Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista, Nutrizionista, Piazza San Giovanni, 6/presso STUDIO NIMA. Trieste, Trieste.

Posso aiutarti fare pace con il cibo, con la bilancia e con il tuo corpo e a comprendere come meglio ascoltare, accogliere e soddisfare i bisogni dell'organismo entrando in sintonia con esso. 💜 Mi occupo di EDUCAZIONE ALIMENTARE, VALUTAZIONE della COMPOSIZIONE CORPOREA e dello stato nutrizionale, oltre che mediante ESAME ANTROPOMETRICO, anche mediante ESAME BIOIMPEDENZIOMETRICO e ADIPOMETRICO. Ino

ltre mi occupo dell' elaborazione di PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI per soggetti con sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione, cardiopatie, ipercolesterolemia, dislipidemie, steatosi epatica, sindrome dell'ovaio policistico, calcolosi ...

Elaboro piani alimentari anche per soggetti allergici ed intolleranti, sportivi, donne in gravidanza, allattamento e menopausa. Inoltre mi occupo di nutrizione e alimentazione nell'ambito della PREVENZIONE di malattie, come quelle dell'apparato cardiocircolatorio, parkinson, infezioni dell'apparato urinario, calcolosi ...

È un'affermazione che mi ha riportato una paziente qualche giorno fa e che non è poi così raro ascoltare.Queste due fras...
16/04/2026

È un'affermazione che mi ha riportato una paziente qualche giorno fa e che non è poi così raro ascoltare.
Queste due frasi racchiudono la visione distorta e diffusissima che il bisogno di mangiare sia controllabile e qualcosa da gestire. È come se da un lato ci fosse lo stomaco e dall'altro il cervello: in conflitto tra di loro, in lotta. E quindi come se uno dovesse vincere sull'altro.

Vi faccio un esempio: vi è mai capitato di voler controllare la vostra sudorazione e quindi di impedire al vostro corpo di sudare? E se sì, ci siete riusciti?
Penso proprio di no.
Infatti non possiamo impedire al nostro corpo di inviarci un segnale, che altro non è che un tentativo di comunicazione. Sudorazione infatti vuol dire necessità di regolare la temperatura corporea.
Cosa facciamo quando sudiamo? Se possiamo, ci scopriamo e cerchiamo di rinfrescare l'ambiente in cui ci troviamo.
Ad ogni segnale quindi segue un nostro comportamento, un'azione in risposta a quel segnale e nel tentativo di aiutare il corpo a ritrovare e mantenere uno stato di benessere.

Anche la fame è un tentativo del corpo di comunicazione con noi. È un segnale che indica il bisogno di energia.
E come riconosciamo la fame? Soprattutto attraverso sensazioni fisiche che localizziamo nello stomaco. Questo infatti comincia a brontolare, lo sentiamo vuoto e poi cominciamo a produrre più saliva...
È quindi un segnale biologico e naturale, che in quanto tale, come la sudorazione, non può essere combattuto e/o controllato. Ma va accolto, riconosciuto e accompagnato da una risposta, che in questo caso sarà Mangiare.

La fame non si pensa: non è il cervello che decide se dobbiamo avere o non avere fame. È il corpo intero che "lo decide", perchè è tutto il corpo ad avere bisogno di energia attraverso il cibo.

Al cervello spetta il compito di aiutarci riconoscere la fame, ad interpretare i segnali, e di non produrre pensieri giudicanti e preoccupazioni. Anzi, sarà doveroso accogliere in modo neutrale i pensieri che cominceranno a ruotare attorno al cibo quando si ha fame, e il desiderio di mangiare.

Non esiste quindi la lotta tra stomaco e cervello. Ma pace. Siamo un organismo e quindi siamo composti da organi funzionanti per natura in modo coordinato e armonico. 💜

Quando si ha un disturbo o un disordine alimentare vuol dire che si convive con uno o più di questi tratti caratteristic...
02/04/2026

Quando si ha un disturbo o un disordine alimentare vuol dire che si convive con uno o più di questi tratti caratteristici:

- pensieri, preoccupazioni e ossessioni specifiche sul cibo, sul peso e sulle forme del corpo
(es. Ho mangiato giusto o sbagliato? Posso mangiare questo cibo/piatto? Come compenso? Dovrei essere più magr*? Dovrei pesare di meno. Dovrei avere meno pancia/fianchi.. Devo essere più tonic*. Anche se sono stanc* devo comunque allenarmi per mantenere la forma fisica. ....)

- insoddisfazione corporea persistente nonostante le modifiche del peso corporeo
(es. Anche se sono dimagrit*, non mi piaccio, e non sono soddisfatt*, devo perdere ancora peso)

- restrizioni dietetiche o abbuffate per gestire emozioni

- comportamenti estremi di controllo del peso corporeo come ad esempio alimentazione restrittiva (stare a dieta), digiuno, utilizzo di condotte compensatorie (es. Uso di diuretici, lassativi, esercizio fisico intenso con lo scopo di perdere peso o di potersi abbuffatre, comportamenti di body checking com toccarsi il corpo, osservarsi/ pesarsi ripetutamente)

- svegliarsi durante la notte e consumare cibo per riaddormentarsi

- consumare la maggior parte di cibo nelle ore serali
..

È un luogo comune pensare che pensieri e comportamenti abbiano accompagnato la persona per talmente tanto tempo nella sua vita e che si siano talmente radicati in essa che non sia possibile estrapolarli e sostituirli definitivamente con altri più equilibrati.

E invece si può. Con un percorso terapeutico adeguato basato un approccio multidisciplinare e sulla terapia educativa e riabilitativa, si può.
Può essere faticoso, certo. Questo non lo metto in dubbio.
Ma la strada più facile infatti non è garanzia di strada sicura.
La strada sicura è quella che mette in sicurezza la persona, il suo benessere, il suo equilibrio psico-fisico. E così la persona, accompagnata dal professionista competente (spesso più figure diverse), viene guidata e condotta per quella strada che nonostante le tortuosità e gli ostacoli, porta la persona a ri-fiorire. 💜🪷

Ti è mai capitato di chiedertelo?Oppure di chiederti "Quale pizza è meglio che prenda?" prima di ordinarla.Si potrebbe p...
26/03/2026

Ti è mai capitato di chiedertelo?

Oppure di chiederti "Quale pizza è meglio che prenda?" prima di ordinarla.

Si potrebbe pensare che sia normale chiederselo, perchè è comune e perchè c'è l'idea che "se ci si tiene alla propria salute bisogna fare qualche sacrificio".

In realtà questa modalità di pensiero non è frutto del concetto della presa di cura di sè, ma è frutto della CULTURA DELLA DIETA: dell'idea che ci si debba controllare e darsi un freno davanti al cibo, come se ci fosse un dialogo continuo con esso, come se il cibo ci parlasse e ci tentasse...
Il cibo non ci parla, non ci tenta. È lì. È la persona che gli attribuisce un valore, un significato, un ruolo, a seconda del proprio vissuto, del proprio rapporto con le emozioni e delle capacità di ascolto dei segnali del proprio corpo.

Quando prima di scegliere cosa mangiare, si pensa a cosa sarebbe meglio scegliere per evitare di ingrassare, vuol dire che c'è preoccupazione verso il cibo e verso il proprio corpo (per le sue forme e il suo peso) e che non c'è chiarezza rispetto a cosa veramente incide sul proprio stato di benessere e forse non c'è chiarezza proprio rispetto al concetto di Salute.

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce SALUTE: "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non esclusivamente l'assenza di malattia o infermità".

Laddove ci sono preoccupazioni per il cibo, il peso e il corpo e quindi si pensa che ci si debba controllare vuol dire che non c'è un benessere psicofisico.

Preoccuparsi per quale dolce o pizza scegliere in base a "quanto grassi sono" è indice di un disordine/disturbo alimentare.

La scelta dovrebbe ricadere su ciò che si desidera, senza alcun senso di colpa e con estrema serenità.
Perchè meritiamo di mangiare sempre ciò che desideriamo, nel rispetto dei nostri sensi di fame e di sazietà. 💜

La frequenza con la quale avvengono gli incontri professionista - paziente è un tema cruciale.🙂Quando si sceglie di intr...
24/03/2026

La frequenza con la quale avvengono gli incontri professionista - paziente è un tema cruciale.🙂

Quando si sceglie di intraprendere un percorso di educazione alimentare e riabilitazione nutrizionale vuol dire che si sta mettendo tutt* sè stess* al centro e non il peso del proprio corpo/ il cibo e basta.

🥰E allora si lavora in modo molto più completo: ci si mette in gioco totalmente, insieme al proprio bagaglio, a come la vita sino a quel momento vissuta ha insegnato ad usare il cibo, a sentire/percepire il proprio corpo, a pensare di controllarlo nelle sue forme e nel proprio peso, ...

💚 Il lavoro che professionista e paziente fanno insieme diventa un lavoro specialistico e al contempo specifico, in quanto sono richieste particolari competenze da parte del professionista, che grazie ad esse riesce a svolgere un lavoro più mirato:

- aiutare la persona a riconoscere le convinzioni e i pensieri distorti rispetto al cibo, peso e corpo

- insegnare alla persona a sviluppare un atteggiamento non giudicante, ma accogliente nei confronti di cibo, peso e corpo

- insegnare alla persona a riconnettersi con il proprio corpo riconoscendone i segnali e i bisogni

- insegnare alla persona a ri-scoprire e ri-costruire pezzetto per pezzetto la capacità di auto-regolarsi e quindi di percepire la fame e la sazietà nelle loro sfumature

- insegnare alla persona a riappropriarsi del senso di piacere a tavola, sensa sensi di colpa
..

🥰Tutto questo richiede la programmazione di incontri a frequenza settimanale e il massimo impegno da parte mia e della persona a rispettare i giorni e orari concordati, affinché il/la paziente abbia il proprio spazio esclusivo e personale.

👉🏻Ecco che per consentire un lavoro terapeutico serio e rispettoso è fondamentale, in caso di impossibilità a presentarsi ad un appuntamento, comunicarlo entro un termine un termine di 48h.

Nel caso in cui la disdetta avviene in tempi ristretti, si è tenuti a corrispondere il costo dell'intero incontro di terapia precedentemente concordato, in quanto la mancata comunicazione nei termini previsti, mi impedisce di considerare quello spazio libero e disponibile per un altro paziente. 💜

Quante volte capita di soffermarsi davanti lo specchio e di osservare il corpo riflesso con occhi giudicanti? E di prova...
18/03/2026

Quante volte capita di soffermarsi davanti lo specchio e di osservare il corpo riflesso con occhi giudicanti? E di provare nel frattempo vergogna e un senso di inadeguatezza?
E quante volte invece capita di evitare di specchiarsi, volutamente, come per sfuggire al giudizio e ai pensieri che si attivano?

È come sì, certamente. Ma sia l'uno atteggiamento che l'altro sono atteggiamenti problematici, che richiedono riflessioni importanti e necessarie, utili per cominciare a mettere pace tra il corpo e lo specchio.

Sabato 28 marzo alle 10.00 io e la mia amica e collega Claudia Mandaliti condurremo un incontro per:
- insegnare a riconoscere le radici dell'insoddisfazione corporea
- fare chiarezza sul concetto di benessere
- comprendere come stare bene nel proprio corpo e con il proprio corpo.

Affronteremo questi temi attraverso riflessioni, condivisioni, ma anche attraverso un'esperienza che proporremo.

L'incontro avrà dunque un risvolto anche pratico ed esperienziale.💜

Prendiamoci un momento.È comune avere pensieri giudicanti nei confronti dei corpi in generale. Viviamo in una società in...
18/03/2026

Prendiamoci un momento.
È comune avere pensieri giudicanti nei confronti dei corpi in generale. Viviamo in una società in cui siamo più o meno inconsciamente portati a farlo, nei confronti degli altri, ma anche nei confronti di noi stessi.
Siamo gradualmente e inconsapevole educati alla Grassofobia e cioè ad avere pregiudizi e a trarre conclusioni affrettate quando sentiamo e vediamo che un corpo cambia nelle sue forme e che queste diventano più ampie e morbide. Il cambiamento infatti preoccupa, induce a pensare che si stia facendo qualcosa di sbagliato e che qualcosa quindi possa non andare bene nel corpo (es. che il metabolismo sia rallentato).
Viviamo mentre cresce con noi e dentro di noi l'ideale di magrezza e quindi la certezza che essere magri significa stare bene, in salute, essere felici, avere successo, ...
Pensiamo ai protagonisti principali dei cartoni animati che guardavamo da bambini e dei film che guardiamo in età adulta: principesse, donne in carriera sono tutte magre e di bell'aspetto.
I corpi grassi sono sempre relegati ad ruoli più marginali o comunque a personaggi a cui non si attribuisce il successo e la felicità.

Questo è un punto di partenza utile nella riflessione del perchè siamo portat* a soffermarci spesso su com'è il nostro corpo, sul suo aspetto, sulle sue forme e del perchè questo può facilmente condizionare il nostro umore e la nostra stima personale.

La notizia è che QUESTO NON È NORMALE. Questo vuol dire vivere con L'INSODDISFAZIONE CORPOREA, che per quanto sia comune nessuno merita di avere.
È una questione seria e va affrontata, perchè a sua volta può creare altre spiacevoli e problematiche condizioni, come l'utilizzo del cibo come strumento per controllare il corpo. E questo può mettere a repentaglio lo stato di salute della persona e il suo equilibrio psicofisico.

Un nutrizionista e/o uno psicologo formati sulla prevenzione e trattamento dei Disturbi e Disordini della Nutrizione e dell'Allimentazione può essere di grande aiuto.

Se ti risuona l'insoddisfazione del tuo corpo, lascia un like. 💜

"I CAMBIAMENTI DEL CORPO IN GRAVIDANZA E NEL POST PARTUM"Si è appena concluso questo incontro, in cui io e Giulia abbiam...
14/03/2026

"I CAMBIAMENTI DEL CORPO IN GRAVIDANZA E NEL POST PARTUM"

Si è appena concluso questo incontro, in cui io e Giulia abbiamo ripercorso i cambiamenti del corpo in gravidanza e nel post partum, la loro natura, i loro tempi, il loro significato biologico, le loro ripercussioni emotive e sul valore personale.

Abbiamo parlato delle aspettative che spesso le altre persone prima di noi mamme hanno su come continuerà a cambiare il corpo e di come queste aspettative possano generare preoccupazioni in noi, creare o far aumentare insoddisfazione corporea e di come questa possa ripercuotersi sul nostro rapporto con il proprio corpo e con il cibo.

Abbiamo parlato del fatto che è comune:

- provare sensi di colpa per un corpo che dopo il parto non torna come prima

- provare sensi di colpa per quel cibo mangiato a fine pasto o fuori pasto 《perchè devo stare attenta》

- sensi di colpa perchè ho messo sù tanto peso durante la gravidanza

- provare vergogna perchè il mio corpo non sta tornando com'era prima
..

Siamo stati abituati a giudicarlo, ma nessuno ci ha insegnato a ringraziarlo.

E allora ci siamo prese un momento per farlo: perchè è capace di accogliere una vita dentro di lui e di consentirci di continuare ad accudire il nostro bambino anche e soprattutto dopo la nascita.

Grazie corpo, che con le tue smagliature e tuoi tratti caratteristici sei e sarai per sempre la mia prima, vera e unica casa.❤️‍🩹

Grazie a tutte le mamme che hanno partecipato. Il gruppo è stato numeroso e ci è piaciuto proprio tanto.
Io e Giulia siamo state tanto bene. 💜

Anche questo evento ci ha regalato emozioni e ci ha dato la conferma che c'è bisogno di creare reti, che sostengono e ch...
06/03/2026

Anche questo evento ci ha regalato emozioni e ci ha dato la conferma che c'è bisogno di creare reti, che sostengono e che fanno sentire le persone meno sole.

Questa sera siamo state ospitate dalla dolcissima Rosaria della libreria "La Fantastica".

Ci siamo sentite avvolte dal profumo della carta dei libri che lei sceglie con cura e accolte oltre che da lei anche da tutte le persone che hanno partecipato. Quantà umanità. ❤️

Abbiamo parlato del mangiare in consapevolezza, dello "spegnere la televisione fuori e dentro di noi", del rispetto del cibo, di come favorire la connessione con noi stessi prima e durante un pasto...e ci siamo anche un pò emozionate.

Grazie ad ognuno. Grazie ancora a te, Rosaria.💜

✋🏻Tutti i corpi fisiologicamente cambiano nel corso del tempo, ma quello della donna durante la gravidanza è sottoposto ...
06/03/2026

✋🏻Tutti i corpi fisiologicamente cambiano nel corso del tempo, ma quello della donna durante la gravidanza è sottoposto a cambiamenti molto evidenti e importanti.

❤️‍🩹Meno evidenti possono essere le emozioni talvolta scomode, che possono nascondersi dietro questi cambiamenti.

💜 Ci si può sentire spaventate e preoccupate per:

- un corpo che cambia "senza controllo", perchè non si sa fino a che punto cambia (ad esempio se aumenta solo la pancia o se cambiano anche altre parti del corpo),
- per i segni che questo cambiamento può lasciare,
- per i kg che questo periodo della vita può lasciare,
- per il bisogno che si può sentire "di darsi una regolata con il cibo" perchè altrimenti si ingrassa troppo,
- etc..

❤️‍🩹Ma le preoccupazioni non si esauriscono con la fine del periodo gestazionale. Dopo il parto molte preoccupazioni continuano ad affollare la mente della neomamma: ha poco tempo per sè, ma comunque il bisogno di prendersi cura anche di sè e del suo corpo.

Come accompagnare il corpo della mamma. ad un ritorno alla sua condizione "iniziale"?
Di quanto tempo il corpo ha bisogno affinché ritrovi il suo equilibrio?

👉🏻 Sabato 14 marzo alle ore 10.00 vogliamo accogliere pensieri ed emozioni di future mamme e neomamme per riflettere insieme su questo importante tema.
Il corpo, le sue forme e il suo peso sono spesso oggetto di discussione tra mamme (future o neo), professionisti sanitari.

In occasione della settimana di sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare riteniamo che sia utile andare oltre il cibo e parlare dell'insoddisfazione corporea che può nascere o acuirsi con una gravidanza e nel post-partum.
L'insoddisfazione corporea è il terreno fertile per l'insorgenza di un Disordine o un Disturbo Alimentare.

Vi aspettiamo nello Studio Nima.
La partecipazione è libera ed è preferibile prenotarsi.

Contattateci per avere maggiori informazioni.

Condurremo l'incontro io e 💜

Sarà un incontro di accoglienza e condivisione. 💜
04/03/2026

Sarà un incontro di accoglienza e condivisione. 💜

🌿 I Venerdì in Libreria
“Mastica il cibo, non le tue preoccupazioni.”
Un incontro con Dott.ssa Monica Pagano - Biologa Nutrizionista e Claudia Mandaliti nutrizioniste, per esplorare il nostro rapporto con il cibo e riscoprire il valore della presenza nella quotidianità.
Mangiamo spesso di fretta, distratti, immersi nei pensieri.
E se il momento del pasto potesse diventare uno spazio di ascolto e consapevolezza?
✨ Per portare più equilibrio e attenzione nei piccoli gesti di ogni giorno.
📅 6 marzo – ore 18:00
📍 Libreria La Fantastica

Lavorare senza elaborare diete vuol dire fare educazione e riabilitazione nutrizionale e quindi letteralmente lavorare i...
04/03/2026

Lavorare senza elaborare diete vuol dire fare educazione e riabilitazione nutrizionale e quindi letteralmente lavorare insieme alla persona per renderla di nuovo abile e capace (ri-abilitare) a riconoscere cosa e quanto mangiare.
Fare riabilitazione nutrizionale necessita che si parta dalla richiesta della persona, che solitamente è perdere peso e/o sapere cosa mangiare per sentirsi e vedersi più in forma o per gestire una patologia.
In tutti questi casi si parte dal comprendere il bisogno della persona e la sua condizione: stato di salute psico-fisico, il tipo di legame esistente tra la persona e il cibo, il rapporto con il proprio corpo e con il peso.

Infatti prima di "metter mano" sul cibo per aiutare la persona a modificare le sue abitudini, è estremamente necessario comprendere ciò che sta intorno alla richiesta.

Poi, successivamente, passo per passo si aiuta la persona a conprendere la funzione del cibo nel suo corpo, le richieste del corpo in base al suo stato di salute, rendendola partecipe dell'educazione alimentare. La si aiuta a conoscere come funzionano la fame e la sazietà, come si autoregolano.
La persona scopre quindi in che senso non c'è bisogno del controllo esterno, delle regole della dieta.
La persona si riabilita e diventa nutrizionista di sè stessa.
Questo è fare educazione e riabilitazione.

Questo significa adeguarsi ad un modello terapeutico, scientifico, che nasce non ora, ma negli anni '80 in Francia negli ambulatori di diabetologia.
È che noi siamo culturalmente "indietro", o meglio immersi nella cultura della dieta, quella del controllo del corpo, della fame, dell'immagine corporea..e tutto questo ha lasciato che aumentassero sempre più i numeri di persone che soffrono di disordini e disturbi alimentari.

Ma quindi non fare diete non è una moda. Ma è rifarsi ad un modello terapeutico di quasi 50anni, che dagli ambulatori di diabetologia ha poi cominciato ad essere applicato anche in altri ambiti a tutela del diritto dei pazienti di conoscere la loro condizione ed essere protagonisti e responsabili delle loro scelte e della loro guarigione in presenza di un disturbo. 💜

Io e  stiamo già accogliendo prenotazioni del prossimo corso "Svezzamento Facile", che si svolgerà il 23 e il 30 marzo n...
03/03/2026

Io e stiamo già accogliendo prenotazioni del prossimo corso "Svezzamento Facile", che si svolgerà il 23 e il 30 marzo nella nostra accogliente sala dello Studio Nima.

Anche questa volta abbiamo scelto un orario comodo per bimbi e genitori: dalle 10.30 alle 12.00 circa.

Alcuni dei temi che teniamo a cuore affrontare sono:

⁉️perchè esistono vari tipi di Svezzamento

✅️quale scegliere per il proprio bambino

⏳️quale ordine di introduzione alimenti eseguire

⚠️come riconoscere le reazioni allergiche da alimenti e come comportarsi
🚫alimenti vietati e perchè

🟢come comporre il "piatto dello svezzamento"

🥑 quantità/ porzioni e frequenza di consumo degli alimenti

✨️come offrirli in sicurezza

👀manovre di disostruzione pediatrica

🌈 ma soprattutto tutti i vostri dubbi e le vostre domande!!! 🩷🩵

Indirizzo

Piazza San Giovanni, 6/presso STUDIO NIMA. Trieste
Trieste
34100

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 18:30
Mercoledì 10:30 - 18:30
Giovedì 10:30 - 15:00
Venerdì 10:30 - 19:00

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Our Story

Sono la Dott.ssaMonica Pagano, Biologa Nutrizionista.

Mi sono laureata in Biotecnologie Mediche, Veterinarie e Farmaceutiche, nel 2013, con 110 e lode presso l'Università degli Studi di Trieste e nel 2014 ho conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione di Biologae successivamente il Master di Specializzazione in Nutrizione Umana, che ho frequentato a Roma.

Dopo aver svolto attività di ricerca nel settore della nutrizione clinica e di informazione e consulenza nutrizionalenell'ambito della Campagna di comunicazione promossa da UNAPROA (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di frutta in guscio) e finanziata con il contributo dell’Unione Europea e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sto svolgendo come liberaprofessionista l'attività di Biologa Nutrizionista presso il mio studio di Trieste.

La mia passione verso questo settore mi porta a seguire continui Corsi di Perfezionamento, che mi consentono di restare sempre aggiornata e di approfondire determinate tematiche e aspetti della nutrizione e dell'alimentazione umana.