Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista, Nutrizionista, BiolabGamma, Via Cadorna, n. 3 Trieste, Trieste.

Posso aiutarti fare pace con il cibo, con la bilancia e con il tuo corpo e a comprendere come meglio ascoltare, accogliere e soddisfare i bisogni dell'organismo entrando in sintonia con esso. 💜 Mi occupo di EDUCAZIONE ALIMENTARE, VALUTAZIONE della COMPOSIZIONE CORPOREA e dello stato nutrizionale, oltre che mediante ESAME ANTROPOMETRICO, anche mediante ESAME BIOIMPEDENZIOMETRICO e ADIPOMETRICO. Inoltre mi occupo dell' elaborazione di PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI per soggetti con sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione, cardiopatie, ipercolesterolemia, dislipidemie, steatosi epatica, sindrome dell'ovaio policistico, calcolosi ...

Elaboro piani alimentari anche per soggetti allergici ed intolleranti, sportivi, donne in gravidanza, allattamento e menopausa. Inoltre mi occupo di nutrizione e alimentazione nell'ambito della PREVENZIONE di malattie, come quelle dell'apparato cardiocircolatorio, parkinson, infezioni dell'apparato urinario, calcolosi ...

"Il mio problema è la costanza".Quante volte negli incontri in studio emerge il senso di fallimento, di frustrazione a s...
15/01/2026

"Il mio problema è la costanza".

Quante volte negli incontri in studio emerge il senso di fallimento, di frustrazione a seguito di tante diete seguite, di tanti tentativi per perdere peso, per non avercela mai fatta a raggiungere l'obiettivo dimagrimento o non essere riuscito a mantenerlo!
Tante, troppe volte.
E così a questo segue l'ennesima richiesta. La stessa: di avere nuove regole, altre regole da seguire. Come se il problema fosse la persona, non abbastanza determinata a continuare a rispettarla e non abbastanza brava e disciplinata.

Io e la collega Claudia Mandaliti vorremmo aprire un piccolo ed informale dibattito per fare emergere insieme a voi delle riflessioni.

Ci state? Noi sì e non vediamo l'ora di ritrovare chi già conosciamo e chi conoscere nuove persone. Del resto tra i bisogni della persona, oltre a quello nutrizionale, vi sono anche quelli relazionali. E noi crediamo molto nelle relazioni con le persone, sia con colleghi professionisti che con pazienti. 💜

Vi aspettiamo in un piccolo gruppo, di massimo 10 persone. 🥰

Nei giorni che verranno e nelle più disparate occasioni, anche e soprattutto durante i pranzi e le cene di festa, si par...
19/12/2025

Nei giorni che verranno e nelle più disparate occasioni, anche e soprattutto durante i pranzi e le cene di festa, si parlerà dell' *aver esegerato*, di aver mangiato troppo, di aver mangiato pesante e che *bisogna compensare* quest'eccesso.
E così ci si interroga e si discute sulla modalità più utile efficace per ritornare a sentirsi di nuovo leggeri, con pancia più piatta..
Ci sarà un amico o parente che dirà che l'indomani digiunerà per tutto il giorno, al massimo un pò di frutta.
Ci sarà un altro che dirà che salterà il pranzo del giorno dopo e che a cena mangerà solo secondo e un'insalata leggera, senza carboidrati.
Ci sarà un altro che dirà che la soluzione sarà muoversi tanto: andare in palestra, fare lunghe passeggiate..
Un altro ancora dirà che mangerà solo minestre, senza carboidrati e berrà molta acqua.
Un altro ancora berrà tisane drenanti, un frullato a pranzo e a cena una tisana con 1-2 biscotti secchi (non i frollini che sono grassi!!!)...
Potrei continuare ancora...

C'è un problema, serio: tutti questi pensieri, idee, punti di vista si fondano sull' idea totalmente scorretta e fuorviante che il funzionamento del nostro corpo sia una questione di matematica e che se un giorno entra più kcal automaticamente dobbiamo assumerne meno il giorno dopo, per far tornare i conti.
Poi però si scopre che i conti non tornano: viene una irresistibile voglia di mangiare quella.fetta di panettone, il corpo comunque ha fame, si ha vogliandi mangiare qualcosa in più rispetto alla minestra, oppure magari si è stanchi e non si ha l'energia o la voglia di uscire a fare passeggiate e taaac si attivano i sensi di colpa, la frustrazione perchè non si riesce a rispettare il programma fatto o perchè si sta perdendo il controllo.

Alla base di tutto questo c'è la mancata conoscenza dei bisogni del vostro corpo e quindi il mancato ascolto dei suoi segnali.

Cominciare a mangiare ciò che si vuole è il primo passo per conoscerlo e imparare a rispettarlo.
Sì, anche durante le feste posso (anzi devo) mangiare ciò che desidero e quanto ne desidero.

E questo è il più valido consiglio nutrizionale che posso darvi.

💜❤️

Primo incontro di gruppo sull'ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE andato! Abbiamo concluso da poco.Io e la dolcissima ostetrica ...
15/12/2025

Primo incontro di gruppo sull'ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE andato! Abbiamo concluso da poco.

Io e la dolcissima ostetrica dell'associazione "Albero della Vita" siamo davvero felici di aver accolto un altro numeroso gruppo di mamme, papà, bambini e questa volta anche una nonna. Sono emersi dubbi, timori, emozioni del tutto normali per questa importante tappa di crescita dei bambini ma anche dei genitori e dei caregiver che si ritrovano a sentire il peso di una grande responsabilità.

Quando iniziare lo svezzamento, come riconoscere i segnali del bambino, competenze del neonato e quelle del genitore, porzioni di cibo, consistenze, liquidi da proporre, ... sono solo alcuni dei temi affrontati in questa mattinata.

Tra 2 giorni si terrà il secondo ed ultimo incontro, ma stiamo già pensando ad una terza edizione del percorso e a delle novità da proporre.

🥰💜

Sai perché è più corretta l'espressione "Alimentazione Complementare" invece di "Svezzamento"?Svezzamento vuol dire "tog...
29/11/2025

Sai perché è più corretta l'espressione "Alimentazione Complementare" invece di "Svezzamento"?
Svezzamento vuol dire "togliere il vezzo".
Ma *i bambini hanno *bisogni*, *non vizi*.
I loro bisogni nella fase di crescita dai 6 mesi in poi cambiano rispetto al periodo precedente: ad esempio, quelli nutrizionali aumentano. Quindi l'obiettivo non è eliminare le poppate, ma integrarle con cibo che inizialmente viene proposto *a completamento* dell'alimentazione a base di latte.
Io e la dolcissima ostetrica Giulia proponiamo un percorso di due incontri approfonditi su come gestire questi nuovi bisogni del bambino, come proporre il cibo in maniera sicura e come affrontare questo periodo fatto di tanti dubbi e paure.

Il corso sta per partire. Le date che proponiamo sono le seguenti: 10 e 15 dicembre dalle h10.00 alle 12.30.

Per chi si iscrive entro il 1° dicembre, riserviamo un costo più vantaggioso. Un pò come un BLACK FRIDAY.🤭

Contattare l'ostetrica Giulia al 3334680696 per info e iscrizioni.

Si chiamano comportamenti di evitamento.Sono dei comunissimi comportamenti che vengono messi in atto quando si vive un c...
28/11/2025

Si chiamano comportamenti di evitamento.

Sono dei comunissimi comportamenti che vengono messi in atto quando si vive un conflitto con il proprio corpo.

Quando il proprio corpo viene vissuto NON come un luogo personale e rappresentativo della propria IDENTITÀ, ma COME un OGGETTO, qualcosa da modificare, ecco che, quando quest'oggetto questo non soddisfa le proprie aspettative (perchè ad esempio non rispecchia il proprio ideale di bellezza), si evita di esporlo, di prenderne contatto, di comunicarne le sue caratteristiche (ad es si evitano visite di mediche per evitare di comunicarne il peso e/o di essere giudicat* per il proprio corpo e condizione di sottopeso/sovrappeso/obesità).

Si mettono in atto comportamenti di evitamento.
Sono molto importanti e possono intaccare anche le relazioni interpersonali, fino a quelle più intime con il proprio partner.

Sono comportamenti che dunque meritano di essere (ri)conosciuti e che per quanto siano spesso automatici e non consapevoli, hanno una chiara funzione: di protezione e rassicurazione.

È chiaro che si tratta di comportamenti disfunzionali, in quanto possono mettere a rischio la salute della persona (ad es. in caso di evitamento di visite mediche).
Vanno dunque indagati e compresi e la persone merita di essere aiutata.
💜

Sai cosa sono questi?Sono solo alcuni dei comportamenti più comuni che più o meno consapevolmente vengono messi in atto ...
27/11/2025

Sai cosa sono questi?
Sono solo alcuni dei comportamenti più comuni che più o meno consapevolmente vengono messi in atto quando si vive un disagio con il proprio corpo.
Si chiamano comportamenti di body checking e hanno la caratteristica di essere ossessivi, compulsivi e vissuti come un dovere.
Non si riesce a farne a meno di metterli in pratica: hanno la funzione di rassicurare, confermare.
Ad esempio pesarsi tutti i giorni può avere la funzione di confermare il controllo che si sta esercitando sul proprio peso corporeo e quindi di rassicurare che "sta proseguendo come si desira" oppure può avere il significato di conferma della percezione che il proprio corpo ha qualcosa che non va (quando ad esempio si osserva il peso oscillare o cambiare in maniera inaspettata).

Il problema di questi comportamenti è che spesso vengono messi in atto con una frequenza elevata, alcuni anche tante volte in un giorno e si associano ad emozioni e al proprio valore personale.

Funzionano in questo modo.

Generalmente tutto parte da un evento attivante (ad esempio la sensazione spiacevole di pancia gonfia). -> Di qui l'attivazione di pensieri, associazioni (ad esempio: "ho la pancia gonfia perchè ho mangiato troppo oppure perchè ho mangiato la cosa sbagliata) -> Questo porta ad Assunzioni disfunzionali (ad es. devo mettermi a dieta e e impormi di non mangiare più così tanto o quel determinato cibo) -> Ne conseguono emozioni, come ad esempio frustrazione, senso di colpa, ... -> Comportamenti di body checking (comincio a pesarmi tutti i giorni così ho la conferma che non mangiando più quel determinato cibo dimagrisco e la pancia si sgonfia).
Ma questi comportamenti non fanno altro attivare nuovamente pensieri e assunzioni disfunzionali e quindi stati emotivi che portano ad altri comportamenti di body checking.

Ti risuona questo?💜

Un percorso di riabilitazione nutrizionale ed educazione alimenare, non pesocentrico, permette di comprendere ad es questi meccanismi e trovare insieme la strada per uscire serenamente da questo circolo vizioso, imparando ad ascoltarsi e a non giudicarsi.

Un biologo nutrizionista, in quanto professionista sanitario, ha il dovere di conoscere molto più che abitudini alimenta...
11/11/2025

Un biologo nutrizionista, in quanto professionista sanitario, ha il dovere di conoscere molto più che abitudini alimentari, stile di vita e parametri ematochimici di una persona, soprattutto in presenza o in caso di sospetto di un disturbo del comportamento alimentare.

Altrimenti è come accettare di conoscere un problema o una richiesta di aiuto da parte di un* paziente a metà e improvvisare delle soluzioni.

In realtà, anche in assenza di disturbo o disordine alimentare è utile conoscere di più il/la paziente, indagando di più rispetto alla sua vita privata.

Basti pensare a patologie stress correlate che possono avere un'insorgenza o riacutizzazione proprio in concomitanza con eventi importanti nella propria vita. In questi casi, anche in assenza di disturbo alimentare, è utilissimo fare questo tipo di indagine per conoscere meglio dettagli importanti di una patologia per quella persona.

Ovviamente questo tipo di indagine, sulla propria vita privata, sulle proprie relazioni, sul proprio vissuto, anche quello più lontano, richiede di essere condotta con estrema delicatezza e rispetto e la persona è sempre lasciata libera di raccontarsi di più o di meno.
Ma la richiesta di approfondimento di un ambito che sembra tanto distante dal contesto cibo/peso/corpo in realtà ha una valida motivazione.

Chi siamo oggi, come ci rapportiamo con gli altri, con noi stessi (e con il nostro corpo) e con il cibo dipende tantissimo da chi siamo stati e dalle esperienze vissute.
Per me conoscere il passato è un atto terapeutico. Rispetto al passato e ad eventuali eventi traumatici vissuti non ho l'intenzione e le capacità di intervenire (per questo può essere preziosa la collaborazione con figure psi).

Per me però è fondamentale e basilare la loro conoscenza con l'obiettivo di meglio delineare un percorso terapeutico di guarigione, da disturbo alimentare, adeguato alla persona e alla sua storia. 💜

*Tu vali molto di più di quello che pensi*È quello che ho voluto scrivere questa mattina a conclusione del primo incontr...
11/11/2025

*Tu vali molto di più di quello che pensi*

È quello che ho voluto scrivere questa mattina a conclusione del primo incontro della giornata e ho consegnato alla persona il post it, come se fosse un promemoria.
È così: quando si ha un rapporto conflittuale con il proprio corpo, con il cibo e con la bilancia su pensa di non valere abbastanza.
E in genere, in queste circostanze, funziona così:
- ho una buona stima di me quando penso di "mangiare bene e sano"
- ho una buona stima di me quando sento di avere una forma fisica accettabile secondo i miei canoni di bellezza
- ho una buona stima di me quando la bilancia mi restituisce un numero "che mi piace"

Ma ho una pessima stima di me quando:
- mi guardo allo specchio e vedo la mia pancia, le mie braccia grosse, le mie cosce, i fianchi ...
- mi peso e vedo sempre lo stesso numero o che questo aumenta
- perdo il controllo con il cibo o spilucco, ...

Il valore che ci si attribuisce quando si soffre di un disturbo alimentare è come se fosse sfalsato, instabile e oltre che "misurato" in modo inadeguato. Ma in questa condizione è normale che sia così.

È utile partire da questa riflessione per comprendere su quali altri elementi è utile fondare la propria autostima.

E così pian piano si scopre che il valore personale che ci attribuiamo è più ampio di quello che inizialmente pensavamo e merita di essere più stabile.

💜

Fare educazione alimentare e riabilitazione nutrizionale vuol dire studiare insieme il funzionamento del proprio corpo p...
05/11/2025

Fare educazione alimentare e riabilitazione nutrizionale vuol dire studiare insieme il funzionamento del proprio corpo per comprendere meglio e realmente i suoi bisogni e il suo modo di comunicare con noi.
Il nostro corpo è vivo, ogni giorno, grazie alle nostre azioni di cura nei suoi confronti.
Comprenderne il funzionamento non spetta solo ai professionisti sanitari e agli appassionati, ma è un diritto di ogni persona comune.
A me spetta il compito di rendere semplice questa comprensione ed efficace.

Fare quindi educazione alimentare non può ridursi a: dire cosa mangiare, quanto mangiare e come abbinare gli alimenti.
Io non ce la faccio a limitarmi a questo. So molto di più e so che ha un senso condividerlo con le persone che si affidano a me.
Credo nell'educazione terapeutica e nella responsabilizzazione delle persone. 💜

... molto più ampio di quanto si pensi. È un vero segnale, molto importante che merita di essere compreso. È sicuramente...
04/11/2025

... molto più ampio di quanto si pensi. È un vero segnale, molto importante che merita di essere compreso.

È sicuramente una richiesta comune. Infatti in quasi dieci anni di attività da biologa nutrizionista mi sono resa conto che era il desiderio più frequente, l'obiettivo della gran parte dei percorsi di rieducazione alimentare.

Molto spesso le mie orecchie hanno sentito queste espressioni: "Oggi sono qui perché sento che è arrivato proprio il momento di mettere un punto. Ho raggiunto il mio peso massimo, storico, e non va bene. Devo darmi una regolata e lei, Dottoressa, deve guidarmi e deve dirmi cosa devo e non devo mangiare. In questo modo io mi darò una regolata e l'idea che periodicamente dovrò tornare qui in studio da Lei per controllare il mio peso, mi stimolerà a tenere duro e raggiungere questo obiettivo a cui tengo molto. Solo se riuscirò a perdere peso sarò soddisfatta e fiera di me. Avrò dimostrato a me stessa e agli altri che ce la posso fare, anzi ce l'ho fatta."

Quanti volti rivedo in queste espressioni.❤️
Quante richieste di aiuto. 💜

Riflettiamo insieme.
In queste espressioni ci sono diversi punti critici che meritano attenzione, perché per quanto espressioni comuni, descrivono caratteristiche tipiche di un disturbo / disordine alimentare:

- desiderare di modificare il proprio corpo, considerandolo come se fosse un oggetto modellabile a proprio piacimento (ci immaginiamo ad esempio di voler pretendere di controllare e condizionare il numero di foglie e rami che un albero sviluppa?? o il numero di petali che un fiore emette?)

- mettere in atto dei comportamenti specifici, come la restrizione dietetica (mettersi a dieta), digiuno (salto dei pasti per compensare gli eventuali eccessi di un weekend)

- attribuirsi un valore personale in base alla capacità di controllare il corpo, il peso e le abitudini alimentari.

Dietro una semplice e comune (ancora troppo!) richiesta si nasconde una questione molto delicata e profonda: l'insoddisfazione del proprio corpo e un'idea sbagliata del valore di sè.

Questo desiderio dunque non è un semplice desiderio. Ma un probabile sintomo di un disagio, un problema serio. 💜

Sono molto felice di annunciarvi che sta per partire un bellissimo progetto:**Percorso di accompagnamento alla nascita**...
30/10/2025

Sono molto felice di annunciarvi che sta per partire un bellissimo progetto:
**Percorso di accompagnamento alla nascita** rivolto a tutte le mamme e coppie in attesa, indipendentemente dal periodo di gestazione.
È un percorso strutturato in 10 incontri. Di seguito il programma:

🌸per coppie
Incontro la gravidanza: Come cresce, si nutre e vive il mio bambino nella pancia?cambiamenti fisici, ormonali e emozionali della gravidanza. Alimentazione in gravidanza. (In collaborazione con Monica nutrizionista)
🌸per coppie
Incontro teorico sul travaglio e sul parto: ormoni, doglie, modificazioni del corpo della donna, competenze del neonato in travaglio ed alla nascita.
🌸per coppie
Incontro con esercizi pratici sul travaglio e sul parto: strumenti e risorse da sperimentare e portare nella "valigia" del parto per mamma, papà e bambino, strumenti per affrontare le doglie. (In collaborazione con Laura psicologa)
🌸per coppie
Incontro con esercizi pratici sul travaglio e sul parto: respirazione, vocalizzo, movimento, massaggio, visualizzazioni e buon posizionamento del bambino nella pancia.
🌸per mamme
Incontro teorico pavimento pelvico: cos'è, come funziona, consapevolezza del proprio corpo e di come si modifica per accogliere il vostro bambino. (In collaborazione con Claudia osteopata)
🌸per mamme
Incontro pratico pavimento pelvico: massaggio ed esercizi per preparare il perineo al parto e per il recupero nel dopo parto.
🌸per coppie
Incontro allattamento al seno o artificiale vantaggi e svantaggi, segnali di una buona ed efficace alimentazione del neonato, s.o.s.disturbi e problemi in allattamento.
🌸per coppie
Incontro dalla diade alla triade: variazioni sulla vita di coppia in chiave emotiva, relazionale e sessuale. (In collaborazione con Liliana psicoterapeuta e psicosessuologa)
🌸per coppie
Incontro bisogni e cura del neonato. Cosa serve veramente ad un neonato?
🌸per coppie
Incontro Cura e ripresa del corpo della donna dopo il parto (cambiamenti fisici, emotivi, cicatrici, attività fisica) e quali informazioni possono essere utili se bisogna ricorrere ad un taglio cesareo?e se richiedi l'epidurale?

💜

A cosa dovrebbero servire? A controllare il modo in cui si mangia? A darsi una regolata?Piano alimentare e dieta sono gl...
29/10/2025

A cosa dovrebbero servire? A controllare il modo in cui si mangia? A darsi una regolata?

Piano alimentare e dieta sono gli strumenti dell'ideologia del controllo. Sono strumenti fallimentari sul nascere.
La scienza dice che il 95% delle diete falliscono. Perché? Perché si basano sul concetto del controllo, dando per scontato che la persona debba controllare la propria alimentazione. Laddove c'è controllo, ci sono limiti. Laddove si creano limiti, si alimentano giudizi (ogni qual volta non riesco a stare entro i limiti imposti), senso di colpa (ogni qual volta supero i limiti) e fascino/aumento del desiderio per tutto ciò che è oltre i limiti imposti. Non c'è piano alimentare o dieta, che non definisca/riconosca dei limiti.
La tentazione e il bisogno naturale e fisiologico di superare quei limiti, alimentano un giudizio negativo di sè (non sono stat* brav*) e scarsa fiducia nelle proprie capacità (non sono stat* capac* a "resistere" a quella tentazione, a seguire le regole del piano alimentare, ...).

Anche in condizioni patologiche l'efficacia del piano alimentare/dieta decade.

La persona ha bisogno di comprendere prima il suo funzionamento, il funzionamento della sua patologia e poi di comprendere il senso reale delle raccomandazioni alimentari, che valgono e sono realmente efficaci solo se c'è serenità nel rapporto con il cibo.

Fare educazione alimentare vuol dire educare. Educare deriva dal latino educere, composto da ex ("fuori") e ducere ("condurre", "guidare"). Quindi letteralmente educare vuol dire "ti**re fuori". Educazione alimentare vuol portare la persona ad attuare dei nuovi comportamenti, "tirandoli da dentro", "tirandoli fuori" dalla sua consapevolezza, maturata dentro grazie ad un percorso di educazione e riabilitazione nutrizionale e alimentare.

Un piano alimentare/una dieta invece promuovono il percorso inverso: il cambiamento dei comportamenti e delle abitudini deriva da fuori, dalla dieta stessa. Non c'è reale consapevolezza del proprio funzionamento e dei propri bisogni del corpo in quella condizione.

Quindi la risposta è: MAI. Per fortuna mai meritiamo giudizi, sensi di colpa e schemi da seguire come automi. 💜

Indirizzo

BiolabGamma, Via Cadorna, N. 3 Trieste
Trieste
34100

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 18:30
Mercoledì 10:30 - 18:30
Giovedì 10:30 - 15:00
Venerdì 10:30 - 19:00

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Our Story

Sono la Dott.ssaMonica Pagano, Biologa Nutrizionista.

Mi sono laureata in Biotecnologie Mediche, Veterinarie e Farmaceutiche, nel 2013, con 110 e lode presso l'Università degli Studi di Trieste e nel 2014 ho conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione di Biologae successivamente il Master di Specializzazione in Nutrizione Umana, che ho frequentato a Roma.

Dopo aver svolto attività di ricerca nel settore della nutrizione clinica e di informazione e consulenza nutrizionalenell'ambito della Campagna di comunicazione promossa da UNAPROA (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di frutta in guscio) e finanziata con il contributo dell’Unione Europea e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sto svolgendo come liberaprofessionista l'attività di Biologa Nutrizionista presso il mio studio di Trieste.

La mia passione verso questo settore mi porta a seguire continui Corsi di Perfezionamento, che mi consentono di restare sempre aggiornata e di approfondire determinate tematiche e aspetti della nutrizione e dell'alimentazione umana.