22/08/2025
Buonasera! Mi permetto di farvi leggere un pezzo magistrale unico, lucido, vero, reale, che più di così non si può!
All'invito dell'amministratore Lamancusa di Uicicongresso, dove si arrovellava del perché ci fosse silenzio in periodo di congresso.
Leggete con attenzione cosa scrive l'arguto Massimo Vettoretti.
Di seguito, vi metterò il mio umile pensiero.
Il silenzio è presto spiegato. La spiegazione è presto detta. Piaccia oppure no, sia politicamente corretto oppure no dirlo così, questo Congresso è, nella sua sostanza, perfettamente, totalmente, completamente irrilevante. E per i motivi i più vari.
Le modifiche allo Statuto
È stato reso ben più che chiaro da Colui che Pretende Lealtà che non c'è gran che da discutere, né da modificare nello e sullo Statuto. Le proposte di modifica che la super-Commissione di lavoro ha prodotte, sono, in primissimo luogo, volte a dare una leggittimità futura a quanto fatto ieri.
L'esempio più chiaro è l'istituzione postuma dell'autosospensione, istituto di cui il buon Barbuto si servì senza che ve ne fosse lume in Statuto e Regolamento.
Detto, fatto: da ottobre ci sarà e nulla più detto esser potrà.
L'assenza di alternative al duopolio presidenziale attualmente in essere
Chi mai vuoi che si pigli la noia, il fastidio, la fatica e il dileggio per mettere assieme un'altra lista? E sì, parlo anche di dileggio. E un esempio lo faccio più che volentieri, anche se non ha a che vedere con il Congresso.
Ve la ricordate tutti la bassissima prova di stile, indegna financo di un angiporto, che il Consigliere Nazionale Taverna diede durante l'analisi del ricorso gerarchico della Buoncristiano? Si mise a contare gli errori, il Giovanni nostro. Eppure, pur con tanto zelo e tanto puntiglio, non s'accorse che, curiosamente, gli errori, i ben 238 errori certosinamente conteggiati, seguivano tutti, nessuno escluso, uno schema così fisso e così regolare che persino un cieco l'avrebbe visto; un cieco sì, ma lui no. Le lacunosissime e tecnicamente sbilenche spiegazioni unilateralmente fornite da Barbuto durante il programma "Chiedilo al presidente", che poi deciderà se la domanda non sia troppo oltraggiosa per rispondere, non hanno dissolto i dubbi.
Ma, in ogni caso, nonostante lo scherno gettato a piene mani, senza riguardo e senza misericordia su una persona con cui si può o non si può essere d'accordo, che può o non può piacere, che però era comprovabilmente del tutto incolpevole della sciatteria che le veniva addebitata, non una voce, non una parola di scuse si è sentita. Da nessuno. Né da Taverna, protagonista di quel benedetto intervento che io sarei stato imbarazzato a proporre all'osteria dei magnaccioni, né dal Presidente, che ha permesso, senza porre un controllo, che all'attenzione del Consiglio fosse portato un documento manomesso, chiaramente manomesso.
Ah, al fine d'evitarmi una querela, mezzo che pare essere di gran moda per inculcare un uso... Prudente della libertà di parola di questi tempi, mi varrà la pena di specificare che, quando uso il participio aggettivato "manomesso", intendo dire letteralmente "cui è stato messo mano" e non sto implicando o indicando o prediligendo l'ipotesi della colpa su quella del dolo. Di fatto, il documento portato in Consiglio non era quello che aveva inviato la Buoncristiano. E questo è un fatto provato e certificato.
Chi dovesse affrontare il cimento per mettere assieme una lista alternativa, dovrebbe affrontare uno scherno o una derisione simile assai. Ma non basterebbe. Ve lo ricordate il creativo modo che si usò nel 2023 per attribuire i seggi? La lista vincente, non solo prese il Premio di maggioranza, ma, facendo pesare due volte i voti, si accaparrò anche il premio sul premio, così che l'altra lista si ritrovò, pur con 96 voti, ad avere tre consiglieri nazionali. Naturalmente, nelle assemblee di marzo e aprile, questo criterio creativo non fu adottato, ma non mi sconvolgerebbe nemmeno marginalmente se tornasse in auge alla bisogna a ottobre. Dopo tutto, qualsiasi cosa in nome della governabilità!
Una democrazia che dis-funziona
E quindi, a che pro? Una qualsiasi lista concorrente non può fare altro che perdere. È così in modo quasi deterministico. E quindi, perché affannarsi? perché dibattere, discutere, proporsi?
La Storia dell'Unione, in tutti i suoi 105 anni, sta là, monumento imperituro, a dimostrare che la democrazia in UICI dis-funziona. E che dis-funzioni è reso lampante dal fatto che non uno dei Presidenti in carica ha mai perso in Congresso. Solo dimissioni spontanee, ritiri o sorella Morte Corporale hanno avuto ragione di una Presidenza: non i Congressi, non i voti, non gli errori.
Chi arriva alla Presidenza è là per restare. E, di fatto, ci resta. E allora, se tanto è così, perché preoccuparsi? Che il regnante regni. E, anzi, provocatoriamente mi verrebbe da dire: liberiamoci pure da questa storia dei Congressi! Che chi comanda ci faccia conoscere i suoi desiderata e la platea dei Congressisti, con riverente reverenza, la trasformerà in realtà.
Tanto, che le cose si siano avviate ad andar così è ovvio, più che il fatto che Monsieur Lapalisse, cinque minuti di morire, ancora viveva! È bastato seguire le riunioni precongressuali che, rigorosamente tenute a distanza, hanno mostrato non solo e non tanto la vastità del consenso per Barbuto e la sua gestione, ma addirittura un atteggiamento che, in taluni casi, ha superato i limiti dell'adulazione quasi cortigiana. Cioè... Ma davvero è necessario arrivare a dire, con voce rotta: "Se tu e Linda non vi ricandidate, io mi dimetto!" È davvero il segno di una democrazia sana un atteggiamento del genere? È segno di buona salute che, in tutte le riunioni che ci sono state, non una voce di dissenso si sia levata, se non da Bologna?
Questa non è democrazia e non è neanche consenso: è subalternità. Non è il segnale di un'Unione in salute. Ma se la malattia permette a chi già comanda di continuare a farlo, perché mettere in discussione uno stato di cose che favorisce? Il vantaggio può ottundere le facoltà diagnostiche anche del più acuto dei luminari. E, di fatto, molte le criticità di cui sto scrivendo ora io, le descriveva già lo stesso Mario Barbuto, quando ancora era minoranza.
Ma, si sa, la memoria umana è fragile cosa. A volte ti permette di dimenticare d'aver promesso, che ne so, di dimetterti dagli incarichi che già avevi prima di assumertene di nuovi e di combattere contro il "cumulo dei berretti" (il virgolettato è letterale) e poi ti ritrovi ad assumerne di nuovi in aggiunta a quelli vecchi. Oppure, uno magari promette che, vadano come vadano le elezioni, si sarebbe dimesso da una certa carica, ma poi... Se ne dimentica e si autosospende l'autosospensione.
Perché, in fondo, vale tutto
Già, vale tutto... Se hai la forza di farlo valere, s'intende. Se non ce l'hai, beh: la vita è fatta a scale... C'è chi sale, c'è chi scende e chi in saccoccia se lo prende.
E quindi, se i probiviri ti sospendono e per questa sospensione rischi di perdere la Presidenza... Interviene persino Tyche, che, nel 2023, fa emergere un'irregolarità tale nell'insediamento dell'organo che ti ha sospeso, che lo fa saltare per aria e annulla, in via precauzionale, tutti i provvedimenti presi dall'organo da allora ad ora.
Vale tutto... Vale promettere una cosa e fare il suo opposto.
Vale che il Presidente e la Vicepresidente siano una coppia. S'intenda: auguro loro, senz'ironia, doppiezza e davvero in sincerità tutta la felicità che desiderano; umanamente chi si ama merita sempre partecipazione sincera. Ma affermare che ciò non configuri un minimo di conflitto d'interessi sarebbe avventato. Eppure, nulla quaestio.
Vale buttare fuori un Presidente in carica dalla chat WhatsApp dei Presidenti Sezionali. Sì, quel Presidente ero io. E la mia colpa è stata quella di aver fatto delle semplici domande. Domande che possono non essere piaciute, ma che ero legittimato a fare e alle quali non ho mai, mai e mai ottenuto una risposta. Qualche esempio? Qualche mese prima che accadesse, chiesi se fossero vere le voci che suggerivano che Carlo Giacobini sarebbe stato rimosso dalla Direzione di Iura. Fui accusato di vilipendere la dignità di una chat istituzionale con la diffusione di voci... Però mai smentite. E, di fatts, quando l'estromissione avvenne, sotto forma di mancato rinnovo del contratto di collaborazione, chiesi quali fossero le ragioni per le quali Iura aveva deciso di non avvalersi della professionalità internazionalmente riconosciuta del dottor Giacobini. Chiesi anche di vedere i verbali dove si trattava della questione. La visione dei verbali mi fu rifiutata dal Lepore con un'esile motivazione pseudolegale sulla presunta riservatezza... Avrei potuto insistere e porre la questione via PEC, ma mi sarebbe stato opposto un altro rifiuto. E allora, avrei dovuto far ricorso a un legale e pagarmelo... Il tutto per ottenere una risposta che, nei fatti, è il segreto di pulcinella. La reazione di Barbuto fu semplicemente quella di estromettermi da una chat cui avevo ogni diritto, per la mia qualità di Presidente, a partecipare.
Sì sì, lo so: è una sciocchezza. Dopo tutto, quella chat - e lo sa bene chi vi partecipa - serve più che altro per fare gli auguri di Pasqua, Natale, buon anno, buon Ferragosto e... Ah, sì, anche gli auguri di buon compleanno a Mario Primo. Non fu una gran perdita per me. È più che altro il principio che infastidisce.
Ma se vale tutto, nulla conta
Eh già... Perché se vale tutto, allora non si può costruire niente. Se le regole del gioco possono essere interpretate in favore del Tavolo, se possono anche essere cambiate, se chi comanda si sottrae al semplice dovere morale ed etico di rispondere a delle domande rifugiandosi dietro al paravento dell'appropriatezza formale o di contesto, che resta? Di fatto, Barbuto decide se vuole rispondere a una domanda in base a se gli piace chi gliela fa, se gli piace il tono, o se gli conviene farlo. Se tono, persona o contesto non gli garbano, inscena la commedia del "non è questo il luogo", oppure del "non rispondo in questi termini", oppure, la più gustosa e involontariamente comica di tutte, la sceneggiata che io chiamo "della dignità ferita". Andatevi a riascoltare il siparietto che Mario oppose alla più che legittima richiesta di Trovato di avere una lettura di una certa circolare ministeriale. Lo trovate nella registrazione del Consiglio Nazionale di novembre 2024. Qualcuno ci ha anche composto una strofa di una canzoncina che gira di chat in chat e che fa più o meno così: "aggiungeremo all'infallibilità papale anche quella presidenziale".
L'indifferenza dei più
Ma la verità è che niente di tutto questo sarebbe possibile, senza l'acquiescenza di una maggioranza silenziosa, alla quale di tutto questo, importa meno che nulla.
Che questa maggioranza sonnacchiosa e silenziosa esiste è prova provata il semplice fatto che, da anni, in Consiglio Nazionale si portano in approvazione documenti semi-accessibili. Parlo in particolare dei bilanci, che sono PDF fatti, per dirla con Vecchioni, "così così". Un esempio? Tabelle che appaiono come tali, ma che, a livello di formattazione, sono solo voce distanziate con spazi. Da un PDF così excel non riesce ad estrarre i dati, semplicemente perché non ci sono dati in senso stretto. È un'oltraggio patente al design accessibile, contro il quale il Consiglio Nazionale avrebbe dovuto letteralmente insorgere. Non un sussurro, se non quello del Trovato che ha chiesto, per cortesia, un excel... Non fosse troppo disturbo. E per cosa? Per essere preso per il c**o da qualcuno che gli spiegava com'è che si leggono i PDF.
La maggioranza silenziosa, che legge e non dice o che nemmeno legge, fa prima a votare di sì. La maggioranza silenziona assente e acconsente, permette e non gradisce essere disturbata. E poi... Certamente certi commissariamenti e certi deferimenti erano più che giustificati, ma, sia come sia, hanno colpito sempre e solo chi aveva alzato un po' troppo la voce. La scure, invece, com'è e come non è, non ha mai colpito chi non si faceva notare troppo per spirito critico. È abbastanza incredibile che solo tra gli oppositori di Barbuto sia diffusa la malattia di non rispettare Statuti e Regolamenti.
Per esempio, alla Buoncristiano fu imputata come grave violazione, concorrente a giustificare il commissariamento, il mancato invito al Consiglio Regionale del Consigliere Nazionale presente sul territorio. Ma evidentemente non dev'essere stata l'unica a commettere una 'sì immane colpa, s'è vero com'è vero che qualche mese fa Barbuto emise una bolla presidenziale in cui si ricordava quest'obbligo.
Tirem in ans
E allora tiriamo avanti: stancamente, stracchi e storti, ma tiriamo avanti. Facciamolo, per ca**tà, questo benedetto Congresso: ordinario per Statuto, straordinario per irrilevanza. In questi dieci anni, ma in particolare negli ultimi cinque, tutto il possibile è stato fatto per addomesticare il dissenso e imbrigliare il dibattito entro costrizioni formali che lo rendessero innocuo. Perfetto, l'obiettivo è stato pienamente e completamente raggiunto. Solo che c'è un problema: ciò che è innocuo, spesso è anche inutile... Come i farmaci omeopatici che non fanno male perché dentro non c'è niente, così il dibattito in UICI è sostanzialmente vuoto, ridotto troppo spesso a un ossequio quasi troppo smaccato per non essere imbarazzante. Ma, evidentemente, va bene così. E, tutto sommato, davvero è vero che va bene così. Solo... Non ci si meravigli se non c'è 'sta gran voglia di discutere, che per menar la lingua ci sono cause migliori e più fruttuose che l'UICI.
Buon congresso a tutti, tutte. Mi raccomando, riflettete bene che c'è da sciogliere (se già non lo è stata) una questione centralissima: quale titolo per ilprossimo Congresso?
Umile mio pensiero:
L'UICI è in fase terminale, ricoverata all'Ospice dove le viene somministrata la terapia palliativa. Chi vuole resti a tenerle la mano fino al momento di accompagnarla e presentarla alla morte.
Caro Massimo, mai ho sentito e letto di un'analisi così lucida come la tua! Lucida come io nonostante sono cose che penso, che sottoscrivo oltre l'immaginario, non le avrei saputo esporre meglio di così!
Non so di cosa potrebbe parlare la lista, visto il tema a cui si è ispirata, cosa a cui non può certo dire di potersi ispirare!
Buon raduno o buona rimpatriata!
Grazie Massimo!
Buona serata!
Francesca Misseri