06/05/2026
Se pensi che i figli degli altri dormano 10 ore filate mentre il tuo si sveglia, abbiamo una buona notizia per te: i risvegli notturni sono la norma fisiologica, non l’eccezione.
La prima cosa da capire è che il sonno dei bambini è molto diverso da quello degli adulti e spesso la frustrazione dei genitori dipende più da aspettative irrealistiche che da veri e propri problemi del sonno.
Durante la gravidanza e nei primi mesi di vita, il sonno è polifasico: questo significa che i cicli sonno-veglia sono distribuiti nell’arco di tutta la giornata.
A partire dai 2-3 mesi di vita comincia gradualmente ad allungarsi il sonno notturno, ma bisogna aspettare mediamente fino ai 6-7 mesi perché la fase più lunga del sonno diventi quella notturna.
Detto questo, è del tutto normale che nei primi anni di vita il sonno notturno sia interrotto da uno o più risvegli. Bisogna aspettare tra i 3 e i 6 anni, a seconda del bambino, affinché il sonno notturno si stabilizzi.
Ma allora perché sembra che alcuni bambini “dormano tutta la notte”? In realtà praticamente tutti i bambini si svegliano, il punto è che alcuni hanno bisogno dell’aiuto dei genitori per riaddormentarsi, mentre altri ce la fanno più facilmente da soli.
I bambini ce la mettono tutta per diventare autonomi, nel movimento, nell’alimentazione e anche nell’addormentamento. Il ruolo dei genitori è dare loro fiducia e supportarli in questo processo.
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