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Ci sono frasi che restano perché toccano qualcosa di vero.Il cibo come compagnia, come rifugio, come presenza silenziosa...
09/01/2026

Ci sono frasi che restano perché toccano qualcosa di vero.

Il cibo come compagnia, come rifugio, come presenza silenziosa quando manca altro.
Non come problema da correggere, ma come risposta a un bisogno che chiede ascolto.

È una dinamica che emerge spesso, anche quando non viene nominata.
Ed è uno dei temi che attraversa il mio lavoro.

A volte non serve controllarsi.Serve ascoltarsi.Questo eBook non parla di diete, regole o forza di volontà.Parla di fame...
06/01/2026

A volte non serve controllarsi.
Serve ascoltarsi.

Questo eBook non parla di diete, regole o forza di volontà.
Parla di fame emotiva, di ascolto del corpo, di tornare a una relazione più gentile con il cibo… e con sé stessi.

Se senti che mangiare non è solo mangiare,
forse questo percorso è per te.

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06/01/2026

A volte non serve controllarsi.
Serve ascoltarsi.

Questo eBook non parla di diete, regole o forza di volontà.
Parla di fame emotiva, di ascolto del corpo, di tornare a una relazione più gentile con il cibo… e con sé stessi.

Se senti che mangiare non è solo mangiare,
forse questo percorso è per te.

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Non sempre mangiamo per fame.A volte mangiamo per stanchezza, emozioni, abitudine.Se ti riconosci, questo piccolo libro ...
03/01/2026

Non sempre mangiamo per fame.

A volte mangiamo per stanchezza, emozioni, abitudine.

Se ti riconosci, questo piccolo libro nasce proprio da qui.

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01/01/2026

Non sempre mangiamo per fame.

A volte mangiamo per stanchezza, emozioni, abitudine.

Se ti riconosci, questo piccolo libro nasce proprio da qui.

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22/08/2025

✨ Scopri il sorgo: il cereale antico che merita un posto nella tua cucina! 🌾Hai mai sentito parlare del sorgo?È un cerea...
25/07/2025

✨ Scopri il sorgo: il cereale antico che merita un posto nella tua cucina! 🌾

Hai mai sentito parlare del sorgo?
È un cereale privo di glutine, ricco di fibre e minerali preziosi come ferro, calcio e potassio.
Ma soprattutto… è altamente digeribile e si cucina come il riso! 🍚

✅ Ottimo per chi cerca varietà nella propria alimentazione
✅ Perfetto in zuppe, insalate, risotti o come base per piatti creativi
✅ Ideale per chi segue un’alimentazione naturale e consapevole

📌 Consiglio pratico: mettilo in ammollo prima della cottura per renderlo più morbido e digeribile.

Provalo e fammi sapere come lo cucini!
Ti va di taggarmi nella tua ricetta? 💚

Il controllo attraverso il cibo: quando l’alimentazione diventa un’illusione di sicurezza«L’alimentazione è uno strument...
08/07/2025

Il controllo attraverso il cibo: quando l’alimentazione diventa un’illusione di sicurezza

«L’alimentazione è uno strumento ideale per convincersi di avere il controllo della situazione: puoi sempre scegliere cosa e quanto mangiare, quando digiunare, quando abbuffarti.»
(Tratto da Verrà l’alba, starai bene)

In certi momenti, la vita ci travolge. Relazioni che si incrinano, ansie che stringono il petto, situazioni che ci sfuggono di mano. In quel caos, cerchiamo un appiglio. Qualcosa che ci faccia sentire “in controllo”.

Molto spesso, quel qualcosa è il cibo.
Ma può essere anche l’alcool, l’eccesso di sport, il bisogno compulsivo di ordine, il lavoro incessante o la ricerca ossessiva del “miglioramento personale”.

Quando il cibo diventa un’arma di compensazione

C’è chi, di fronte alla confusione o al dolore, si rifugia in una dieta ferrea: “Almeno qui decido io”.
C’è chi digiuna per punirsi, per sentirsi più “forte”.
C’è chi si abbuffa di nascosto, cercando nel cibo un conforto che nessuno ha saputo dare.

Sono atti quotidiani, silenziosi, ma profondamente carichi di significato.
• Una donna si sveglia dopo una lite col compagno e decide che non mangerà nulla tutto il giorno. Non è fame o dieta: è bisogno di controllo.
• Un ragazzo torna a casa dopo una giornata di stress e si consola con un’intera vaschetta di gelato. Cerca conforto, ma si sente in colpa subito dopo.
• Una madre, abituata a mettere sempre gli altri al primo posto, beve due bicchieri di vino ogni sera. Non per il gusto, ma per anestetizzare la fatica, la solitudine, la mancanza.
• Un uomo rientra a casa dopo ore di lavoro, stanco, deluso, carico di aspettative inespresse. Apre una birra, poi un’altra, poi mangia senza davvero sentire i sapori. Ha bisogno di staccare, ma non sa come farlo se non così.

Il bisogno di “sentire meno”

Quando il dolore emotivo è troppo, il corpo cerca una scorciatoia: anestetizzarsi.
E il cibo – così come l’alcool, lo shopping compulsivo, le ore passate davanti allo smartphone – è una via veloce per non sentire.
Non sentire la rabbia, il vuoto, il bisogno d’amore, la paura di fallire.

Ma il prezzo da pagare è alto: si resta intrappolati in cicli ripetitivi, pieni di colpa, frustrazione, vergogna.

Dalla punizione al nutrimento

Uscire da questa spirale non significa “mangiare bene” o “smettere di bere”.
Significa rimettere al centro il proprio sentire, riconoscere che dietro certi comportamenti c’è una richiesta di aiuto. Un bisogno legittimo, anche se espresso in modo disfunzionale.

La Mindfulness e l’alimentazione consapevole ci invitano proprio a questo:
• A fermarci.
• A chiederci “Cosa sto davvero cercando?”
• A scegliere non per controllare, ma per prenderci cura.

Domande chiave per un ascolto profondo
• Cosa succede in me quando sento il bisogno di controllare il cibo?
• Uso il cibo per nutrirmi… o per consolarmi o punirmi?
• Ci sono emozioni che sto cercando di zittire con un bicchiere di vino, uno spuntino, una restrizione?

Conclusione: il vero controllo nasce dall’ascolto

Controllare ci fa sentire forti. Ma ascoltare ci rende liberi.
Liberi di nutrirci con rispetto, di fermarci senza colpa, di riconoscere i nostri bisogni più profondi.
Non per giudicarli, ma per accoglierli.

Perché sì, può darsi che oggi tu abbia saltato un pasto o bevuto troppo. Ma dietro quell’azione non c’è debolezza: c’è un essere umano che sta cercando di sopravvivere.

E forse, proprio in quell’onestà, può cominciare la guarigione.

©️ Lara Ghedin

Zona di comfort: è davvero da eliminare per crescere?“Esci dalla tua zona di comfort!”Quante volte l’hai sentito dire?Ne...
29/06/2025

Zona di comfort: è davvero da eliminare per crescere?

“Esci dalla tua zona di comfort!”
Quante volte l’hai sentito dire?
Nel linguaggio motivazionale e spirituale contemporaneo, sembra quasi un mantra. Ma siamo sicuri che sia sempre vero? E soprattutto: crescere significa davvero abbandonare ogni comfort?

Cos’è davvero la zona di comfort?

La zona di comfort è quello spazio fisico, mentale ed emotivo in cui ci sentiamo al sicuro. Non perché sia perfetto, ma perché è prevedibile. È fatta di abitudini, relazioni note, ambienti familiari, scelte consolidate. Ci protegge, ci stabilizza, ci dà un senso di identità.

Ed è proprio da quella stabilità che spesso nasce la voglia di cambiare.

Il mito dell’uscita obbligatoria

Nel pensiero “crescita-oriented” si tende a dipingere la zona di comfort come un luogo stagnante, mortifero, addirittura tossico. Il messaggio implicito è: se ti senti a tuo agio, stai perdendo tempo.

Ma è davvero così?
La verità è che senza un minimo di comfort non potremmo nemmeno reggere lo stress del cambiamento. Il sistema nervoso ha bisogno di sicurezza per potersi aprire al nuovo.
Uscire dalla zona di comfort a tutti i costi può portare non alla crescita… ma al burnout.

Il cambiamento sostenibile

La crescita avviene ai margini della zona di comfort, non nel panico. È un equilibrio delicato tra sicurezza e sfida, tra ciò che conosciamo e ciò che stiamo imparando.
Serve una “zona di apprendimento”, una base sicura da cui esplorare, e a cui poter tornare per ricaricarci.

Il vero switch?

Non è uscire dalla zona di comfort, ma espanderla.
Non è buttarsi nel vuoto, ma camminare verso l’ignoto con radici forti.
Crescere non significa rinnegare ciò che ti fa stare bene, ma riconoscere quando il “troppo comodo” diventa una gabbia, e quando invece è un nido da cui partire con più forza.



In sintesi:
La zona di comfort non è un nemico da abbattere, ma una risorsa da comprendere.
Non sempre bisogna uscirne. A volte basta riorganizzarla, nutrirla meglio, usarla come base solida per volare.
Perché il vero coraggio non è vivere sempre sull’orlo, ma scegliere con consapevolezza quando restare e quando andare.

©️ Lara Ghedin ✔

Ritornare al Femminile: un viaggio di risveglio, non una modaIn un mondo che ci chiede di essere sempre performanti, lin...
07/06/2025

Ritornare al Femminile: un viaggio di risveglio, non una moda

In un mondo che ci chiede di essere sempre performanti, lineari, razionali e produttivi, parlare di femminile non è una fuga romantica — è un atto di rivoluzione silenziosa.

Il femminile è una forza primordiale che vive in ogni essere umano:
è la capacità di sentire profondamente,
di accogliere ciò che cambia,
di stare nel vuoto senza riempirlo subito.
È corpo, intuizione, ciclicità, nutrimento, ascolto.

Per troppo tempo questa energia è stata ignorata, repressa o fraintesa.
E così ci siamo scollegati dal nostro ritmo naturale.
Abbiamo iniziato a vivere controcorrente: contro il nostro corpo, contro il nostro sentire, contro la nostra vera voce.

Lavorare sul femminile non è diventare qualcun altro.
È ricordare chi siamo, in uno spazio più autentico, più vero, più libero.

Possiamo riscoprirlo nel modo in cui nutriamo il nostro corpo,
nel rispetto dei nostri cicli interiori,
nella qualità delle relazioni che scegliamo,
nella lentezza con cui impariamo ad ascoltarci.

Perché il femminile non si impone.
Si risveglia.
Con gentilezza, con presenza, con verità.

Il Mio Mattino Inizia Così (versione “non sono una guru, ma ci provo”)Sbatto gli occhi alle 5:15 (sì, a volte anche alle...
31/05/2025

Il Mio Mattino Inizia Così (versione “non sono una guru, ma ci provo”)

Sbatto gli occhi alle 5:15 (sì, a volte anche alle 5:30, non giudicare).
Infilo le scarpe come se stessi per scalare l’Everest, ma in realtà faccio una camminata/corsa… a dignità variabile.

Durante la corsa penso a:
1. Uccidere chi mi ha detto “vedrai che ti farà bene”
2. Cosa mangiare dopo
3. Quanto sono f**a a correre alle 6 del mattino (spoiler: nessuno mi vede, ma io lo so).

Poi medito.
O almeno ci provo.
Il mantra parte bene, poi si infila una lista della spesa, un ex, un meme di Instagram e forse anche la bolletta della luce.
Ma io sto lì. Perché ho deciso che sto con me.

E no, non mi sono ancora illuminata.
Ma ho evitato di rispondere male alla prima persona della giornata.
Quindi sì: è un inizio vincente.

✨ Namastè e passiamo al frappé
Ci vediamo domattina.

“Il sovrappeso non è solo una questione di calorie.”Dietro ogni chilo in più può nascondersi una storia: di protezione, ...
27/05/2025

“Il sovrappeso non è solo una questione di calorie.”
Dietro ogni chilo in più può nascondersi una storia: di protezione, di mancanza, di bisogno d’amore o semplicemente di troppo silenzio dentro di sé.

Questo non è un invito alla colpa, ma all’ascolto.
Perché il corpo parla.
E quando smettiamo di combatterlo… iniziamo davvero a capirlo.

Ti sei mai chiesta cosa vuole dirti il tuo corpo?

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