12/04/2026
Altro che crisi improvvisa.
A Trapani sta semplicemente crollando un sistema di potere costruito a tavolino, tenuto insieme da equilibri precari e logiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse della città.
Lo scontro tra Giacomo Tranchida e il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo, le tensioni continue, le minacce di sfiducia: non sono incidenti di percorso.
Sono la conseguenza diretta di anni di equilibri fragili, accordi ibridi e alleanze senza identità.
Un metodo preciso, fatto di giochi di potere, spartizioni e “manuale Cencelli”, pur di vincere e restare al comando.
Un sistema che ha mescolato tutto e il contrario di tutto: destra e sinistra, visioni opposte tenute insieme solo dalla necessità di contare voti. Anche con riferimenti politici incompatibili, come Mimmo Turano.
Il risultato?
Instabilità continua.Scontri interni.Una città ferma.
Trapani oggi paga il prezzo di queste scelte.
Noi questo modello lo abbiamo denunciato da sempre, perché governare non significa tenere insieme numeri, ma significa avere una visione.
E oggi, mentre una sfiducia appare sempre più possibile, una cosa è certa:
Trapani non può più permettersi questo spettacolo.
Tra due anni — o anche prima — servirà una scelta netta.
Una scelta di chiarezza, responsabilità e rispetto per i cittadini.
Perché Trapani merita molto di più dei giochi di potere.