23/01/2025
"Quando la situazione di mio figlio, e di conseguenza anche mia, era particolarmente difficile, trovavo molto sostegno leggendo i post di chi raccontava di progressi, segnali di miglioramento, uscite. Voglio contraccambiare, sperando che la mia testimonianza sia d'aiuto a qualcuno.
Mio figlio ha quasi 22 anni. Scherzando diciamo che questo è il decimo anniversario da quando le sue difficoltà dovute ad ansia sociale hanno assunto una forma visibile e, purtroppo, totalmente invalidanti per anni: una storia in comune con moltissimi dei racconti che ho letto negli anni in questo gruppo.
Qualche anno fa ho capito qualcosa in più e ho iniziato a togliere: giudizio, controllo, aspettative, miei problemi di autovalidazione come genitore, tentativi di rientrare in un fantomatico 'percorso di vita giusto per un ragazzo della sua età'. Via tutto. È rimasto solo l'ascolto, aperto, profondo, di lui e di me in questa esperienza che è la nostra vita.
Adesso, mentre sto scrivendo, sono seduta in macchina ad aspettarlo. Ancora non prende i mezzi da solo di sera, ma anche per questo so che è solo questione di tempo, del suo tempo.
Poco meno di due anni fa, dopo anni di tentativi in più direzioni per riempire un enorme vuoto esistenziale, ha scoperto la fotografia. È stato amore a prima vista, se così si può dire, un amore così grande da fargli superare piano piano moltissime chiusure, a cominciare dalle uscite da solo, fotocamera in mano, fino a quello che sta succedendo ora: un quasi ex ritirato che fotografa concerti, rock, indie, punk, in mezzo a un casino di gente (è il motivo per cui lo sto aspettando in macchina). Nel mezzo, ore e ore di street photography, lezioni, una mostra di sue foto, un sacco di contatti (pubbliche relazioni, incredibile!) e già qualche piccolo lavoro.
La sua esperienza di ritiro ha acuito la sensibilità di cui era già dotato: le sue foto restituiscono uno sguardo profondo sugli altri esseri umani, proprio quegli altri che ha cercato di evitare per anni. C'è una lente a fare da filtro, ed è proprio ciò che gli permette di esporsi così tanto (sono parole sue).
Ho provato a sintetizzare, in dieci anni è successo tanto. Ci sono molti genitori orgogliosi dei successi dei loro figli a scuola, nello sport, all'università. Io sono fiera di lui perché ce l'ha fatta a restare vivo, a trovare le risorse per darsi una possibilità. È stata dura, in molti momenti apparentemente senza speranza, ma c'è tanta bellezza nascosta: se si cambia angolazione si vede, e si vive.
Grazie a questo gruppo, unico e accogliente.
Il messaggio di una madre nel nostro gruppo Hikikomori Italia - Genitori