Dott. Giacomo Liberti - Biologo Nutrizionista

Dott. Giacomo Liberti - Biologo Nutrizionista Ricevo su appuntamento in via N. Desideri, 9/A a Passo di Treia (MC).

Servizi offerti:
• Valutazione dei fabbisogni nutritivi ed energetici
• Valutazione dello stato nutrizionale
• Valutazione della composizione corporea e del metabolismo energetico attraverso l’analisi antropometrica (misura delle circonferenze, plicometria, impedenziometria)
• Determinazione di programmi alimentari personalizzati in caso di condizioni fisiologiche quali gravidanza, allattamento

, età pediatrica, menopausa, terza età, attività sportiva
• Determinazione di programmi alimentari personalizzati in caso di condizioni patologiche accertate: malnutrizione per eccesso o per difetto, obesità, diabete, dislipidemie, celiachia, allergie o intolleranze alimentari, ecc...
• Definizione di programmi alimentari per comunità
• Corsi di educazione alimentare
• Consulenza alimentare
• Ideazione di ricette di cucina finalizzate ad una sana alimentazione

22/04/2026

EARTH DAY

Interessante!
18/04/2026

Interessante!

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐢𝐧𝐞, 𝐩𝐨𝐢 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢: 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝟐, 𝐨𝐛𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

Ogni tanto la nutrizione si complica da sola. Algoritmi, timing, indici, formule, protocolli. Poi arriva una cosa quasi banale, vecchia come la tavola apparecchiata bene, e ci ricorda che non tutto passa per le rivoluzioni: 𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒍’𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒆 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒎𝒐.

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 “𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢”. Prima verdure, poi proteine e grassi, e solo dopo pane, pasta, riso, patate, dolci o altri alimenti ricchi di carboidrati. Non è una magia. Non è una cura. Non è il nuovo santino nutrizionale da appendere in ambulatorio. 𝑃𝑒𝑟𝑜̀ 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒, 𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒.

𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞, nelle persone con diabete di tipo 2, questo schema può attenuare i picchi glicemici dopo il pasto, aumentare la risposta del GLP-1 e rallentare lo svuotamento gastrico. Il dato sull’emoglobina glicata, invece, c’è ma è piccolo: la riduzione media osservata nella meta-analisi allegata è stata modesta, circa -0,16%. 𝑸𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊 𝒊 𝒕𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒂 𝒕𝒆𝒍𝒆𝒗𝒆𝒏𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒍𝒊 𝒂𝒅 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊: il beneficio più credibile, ad oggi, riguarda soprattutto la glicemia postprandiale, non il ribaltamento completo del quadro metabolico.

𝐄𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐮𝐧 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐥𝐞. Perché nella vita reale non esistono solo i numeri del laboratorio. Esistono la fame, la sazietà, le abitudini, la stanchezza di chi segue una dieta per tre giorni e poi torna a mangiare come prima. Esiste soprattutto una verità semplice: 𝒔𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒆 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒍𝒊𝒄𝒆𝒎𝒊𝒂, 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒂𝒓𝒓𝒊𝒗𝒂 𝒂𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒃𝒐𝒊𝒅𝒓𝒂𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒖𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒗𝒐𝒓𝒂𝒄𝒊𝒕𝒂̀. Non sempre, certo. Ma abbastanza spesso da meritare attenzione.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚. In alcuni soggetti con obesità o sovrappeso, e non solo nel diabete, mangiare prima verdure, legumi, carne, pesce, uova, yogurt greco, formaggi freschi ben contestualizzati o altre fonti proteiche può favorire una sazietà più precoce. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒂𝒓𝒓𝒊𝒗𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂, 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍’𝒊𝒏𝒕𝒓𝒐𝒊𝒕𝒐 𝒄𝒂𝒍𝒐𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒔𝒊 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒄𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒎𝒊𝒔𝒆𝒓𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 “𝒂 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂”. Non è un dettaglio. È clinica pura. Perché il paziente non vive nei paper. Vive a tavola.

𝐂𝐞𝐫𝐭𝐨, 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮̀ 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨. L’ordine dei cibi non salva una dieta sbagliata. Se uno mangia troppo, male, in modo disordinato, dorme poco, è sedentario e sgranocchia in continuo, non sarà certo spostando il pane a fine pasto che sistemerà il problema. Sarebbe come cambiare il coprisedile a una macchina con il motore fuso. 𝑷𝒆𝒓𝒐̀, 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂 𝒏𝒖𝒕𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒕𝒂, 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒂 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒆. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂 𝒛𝒆𝒓𝒐. Perché è semplice da spiegare. Perché non obbliga il paziente a pesare l’aria. E perché, cosa rara, è abbastanza facile da seguire.

𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞, 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨. È comportamentale. Molti pazienti accettano più volentieri di cambiare la sequenza del pasto che di stravolgere tutto quello che mangiano. 𝑬 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒑𝒊𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒐 𝒏𝒐, 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐. La dieta perfetta che nessuno segue vale meno della buona strategia che il paziente riesce davvero a mantenere.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨? Nei soggetti con diabete di tipo 2 lieve o iniziale. In chi ha glicemie postprandiali che schizzano. In chi tende a mangiare i carboidrati con troppa fame. In chi ha bisogno di uno strumento pratico, non dell’ennesima lezione teorica. Gli stessi autori della meta-analisi sono onesti: i dati migliori riguardano soprattutto pazienti nelle fasi iniziali della malattia, spesso trattati con sola dieta o metformina, e gli studi a lungo termine sono ancora pochi. 𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑢𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑖̀, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑐𝑒𝑡𝑡𝑖𝑐𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑠𝑐𝑖𝑜𝑐𝑐𝑜. 𝐿𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑖 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜.

𝐂’𝐞̀ 𝐩𝐨𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐚𝐦𝐚𝐭𝐨. Nel paziente obeso, soprattutto in quello che vive di fame rapida e gratificazione immediata, iniziare il pasto con ciò che sazia e frena la velocità dell’assorbimento può essere un modo concreto per togliere potere all’impulso. 𝑵𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒔𝒐𝒍𝒗𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐, 𝒎𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒐’ 𝒅𝒊 𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒓𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒐𝒔. E già questo, in nutrizione clinica, non è poco.

𝐌𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞? Mangiare i carboidrati per ultimi non è una bacchetta magica. È un piccolo cacciavite. Da solo non costruisce la casa. Ma al momento giusto può servire eccome.

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚, questa strategia può essere proposta come supporto nei pazienti con diabete di tipo 2 lieve, prediabete, obesità o marcata fame da carboidrati, soprattutto quando i picchi postprandiali sono il problema principale. L’indicazione più semplice è questa: 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒗𝒆𝒓𝒅𝒖𝒓𝒆 𝒐 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 𝒂𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒄𝒉𝒊 𝒅𝒊 𝒇𝒊𝒃𝒓𝒂, 𝒑𝒓𝒐𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒒𝒖𝒐𝒕𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒍𝒊𝒑𝒊𝒅𝒊𝒄𝒂, 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒃𝒐𝒊𝒅𝒓𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒎𝒊𝒅𝒂𝒄𝒆𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒆. Non va presentata come sostituto della terapia nutrizionale strutturata, né come scorciatoia per dimagrire senza controllo dell’apporto energetico. 𝑉𝑎 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑢𝑠𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑎𝑑𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎 𝑠𝑐ℎ𝑒𝑚𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖. Ha più senso dove si cerca di migliorare glicemia postprandiale, sazietà e gestione del pasto; ne ha meno nei pazienti con diabete avanzato, comorbidità gastrointestinali rilevanti o quadri clinici che richiedono una personalizzazione più stretta. 𝐈𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐨: non è la soluzione, ma può essere una buona mossa dentro una strategia fatta bene.

𝐴𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑚𝑎𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑟𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑙’𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑠𝑡𝑜? 𝑃𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑑𝑢𝑟𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑖𝑛𝑒, 𝑐𝑎𝑟𝑏𝑜𝑖𝑑𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑜𝑝𝑜. 𝐹𝑎𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎? 𝑃𝑖𝑢̀ 𝑠𝑎𝑧𝑖𝑒𝑡𝑎̀? 𝐺𝑙𝑖𝑐𝑒𝑚𝑖𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑖? 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑡𝑒𝑐𝑒𝑙𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖. 𝐹𝑒𝑒𝑑 𝑏𝑎𝑐𝑘 𝑑𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑔ℎ𝑖?👇

Tanti auguri di una serena Pasqua a tutti!🐣
01/04/2026

Tanti auguri di una serena Pasqua a tutti!🐣

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI: un approfondimentoLe intolleranze alimentari consistono in reazioni indesiderate ed improvvi...
25/03/2026

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI: un approfondimento

Le intolleranze alimentari consistono in reazioni indesiderate ed improvvise scatenate dall’ingestione di uno o più alimenti, con sintomi molto simili alle allergie alimentari, caratterizzate da meccanismi non immunomediati e dose dipendenti. Esse devono, pertanto, essere distinte dalle allergie alimentari, che invece coinvolgono il sistema immunitario e sono dose-indipendenti.

Le intolleranze alimentari includono:
• reazioni enzimatiche, determinate dalla carenza o dalla assenza di enzimi necessari a metabolizzare alcuni substrati (ad es. l’intolleranza al lattosio, favismo);
• reazioni farmacologiche, ossia risposte a componenti alimentari farmacologicamente attivi, come le ammine vasoattive (ad es. tiramina, istamina e caffeina) contenute in pesce, cioccolato e prodotti fermentati, oppure le sostanze aggiunte agli alimenti, (ad es. coloranti, additivi, conservanti aromi);
• reazioni indefinite, ossia risposte su base psicologica o neurologica (ad es. “food aversion” o rinorrea causata da spezie).

L’approccio diagnostico nel sospetto di una intolleranza alimentare è basato innanzitutto sull’anamnesi. Il test per capire una eventuale intolleranza al lattosio è il breath test.
Per la diagnosi di intolleranze farmacologiche l’unico approccio è di tipo anamnestico, invece per quelle da meccanismi non definiti è possibile effettuare il test di provocazione con la somministrazione dell’additivo sospettato.

DA NON CONFONDERE CON LA SINDROME DEL COLON IRRITABILE
Essa è una patologia funzionale cronica dell’intestino con eziologia non completamente nota, è caratterizzata da sintomi come dolore addominale associato a gonfiore, distensione e alterazioni dell’alvo in assenza di anomalie organiche dell’intestino. Il dolore o il gonfiore addominale sono i sintomi principali che spesso si attenuano con la defecazione. L'aumento dei sintomi a volte è correlato all’introduzione di cibo e può essere in parte dovuto ad una vera e propria intolleranza ad alcuni alimenti, ma anche essere legato ad una ipersensibilità viscerale o a modificazioni del microbiota intestinale.

Il test per le intolleranze basato sul metodo IgG non è appropriato e pertanto non deve essere prescritto. Si veda per un approfondimento:
https://www.informazionisuifarmaci.it/food-intolerance-test

Fonte: Position Statement su Allergie, intolleranze alimentari e terapia nutrizionale dell’obesità e delle malattie metaboliche, a cura delle società scientifiche SID, ADI, ANDID, AMD, SINU, SIO

link immagine: https://www.laboratoriomater.it/la-diagnosi-della-disbiosi-intestinale-o-dellintolleranza-alimentare-con-un-tampone-salivare/

Un piatto unico saziantePer pranzo suggerisco di preparare dei piatti unici, soprattutto per coloro che hanno poco tempo...
20/02/2026

Un piatto unico saziante

Per pranzo suggerisco di preparare dei piatti unici, soprattutto per coloro che hanno poco tempo per la pausa.
Oggi vi presento dei sedanini integrali con ceci e funghi, un piatto saziante e completo.
Il consiglio di integrare nell'alimentazione settimanale la pasta integrale o pasta di cereali antichi permette di mitigare l'indice glicemico del pasto consumato e arricchirlo di fibre insolubili. Anche i ceci e i funghi sono ricchi di fibre solubili, quindi per il benessere del nostro microbiota intestinale esse sono essenziali, visto che rappresentano il loro nutrimento.
Il cereale e il legume fanno sì che le proteine del pasto siano ad alto valore biologico, anche se per i ceci il metodo della compensazione con il cereale sembra non essere più così essenziale.
Suggerisco comunque di inserire un generoso contorno di stagione, come un'insalata di radicchio e finocchi in modo tale da contribuire al giusto introito di vitamine e minerali, aumentando nel contempo l'effetto saziante del pasto.

Questo piatto è consigliato in particolar modo ai soggetti diabetici, con dislipidemie e iperglicemie e colori che cercano un alto effetto saziante.

Ricordiamoci sempre che mangiare è un atto d'amore verso noi stessi e gli altri, quindi occorre non mangiare in modo triste, ma in modo gustoso e consapevole!

Buon appetito in salute!

LA COLAZIONE PER PARTIRE ALLA GRANDEOggi vi presento un tipo di colazione sana e gustosa, adatta a tutti, tranne chi è a...
20/01/2026

LA COLAZIONE PER PARTIRE ALLA GRANDE

Oggi vi presento un tipo di colazione sana e gustosa, adatta a tutti, tranne chi è allergico o intollerante ai nutrienti che la compongono naturalmente!

Pane tostato, ricotta pera e tè verde: una colazione bilanciata che fornisce i giusti nutrienti per partire bene al mattino!

- L'amido contenuto nel pane dà energia, così come la pera e un po' di miele o confettura in accompagnamento alla ricotta (quest'ultimi si possono omettere a favore di cannella in polvere o cacao amaro);
- Le proteine sono contenute nella ricotta, un latticino che ne fornisce di alto valore biologico;
- vitamine e sali minerali, come il calcio, contenuti principalmente nella ricotta e nella frutta;
- antiossidanti, in primis le catechine contenute nel tè verde con effetti antinfiammatori e di prevenzione di malattie cardiovascolari.

Se vuoi partire con gusto e in modo sano provala!💪

LA MIA MADELEINE PROUSTIANAIn questi giorni di ferie mi sono regalato un piatto tipico marchigiano ma che per me profuma...
08/01/2026

LA MIA MADELEINE PROUSTIANA
In questi giorni di ferie mi sono regalato un piatto tipico marchigiano ma che per me profuma di casa, di ricordi, di tradizione.
Mia nonna era solita cucinare una volta a settimana o ogni due settimane questo piatto, condito in vari modi: solo dopo ho scoperto che è patrimonio della cucina marchigiana...
Mia nonna lo chiamava "minoca", ma è più conosciuto con il nome di "frascarelli". Io l'ho condito con del baccalà cotto in padella con un trito di sedano, carote, cipolle e aglio.
E' uno di quei piatti della memoria, che le famiglie poco abbienti riuscivano a mettere in tavola senza troppe pretese: era un piatto energizzante che poteva essere un adeguato primo piatto per l'epoca. Anche oggi questo piatto può rappresentare una valida alternativa alla pasta o al risotto, anche per tramandare di generazione in generazione i valori della tavola tradizionale della nostra Regione Marche.
Ma cosa sono i frascarelli?
Il piatto è facile da preparare: come una polenta occorre far bollire dell'acqua, si aggiunge poi il riso e lo si fa cuocere per 8-10 minuti. Si aggiunge mano a mano farina bianca, o farina di riso se si vuol fare l'alternativa senza glutine, fino ad ottenere una consistenza morbida. Si continua la cottura per altri 8 minuti circa, si aggiusta di sale e olio evo e il piatto è pronto.
Il condimento è a scelta, quindi sta ad ognuno di voi scegliere come condirlo.... vi assicuro che è molto versatile! Il contorno di verdure non deve mai mancare!

Provare per credere!

Buon appetito!😋

Auguro a tutti un sereno Natale e un buon nuovo anno!Ci rivediamo dopo il 6 gennaio!Sarò reperibile fino al 23 dicembre,...
18/12/2025

Auguro a tutti un sereno Natale e un buon nuovo anno!
Ci rivediamo dopo il 6 gennaio!
Sarò reperibile fino al 23 dicembre, poi dal 07 gennaio 2026 sia per informazioni che prenotazioni di visite.
Buone feste!💫

La cucina italiana patrimonio dell'umanità UNESCOÈ notizia di qualche ora fa: la cugina italiana è stata riconosciuta pa...
10/12/2025

La cucina italiana patrimonio dell'umanità UNESCO

È notizia di qualche ora fa: la cugina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell'umanità grazie alle sue tradizioni culinarie regionali, ai prodotti tipici, alla valorizzazione del locale e l'elevata qualità dei piatti.
Un riconoscimento che dà ulteriore valore al nostro modello, secondo me da tenere in considerazione e da recuperare, a volte.
Dobbiamo esserne fieri!

È la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo, all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India

14/11/2025

14 novembre

RISOTTO🍚 ALLA RAPA ROSSA CON PROFUMO DI LIMONE🍋 E ALICIUn primo piatto semplice, eppure invitante: un risotto preparato ...
07/11/2025

RISOTTO🍚 ALLA RAPA ROSSA CON PROFUMO DI LIMONE🍋 E ALICI

Un primo piatto semplice, eppure invitante: un risotto preparato con la rapa rossa e aromatizzato da buccia di limone e una cremina di alici.

Prepararlo è molto semplice e se hai gli ingredienti a disposizione puoi già provare a oggi a pranzo. Io ho usato le r**e rosse precotte, per andare più veloce.
Si parte dalla tostatura del riso a secco, con un goccio di olio evo, che viene poi sfumato con vino bianco. Si aggiunge poi il brodo vegetale caldo e si continua la cottura per circa 10 minuti. Nel frattempo si frullano le r**e rosse con un mixer ad immersione (raccomando di inserire anche un po' di brodo così che si possa ottenere una purea morbida omogenea), si lava un limone a buccia edibile e si stemperano poche alici sott'olio con il brodo caldo.
Terminati i 10 minuti si aggiunge al risotto la purea di r**e rosse e si continua la cottura per altri 6 minuti. Occorre mescolare di tanto in tanto per non far attaccare il riso alla pentola, con il rischio che il pranzo salti! 😅
Gli ultimi due minuti sono dedicati alla mantecatura con formaggio grattugiato e una noce di b***o.
Una volta impiattato il risotto basterà grattugiare poco limone al di sopra e completare con qualche goccia di crema di acciughe e il vostro piatto è pronto!

Questo piatto può essere uno spunto per chi vuol cucinare in modo gustoso ma con ingredienti semplici e poco impattanti sull'introito energetico della giornata. Ricordo sempre che non deve essere consumato da solo nel pasto ma occorre completarlo con un piccolo secondo piatto e un abbondante contorno di stagione!

Non resta che augurare un buon appetito in salute! 😋🍽

Indirizzo

Via N. Desideri, N° 9/A
Treia
62010

Orario di apertura

Martedì 14:30 - 20:00
Giovedì 14:30 - 20:00
Venerdì 14:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

3386513698

Sito Web

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