13/04/2026
TI DICONO CHE SEI COMPLICATA…
Non è una diagnosi. A volte è solo un limite loro.
“Sei complicata” spesso significa:
non riesco a leggerti,
non riesco a gestirti,
non rientri nei miei schemi.
E allora cosa succede?
Che invece di mettersi in discussione, provano a spostare il problema su di te.
Un grande classico, degno della favola di La volpe e l’uva: quando qualcosa è fuori portata, diventa “sbagliato”, “troppo”, “eccessivo”.
Ma attenzione: non sto parlando solo di uomini.
Succede anche tra donne, nelle amicizie, nel lavoro, ovunque ci sia qualcuno che non regge la complessità dell’altro.
La verità è questa, nuda:
la profondità spaventa chi vive in superficie.
E tu lì rischi di fare l’errore più grande:
iniziare a dubitare di te.
“Ma forse ha ragione…”
“Magari dovrei essere più semplice…”
“Sto chiedendo troppo…”
NO 👎
Stai solo chiedendo nel posto sbagliato.
Da psicologa ti dico questo:
quando una persona significativa per te ti rimanda che “sei troppo”, il sistema emotivo vacilla. È umano.
Non sei fragile, sei coinvolta.
Ma proprio lì si gioca la partita della tua centratura.
Quando senti quella frase, non reagire. Traduci.
“Sei complicata” → “Io non ho strumenti per incontrarti”.
E da lì decidi, lucidamente:
mi riduco per essere accettata
oppure resto intera e seleziono chi è capace di starmi accanto?
Questa è leadership emotiva, non orgoglio.
Messaggio chiaro (per donne, ma vale anche per gli uomini):
non sei “troppo”.
Sei solo troppo viva per chi è abituato al minimo sindacale.
E no, non devi diventare più semplice.
Devi diventare più centrata.
Perché una persona centrata non ha bisogno di convincere nessuno.
Fa selezione naturale.
E a quel punto succede una cosa interessante:
chi ti definiva “complicata” smette di avere potere su di te.