22/12/2025
Ieri sera sono rientrati.
Con valigie diverse, orari diversi, vite che nel frattempo sono andate avanti senza di me.
A volte tornano insieme, a volte uno prima e uno dopo. In mezzo c’è il loro mondo: il lavoro, lo studio, le scelte, le stanchezze, le cose che non mi raccontano più.
E io, lo ammetto, durante il giorno a volte mi dimentico persino di loro.
Poi arriva la sera.
E puntuale squilla il telefono.
«Ehi ciao, come va?»
È Tommy. Mi racconta del lavoro, di una giornata qualunque che per me non lo è mai davvero. Lo ascolto e penso che sì, sta diventando grande davvero.
Mati invece no. Mati non racconta.
Con lei abbiamo fatto un patto silenzioso: quando rientra, anche tardi, anche nel cuore della notte, mi scrive solo una cosa.
“Notte ♥️”
E io, certe notti, mi sveglio apposta. O forse no.
Controllo il telefono nel buio, come se quel messaggio fosse una coperta.
Solo allora torno a dormire.
Ora sono qui. Sono tornati per Natale.
E per due settimane torneremo a essere una famiglia un po’ storta, un po’ disordinata, sicuramente imperfetta.
Una famiglia sgangherata, come siamo sempre stati.
Non siamo più il centro delle loro giornate.
Non siamo più casa come una volta.
Ma restiamo quel posto invisibile dove si torna, anche solo con una telefonata, anche solo con una parola scritta.
Forse è questo il nostro compito adesso: restare.
Tenere il filo senza stringerlo.
Essere presenza senza invadere.
Amare anche quando non sappiamo tutto, anche quando non ci raccontano niente.
Che l’amore vero non trattiene.
Veglia.
E lascia andare.
Soprattutto con i figli♥️