07/02/2026
Un poco di chiarezza. È giusto fare un piccolo sforzo per veicolare al meglio e correttamente qualcosa che in fondo è naturale. In altre lingue lo faremmo, perché ostinarsi a sbagliare? Non sono forse i sutra stessi che ci invitano a non attaccarci alle abitudini?
"gli" āsana o "le" āsana?
Sappiate che nella lingua sanscrita il cosiddetto mondo dei nomi/sostantivi è regolato da tre principi:
I. Genere (liṅga) > maschile (pulliṅga), femminile (strīliṅga), neutro (napumsakaliṅga).
II. Numero (vacana) > singolare (eka-vacanam), duale (dvi-vacanam), plurale (bahu-vacanam).
III. Caso (vibhakti) > nominativo (prathamā-vibhakti), accusativo (dvitīyā-vibhakti), strumentale (tṛtīyā-vibhakti), dativo (caturthī-vibhakti), ablativo (pañcamī-vibhakti), genitivo (ṣaṣṭhī-vibhakti), locativo (saptamī-vibhakti), vocativo (sambhodana).
Ebbene: convenzionalmente si ritiene opportuno "trattare" i nomi neutri, come āsana appunto, al maschile ("gli" āsana). A maggior ragione, sarebbe auspicabile trattare i nomi femminili, come mālā e mudrā ad esempio, al femminile (dunque non "il" mala). Su questo punto, insomma, la buona coscienza di chi ha un minimo di dimestichezza con la struttura della grammatica sanscrita, veicolo linguistico dello yoga, non lascia spazio a troppi dubbi. Poi ognuno faccia come crede. Dunque, sarebbe auspicabile munirsi, almeno per coloro che sono abituati a utilizzare un glossario sanscrito, di un dizionario di sanscrito allora, ove possiamo trovare il genere della parola alla quale siamo interessati.
Last but not least, tocca chiedersi "chi decide il genere grammaticale"? Ovviamente il grammatico! Dunque il genere grammaticale non è, di regola, legato al genere biologico. A poco servono, dunque, i tentativi intuitivi di azzeccare il genere di un nome. Ciononostante, possiamo enucleare alcune coordinate per riuscire, un minimo, a regolarsi: i temi in -a sono sempre maschili (nara) o neutri (phala) e mai femminili; i temi in -ā e in -ī sono femminili (mālā e nadī); i temi in -u sono sovente maschili (guru); i temi in -ū sono femminili (vadhū); e i temi formati con suffissi -ana, -tra, -tva sono sempre maschili o neutri (ta**ra).