19/11/2025
e suggerite dallo studio …..
Quanto ascoltiamo, ci lasciamo andare e ci facciamo scorrere dall’Angst ??
A voi tutti la propria risposta 😊
A voi tutto questo dono da assaporarvi, come un buon cibo, leggendolo 🥞
🍕Le lacrime di Nietzsche nasce da un’ipotesi affascinante: immaginare un incontro mai avvenuto tra Friedrich Nietzsche, il filosofo dell’eterno ritorno, e Josef Breuer, il medico che con Freud gettò le basi della psicoanalisi.
🥨Yalom intreccia verità storica e finzione, dando vita a un romanzo che non racconta soltanto, ma scava.
“Smettila di pensare! Apri gli occhi! Guarda! Lasciati penetrare dal mondo!”
🥐Questa esortazione è il cuore pulsante del libro. Ambientato nella Vienna del 1882, si apre su un Breuer stanco e in crisi, che Lou Salomé conduce all’incontro con Nietzsche, afflitto da dolori fisici e da un’angoscia esistenziale radicale: l’Angst, cioè quel senso di smarrimento che non nasce da una paura concreta, ma dalla consapevolezza del limite e della fragilità della vita.
🧀Breuer propone una terapia fondata sul dialogo, embrione della psicoanalisi. Ma presto scopre che Nietzsche non è un paziente qualsiasi: ogni parola incrina le sue certezze, ogni silenzio è un abisso. Il romanzo diventa un duello filosofico, un confronto tra due solitudini che si riconoscono nell’Angst come condizione originaria dell’esistenza.
🧇Breuer, convinto di essere il terapeuta, si scopre malato. Nietzsche, rifiutando la pietà, diventa catalizzatore di una rinascita. I dialoghi sono densi e taglienti, ogni frase una lama, ogni pausa una vertigine. L’Angst emerge come disvelamento del nulla, esperienza del limite, apertura al mistero dell’essere.
“Quanta vita ho perso... per non essere stato capace di guardare? O di avere guardato senza vedere?”
🍖Questa domanda attraversa Breuer come una ferita e diventa il filo rosso del romanzo. La scrittura di Yalom è limpida e colta, capace di accarezzare e ferire nello stesso gesto.
“Mi è sempre piaciuto riscaldarmi alla presenza delle grandi menti...”
🍞Qui si riflette il bisogno umano di orientamento. Ma Yalom ricorda che ogni grande mente è anche una ferita: non basta collezionare pensieri, bisogna attraversarli e lasciarsene trasformare. L’Angst non è un nemico, ma un compagno da ascoltare.
🍟Le lacrime di Nietzsche è un romanzo che cura e inquieta, un viaggio nella mente e nell’ombra, dove la verità non è mai comoda. È un invito a smettere di pensare per iniziare a vedere, a sostare nella domanda senza pretendere risposte.
“Il dolore non è una malattia da estirpare, ma una verità da ascoltare.”
🍳Il senso ultimo del romanzo è convivere con l’Angst, riconoscerla come premessa della felicità: solo chi ha guardato nel buio può riconoscere la luce.
Personalmente, l’ho trovato affascinante: per la scrittura elegante, per la trama stimolante, e per la capacità di avvicinare al pensiero nietzscheano. È un libro che continua a lavorare dentro, come un pensiero che non smette di interrogare.
Alla fine, la frase di Nietzsche a Breuer sigilla tutto: “noi sperimentiamo unicamente noi stessi nell’attimo presente”. È il richiamo a tornare a noi stessi, non nel passato o nel futuro, ma nell’unico tempo che ci è dato: il presente.