Riccardo Fochesato - Psicologo

Riccardo Fochesato - Psicologo Psicologo specializzando in psicoterapia cognitivo-comportamentale, opero a Trento e online.

12/01/2026

Passiamo ore a costruire scenari catastrofici che esistono solo nella nostra testa. 💭

È il modo in cui la nostra mente cerca di darci un’illusione di controllo: pensiamo che "immaginare il peggio" ci renderà più pronti. Ma la verità è che stiamo pagando con l’ansia di oggi un problema che, molto probabilmente, non accadrà mai domani.

Questa proiezione continua nel futuro non ci protegge, ci sfinisce e basta. Ci toglie l'energia per gestire quello che sta succedendo ora, l'unico momento in cui abbiamo davvero potere di azione.

Riconoscere questi pensieri come "storie" della mente, e non come fatti certi, è il primo passo per tornare a respirare.

💬 Ti capita spesso di sentirti "incastrato/a" in un futuro che non esiste ancora? Raccontami la tua esperienza nei commenti o in DM.

🚀 Inizia il tuo percorso: Se senti che l’ansia e l’overthinking stanno occupando troppo spazio nella tua vita e desideri riprenderne il controllo, scrivimi un messaggio diretto.

Tornare a pochi anni dalla mia laurea nella stessa Università, questa volta in veste di docente, è stata un'emozione dav...
04/12/2025

Tornare a pochi anni dalla mia laurea nella stessa Università, questa volta in veste di docente, è stata un'emozione davvero preziosa.

Un ringraziamento al Dipartimento e al Direttore per la fiducia; a tutte le studentesse e gli studenti per l'attenzione, la curiosità e la passione che hanno portato in aula; e al collega .gallinaro.psi con il quale ho condiviso anche questa importante esperienza.

Nella speranza che questo spazio abbia offerto un arricchimento pratico e concreto ai futuri colleghi che vi hanno preso parte.

02/11/2025

Ti è mai capitato di girarti nel letto pensando “devo dormire, domani sarò distrutto”… e ogni minuto che passa sembrare un conto alla rovescia?
Non è solo insonnia. È la mente che entra in modalità controllo.

Più cerchi di costringerti a dormire, più attivi il sistema che impedisce al cervello di spegnersi.
È un paradosso: lo sforzo di rilassarti ti tiene sveglio.

E spesso questo schema si ripete anche fuori dal letto, quando cerchi di calmarti durante un’ansia, di non pensarci dopo una delusione, o di “essere tranquillo” quando ti senti agitato.

👉 Un piccolo passo utile? Smettere di cercare di dormire. Può sembrare assurdo, ma funziona: invece di sforzarti, prova a spostare l’attenzione su qualcosa di neutro e ripetitivo, come seguire il ritmo del respiro o contare i suoni che senti nella stanza. Non per dormire, ma solo per stare lì senza controllare.

È in quel momento che il cervello, sentendosi al sicuro, inizia a rallentare davvero. Perché certe cose non si risolvono controllandole di più, ma lasciando spazio. Non è debolezza, è regolazione.

Il controllo serve per orientarsi, non per trovare calma.

🔗 Nella bio trovi i miei percorsi di supporto psicologico, se vuoi lavorarci in modo più mirato.

17/10/2025

La psicoterapia non è come schiacciare un interruttore: non inizi subito a 'stare bene'. Studi recenti mostrano che il cambiamento avviene in fasi distinte. Nelle prime sessioni alcuni pazienti mostrano miglioramenti significativi, mentre in seguito il progresso può rallentare, non perché la terapia fallisca, ma perché si entra in una fase più profonda e meno visibile del cambiamento (Kazdin, 2019).

Se pensi che la terapia debba farti stare bene subito, rischi di ignorare che il dolore, la confusione e il sentirsi 'peggio per capire' sono parte del percorso.
C'è valore anche nel non sentirti bene perché è lì che davvero puoi mettere radici.
Sentire le emozioni difficili significa conoscerle e smettere di subirle.
Affrontare la parte scomoda di sé è il vero lavoro del cambiamento.

La vera crescita non è assenza di dolore, ma capacità di stare con quello che senti e trasformarlo.

Hai mai pensato a quanto conta sentirsi visti e riconosciuti? Per chi si isola, anche piccoli gesti di ascolto possono f...
26/09/2025

Hai mai pensato a quanto conta sentirsi visti e riconosciuti?

Per chi si isola, anche piccoli gesti di ascolto possono fare la differenza. Un messaggio, una domanda sincera, un semplice ‘come stai?’ possono aprire una finestra su un mondo che sembrava chiuso.

Spesso chi si ritira lo fa perché sente di non avere spazio o voce: offrire attenzione senza giudizio è il primo passo per riconnettersi con se stessi e con gli altri.

👉 Se senti di aver bisogno di supporto o di voler affrontare il tuo percorso personale, possiamo iniziare insieme un percorso di supporto psicologico.

Fonte articolo: RaiNews, 28 gennaio 2025 – Triplicati in 3 anni i "lupi solitari" senza rapporti

Indirizzo

Via Del Brennero, 272
Trento
38122

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