11/08/2024
Negli anni in cui ho lavorato a stretto contatto con gli esseri umani in qualità di massoterapista, sempre più spesso mi rendevo conto che non bastava lavorare unicamente sull’aspetto fisico, in quanto quel sintomo (dolore, rigidità ecc.) era solo un segnale che il corpo manifestava per esprimere un disagio molto più profondo e spesso radicato.
Più volte mi resi conto che, se volevo davvero aiutare il mio paziente a stare meglio, avrei dovuto considerarlo nella sua globalità, ponendo la mia attenzione su tutti gli aspetti che prendono parte allo svolgimento della vita di quella creatura, facilitando le relazioni, i rapporti di lavoro, familiari, individuali, aiutando la persona ad affrontare e risolvere i propri disagi, favorendo così il percorso consapevole di guarigione.
Mi appassionai pertanto alla figura del counsellor, che era appunto un facilitatore di relazioni intra ed interpersonali; il mio lavoro era quello di aiutare a comprendere meglio i segnali del nostro corpo e le dinamiche che si manifestano ai diversi livelli del nostro essere. Tutto ciò, al fine di migliorare la propria consapevolezza, la qualità della propria vita, dei propri rapporti e dei malesseri fisici.
Il mio lavoro di counselling si sviluppa quindi sia sul piano fisico che su quello relazionale, emozionale ed energetico, pertanto, se voglio trattare veramente un qualsiasi malessere fisico e non, non posso prescindere dagli aspetti sopra citati.
Il suggerimento che mi sento di dare a tutti, è quello di considerare i nostri sintomi come dei segnali/avvisi che la nostra natura fisica esprime per comunicarci un malessere che va al di là del fisico.
Nel mio percorso di massoterapista ho avuto la prova “provata” di quanto descritto.
La pratica fatta sul campo ha rinforzato le mie idee dandomi dei risultati inconfutabili, e permettendomi di essere d’aiuto a chi ne aveva bisogno.
La formazione di counsellor specializzata in psicosomatica iniziò nel 2011 e la prima paziente di me stessa, fui io, dopo che mi venne diagnosticato il cancro; dovevo capire quale fosse l’origine della mia malattia, posto che non c’era familiarità, mi chiedevo pertanto quali potessero essere le cause “metafisiche” che avevano scatenato la patologia. Da qui iniziò la mia ricerca/formazione seguita da una counsellor professionista che mi aiutò ad acquisire quelle consapevolezze che non avevo, successivamente dopo un anno mi iscrissi a una scuola di counselling della durata di 3 anni la cui scuola di pensiero si basava sul modello svizzero di counselling, riconosciuto a livello europeo.
Al termine dei 3 anni di formazione, intrapresi un percorso di specializzazione con un medico che, ormai da anni, seguiva i suoi pazienti basandosi anche sui criteri della psicosomatica.
Ancora oggi continua la mia formazione e autoformazione al fine di poter essere sempre più competente in quella che è definita la relazione d’aiuto.