Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento Pagina ufficiale dell'OMCeO della provincia di Trento

Salute insieme  , ovunque,  per tutti. La giornata “Salute insieme, ovunque,  per tutti” , ieri , a Trento è stata dedic...
19/04/2026

Salute insieme , ovunque, per tutti.

La giornata “Salute insieme, ovunque, per tutti” , ieri , a Trento è stata dedicata alla prevenzione e al benessere , per avvicinare i cittadini ai temi della salute. È stata promossa dagli Ordini delle Professioni Sanitarie e Sociali della PAT , in collaborazione con il Comune di Trento, col patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino. L’Ordine dei Medici e Odontoiatri ha partecipato con entusiasmo all’evento . Piazza d’Arogno è stata il cuore della manifestazione , con numerosi laboratori aperti e stand informativi .
Molti i temi trattati : igiene delle mani, prevenzione odontoiatrica , sonno e salute mentale , psicologia dello sport , primo soccorso , salute sessuale , protezione dall’inquinamento, preparazione della farmacia da viaggio , suggerimenti per una sana alimentazione , stili di vita , con la guida dei professionisti sanitari e sociali.
Si sono tenute nel pomeriggio due tavole rotonde presso la Fondazione Caritro,dedicate a temi di attualità sanitaria e prevenzione, e per tutta la giornata camminate educative per il centro con educatori cinofili.
Il focus della giornata è la prevenzione e la tutela della salute , in cui entrano in gioco responsabilità individuali, collettive ed istituzionali, con richiamo ai principi fondamentali del nostro SSN basato su universalità, equità, uguaglianza nell’accesso alle cure, e all’uso appropriato delle prestazioni in una società che cambia, invecchia e presenta fragilità.
Una giornata di incontro , informazione e collaborazione per rafforzare i legami inter professionali e tra i professionisti e la cittadinanza , uniti dall’idea di una salute accessibile a tutti.

𝐀𝐍𝐓𝐈𝐁𝐈𝐎𝐓𝐈𝐂𝐈: 𝐅𝐈𝐍𝐎 𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄𝐑𝐀𝐍𝐍𝐎?L’antibiotico-resistenza è stata ieri al centro della serata pubblica “Antibiot...
21/03/2026

𝐀𝐍𝐓𝐈𝐁𝐈𝐎𝐓𝐈𝐂𝐈: 𝐅𝐈𝐍𝐎 𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄𝐑𝐀𝐍𝐍𝐎?

L’antibiotico-resistenza è stata ieri al centro della serata pubblica “Antibiotici: fino a quando funzioneranno?” ad Arco.
Hanno partecipato numerosi i cittadini, a testimonianza del grande interesse per un tema che riguarda la salute di tutti: ogni anno in Italia si registrano circa 12.000 decessi collegati ad infezioni sostenute da batteri resistenti agli antibiotici,una emergenza sanitaria.
La serata è stata organizzata congiuntamente dall’Ordine dei Medici e Odontoiatri , delle Professioni Infermieristiche , dei Farmacisti e dei Medici Veterinari della Provincia di Trento.
Ha moderato l’incontro il Dott. Marco Ioppi, già presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, mentre il saluto iniziale è stato affidato al Dott. Paolo Bortolotti, medico neurologo e coordinatore della Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici.
Il Prof. Massimiliano Lanzafame , Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive - ASUIT, nella relazione di apertura ha trattato il fenomeno dell’antibiotico-resistenza sotto il profilo epidemiologico e clinico. A seguire, gli interventi del Dott. Michele Caliari ,medico di medicina generale ; Dott.ssa Laura Di Florio ,pediatra ; Dott. Amedeo Menotti, infermiere specialista in cure palliative; Dott. Marco Ghedina , Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari; Dott. Alberto Bertelle , odontoiatra , e Dott. Davide Cappelletti ,farmacista.
Sono intervenute nel dibattito la Dott.ssa Tiziana Dal Lago , Presidente dell’Ordine dei farmacisti, e la Sindaca di Arco Dott.ssa Arianna Florio.
Numerose le domande poste dal pubblico presente e gli interventi, segno di attenzione , sensibilità e partecipazione per affrontare un problema che riguarda la salute di tutti.
La chiusura della serata è stata affidata alla Dott.ssa Giancarla Carraro, infermiera specialista in rischio infettivo, che ha sintetizzato i messaggi chiave emersi nel corso dell’incontro: informazione, prevenzione, a partire dall’igiene delle mani, uso corretto degli antibiotici e responsabilità condivisa.
Una serata di grande valore sanitario e sociale : la salute si realizza attraverso la prevenzione, quando informazione , partecipazione , condivisione , collaborazione fra gruppi professionali diversi e fra Istituzioni e Comunità fanno la differenza ,perché la salute di ognuno è la salute di tutti e viceversa.

Ringraziamo l’Amministrazione Comunale di Arco per l’accoglienza a trattare un tema di grande rilevanza per la comunità.

Il Medico e la  guerra. Ne abbiamo trattato pochi giorni fa in un incontro presso l’Omceo di Trento .Il tema del rapport...
15/03/2026

Il Medico e la guerra.

Ne abbiamo trattato pochi giorni fa in un incontro presso l’Omceo di Trento .Il tema del rapporto tra salute, professione medica e guerra è di drammatica attualità e al centro di un dibattito etico e deontologico alimentato dal perdurare di conflitti e guerre. Riportiamo qui i punti più significativi degli interventi dei relatori: Dr. Pirous Fateh-Moghadam, Dr. Riccardo Corradini e Dr. Marco Ioppi .

Intervento del Dr. Pirous Fateh-Moghadam
, epidemiologo e autore del libro: “Guerra o Salute . Dalle evidenze scientifiche alla promozione della pace.”

Al 2024 Il numero di conflitti armati in atto fra Stati è di ben 61 ,il numero più alto che si registra dal 1946. A livello globale per effetti diretti dei conflitti centinaia di migliaia di persone perdono la vita e molte di più vengono ferite e mutilate. La guerra moderna è una catastrofe di sanità pubblica e produce effetti devastanti che vanno ben ben oltre quelli immediati e diretti. I danni provocati attraverso meccanismi indiretti perdurano anche dopo la cessazione delle ostilità e causano un numero ancora maggiore di morti e feriti. In spregio a Convenzioni e Protocolli che proibiscono ai belligeranti di impedire l’accesso ai beni indispensabili per la sopravvivenza della popolazione civile (derrate alimentari, campi destinati all’agricoltura, bestiame e installazioni di approvvigionamento idrico) le violazioni sono ormai parte integrante della strategia bellica moderna che prevede la distruzione delle infrastrutture civili di base : dighe, centrali elettriche, sistemi di approvvigionamento idrico, ospedali, strade, ponti, ferrovie, aeroporti, industrie
I conflitti armati condotti con l’uso delle tecnologie attualmente disponibili si caratterizzano per: mancanza di limiti di spazio, di tempo e giuridici e di discriminazione tra obiettivi militari e civili ;
violazione delle leggi umanitarie internazionali ; effetti nel lungo periodo responsabili di enormi danni e sofferenze fisiche, mentali e sociali ; aumento delle disuguaglianze sociali ; interruzione di attività scolastiche, universitarie e culturali; emigrazione di massa; danno ambientale ; rischio di evoluzione in guerra atomica. Il risultato finale, al di là degli obbiettivi dichiarati, è sempre quello della distruzione dell’ambiente fisico e del tessuto sociale di un intero Paese o territorio. L’esame delle evidenze scientifiche e dei dati empirici sul male creato dalla guerra non può condurci altro che a posizioni pacifiste , a favore dell’interruzione di tutte le guerre in atto e della prevenzione di quelle future, attraverso soluzioni nonviolente che intervengano sulle cause che sono alla base dei conflitti stessi , in coerenza con gli obblighi deontologici incentrati sulla tutela e la promozione della salute. La pace è il primo e fondamentale prerequisito per la salute( Carta di Ottawa del 1986, documento cardine della Promozione della Salute ) . In questa visione a noi competono : sorveglianza e documentazione degli effetti sanitari della guerra, dei fattori causali associati e delle relazioni che collegano la guerra ad altri eventi, a loro volta fattori di rischio per la salute(migrazioni, carestie, alterazioni degli ecosistemi) ; elaborazione di strategie per prevenire e mitigare i danni alla salute prodotti dai fattori che precedono e seguono i conflitti; informazione e responsabilizzazione dei cittadini e decisori sulle strategie di contrasto più efficaci.

Intervento del Dr. Riccardo Corradini , giovane medico, chirurgo trentino , testimone della situazione umanitaria nei territori di conflitto.

Era a bordo della nave Conscience , nella missione della Freedom Flotilla Coalition , salpata ad ottobre 2025 per Gaza per portare aiuti umanitari, cibo , medicine e attrezzature mediche , nonché competenze professionali ; per alleviare la carestia e la mancanza di beni di prima necessità tra i civili, in particolare i bambini e per portare solidarietà concreta
a colleghi medici e operatori sanitari palestinesi che lavorano in condizioni estreme .Non ultimo per attirare l’attenzione della comunità internazionale sulla violazione sistematica dei diritti umani nella Striscia. Arrestato a bordo della nave in acque internazionali e detenuto in un centro carcerario israeliano ,ha raccontato la sua esperienza e dei compagni , le violenze e soprusi subiti, le pratiche umilianti, le vessazioni psicologiche e fisiche cui sono stati sottoposti. Ha illustrato quello che è accaduto nella striscia di Gaza negli ultimi due anni e mezzo : una catastrofe sanitaria e umanitaria senza precedenti per il sistematico collasso del sistema sanitario e delle infrastrutture civili.
Nonostante il cessate il fuoco verso la fine del 2025, l'emergenza continua con morti per malattie e fame , impossibilità o grave limitazione dell’accesso alle cure , anche per l’ostacolo all'ingresso degli aiuti umanitari e la difficoltà di poter uscire da quel territorio in tempi utili per la salvezza.
La partecipazione a missioni umanitarie in zone di guerra rappresenta una delle espressioni più alte del codice deontologico medico, concretizzando i principi fondamentali di umanità, solidarietà e tutela della salute senza discriminazioni, operando in contesti dove la necessità di cura e le condizioni sono estreme.

Intervento del Dr. Marco Ioppi , già Presidente dell’OMCeO di Trento ed esperto in Deontologia Medica, che
illustra i principi deontologici che guidano e sostengono la nostra professione , anche in tempi di guerra.

Il medico tutela vita, salute, dignità e diritti umani della persona e rifiuta ogni forma di discriminazione . ( Art. 3 del Codice Deontologico medico) .
È responsabile dei propri atti professionali, che non possono essere subordinati a interessi estranei alla tutela della salute ; mantiene responsabilità morale e professionale personali , anche sotto gerarchia. ( Art. 22)
Il medico non partecipa, non avalla, non copre torture, violenze, trattamenti disumani o degradanti e non usa le competenze sanitarie per fini coercitivi. (Art. 24 e art. 26)
II medico militare opera in tempo di pace e di guerra nel rispetto dei principi deontologici, cura ,senza discriminazioni, militari, civili, prigionieri, feriti fuori combattimento, segnala alle autorità sanitarie la necessità di assistenza per chiunque non sia più in grado di combattere, denuncia torture, violenze e abusi e rispetta il diritto internazionale umanitario. (Art. 77)
La nostra Deontologia non considera la guerra una realtà eccezionale , in cui l’etica può essere sospesa e il medico trasformato in uno strumento dello Stato o di un esercito. Non legittima il militarismo, che fa prevalere la sicurezza dello Stato su quella della persona. Non ritiene l’obbedienza gerarchica superiore a quella dovuta alla coscienza , né l’essere umano un mezzo per un fine strategico.
Non esiste una Medicina “di pace” e una Medicina “di guerra”, ma una sola Medicina, una sola etica medica : il medico non è neutrale, ma è sempre schierato dalla parte della vita, della dignità umana e della vulnerabilità. Per il nostro Codice Deontologico non esiste il nemico o il prigioniero o il civile, esiste solo la “persona” di cui dobbiamo prenderci cura.
Essere medico è incompatibile con le logiche militari, di potere e di emergenza permanente. L’Ordine dei Medici ha un ruolo fondamentale : difendere l’autonomia professionale , sostenere chi subisce pressioni incompatibili con l’etica,
promuovere una cultura di pace come precondizione di salute .
La guerra ci chiede di scegliere da che parte stare . Il Codice di Deontologia Medica ha già scelto per noi: dalla parte della persona chiunque essa sia. Se non abbiamo la possibilità di fermare le guerre abbiamo il dovere di impedire che la Medicina diventi parte di questa disumanità.

Sul sito dell’OMCeO di Tn si possono visionare le diapositive delle tre relazioni.
https://www.ordinemedicitn.it/

“Antibiotici , fino a quando funzioneranno?”Il 20 marzo ad Arco gli Ordini sanitari  ( Medici, Farmacisti, Infermieri, V...
14/03/2026

“Antibiotici , fino a quando funzioneranno?”

Il 20 marzo ad Arco gli Ordini sanitari ( Medici, Farmacisti, Infermieri, Veterinari) incontrano i cittadini .

Dipende da noi contrastare l’antibiotico resistenza , un’emergenza sanitaria e un problema che riguarda la salute di tutti.
In Italia si registrano circa 12.000 decessi/ anno , un terzo degli oltre 35.000 che riguardano l’Unione Europea , collegati ad infezioni provocate da batteri resistenti agli antibiotici. L’antibiotico resistenza è una minaccia per la salute pubblica a livello globale e potrebbe divenire la prima causa di morte entro il 2050 , prima dei tumori e delle malattie cardiovascolari, secondo l’OMS . L’ Italia detiene in Europa il primato per diffusione di germi resistenti e la situazione è critica anche per il consumo di antibiotici rispetto alla media europea, sia in ambito umano che veterinario. L’utilizzo eccessivo ed improprio degli antibiotici ha esercitato una pressione selettiva sui batteri, favorendo la selezione di ceppi resistenti e multi-resistenti con una progressiva perdita di efficacia di un numero sempre più elevato di questi farmaci. Così le infezioni diventano sempre più difficili da curare. Le conseguenze includono : aumento di mortalità , degenze ospedaliere prolungate, necessità di farmaci più costosi , rischi aumentati per interventi chirurgici, trapianti e chemioterapie.
Per questo gli Ordini Professionali dei Medici, Infermieri, Farmacisti e Veterinari della Provincia di Tn. , dopo aver approntato aggiornamenti specifici per i professionisti sanitari , hanno pensato di rivolgersi alle persone per migliorarne consapevolezza e sensibilità su questo tema cruciale. Per affrontare il problema serve un intervento multidisciplinare , il riconoscimento della interconnessione di salute umana, animale e ambientale, e il coinvolgimento di tutti i settori interessati : comunità, ospedali, territorio, allevamenti animali, sistema dei rifiuti e acque reflue.
È fondamentale creare un'alleanza tra gruppi professionali diversi,ma è soprattutto necessario farli incontrare e dialogare coi cittadini. La serata organizzata dagli Ordini è pensata non tanto o solo come didattica , ma soprattutto come un incontro , un’occasione per parlare e rispondere direttamente alle domande poste dalle persone , collegate alla loro vita pratica , esperienze e problemi inerenti la tematica. Sono per questo a disposizione il medico di famiglia, il pediatra di base, l’infettivologo, l’odontoiatra , il farmacista , l’infermiere e il veterinario. Senza la collaborazione attiva dei cittadini, le strategie sanitarie per combattere l'antibiotico-resistenza rischiano di fallire: l'educazione e la partecipazione sono un pilastro fondamentale per contrastare questa minaccia per la salute pubblica.
Vi aspettiamo numerosi .

Arco , 20 marzo , dalle 20 alle 21,30. Palazzo dei Panni , Via Giovanni Segantini n.9

Save the date . Martedì 10 marzo 2026. “Il Medico , la Salute e la GUERRA  : cosa  possiamo  e dobbiamo  fare secondo il...
06/03/2026

Save the date . Martedì 10 marzo 2026.
“Il Medico , la Salute e la GUERRA : cosa possiamo e dobbiamo fare secondo il nostro Codice Deontologico.
Incontro presso l’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Tn.

Le guerre attuali provocano migliaia di morti e feriti colpendo deliberatamente le persone più fragili ed inermi, impedendo l’arrivo nei territori interessati dai conflitti di alimenti , beni di prima necessità e farmaci , distruggendo centrali energetiche, strade, ponti, porti e aeroporti, attaccando ospedali e personale sanitario, nel dispregio di ogni Convenzione Internazionale.
La fame e la privazione di cure sono ora armi di guerra.
Anche il danno ambientale è così grande che le conseguenze , le "cicatrici" ecologiche richiederanno tempi di recupero molto lunghi e coinvolgeranno anche le prossime generazioni.
Di fronte a questo orrore , che si ripete e si protrae, non possiamo abituarci, sia come esseri umani che come medici . Abbiamo il dovere di tutelare la vita e la salute di ogni persona , senza alcuna discriminazione.
L’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Trento invita tutti i Medici ad un incontro sul tema con :
- il Dr. Pirous Fateh-Moghadam, responsabile del Servizio Osservatorio Epidemiologico ASUIT Trento e autore di un libro dal titolo “Guerra o salute” e di articoli al riguardo ;
- il Dr. Riccardo Corradini, specialista in chirurgia generale, con esperienza a Gerusalemme e Gaza in Erasmus , a Kabul con Emergency e nell’ ottobre scorso con la Freedom Flotilla Coalition .
Modererà il Dr. Paolo Bortolotti.
Concluderà il Dr . Marco Ioppi già Presidente dell’ Ordine dei Medici, esperto in Odontologia medica.
Vi aspettiamo numerosi .

Martedì 10 marzo 2026 , presso la sede dell’OMCeO, Via V. Zambra, 16 Trento , dalle 20-22.
L’evento è accreditato ECM .

Iscrizioni sul sito www.ecmtrento.it entro lunedì 9 marzo 2026
CODICE CORSO: 14683

Istruzioni per la registrazione al portale ECM Trento e per l’iscrizione al corso al link: https://www.ordinemedicitn.it/formazione/formazione-continua/ SEZIONE – PORTALE ECM TRENTO

“Questi sono i nostri doveri, questa la nostra professione. “ F. Anelli. Essere medico ha un significato diverso da svol...
17/02/2026

“Questi sono i nostri doveri, questa la nostra professione. “ F. Anelli.

Essere medico ha un significato diverso da svolgere un lavoro. Abbiamo
“giurato”, abbiamo un codice deontologico che ci guida, abbiamo la legge.
È di pochi giorni fa la notizia dell’irruzione all’alba e della perquisizione informatica nel reparto di Malattie Infettive dell’ Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna . Sei Colleghi risultano indagati dalla Procura di Ravenna , come riportato daglii organi di stampa. La questione, di grande rilievo politico ed istituzionale oltre che mediatico, riguarda le certificazioni mediche necessarie per stabilire l’idoneità di cittadini extracomunitari irregolari a essere ospitati nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR ) e successivo rimpatrio. Queste devono attestare l’assenza di patologie incompatibili con la detenzione amministrativa o con il viaggio aereo per il rientro nel Paese di provenienza , incluse malattie infettive che potrebbero impedire l’imbarco per rischio di contagio,oltre a condizioni psichiatriche o cliniche che potrebbero rendere rischioso il trasferimento. In risposta la dichiarazione congiunta degli OmceO dell’Emilia-Romagna( Ravenna, Rimini, Forlì Cesena) ricorda che la Professione medica si fonda su valori irrinunciabili : tutela della salute, rispetto della dignità della persona, equità, indipendenza, responsabilità. Il medico si prende cura , non seleziona , non giudica : le persone sono assistite senza discriminazione di sesso, età, religione , orientamento politico, condizione sociale, provenienza..Il rilascio di certificazioni sanitarie ( art. 24 del Codice di deontologia medica) impone al medico l’obbligo di rilasciare certificazioni sanitarie veritiere, precise e diligenti, basate su rilievi clinici diretti o documentati. Nel caso della certificazione per la valutazione di idoneità al trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) la visita è comprensica di anamnesi, valutazione delle condizioni fisiche psichiche : patologie acute o croniche, disturbi psichiatrici, condizioni di vulnerabilità, traumi o fragilità che possano essere incompatibili con il trattenimento. Il medico non “autorizza” il trattenimento o meno : attesta esclusivamente se, in base alle condizioni cliniche rilevate al momento della visita, sussistano o meno elementi di incompatibilità sanitaria. Il parere clinico è circoscritto all’ambito sanitario, e non può né deve diventare un avallo di scelte amministrative che esulano dalle competenze mediche. Strumentalizzare l’atto medico per attribuirgli una funzione di garanzia dell’ordine pubblico o di giustificazione politica significa snaturarne il senso e compromettere l’autonomia e la responsabilità professionale
Difendere questa distinzione significa tutelare sia l’etica della professione sia i diritti fondamentali delle persone assistite.
Tutto questo nella dichiarazione degli Ordini della Romagna.
Anche il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli si è espresso : “ Rispondiamo con le parole del nostro Codice deontologico. Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”. E ancora : “ L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità. Questi sono i nostri doveri, questa è la nostra professione.
Non possiamo non essere solidali con questi Colleghi, che hanno subito il trauma della perquisizione alle prime luci dell’alba; che hanno visto interrompere la loro attività lavorativa, la loro vita familiare, per rendersi disponibili. E che sono ora indagati a motivo dell’assistenza prestata attraverso una visita medica e la relativa certificazione. Ad essere messa in discussione è la loro professionalità, la loro dignità e il loro operato di medici. Allo stesso modo condividiamo la presa di posizione unitaria degli Ordini dell’Emilia-Romagna, che hanno fatto sentire forte la loro voce a difesa dell’autonomia dell’atto medico. Utilizzare i medici come strumenti di controllo dell’ordine pubblico è un errore: è contrario al nostro ordinamento, è contrario alla nostra deontologia. Soprattutto, non è funzionale a garantire quel diritto fondamentale alla tutela della Salute che la nostra Carta Costituzionale pone in capo a ogni individuo, per il solo fatto di essere persona umana. Il controllo della sicurezza lasciamolo alle Forze dell’Ordine. Ai medici, che raccolgono la fiducia dell’86% degli italiani, affidiamo la cura delle persone”.
La SIMM, Società Italiana Medicina delle Migrazioni ha richiamato alcuni principi cardine della professione medica e della Costituzione nel documento diffuso: “ Appello urgente: la cura non è un reato”, che si rivolge ai Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, alle Società Scientifiche e alle Associazioni di
soccorso e cura delle persone migranti,
nonché all'opinione pubblica: “ Se la cura diventa un reato, la democrazia stessa è in pericolo”.
Nel documento si ricorda inoltre che la valutazione clinica di inidoneità al trasferimento in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), prevista dall’art. 3 della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19/05/2022, si fonda su competenze professionali, dati clinici e criteri scientifici. Si richiama anche l’Articolo 32 del Codice di Deontologia Medica (Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili) che afferma : "Il medico tutela il minore, la vittima di qualsiasi abuso o violenza e la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile ,in particolare quando ritiene che l'ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita."

https://simmweb.it/la-cura-non-e-un-reato/

https://portale.fnomceo.it/anelli-fnomceo-sui-medici-indagati-a-ravenna-i-controlli-sulla-sicurezza-alle-forze-dellordine-ai-medici-la-cura-delle-persone

https://portale.fnomceo.it/nota-unitaria-degli-omceo-dellemilia-romagna/

https://www.emergency.it/wp-content/uploads/2026/01/CPR-dItalia_istituzioni-totali.pdf

https://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/disposizioni-generali/atti-generali/atti-amministrativi-generali/decreti-direttive-e-altri-documenti/direttiva-19-maggio-2022-criteri-lorganizzazione-e-gestione-dei-centri-permanenza-i-rimpatri

http://www.ordinemedicitn.it/wp-content/uploads/2018/08/CODICE_DI_DEONTOLOGIA_MEDICA_2014.pdf

https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-ii/articolo-32

https://portale.fnomceo.it/la-fnomceo-accoglie-lappello-della-simm-sui-cpr-e-diritto-alla-salute/

Conseguenze sanitarie ed ambientali degli impianti di incenerimento di rifiuti. In Italia una quota significativa di rif...
12/02/2026

Conseguenze sanitarie ed ambientali degli impianti di incenerimento di rifiuti.

In Italia una quota significativa di rifiuti urbani indifferenziati è ancora destinata all’incenerimento. Secondo le direttive europee la pratica dell’incenerimento , anche con recupero energetico, è una soluzione che nella scala gerarchica di gestione dei rifiuti si pone al penultimo posto, prima della discarica.
I prodotti generati da questo processo possono contaminare l’ambiente e molte sostanze sono tossiche per l’uomo.
I risultati degli studi epidemiologici sono spesso utilizzati per sostenere tesi diverse, ponendosi il settore dei rifiuti al centro di controversie e di interessi ,anche economici ,contrapposti. In Italia ,unici, usiamo il termine “termovalorizzatore” per indicare un impianto di incenerimento dei rifiuti solidi urbani o speciali, progettato per recuperare energia termica ed elettrica dalla combustione. Si pone così l’accento sulla produzione di energia a partire dai rifiuti, mitigando la percezione negativa collegata al termine “inceneritore”, così come viene ad ogni modo designato nella normativa europea . Altri trattamenti termici dei rifiuti sono la pirolisi, che si svolge in assenza di ossigeno, e la gassificazione, che prevede un'ossidazione parziale.
In senso lato, si parla di "incenerimento" anche quando all'interno del processo sono presenti fasi di pirolisi e di gassificazione.Dalla combustione dei rifiuti si generano soprattutto emissioni gassose in atmosfera ed altre che interessano anche l’acqua e il suolo: i rifiuti con l’incenerimento non spariscono ma sono trasformati in emissioni più o meno inquinanti, acque di processo contaminate , ceneri da combustione e scorie , che devono a loro volta essere smaltite. L’incenerimento dei rifiuti immette in atmosfera : inquinanti gassosi (CO, CO2, acido cloridrico, ossidi di zolfo e d’azoto), particolato (PM10, PM 2,5, PM1, PM 0,1),microinquinanti (PCB, diossine, furani, metalli pesanti, IPA).Si considerano ora anche aspetti emergenti dell’inquinamento, come quello prodotto dall’incenerimento della plastica, una delle principali fonti di rilascio di microplastiche nelle matrici ambientali. Queste danneggiano la salute direttamente ed anche come vettori di contaminanti chimici e metalli pesanti .
Gli inceneritori, anche di nuova generazione, producono particolato con dimensioni ridotte( inferiori a 2.5 μm) e nel range delle nanoparticelle (tra 1 e 999 nm) ,il più pericoloso per la salute. Sfugge ai sistemi di filtraggio degli impianti e nell’organismo supera la barriera polmonare ed altre, raggiungendo con la circolazione del sangue tutti i distretti corporei. La concentrazione delle polveri ultrafini non è regolamentata da alcuna normativa, pur rappresentando un rischio per la salute umana. Per effetto degli agenti atmosferici queste esercitano i loro effetti in un raggio molto più ampio rispetto alle PM10 e PM2,5 , che siamo abituati a considerare e monitorare come uno degli indici della qualità dell’aria.
Per quanto le tecnologie aiutino a minimizzare le emissioni, l’esempio di nuovi inquinanti emergenti e non monitorati non consente di sottovalutare il rischio ambientale e per la salute .La complessità e numerosità dei composti chimici emessi dagli inceneritori impedisce di fatto che molti siano individuati. Gli effetti sulla salute di inquinanti più rari o il possibile effetto congiunto di diverse sostanze non sono ancora completamente noti e richiedono più studi. È importante sottolineare inoltre che non esiste, dal punto di vista biologico,una soglia sotto la quale gli inquinanti siano certamente innocui per la salute umana ,soprattutto nei bambini e nei più fragili. In letteratura numerose pubblicazioni scientifiche prendono in esame le conseguenze sanitarie ed ambientali degli impianti di incenerimento di rifiuti , pur operanti nel rispetto dei limiti emissivi e degli standard previsti dalle migliori tecnologie disponibili.
Dal punto di vista sanitario si tratta soprattutto di malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, nascite pretermine ed abortività spontanea , oltre a tumori maligni. Gli impianti di nuova generazione hanno concentrazioni di emissione molto inferiori rispetto agli inceneritori storici ,ma trattano un volume di rifiuti maggiore e la quantità assoluta di inquinanti emessi è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti trattati. Un grande impianto emette milioni di metri cubi di fumi /anno e ciò significa che, pur rispettando i limiti di legge , emetterà in atmosfera parecchie tonnellate di sostanze inquinanti e pericolose. È difficile sostenere, ed anche intuitivo, che questo possa essere indifferente per l’ambiente circostante e per la popolazione residente. C’è necessità di svolgere indagini più approfondite sulle emissioni dai termovalorizzatori per caratterizzare le sostanze emesse dagli impianti ; ulteriori informazioni possono essere fornite da studi di biomonitoraggio di popolazioni o lavoratori esposti e da valutazioni di impatto sulla salute basate su stime quantitative degli inquinanti.
Anche gli impianti di pirolisi e gassificazione per il trattamento dei rifiuti , producono emissioni in atmosfera di gas acidi, diossine e furani, NOx, VOCs, metalli, particolato fine. In questi impianti, per la ridotta presenza di ossigeno si formano anche idrocarburi policiclici aromatici ( IPA) ,noti cancerogeni. Negli impianti di pirolisi le emissioni di PCDD/F, ( diossine/ furani) seppur contenute, sono proporzionali al quantitativo di materiale trattato e destano preoccupazione per le loro caratteristiche di lunghissima persistenza nell’ambiente e possibilità di bioaccumulo e biomagnificazione.
Gli inceneritori, inclusi i termovalorizzatori, emettono significative quantità di gas serra durante la combustione dei rifiuti, CO2 ed altri, contribuendo al riscaldamento globale e al cambiamento climatico, con danni notevoli per l’ambiente e per la salute . Sebbene producano energia, la loro impronta carbonica è considerevole,soprattutto a causa del trattamento delle plastiche. Italia la problematica dei termovalorizzatori è affrontata in base a posizioni ideologiche, politiche, valutazioni economiche e tecniche, dimenticando spesso l’indirizzo dato dalla Comunità Europea.
L’UE privilegia infatti la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo. La normativa comunitaria (Direttiva n. 851 del 30 maggio 2018 )conferma la gerarchia stabilita ancora nel 2008 ( Direttiva n. 98 del 19 novembre 2008) per la lotta all’inquinamento da rifiuti e introduce i principi della sostenibilità e della economia circolare , considerando espressamente i rifiuti come risorsa da valorizzare. Per questo aggiunge la nuova definizione di “recupero di materia” differenziandola con chiarezza dal recupero di energia e ponendo il primo come priorità.
In Europa già da qualche anno i Paesi del Nord hanno predisposto piani per ridurre drasticamente il numero di inceneritori e il trend si sta spostando verso l'abbandono dell'incenerimento. Puntare ora sugli inceneritori rischia anche di disincentivare gli investimenti in tecnologie più avanzate per il recupero di materiali , senza considerare i lunghi tempi di realizzazione, i costi notevoli e i tempi ancor più lunghi per rientrare dall’ investimento, nonché la “penalizzazione” per la popolazione e il territorio interessati dall’installazione .
Dal 2026-2028, l'UE prevede anche l'inclusione degli inceneritori nel sistema ETS per tassare le emissioni, con l'obiettivo di responsabilizzare gli impianti sulla loro impronta di carbonio.Gli impianti, pur ammessi per ridurre l'uso delle discariche, non sono sostenibili e sono esclusi dai finanziamenti PNRR. Il principio DNSH (Do No Significant Harm, non arrecare un danno significativo all'ambiente ) è una Linea Guida europea obbligatoria per il PNRR , per garantire che gli investimenti pubblici non provochino danni ambientali e l’incenerimento dei rifiuti è considerato come “attività che arreca significativo danno ambientale “ , e il danno ambientale correla strettamente a quello per la salute .
L’impatto climalterante dell’incenerimento è cospicuo , ostacolando anche gli obiettivi di neutralità climatica per il prossimo futuro.La complessità dell’argomento dovrebbe essere affrontata anche nell’ottica della sostenibilità considerando che viviamo ora in un mondo e in un modo dove le risorse e le materie prime si stanno esaurendo rapidamente e dove i rifiuti devono quindi diventare risorse , riutilizzabili come materia e non combusti. La sostenibilità ambientale e la salute umana sono strettamente interconnesse secondo l'approccio "One Health", che riconosce come la salute di persone, animali ed ecosistemi sia inseparabile. Mentre il dibattito sulle emissioni dei moderni impianti rimane aperto, l'incenerimento è tuttavia una reale minaccia , che ha effetti a lungo termine su tutte le forme di vita e di salute.

A cura di Dr.ssa Nadia Comper e Dr. Paolo Bortolotti , Commissione Ambiente OMCeO Tn.

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