Dr.ssa Roberta Cagni Psicologa Psicoterapeuta Trezzano

Dr.ssa Roberta Cagni Psicologa Psicoterapeuta Trezzano STUDIO DI PSICOTERAPIA A TREZZANO SUL NAVIGLIO

29/12/2025
26/12/2025

Esiste una concezione ovvia del dono che le festività natalizie portano fatalmente alla ribalta: dare qualcosa a qualcuno gratuitamente. Ma davvero l’esperienza della donazione sarebbe sempre una manifestazione di pura gratuità, un dare che viene prima di ogni ricevere? Jacques Derrida ha interrogato a lungo l’esperienza del donare sottolineando il rischio di una sua corruzione. È quello che accade quando il dono viene assorbito nel circuito ordinario dello scambio economico regolato dal do ut des nel quale l’offerta prevederebbe un ritorno necessario, una sorta di contropartita commerciale, un rimborso. In questo caso dare, ricevere e ricambiare il dono diventano comportamenti obbligati, imposti o routinari, privi in ogni caso di libertà. Dunque il contrario del libero atto del donare. Se questo atto viene sottomesso al regime dello scambio, può infatti incatenare chi riceve il dono a un legame di dipendenza se non persino di indebitamento. Succede soprattutto quando il donatore si manifesta nella dimensione sovrana della sua prodigalità. Lo si vede bene, per esempio, nel dono dell’anello di fidanzamento nel bel film di Paola Cortellesi C’è ancora domani, che manifesta l’intenzione del giovane borghese di inchiodare con questo atto la sua umile ragazza in una posizione di chiara sudditanza. Per questo Derrida ricorda che in ogni dono degno di questo nome il donatore dovrebbe coltivare il proprio oblio, nascondere il suo nome, cancellarsi nell’atto stesso del suo dono. Perché il dono non deve alimentare, ma interrompere il circuito ordinario dello scambio. Come dire che il dono, sottratto alla logica simmetrica della reciprocità, dovrebbe auto-cancellarsi proprio laddove si manifesta. Per questo nel magistero di Gesù si ricorda che «la mano sinistra non deve sapere quello che fa la destra». Il dono più puro è, infatti, un dono che cancella l’ego di chi lo compie.

Al link, "Donare quello che non si ha", il mio articolo di oggi su la Repubblica: https://drive.google.com/file/d/19Vo1uxc98LP6hk1_HV92ix-Kdy7gqwDy/view?usp=sharing

[cover: M. Yamamoto, Tori]

06/12/2025

Fragile non è solo chi cammina piano o si stanca facilmente. Sotto l’etichetta “fragilità” convivono debolezze diversissime: metaboliche, cognitive, sociali. Un grande studio genetico mostra che esistono almeno sei strade diverse che portano a questo stato, ognuna con cause e rischi specifici.

In geriatria la fragilità indica uno stato di vulnerabilità: il corpo perde la capacità di reagire agli stress, anche piccoli. Una semplice influenza, una caduta o un ricovero possono innescare un effetto domino: perdita di autonomia, declino cognitivo, aumento del rischio di morte. Gli strumenti usati in clinica – il Frailty Index, che conta quanti problemi di salute si accumulano, e il fenotipo di Fried, che guarda soprattutto a forza, peso e velocità del cammino – riassumono tutto in un unico punteggio, ma dietro quel numero si nascondono storie diverse.

L’articolo completo di Aureliano Stingi su Salute

25/11/2025
24/11/2025

Interviene sul fenomeno delle baby gang al Tg5 Luca Bernardelli, Psicologo dell’esperienza digitale e Consulente IA del CNOP, “le cause sono molteplici e non si limitano a fattori psicologici: intervengono elementi sociali, culturali e familiari che incidono sul percorso di crescita dei ragazzi”.

Bernardelli osserva: “Il diffondere comportamenti aggressivi può essere collegato anche a un uso prolungato dei social media, che, secondo ricerche recenti, alla lunga può determinare una anestetizzazione emotiva e un senso di noia cronica da colmare con stimoli sempre più forti, talvolta sfociando in forme di aggressività sadica”.

Comprendere la complessità di questo fenomeno è fondamentale per costruire interventi integrati e una prevenzione efficace dei comportamenti devianti.

17/10/2025

"Il punto centrale sull’adolescente è la sua immaturità e il fatto che non è responsabile [...] l’adolescente è immaturo, gli adulti maturi devono saperlo e devono credere nella propria maturità più che mai [...] se gli adulti cedono le proprie responsabilità ciò significa abbandonare i figli in un momento critico.
L’adolescente non ne è contento, la ribellione non ha più senso, e l'adolescente che vince troppo presto romane impigliato nella sua stessa trappola, deve diventare dittatore e deve restare lì ad aspettare di essere ucciso.
[...] ciò che conta è che la sfida adolescenziale sia affrontata. Qui la comprensione è sostituita dal confronto [...] la parola confronto è usata per significare che un adulto (il ragazzo) rivendica ad alta voce il diritto di avere il proprio punto di vista [...] il confronto riguarda il contenimento senza rappresaglie, senza vendette, ma che tuttavia conserva la sua propria forza.
[...]
L’adolescenza è qualcosa di più della pubertà fisica, l’adolescenza implica crescita, e questa crescita è lenta. E mentre la crescita prosegue, la responsabilità deve essere presa dalle figure genitoriali.
Se queste abdicano allora l’adolescente è costretto a fare un salto verso una falsa maturità e a perdere la sua maggiore risorsa: la libertà di avere delle idee e di agire sulla spinta dell’impulso."

Donald Winnicott

Indirizzo

Via Marco Greppi 3/B
Trezzano Sul Naviglio
20090

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Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
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