26/12/2025
Esiste una concezione ovvia del dono che le festività natalizie portano fatalmente alla ribalta: dare qualcosa a qualcuno gratuitamente. Ma davvero l’esperienza della donazione sarebbe sempre una manifestazione di pura gratuità, un dare che viene prima di ogni ricevere? Jacques Derrida ha interrogato a lungo l’esperienza del donare sottolineando il rischio di una sua corruzione. È quello che accade quando il dono viene assorbito nel circuito ordinario dello scambio economico regolato dal do ut des nel quale l’offerta prevederebbe un ritorno necessario, una sorta di contropartita commerciale, un rimborso. In questo caso dare, ricevere e ricambiare il dono diventano comportamenti obbligati, imposti o routinari, privi in ogni caso di libertà. Dunque il contrario del libero atto del donare. Se questo atto viene sottomesso al regime dello scambio, può infatti incatenare chi riceve il dono a un legame di dipendenza se non persino di indebitamento. Succede soprattutto quando il donatore si manifesta nella dimensione sovrana della sua prodigalità. Lo si vede bene, per esempio, nel dono dell’anello di fidanzamento nel bel film di Paola Cortellesi C’è ancora domani, che manifesta l’intenzione del giovane borghese di inchiodare con questo atto la sua umile ragazza in una posizione di chiara sudditanza. Per questo Derrida ricorda che in ogni dono degno di questo nome il donatore dovrebbe coltivare il proprio oblio, nascondere il suo nome, cancellarsi nell’atto stesso del suo dono. Perché il dono non deve alimentare, ma interrompere il circuito ordinario dello scambio. Come dire che il dono, sottratto alla logica simmetrica della reciprocità, dovrebbe auto-cancellarsi proprio laddove si manifesta. Per questo nel magistero di Gesù si ricorda che «la mano sinistra non deve sapere quello che fa la destra». Il dono più puro è, infatti, un dono che cancella l’ego di chi lo compie.
Al link, "Donare quello che non si ha", il mio articolo di oggi su la Repubblica: https://drive.google.com/file/d/19Vo1uxc98LP6hk1_HV92ix-Kdy7gqwDy/view?usp=sharing
[cover: M. Yamamoto, Tori]