpo si riappropria del piacere: Passare dal pennello alle dita è un passaggio dalla distanza all'implicazione del corpo.

​Affrontare le difficoltà tramite il gioco significa trasformare un "vuoto" che fa paura in uno spazio di invenzione. Un bambino che può sporcarsi è un bambino che si autorizza a sbagliare, a sovvertire le regole rigide e a trovare la propria singolarità.

​La macchia non è un errore. È il segno che il Soggetto sta emergendo, oltre la maschera della "compostezza".

Essere madre non è un destino biologico, ma una funzione simbolica. È il gesto elettivo di chi sceglie di farsi luogo di...
10/05/2026

Essere madre non è un destino biologico, ma una funzione simbolica. È il gesto elettivo di chi sceglie di farsi luogo di accoglienza, decidendo di prendersi cura del desiderio dell'altro e di offrirgli, prima di ogni cosa, un posto nel mondo.

​È un cammino che si percorre spesso in un pianto silenzioso portando sulle spalle una responsabilità che non conosce soste. Eppure, non sempre la presenza fisica coincide con quella affettiva. Esistono madri che, pur fornendo l'oggetto, il regalo o il benessere materiale, abbandonano emotivamente i propri figli, venendo meno a quella funzione di ascolto e riconoscimento che è l'unico vero nutrimento della psiche. È un errore affettivo che lascia tracce profonde, perché nessun bene materiale può sostituire il sentirsi desiderati come soggetti.

​Il rischio resta doppio: da un lato la "madre coccodrillo" che trattiene in legami invischianti, dall’altro l’assenza di chi non sa abitare la cura. La sfida è restare in quel mezzo: essere "sufficientemente buone", accettando di non essere perfette per lasciare al figlio lo spazio di esistere.

​Auguri a me, che ogni giorno mi impegno a incarnare questa funzione con dedizione per essere per loro una presenza autentica.
Auguri a mia mamma, auguri tutte le madri del mondo: che possano trovare sempre il coraggio di riconoscere i propri limiti e la forza di chiedere aiuto quando il peso si fa troppo faticoso.

​Perché è proprio lì, dove una madre accetta di non essere "Tutto" ma sceglie di esserci davvero, che comincia la vera libertà di un figlio. ❤️

Ci sono luoghi che non si lasciano davvero mai.Dopo tanti anni sono tornata all’Università: non più da studentessa, ma d...
15/04/2026

Ci sono luoghi che non si lasciano davvero mai.
Dopo tanti anni sono tornata all’Università: non più da studentessa, ma da psicoterapeuta e relatrice. E farlo proprio nell’Aula Magna in cui mi sono laureata 15 anni fa ha reso questa giornata ancora più intensa.

Ho avuto il piacere di intervenire al seminario di studio “Il soggetto contemporaneo e le nuove forme del sintomo”, portando il mio contributo sulla psicoanalisi e sulla clinica lacaniana contemporanea: una riflessione sui nuovi sintomi e sul passaggio dal sintomo come messaggio al sintomo come godimento.

A rendere questa giornata ancora più significativa è stato anche ritrovare accanto a me chi anni fa è stato il mio professore universitario e relatore di tesi Ivan Formica e che oggi resta per me un collega stimato.

Attraversare di nuovo questi corridoi e ritrovarmi negli stessi spazi, con uno sguardo diverso, ha avuto per me un valore profondo: un intreccio tra memoria ed emozione.

Grazie all’Università di Messina, al professore Ivan Formica al direttore del dipartimento e a tutti gli studenti presenti per l’ascolto e il confronto.

CinicaLacaniana Formazione Seminario NuoviSintomi

Ci sono luoghi che non si lasciano davvero mai.Dopo tanti anni sono tornata all’Università: non più da studentessa, ma d...
15/04/2026

Ci sono luoghi che non si lasciano davvero mai.
Dopo tanti anni sono tornata all’Università: non più da studentessa, ma da psicoterapeuta e relatrice. E farlo proprio nell’Aula Magna in cui mi sono laureata 15 anni fa ha reso questa giornata ancora più intensa.

Ho avuto il piacere di intervenire al seminario di studio “Il soggetto contemporaneo e le nuove forme del sintomo”, portando il mio contributo sulla psicoanalisi e sulla clinica lacaniana contemporanea: una riflessione sui nuovi sintomi e sul passaggio dal sintomo come messaggio al sintomo come godimento.

A rendere questa giornata ancora più significativa è stato anche ritrovare accanto a me chi anni fa è stato il mio professore universitario e relatore di tesi Ivan Formica e che oggi resta per me un collega stimato.

Attraversare di nuovo questi corridoi e ritrovarmi negli stessi spazi, con uno sguardo diverso, ha avuto per me un valore profondo: un intreccio tra memoria ed emozione.

Grazie all’Università di Messina, al professore Ivan Formica che da professore e relatore di tesi è diventato un collega stimato, al direttore del dipartimento e a tutti gli studenti presenti per l’ascolto e il confronto.

Il 14 Aprile 2026 alle ore 15.00 si terrà presso il Dipartimento Cospecs dell' Università degli Studi di Messina un semi...
10/04/2026

Il 14 Aprile 2026 alle ore 15.00 si terrà presso il Dipartimento Cospecs dell' Università degli Studi di Messina un seminario dal titolo: "Il soggetto contemporaneo e le nuove forme del sintomo"

🟥-Saluti istituzionali: prof Carmelo Porto
-Moderatore: prof Ivan Formica
-Interverranno: dott. Roberto Karra
Dott.ssa Valentina Calavitta Psicologa, dott.ssaDaniela Abate Psicologa
🌍 Università degli Studi di Messina, via Concezione, 6
📌 14 aprile ore 15.00

08/04/2026
Ci sono soggetti che hanno bisogno di stare solo davanti a uno schermo: non  è solo una questione di uso bensì una quest...
08/04/2026

Ci sono soggetti che hanno bisogno di stare solo davanti a uno schermo: non è solo una questione di uso bensì una questione di godimento.
Nel mio ultimo contributo, “Il godimento dello schermo nell’epoca postmoderna tra suppelenza e chiusura”, ho provato a interrogare questa funzione nella clinica contemporanea partire da una prospettiva lacaniana.
Quando lo schermo calma, ma allo stesso tempo trattiene diventando una forma di chiusura.

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https://www.scuolapsicoterapiaipp.com/it/fort-da-articoli/post/603961/il-godimento-dello-schermo-nellepoca-postmoderna-tra-supplenza-e-chiusura

Ci sono soggetti che hanno bisogno di stare solo davanti a uno schermo: non  è solo una questione di uso bensì una quest...
08/04/2026

Ci sono soggetti che hanno bisogno di stare solo davanti a uno schermo: non è solo una questione di uso bensì una questione di godimento.
Nel mio ultimo contributo, “Il godimento dello schermo nell’epoca postmoderna tra suppelenza e chiusura”, ho provato a interrogare questa funzione nella clinica contemporanea partire da una prospettiva lacaniana.
Quando lo schermo calma, ma allo stesso tempo trattiene diventando una forma di chiusura.




https://www.scuolapsicoterapiaipp.com/it/fort-da-articoli/post/603961/il-godimento-dello-schermo-nellepoca-postmoderna-tra-supplenza-e-chiusura

di Valentina Calavitta

Essere padre non è un ruolo. È una presenza. Buona Festa del Papà a tutti💙Oggi non celebriamo solo una figura, ma una fu...
19/03/2026

Essere padre non è un ruolo. È una presenza. Buona Festa del Papà a tutti💙

Oggi non celebriamo solo una figura, ma una funzione fondamentale nella vita di ciascuno di noi: quella del padre.
Il padre non è soltanto colui che genera, ma colui che introduce il limite, la legge, la possibilità stessa del desiderio.

È attraverso la presenza del padre – reale, simbolica o anche nella sua mancanza – che il bambino entra nel mondo del linguaggio, della relazione e della costruzione della propria identità. Il padre rappresenta quel “terzo” che separa e allo stesso tempo unisce, che permette al figlio di riconoscersi come soggetto distinto e desiderante.

Essere padre, quindi, non significa solo esserci fisicamente, ma incarnare una funzione: quella di dare forma, orientamento e senso, offrendo uno spazio sicuro in cui crescere, sbagliare, desiderare.

In un tempo in cui tutto sembra fluido e incerto, la presenza di un padre, autentica, responsabile, consapevole, resta un punto di riferimento prezioso e insostituibile.

Auguri a tutti i papà, a chi lo è, a chi lo diventa ogni giorno, e anche a chi ne porta dentro il segno, nel proprio modo di essere nel mondo.

E un augurio speciale all’uomo che ho scelto e continuo a scegliere ogni giorno, il papà dei miei figli 💙



I disturbi alimentari non parlano di cibo. Parlano di dolore che non ha ancora trovato parole.🌍 Giornata Mondiale dei Di...
15/03/2026

I disturbi alimentari non parlano di cibo. Parlano di dolore che non ha ancora trovato parole.

🌍 Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari

Quando pensiamo ai disturbi alimentari pensiamo spesso al cibo, al peso, al corpo.
Ma il sintomo è solo la parte visibile.
Sotto ci sono emozioni difficili da pensare e da dire:
paura, vergogna, vuoto, bisogno di controllo, bisogno profondo di essere visti e riconosciuti.

Il rapporto con il nutrimento nasce molto presto.
All’inizio della vita nutrire non significa soltanto dare da mangiare: significa relazione, sguardo, presenza.
È in questi primi scambi che il bambino costruisce qualcosa di fondamentale: la sensazione di essere accolto, pensato, contenuto nella mente dell’altro.
Quando le emozioni diventano troppo difficili da comprendere o da contenere, il corpo può iniziare a parlare al posto delle parole.
A volte lo fa proprio attraverso il rapporto con il cibo.
Per questo l’infanzia è anche un tempo prezioso di prevenzione.
Un bambino che si sente ascoltato nelle sue emozioni ha meno bisogno di affidare al corpo ciò che non riesce a dire.

I disturbi alimentari non sono capricci.
Non sono mancanza di volontà.
Sono forme profonde di sofferenza psichica che chiedono ascolto, tempo e cura.

Quando il dolore trova qualcuno che lo ascolta, il corpo non ha più bisogno di gridarlo da solo. 🤍

Indirizzo

Via Garibaldi N° 228
Tortorici
98078

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

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