Serena Ziglio

Serena Ziglio Percorsi per il parto e per riscoprire il perineo, con lentezza e gentilezza ✨

Come si fa?In questi giorni pensavo a come rispondere a questa domanda.E mi è tornata in mente un’immagine: Joe Simpson ...
27/02/2026

Come si fa?

In questi giorni pensavo a come rispondere a questa domanda.
E mi è tornata in mente un’immagine: Joe Simpson che si cala nel ghiacciaio.

C’è un film meraviglioso, ispirato ad una storia vera.
Due amici affrontano una scalata difficilissima. Sono legati dalla stessa corda. A un certo punto uno dei due precipita in un crepaccio e resta sospeso nel vuoto.

Per giorni prova a risalire.
Fino a quando capisce che non può farcela.
E allora prende una decisione controintuitiva: invece di tirarsi su, si cala.
Si immerge nel buio del ghiacciaio.

Pensare a quella scena mi fa ancora ve**re i brividi.
Ma è così che trova la via di uscita. È così che si salva.

Stare con le onde dell’utero ha un po’ quel sapore.
Immergersi fa paura.
Attraversare un passaggio stretto senza sapere cosa c’è oltre richiede fiducia.

Vorremmo evitarle.
Vorremmo scappare dalle contrazioni, aggirarle, saltarle.
E invece dobbiamo passarci attraverso.
E lo si può fare.

Certo, non sempre è automatico.
Ma si può imparare.

Ha a che fare con il respiro.
Con il movimento.
Con la consapevolezza del corpo.
Con il provare e riprovare, finché quel gesto diventa familiare.

Immergersi non è un atto di coraggio che si improvvisa.
È qualcosa che si può preparare.

E anche se sembra controintuitivo,
è proprio quando ti abbandoni e ti immergi nel buio che, lì in fondo, trovi la luce.






Spesso si tende ad associare l’attivazione del perineo a una sola direzione:dal basso verso l’alto.È il movimento più pr...
18/02/2026

Spesso si tende ad associare l’attivazione del perineo a una sola direzione:dal basso verso l’alto.

È il movimento più profondo, quello che spesso viene chiamato “l’ascensore”.

Ma il perineo è un insieme di muscoli, organizzati in più strati.Può muoversi in tante direzioni diverse.

Puoi stimolarlo a fior di pelle,in profonditào nello strato intermedio.

Puoi farlo con più o meno intensità.

Puoi muoverlo lungo il diametro antero-posteriore oppure lungo quello laterale.Agendo sul triangolo anteriore o su quello posteriore.

Il perineo non è solo un ascensore 😉. Ha molte più direzioni di quanto immagini. E il suo movimento ha innumerevoli benefici 💫.


Questa settimana a lezione ci siamo concentrate sulla parte finale del parto.Abbiamo visto, in modo molto concreto, come...
13/02/2026

Questa settimana a lezione ci siamo concentrate sulla parte finale del parto.
Abbiamo visto, in modo molto concreto, come sostenere le spinte dell’utero.

Cosa posso fare se voglio ridurre al minimo la spinta?
E se invece voglio accompagnarla e sostenerla?

Queste intenzioni possono tradursi in gesti respiratori precisi e controllabili.

A fine lezione è arrivata una domanda importante:
“Quando spingo sento che il mio perineo si attiva: è giusto che sia così? Posso lasciare che si chiuda il giorno del parto?”

La risposta è: sì e no.

È normale che si attivi.
Questa è la sua funzione fisiologica: rispondere alle pressioni che arrivano dall’alto e controbatterle (pensa a uno starnuto o a un colpo di tosse).

Ma durante il parto non possiamo lasciare che il perineo si chiuda.

Lo so, può sembrare difficile — persino impossibile.
Eppure c’è un momento della vita quotidiana in cui il perineo si rilassa nonostante riceva pressione dall’alto.

Sai qual è?

Quando vai in bagno.

Per questo nella preparazione al parto uso spesso il parallelismo tra retto, vescica e utero.

Osservare e “giocare” con il proprio modo di andare in bagno è uno dei modi più efficaci per prepararsi alla fase finale del parto e...  per mantenere la salute del perineo a lungo! Cosa da non sottovalutare, direi 😉.

“Mi ha fatto sentire al sicuro, come quando da bambina mi nascondevo sotto le lenzuola”.“ Mi sono sentita in un bozzolo”...
19/12/2025

“Mi ha fatto sentire al sicuro, come quando da bambina mi nascondevo sotto le lenzuola”.
“ Mi sono sentita in un bozzolo”.
Quanto è importante questo per il parto! Per questo ho trovato meravigliosamente incoraggianti queste frasi che sono emerse al termine di una lezione in cui ho proposto alle mamme di provare la fascia per il parto.

Perché una donna in travaglio ha prima di tutto bisogno di sentirsi al sicuro? Ci hai mai pensato?C’è una ragione molto pratica, scritta nel nostro DNA, frutto di milioni di anni di evoluzione. Quando le nostre antenate vivevano all’aperto, non potevano permettersi di partorire in qualunque situazione. Per questo il nostro inconscio ha imparato a sondare l’ambiente circostante: se percepisce una minaccia, l’utero si chiude.

Oggi non viviamo più nella savana, ma questo meccanismo di sopravvivenza della specie è rimasto. Non ci sono più predatori pronti ad assalirci in un momento di grande vulnerabilità, ma in ospedale ci troviamo comunque a fare i conti con:
>presenza di persone estranee
>ambiente non familiare
>sentirsi osservate
>sentirsi giudicate
> luci forti ( stimolazione visiva)
>richiesta di rispondere a domande o compilare moduli (stimolazione verbale).

Tutti questi stimoli attivano la parte più evoluta del nostro cervello, proprio quella che dovrebbe “spegnersi” durante il travaglio per lasciar spazio alla parte più primitiva ed istintiva, quella che abbiamo in comune con gli altri mammiferi.
Non è un caso se gli animali, quando partoriscono, si isolano dal branco. Tendono a farlo di notte se sono attivi di giorno, o viceversa. In altre parole, cercano INTIMITA’.

Ed è esattamente quello che invito a fare anche a te. Puoi farlo in tanti modi: tenendo gli occhi chiusi, isolandoti con della musica nelle cuffie o avvolgendoti in una fascia che ti permetta di nasconderti 💜.


 


A volte mi chiedono: “ Come farò a ricordarlo?”.Te lo ricordi se lo hai vissuto.Te lo ricordi se il corpo lo ha integrat...
17/10/2025

A volte mi chiedono: “ Come farò a ricordarlo?”.
Te lo ricordi se lo hai vissuto.
Te lo ricordi se il corpo lo ha integrato.

Per questo provare in prima persona è così importante nella preparazione al parto.
Che sia un tipo di respirazione, un movimento delle gambe o una strategia per rilassare il perineo, non accontentarti di capire o di guardare: mettiti lì e fallo!

Provare è fondamentale per integrare, far sì che il corpo impari e memorizzi.
Ma non solo, è il modo migliore per prendere confidenza col gesto/materiale, sentire se ti è comodo e, se necessario, aggiustarlo finché non ti calza davvero a pennello.

Qualunque consiglio o suggerimento tu riceva per il parto, non aspettare di essere in sala parto per provarlo: sperimentalo su di te, adesso.

Perché se il corpo ha sentito e vissuto qualcosa, è più facile che gli venga spontanea, quel giorno.









Il bacino è mobile, soprattutto in te che sei incinta. Questo significa che hai la possibilità di modificare la sua form...
13/10/2025

Il bacino è mobile, soprattutto in te che sei incinta. Questo significa che hai la possibilità di modificare la sua forma e la sua dimensione.

Le gambe possono aiutarti a farlo. Possono aumentare in maniera straordinaria i diametri interni del bacino.

Giulia l' ha fatto, ti racconto la sua storia, chissà che quel giorno le gambe non possano essere di aiuto anche a te💫.





Il tuo perineo non ha bisogno solo di esercizi, ma di attenzioni quotidiane.Ogni tuo gesto — come respiri, come ti muovi...
08/10/2025

Il tuo perineo non ha bisogno solo di esercizi, ma di attenzioni quotidiane.

Ogni tuo gesto — come respiri, come ti muovi, come gestisci gli sforzi — lo influenza.


Parti dalle piccole cose: sono quelle che, nel tempo, fanno la differenza 💫.

“Ma alla fine mi devo sdraiare, no?” Questa è una domanda che mi sento fare ancora. E nemmeno così di rado.Ebbene no, no...
02/10/2025

“Ma alla fine mi devo sdraiare, no?”
Questa è una domanda che mi sento fare ancora. E nemmeno così di rado.

Ebbene no, non devi per forza stenderti se non lo vuoi. Non c’è una posizione giusta o sbagliata: durante la fase finale, così come in tutto il percorso, puoi scegliere quella che ti fa sentire meglio.

Guarda Lucia, ad esempio: lei ha scoperto che la posizione a carponi era quella che più la faceva sentire a suo agio.
Ma ogni donna e ogni parto sono unici.

La tua posizione la scoprirai TU seguendo il tuo corpo e le tue sensazioni! 💫

Il racconto della mia genesi. Come è nato tutto? Perché lo faccio? E cosa facevo prima?Un concentrato della mia storia i...
11/09/2025

Il racconto della mia genesi. Come è nato tutto? Perché lo faccio? E cosa facevo prima?
Un concentrato della mia storia in 7 slide!

Che sia la prima volta che ci presentiamo o che tu sia qui già da un po': benvenuta ❤️!

Sono sicura che ti sia già capitato.Immagina: prendi uno spavento, stai facendo uno sforzo o sei molto concentrata.Come ...
14/08/2025

Sono sicura che ti sia già capitato.
Immagina: prendi uno spavento, stai facendo uno sforzo o sei molto concentrata.
Come reagisce la tua respirazione?Spesso succede che si blocchi, vero? Ci capita tante volte al giorno, quasi sempre senza accorgercene.

Quando andiamo in apnea, però, non interrompiamo solo il flusso dell’aria: creiamo anche tensioni nel corpo di cui non abbiamo bisogno.
Potremmo dire che l’apnea invita alla contrazione, mentre l’espirazione invita a lasciar andare e a mantenere il corpo morbido.

Ora immaginati nel giorno del parto 💛. Di cosa ha bisogno la tua bambina/il tuo bambino?
Ha bisogno di aria (che puoi dargli solo respirando) e di spazio per farsi strada.
Ecco perché un corpo rilassato, che respira, è quello che desideriamo mantenere ✨. In questo, l’espirazione è senza dubbio una compagna molto più preziosa dell’apnea.

Per questo, nella preparazione al parto, una delle prime cose su cui lavoro è proprio imparare a riconoscere le proprie apnee nella vita quotidiana.
Più diventiamo brave a farlo ogni giorno, più, il giorno del parto, sapremo riconoscere quando stiamo trattenendo il respiro e irrigidendo il corpo.

E ti dirò: è anche divertente, perché a volte ci si scopre in apnea nei momenti più imprevedibili… mentre ci si trucca, in attesa al semaforo rosso, o quando ci si alza dalla sedia.

E tu? Qual è stata la volta più curiosa in cui ti è capitato di trattenere l’aria?









Domenica mattina arriverà nella vostra casella di posta la nuova newsletter. Se sei sensibile all' argomento 🚽 ti invito...
23/05/2025

Domenica mattina arriverà nella vostra casella di posta la nuova newsletter. Se sei sensibile all' argomento 🚽 ti invito a rimandare la lettura a dopo colazione.

In questa mail non ci gireremo intorno, parleremo di c@cca in tutte le sue sfumature: colore, forma, peso specifico. Insomma, forse per te meglio lontano dai pasti.

Se non sei ancora iscritta alla newsletter , puoi farlo al link in bio 😉.






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