15/02/2026
La preoccupazione è l’unico debito che paghiamo su un prestito che, molto probabilmente, non riceveremo mai.
Ci pensate mai a quanto sia profondamente illogico? Torturiamo il presente per proteggerci da un futuro che esiste solo nella nostra testa. Costruiamo prigioni fatte di "forse" e ci chiudiamo dentro a doppia mandata, convinti che soffrire in anticipo serva a soffrire meno dopo. Ma il dolore non si sconta: si vive quando arriva, se arriva.
Preoccuparsi è come pretendere di imparare a nuotare mentre si sta affogando in un bicchiere d’acqua immaginario. È un’emorragia di energia vitale che non risolve il problema, lo nutre. È l’illusione di avere il controllo su un caos che se ne frega dei nostri piani, dei nostri calcoli e delle nostre notti insonni.
La vita non ci chiede di risolverla, ci chiede di essere attraversata. Ogni grammo di ansia per il domani è un grammo di vita che strappiamo a noi stessi stesso oggi. L’unica vera tragedia non è ciò che potrebbe accadere, ma tutto ciò che non accade mentre siamo impegnati a temere il peggio.
Nessuna preoccupazione può cambiare il risultato. Nessuna quantità di stress vi porterà a quel risultato più velocemente.
Smettete di negoziare con il nulla.
La vita sta accadendo proprio adesso.
Non manca nulla: avete già tutto.
Vivete, spudoratamente, ora.
(Fonte: Sebastiano Alicata).