17/01/2021
Il 17 gennaio la chiesa cattolica ricorda sant'Antonio Abate. Alla devozione religiosa si associa quella popolare del santo che lo vuole come protettore di tutti gli animali domestici, nonché dei prodotti dell'agricoltura.
Il nostro territorio è fortemente legato al santo. Le prime notizie di una chiesa a lui intitolata nel castello di Canneto, risalgono al XIV secolo, quando nel Libro dell'Estimo delle chiese bresciane redatto nel 1410, è citata l'Ecclesia Sancti Antonii de Canedo.
All'interno dell'attuale Chiesa parrocchiale, nella maestosa ancona absidale, svetta imponente la sua statua in legno, attribuita allo scultore Clemente Zamara, o meglio ancora alla sua scuola.
L'intera struttura è uno spaccato di vita religiosa cannetese di inizio Cinquecento. In alto Dio Padre benedice l'aula riunita. Poco più sotto le statue dei Santi Pietro e Paolo proseguono e diffondono sulla terra il verbo divino. Al di sotto le figure di san Genesio (titolare della precedente chiesa situata all'interno del Castello) e san Giorgio (santo molto devoto alla famiglia Gonzaga dominante). Alla base sono dipinti tre stemmi: alla sinistra di chi osserva lo stemma della famiglia Arrivabene (committenti dell'opera), al centro lo scudo quadripartito con le aquile, della famiglia Gonzaga (dominanti del territorio) mentre a destra quello della Comunità Cannetese, con la Torre bordata di canne palustri.
Al centro, nella nicchia di maggiori dimensioni, emerge la figura di sant'Antonio Abate con abiti vescovili anch'esso nell'atto di benedire.