Zaida Colonna Psicologa Psicoterapeuta

Zaida Colonna Psicologa Psicoterapeuta Psicologa clinica e forense e Psicoterapeuta familiare e sistemico relazionale Svolgo Psicoterapia e consulenza per il singolo, per coppie e famiglie.

Psicologa Clinica e Forense
Psicoterapeuta ad indirizzo Sistemico Familiare e Relazionale. Terapeuta EMDR 1 e 2 livello

Iscritta all'Albo A n.1545 del Friuli Venezia Giulia. Supporto anche alla genitorialità. Didatta in formazione presso l'Istituto Naven di Udine, Scuola di Psicoterapia a indirizzo Sistemico Familiare e Relazionale. Perito per il Tribunale di Trieste e Consulente Tecnico di Part

e del Pubblico Ministero per la Procura di Trieste, Udine e Gorizia. Ausiliaria di Polizia Giudiziaria a Trieste, Udine e Gorizia per quanto concerne l'audizione di minori e persone in condizioni di c.d. vulnerabilità. Consulente Tecnico di Parte in ambito Civile e Penale. Coordinatore genitoriale

Collaboratore della SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
per i Progetti "Emozioni in Regola" attuati sul territorio FVG e Treviso e per ricerche scientifiche

Cultrice della materia per il settore scientifico disciplinare "Sociologia dei processi culturali e comunicativi" presso l'Università di Trieste

Socio fondatore dell'Associazione di Promozione Sociale sulla Facilitazione Genitoriale. Ci occupiamo della tutela del minore nel suo diritto di visita e al contempo di facilitazione e sostegno alla relazione minori-genitori. www.facilitazionegenitoriale.it

Ex Socio fondatore dell'Associazione di Promozione Sociale denominata L'Istrice che si occupa della presa in carico dell'uomo che agisce violenza e dell'uomo vittima di violenza. Il mio studio è attrezzato anche per il lavoro forense, comprensivo di telecamera per audio/videoregistrare e di un monitor. Ha due stanze per svolgere i colloqui.
È possibile affittare le due stanze per il lavoro forense o una stanza per il lavoro clinico.

24/04/2026

Scoperto un giro di es**rt a Milano con calciatori di Serie A coinvolti. Giovani donne offerte a uomini ricchi per serate di sesso e trasgressione.

Fiducia ♥️
16/04/2026

Fiducia ♥️

Da più di 15 anni, la professoressa della Harvard Business School, Amy Cuddy, studia la prima impressione che facciamo sugli altri.

Nel suo nuovo libro, “Come indirizzare le forze della tua personalità verso il successo”, Cuddy scrive che le prime due domande a cui le persone rispondono quando ti incontrano sono:

Posso fidarmi di questa persona?

Posso rispettare questa persona?

Gli psicologi dicono che queste domande riflettono una ricerca di calore umano e competenza. In genere, tutti desideriamo vedere queste due qualità nelle nuove conoscenze, idealmente insieme.

Secondo la professoressa Cuddy, molti pensano che la competenza sia il fattore principale, probabilmente perché si tende a giudicare gli altri dal punto di vista lavorativo o professionale.

Certo, è essenziale avere accanto qualcuno su cui puoi contare, specialmente quando si tratta di lavoro di squadra o progetti impegnativi. Poter fare affidamento su una persona è importante per evitare sorprese spiacevoli.

Ma in realtà, i fattori davvero fondamentali sono il calore e la fiducia. Sono proprio questi valori che guidano la valutazione degli altri al primo incontro.

“Dal punto di vista evolutivo”, spiega Cuddy, “è ancora più importante per la nostra sopravvivenza capire se una persona merita la nostra fiducia.”

Per i nostri antenati, che lottavano per sopravvivere, la fiducia tra le persone era essenziale. Se la persona davanti a te poteva tradirti o danneggiarti, la tua vita era in pericolo.

Nel suo libro, Cuddy esplora come mantenere la fiducia in sé stessi in ogni situazione. Si tratta di creare connessioni autentiche e profonde, sentirsi sicuri e godersi la vita al massimo.

Cuddy sottolinea che la competenza conta tanto, ma solo dopo aver stabilito la fiducia. Se ci concentriamo troppo sulle capacità professionali e ignoriamo il lato umano, rischiamo di crearci più problemi che opportunità.

Spesso, molti studenti MBA sono così preoccupati di sembrare intelligenti e competenti, che si isolano socialmente e non chiedono mai aiuto. Il risultato è che, al termine degli studi, pochi sanno chi sono davvero e spesso nessuno offre loro un lavoro, proprio perché non hanno creato legami di fiducia.

“Se qualcuno non si fida di te, non vai lontano. Anzi, rischi di sembrare sospetto.”

Per esempio, molti candidati ai colloqui cercano di fare bella impressione parlando solo dei propri successi o sorridendo forzatamente.

Ma di solito questo atteggiamento non funziona: più si insiste nel voler apparire perfetti, più si rischia di sembrare manipolatori e poco sinceri.

Una persona aperta, sincera e solare invece ispira fiducia e apprezzamento naturale. Solo dopo che si è creata questa fiducia, le vere capacità professionali emergono e vengono riconosciute.

Il prossimo Open Day a
15/04/2026

Il prossimo Open Day a

Comunichiamo che il prossimo Open Day si terrà, in presenza ed online, in data 07/05/2026 dalle ore 18.00 alle ore 19.00.

Il cambiamento che richiede tempo e fasi, entrambi necessari
10/04/2026

Il cambiamento che richiede tempo e fasi, entrambi necessari

Link a Trieste, una manifestazione interessante e gratuita A me piace questo intervento, ma sul sito trovate tanti altri...
09/04/2026

Link a Trieste, una manifestazione interessante e gratuita
A me piace questo intervento, ma sul sito trovate tanti altri interventi organizzati nelle prossime giornate

Che fase la delicata è la loroChe difficile talvolta fare i genitori
09/04/2026

Che fase la delicata è la loro
Che difficile talvolta fare i genitori

Da dieci anni crescono le condotte autolesive, ma «il 98% dei genitori non le vede». Il neuropsichiatra Vicari: «Sogno che i docenti possano sempre accorgersi dei tagli sui loro corpi»

Lo ricordo ancora quando lo studiai alla magistrale
03/04/2026

Lo ricordo ancora quando lo studiai alla magistrale

INSEGNARE AI BAMBINI I CONFINI CORPOREI

C’è una cosa tutta mia
che nessun può portar via:
Se non sai dirmi cos’è
la risposta chiedi a me.
È il mio corpo e sappi che
uno uguale non ce n’è
È importante e assai speciale
Non si può mai fargli male.
Degno è di gran rispetto
e se non te l’hanno detto
sappi che non puoi toccarlo
se ti dico di non farlo.
(Tratto da “Il mio corpo è la mia casa” di A.Pellai, Salani ed.)

Il corpo è la nostra casa. I bambini, fin dal primo giorno di vita, lo abitano e lo usano per conoscere il mondo che li circonda. In quel mondo ci sono gli altri. Altre persone, bambini e adulti, con cui si deve imparare ad entrare in relazione, a cui si deve rispetto e da cui si deve esigere rispetto.

Il corpo dei bambini rappresenta la dimensione che più esige rispetto da parte di tutti. Va curato e protetto fino a che il bambino non è in grado di prendersene cura e proteggerlo in autonomia. Ma questa competenza va educata. Il bambino deve imparare che il suo corpo è degno di rispetto e ha dei confini, che lui per primo deve conoscere e riconoscere per farli valere nelle relazioni con gli altri.

Questa è la prima regola per proteggere i nostri figli da ogni forma di abuso. Ed è una competenza che rende i nostri figli capaci non solo di proteggersi, ma anche di non agire abusi, prepotenze e violenze sul corpo degli altri.

Più di 20 anni fa ho scritto il primo libro dedicato alla prevenzione degli abusi ai bambini, basato su giochi e filastrocche da realizzare con bambini di età prescolare e scolare. Oggi torna in libreria, aggiornato e completamente rivisto, con un nuovo titolo ed editore: Il mio corpo è la mia casa (Salani ed.).

E’ un volume ricco di informazioni e attività pratiche che genitori ed educatori possono condividere con i bambini per dotarli di quelle conoscenze e competenze di auto-protezione che oggi più che mai sono fondamentali. La filastrocca che trovate a cappello di questo post è uno dei tantissimi materiali, semplici e diretti, presenti nel volume, disponibile in libreria da dopodomani e già preordinabile dappertutto.

In questi mesi molti editori stanno riportando in libreria i libri che ho scritto nella prima parte della mia vita professionale. Sono a tutti molto grato per questa valorizzazione del mio lavoro che mi accorgo essere sempre contemporaneo e soprattutto sempre vicino ai bisogni educativi di bambini e genitori.

Se pensate che altri genitori possano essere interessati a questo post, condividetelo.

30/03/2026
Un articolo interessante
29/03/2026

Un articolo interessante

TPI.it

Forza grande Prof ♥️
26/03/2026

Forza grande Prof ♥️

Chiara Mocchi è la professoressa che, ieri, è stata accoltellata nei corridoi della sua scuola da uno studente di 13 anni.
Queste le parole che l'insegnante, ora non più in pericolo di vita, ha dettato al suo avvocato.
Che siano un esempio di speranza, rispetto e gratitudine per tutti.

“A tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà.
Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda.
Eppure eccomi qui, ancora viva.
E questo lo devo a molti di voi.
In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare.

Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità. Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti.
Al personale dell’elisoccorso, che ha bloccato un’emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con una lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticherò mai le vostre mani ferme e la vostra calma. Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia. Alle forze dell’ordine e alle autorità, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti. A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza. All’avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilità e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare.
Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell’empatia e della vita.
A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l’anima. Oggi sono ancora debole, la voce è un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito è vivo.
E questa vita è un dono che non sprecherò.

So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio.
Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori.

Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande.
A tutti voi, dal profondo del cuore: grazie.
Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita. Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora.
Con commossa gratitudine.”

Prof. Chiara Mocchi

Save the date: il prossimo open day a  NAVEN
23/03/2026

Save the date: il prossimo open day a NAVEN

Comunichiamo che il prossimo Open Day si terrà, in presenza ed online, in data 07/05/2026 dalle ore 18.00 alle ore 19.00.

Indirizzo

Via Gatteri 23
Trieste
34100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393280403934

Sito Web

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