17/02/2026
Un mare d’incertezza
L'incertezza, come il mare, a volte è burrascosa e torbida, a volte calma e smeraldina.
A volte percepiamo la paura e il peso dell’ignoto, a volte il senso della libertà.
"In questa incertezza, chi ha il coraggio di tuffarsi?"
Sembra questa la domanda e la sfida che ci lancia Paolo Sorrentino col suo ultimo film La 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎.
A ben guardare, è anche la sfida che attraversa ogni percorso di psicoterapia.
🧭 Oltre le risposte
Spesso pensiamo che stare bene significhi eliminare ogni dubbio. Ma la verità è un'altra: stare bene significa imparare a stare nel "non sapere", nel mare torbido e abissale dell’incertezza.
Non significa rassegnarsi all’impossibilità di trovare le risposte, ma piuttosto imparare a respirare in quel tempo sospeso che passa tra una domanda dolorosa e la sua risposta gentile.
• Perché non riesco a cambiare?
• Perché non riesco ad amarmi?
In psicoterapia vediamo chiaramente due tempi:
- un tempo oggettivo, fatto di secondi, ore, giorni, settimane, mesi, anni;
- un tempo emotivo, di genere proprio, fatto di momenti di sofferenza e di gentilezza.
✨ La via della 𝐺𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎
Sorrentino ci suggerisce una postura esistenziale precisa: quella della 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎.
Non è un concetto astratto, ma un atto di estrema gentilezza verso se stessi.
Scegliere la 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 significa:
✅ Lasciare andare il controllo (non possiamo dominare il mare).
✅ Abbassare le spalle e fare un respiro profondo.
✅ Smettere di giudicarsi con durezza e concedersi il coraggio di nuotare oltre la paura.
⛵ Sulla "Nave dei Folli"
Concedersi la 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 significa imbarcarsi sulla stultifera navis: la “nave dei folli”, la nave di chi accetta il ritmo imperfetto della vita.
Di chi sceglie di navigare nell’incertezza.
Perché a volte occorre vagare senza meta per ritrovarsi.
💭 E tu, come vivi la tua incertezza?
Ti guardi con giudizio o scegli di concederti la 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎?
Dott. Gionata Merico ✍🏻