Dott.ssa Eleonora Alemanno - Psicologa Clinica e Forense

Dott.ssa Eleonora Alemanno - Psicologa Clinica e Forense Psicologa Clinica esperta in Criminologia e Scienze Investigative operante a Milano e provincia.

Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università degli Studi di Torino con punteggio 108/110, la Dott.ssa Eleonora Alemanno ha poi conseguito il titolo di Esperto in Scienze Criminologiche con punteggio 110/110 con lode presso l'Istituto FDE di Mantova. Altri corsi di formazione e training di specializzazione frequentati e conseguiti dalla Dottoressa sono i seguenti:
- Training di

abilitazione alla somministrazione della PCL-R;
- Corso di formazione in Neuropsicologia;
- Corso di introduzione al Criminal Profiling;
- Corso di formazione sulle tecniche di indagine scientifica sulla scena del crimine;
- Corso di formazione sui sopralluoghi dal vivo e sulle tecniche di indagine innovative;
- Corso di formazione sulla perizia penale nei casi rilevanti di omicidio.
- Corsi di formazione e aggiornamento sul percorso terapico con il bambino autistico. La stessa ha anche presenziato a molti convegni, workshop, giornate formative e seminari con lo scopo di mantenersi sempre aggiornata su tutto ciò che concerne gli ambiti della psicologia e della criminologia. Oltre ad esercitare la professione di psicologa clinica e criminologa presso il proprio studio privato sito in Milano, la Dott.ssa Eleonora Alemanno è altresì docente di corsi di formazione dell’ambito clinico-criminologico e partecipa frequentemente in qualità di relatrice a convegni di rilevanza nazionale.

18/04/2026

Il nemico numero 1 dell'immaturo è la fatica e la malavoglia si accompagna alla malcontentezza.

⬇️⬇️ Ascoltate bene questa tesi, situazione comune a molti adolescenti (e non!).

Come dico sempre ai miei adorati pazienti, 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚: cediment...
18/04/2026

Come dico sempre ai miei adorati pazienti, 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚: cedimenti e regressioni a schemi/emozioni/pensieri/comportamenti precedenti non sono indicatori di fallimento ma momenti e fasi assolutamente normali che appartengono al percorso di crescita e cambiamento.

È importante mantenere assolutamente fiducia nel cammino intrapreso e, soprattutto, assolutamente fiducia nella propria capacità di cambiare, di progredire... e di farcela! 🌿

Dott.ssa Eleonora Alemanno, psicologa clinica e forense a Milano. Cell. 333/2589358.

13/04/2026

𝑳𝒂 𝑭𝒊𝒍𝒐𝒔𝒐𝒇𝒊𝒂 𝑶𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒊 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝑴𝒐𝒏𝒅𝒐...⬇️

IN OCCIDENTE MI HANNO INSEGNATO UNA COSA. IN GIAPPONE HO SCOPERTO L'OPPOSTO. E NON SONO PIÙ TORNATA INDIETRO.

Ci sono lezioni che non trovi nei libri di self-help occidentali. Le scopri solo quando cambi punto di vista, quando ti lasci attraversare da un modo diverso di stare al mondo. E allora capisci che non eri troppo. Non eri in ritardo. Non eri sbagliata. Eri solo in mezzo a persone che non parlavano la tua lingua.

1️⃣ 𝐒𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞' 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞.

In Occidente ci dicono: "Se vuoi una cosa devi lottare." In Giappone esiste una parola: nagare (流れ), il flusso.

Le cose giuste arrivano più semplici di quanto credi. Se ogni passo è una battaglia, se devi forzare ogni porta, non stai sulla tua strada. Ci stai andando contro.

2️⃣ 𝐒𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐞' 𝐠𝐢𝐚' 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚.

L'Occidente ti dice: "Se non si fa sentire, è lui il problema." Il Giappone ha kotae (答え), la risposta.

Non c'è niente da analizzare. Non c'è niente da capire. Il silenzio di qualcuno è già tutto quello che serve sapere.

3️⃣ 𝐒𝐢𝐢 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞.

Ci hanno detto: "Sii la donna forte." In Giappone c'è honmono (本物), l'autentica.

La donna forte che non si rompe mai è un personaggio costruito per sopravvivere. La donna vera è quella che può anche crollare e rialzarsi senza chiedere scusa.

4️⃣ 𝐏𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞.

In Occidente: "Fatti piccola per non disturbare." In Giappone si parla di basho (場所), il tuo spazio.

Hai passato la vita a rimpicciolirti per stare comoda a chi ti stava intorno. Il giorno in cui occupi il tuo spazio, scoprirai chi era lì davvero per te.

5️⃣ 𝐒𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚. 𝐒𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢.

Ci ripetono: "Devi essere scelta." In Giappone c'è erabu (選ぶ), scegliere.

Hai passato anni a cercare di piacere. A sperare che lui, loro, il mondo ti scegliessero. Il giorno in cui smetti e scegli tu, cambia tutto.

6️⃣ 𝐋𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞' 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚.

L'Occidente ti dice: "Devi essere gentile sempre." Il Giappone ha yasashisa (優しさ), la gentilezza vera.

Dire sempre sì non è essere buona. È essere invisibile. La vera gentilezza sa anche dire "basta" senza sentirsi in colpa.

7️⃣ 𝐍𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨. 𝐄𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨.

"Non essere troppo", ci hanno detto. In Giappone c'è subete (全て), tutto.

Ti hanno detto troppo intensa. Troppo sensibile. Troppo tanto. La verità è che eri troppo per persone che erano poco. Non hai mai avuto un problema di misura.

8️⃣ 𝐒𝐢𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚, 𝐩𝐨𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨.

Ci hanno insegnato: "Trova qualcuno che ti completi." Il Giappone parla di kanzen (完全), l'interezza.

Se vai nelle relazioni mezza vuota, cercherai qualcuno che ti riempia. E quella non è amore. È dipendenza con un vestito carino.

9️⃣ 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐭𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧 𝐟𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚.

"Guarisci in fretta", ti hanno detto. In Giappone c'è iyasu (癒す), guarire.

Non c'è una scadenza per superare le cose. Chi ti dice "ancora?" non ha mai sentito davvero. Prenditi il tempo che ti serve. Anche se sono mesi. Anche se sono anni.

🔟 𝐈𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞' 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐢.

Ci dicono: "Il tuo valore è quello che fai." Il Giappone ha kachi (価値), il valore.

Non devi produrre per meritare riposo. Non devi sorridere per meritare amore. Non devi giustificare per meritare spazio. Vali già. Punto.

1️⃣1️⃣ 𝐀𝐥𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨𝐥𝐢𝐬𝐜𝐞.

In Occidente: "Sii indipendente dagli uomini." In Giappone c'è jiyu (自由), la libertà.

Non è una questione di uomini o donne. È una questione di chi, accanto a te, ti fa sentire più grande o più piccola. Allontanati da tutto quello che ti rimpicciolisce.

1️⃣2️⃣ 𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞' 𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐞. 𝐄' 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Ci ripetono: "Non essere rancorosa." In Giappone c'è kioku (記憶), la memoria.

La donna che dimentica tutto è la donna che si fa ferire due volte.

1️⃣3️⃣ 𝐏𝐞𝐫𝐝𝐨𝐧𝐚. 𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚. 𝐍𝐨𝐧 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞.

"Perdona e dimentica", ci hanno detto. Il Giappone ha oboeru (覚える), ricordare.

Perdonare non vuol dire cancellare. Vuol dire lasciare andare la rabbia senza lasciare andare la lezione. Chi ti ha fatto male una volta ha già mostrato chi è.

1️⃣4️⃣ 𝐒𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐚, 𝐬𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨.

Ci dicono: "Se sei sola, qualcosa non va." In Giappone c'è hitori (一人), sola.

La solitudine non è una condanna. È un test. Se stai bene con te stessa, nessuno potrà più usare il tuo bisogno contro di te.

1️⃣5️⃣ 𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐍𝐎 𝐞' 𝐮𝐧 𝐒𝐈' 𝐚 𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚.

"Non dire di no", ci hanno insegnato. Il Giappone dice jibun ni hai (自分にはい), sì a te stessa.

Ogni volta che dici sì per paura, stai dicendo no a qualcosa che ti importa davvero. La donna che sa dire no è la donna che sa dove sta andando.

1️⃣6️⃣ 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢.

Ci hanno detto: "Non fare drammi." In Giappone c'è kanjou (感情), l'emozione.

"Stai esagerando" l'hanno detto per zittirti. "È troppo" l'hanno detto per farti dubitare. Sentivi giusto. Erano loro a non voler vedere.

1️⃣7️⃣ 𝐀𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞' 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐫𝐞. 𝐄' 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐬𝐢.

"Resta, abbi pazienza", ti hanno insegnato. In Giappone c'è deru (出る), andare via.

Ti hanno cresciuta per restare. Per sistemare. Per comprendere. Ma certe cose non si sistemano. E andare via non è fallire. È scegliersi.

1️⃣8️⃣ 𝐒𝐞𝐢 𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐯𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞.

L'ultima, la più importante. Ima koko (今ここ), qui, ora.

Ogni cosa che hai vissuto ti ha portato qui. Anche quella sbagliata. Anche quella dolorosa. Non sei indietro. Sei nel punto giusto per quello che stai per diventare.

➡️ Contributo di ElenaGiappone.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚?⬇️⬇️⬇️
11/04/2026

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚?
⬇️⬇️⬇️

Chi dà importanza anche alle piccole cose ha grande rispetto per la Vita. Chi è grato per ciò che ha non soffre per ciò ...
31/03/2026

Chi dà importanza anche alle piccole cose ha grande rispetto per la Vita. Chi è grato per ciò che ha non soffre per ciò che non ha. Questo è il segreto per una buona Vita: semplice ma felice.

☀️🪷❤️

Buongiorno ai miei cari pazienti... passati, presenti, futuri. Abbiate sempre la massima cura di voi! 🌺Dott.ssa Eleonora...
22/03/2026

Buongiorno ai miei cari pazienti... passati, presenti, futuri. Abbiate sempre la massima cura di voi! 🌺

Dott.ssa Eleonora Alemanno, psicologa clinica e forense a Milano. Cell. 333/2589358.

La peggiore prigione del mondo è una casa senza pace. Mi ricordo di questa frase di Johnny Depp che la pronunciò con la ...
26/02/2026

La peggiore prigione del mondo è una casa senza pace.

Mi ricordo di questa frase di Johnny Depp che la pronunciò con la lucidità di chi lo ha vissuto sulla propria pelle: fai attenzione a chi scegli di amare o a chi decidi di sposare. Perché quella scelta non è solo un sentimento, è il destino della tua serenità quotidiana.

Troppo spesso infatti confondiamo l’amore con il bisogno, finendo in relazioni che, invece di darci forza, ci consumano. C’è chi ti stringe così forte da toglierti il respiro e chi cerca di smussare i tuoi angoli per renderti più simile ai suoi desideri.

E la magia più grande è quando trovi chi si incastra perfettamente con te. Non forzato, non incompleto, ma un incastro naturale, profondo, come se foste stati creati per combaciare. Due anime che si riconoscono e si tengono, senza bisogno di spingere.

Cerca quell’incastro che ti mantiene intero quando la vita ti scheggia, che trasforma la casa in rifugio, il quotidiano in pace sacra e il ritorno a casa la sera in un abbraccio dell’anima.

Non temere la solitudine. Temi semmai di svegliarti accanto a chi spegne la tua luce ogni giorno.

Scegli con cura chi vuoi accanto a te.

Perché quando arriva la persona giusta, la gabbia svanisce, le pareti si aprono e capisci che il paradiso non è un luogo lontano, è svegliarti ogni mattina e sentirti già a Casa.

(Fonte: Sebastiano Alicata).

La preoccupazione è l’unico debito che paghiamo su un prestito che, molto probabilmente, non riceveremo mai.Ci pensate m...
15/02/2026

La preoccupazione è l’unico debito che paghiamo su un prestito che, molto probabilmente, non riceveremo mai.

Ci pensate mai a quanto sia profondamente illogico? Torturiamo il presente per proteggerci da un futuro che esiste solo nella nostra testa. Costruiamo prigioni fatte di "forse" e ci chiudiamo dentro a doppia mandata, convinti che soffrire in anticipo serva a soffrire meno dopo. Ma il dolore non si sconta: si vive quando arriva, se arriva.

Preoccuparsi è come pretendere di imparare a nuotare mentre si sta affogando in un bicchiere d’acqua immaginario. È un’emorragia di energia vitale che non risolve il problema, lo nutre. È l’illusione di avere il controllo su un caos che se ne frega dei nostri piani, dei nostri calcoli e delle nostre notti insonni.

La vita non ci chiede di risolverla, ci chiede di essere attraversata. Ogni grammo di ansia per il domani è un grammo di vita che strappiamo a noi stessi stesso oggi. L’unica vera tragedia non è ciò che potrebbe accadere, ma tutto ciò che non accade mentre siamo impegnati a temere il peggio.

Nessuna preoccupazione può cambiare il risultato. Nessuna quantità di stress vi porterà a quel risultato più velocemente.

Smettete di negoziare con il nulla.
La vita sta accadendo proprio adesso.
Non manca nulla: avete già tutto.

Vivete, spudoratamente, ora.

(Fonte: Sebastiano Alicata).

A volte dimentichiamo che nessuno può salvarci, né guarirci, né completare le parti di noi che non vogliamo guardare. Ci...
14/02/2026

A volte dimentichiamo che nessuno può salvarci, né guarirci, né completare le parti di noi che non vogliamo guardare. Ci illudiamo che l’amore, l’amicizia o la presenza dell’altro possano darci quel "senso che manca", colmare il vuoto, risolverci... ma la verità è che ogni relazione autentica nasce da due persone che hanno imparato — o stanno imparando — a stare in piedi da sole.

“Non posso fare nulla per te se non lavorare su me stessa. Tu non puoi fare nulla per me se non lavorare su te stesso.”
Questa frase (spesso attribuita a Ram Dass) è un promemoria dolce e insieme severo: non possiamo cambiare l’altro, non possiamo amarlo al posto suo, non possiamo costruire la pace dentro di lui. Viceversa, l'altro non può farlo con noi. Semplicemente, non funziona così. Cosa funziona? Quando proviamo semplicemente a offrirgli la nostra versione più sincera, più consapevole, più libera.

Amare, allora, non significa farsi carico dell’altro, ma vivere uno spazio in cui entrambi possiamo respirare, crescere e incontrarci davvero. È un atto di responsabilità verso se stessi, e proprio per questo, un atto d’amore profondo verso l’altro. ❤️

27/01/2026
Nel mio lavoro non mi sono MAI soffermata sulle diagnosi, sulle etichette. Nessuno si è MAI sentito identificare da me a...
24/01/2026

Nel mio lavoro non mi sono MAI soffermata sulle diagnosi, sulle etichette. Nessuno si è MAI sentito identificare da me attraverso la pronuncia di un Disturbo, di nessun tipo.

Nel 1973, otto persone perfettamente sane varcarono le porte di diversi ospedali psichiatrici negli Stati Uniti. Non erano malate. Ma nessuno, all’interno di quelle mura, riuscì a vederlo.

Era un esperimento. Uno degli esperimenti più sconvolgenti della storia della psichiatria. Ideato dallo psicologo David Rosenhan, iniziava con una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: è davvero possibile distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto pseudopazienti. Erano persone comuni: un pittore, una casalinga, un pediatra, uno studente laureato. Mentivano su una sola cosa: dicevano di sentire voci. Solo questo. Nessun comportamento bizzarro, nessuna crisi, solo tre parole udite nella mente: “vuoto”, “cavo”, “tonfo”.

Tutti vennero ricoverati. E subito dopo smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Collaborarono. Chiesero di uscire. Non fu possibile.

Il personale non vedeva più persone, ma diagnosi. I loro gesti venivano reinterpretati attraverso la lente della malattia: scrivere appunti? Disturbo ossessivo. Stare in corridoio? Ricerca patologica di attenzione. Essere cortesi? Comportamento controllato e conforme alla patologia.

Sette di loro furono etichettati come schizofrenici. Uno come maniaco depressivo. Nessuno venne riconosciuto come sano. Nessuno.

Ma i pazienti veri se ne accorsero. Alcuni si avvicinavano e sussurravano: “Tu non sei come gli altri. Tu non dovresti stare qui”. Loro vedevano ciò che gli esperti non riuscivano a riconoscere.

Il tempo medio di degenza fu di 19 giorni. Uno rimase ricoverato per 52 giorni. Ogni giorno trascorso, una conferma: l’etichetta era più potente della realtà.

Quando Rosenhan pubblicò il suo studio — On Being Sane in Insane Places — fu un terremoto. La comunità psichiatrica esplose di rabbia. Un ospedale sfidò Rosenhan a inviare nuovi pseudopazienti: li avrebbero smascherati. Lui accettò. Nei mesi seguenti, l’ospedale identificò 41 presunti impostori. Ma Rosenhan non aveva mandato nessuno. Nessuno.

La verità era ormai chiara: le diagnosi non erano sempre basate su fatti, ma su contesto. Una volta etichettata, una persona diventava prigioniera di quella narrazione. Anche se era sana. Anche se gridava la verità.

Questo esperimento scardinò la fiducia cieca nelle etichette cliniche. Avviò riforme profonde nella diagnosi e nel trattamento delle malattie mentali. Ma soprattutto, lasciò una lezione inquietante e attualissima:

La percezione può distorcere la realtà più della follia stessa.

E spesso, l’illusione più pericolosa non è quella di chi è considerato f***e, ma di chi è convinto di avere sempre ragione.

Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che il mondo non poté più ignorare.

𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐈𝐍𝐈 🍀Premessa: "Fra persone coscienti non serve mettere confini. Solo fra persone inconsce".Le persone, ...
21/01/2026

𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐈𝐍𝐈 🍀

Premessa: "Fra persone coscienti non serve mettere confini. Solo fra persone inconsce".

Le persone, a volte, ti deludono, ti feriscono, ti invadono, ti usano. E non sempre perché sono “cattive”, ma perché tu non hai ancora imparato a mettere confini chiari.

La vita ti mette davanti certe dinamiche per insegnarti una cosa fondamentale: gestire le relazioni con presenza, coraggio e maturità.
E questo include imparare a dire no, imparare a proteggerti, imparare a non concedere accesso illimitato alla tua energia, al tuo tempo, alla tua dignità.

Non giocare a fare quello “spirituale” permettendo agli altri di abusarti. Quella non è spiritualità. È una distorsione dell’insegnamento.

Perché il vero lavoro interiore non ti chiede di amare tutti tranne te stesso. Ti chiede di includere anche te stesso nell’amore e nella compassione.

Farti usare, farti manipolare, farti calpestare… non è segno di saggezza. Non è segno di amore. Non è segno di compassione. È solo mancanza di confini.

E quando non metti confini, mandi un messaggio chiaro: "Puoi continuare. È permesso".

Così facendo non stai aiutando né te stesso…
e nemmeno l’altro. Perché non lo metti davanti alla realtà del suo atteggiamento. Non lo costringi a diventare più cosciente. Non gli dai l’opportunità di fermarsi, di vedersi, di correggersi.

Mettere confini non è chiudere il cuore. È aprirlo con intelligenza. È dire:
“Ti rispetto, ma mi rispetto”.
“Ti ascolto, ma non mi annullo”.
“Ti comprendo, ma non mi sacrifico”.

I confini sani non nascono dalla rabbia. Nascono dalla presenza. Dal valore personale. Dalla chiarezza.

E quando impari a metterli con pazienza, coraggio, amore e compassione… la tua vita cambia. E cambiano anche le persone intorno a te. Non sempre cambiano, ma dobbiamo pur partire da qualcosa…

Da qui a qui, mi sta bene,
Da qui a qui, parliamone,
Da qui in poi, mi dispiace, ma è no.

(𝑴𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒂 𝑻𝑯𝑬 𝑯𝑼-𝑴𝑨𝑵 𝑷𝑹𝑶𝑱𝑬𝑪𝑻, 𝑹𝒐𝒃𝒆𝒓𝒕𝒐 𝑷𝒐𝒕𝒐𝒄𝒏𝒊𝒂𝒌 - 𝑬𝒍𝒆𝒐𝒏𝒐𝒓𝒂 𝑩𝒆𝒏𝒛𝒊).

Indirizzo

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Trezzano Sul Naviglio
20090

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00

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+393332589358

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